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IL VESCOVO RAFFAELE NOGARO DI CASERTA: -MOSCHEE AL POSTO DI CHIESE PER SALVARE VITE-

Papa Bergoglio con il Vescovo Nogaro Papa Bergoglio con il Vescovo Nogaro

Redazione-Monsignor Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta, è uno di quelli che ha firmato l'appello per il "digiuno a staffetta".L'iniziativa che, stando a quanto comunicato dagli stessi aderenti, si prolungherà per dieci giorni e che mira a contestare le politiche messe in campo dal governo e dall'Ue in materia di gestione dei fenomeni migratori.

Ieri si è tenuta la prima manifestazione. Una vera e propria protesta inscenata tra piazza San Pietro e quella antistante Montecitorio. A fare da "front man" c'era padre Zanotelli, che ha richiamato gli ammonimenti del pontefice argentino: "Siamo qui davanti a San Pietro - ha scandito, come riportato da Repubblica - non tanto per la Basilica quanto per la vicinanza a Papa Francesco, che incoraggiamo a dire le parole forti che sta dicendo a favore dei migranti, e siamo qui con questa lampada per Francesco. Se c'era un uomo appassionato per i poveri era lui. Oggi - ha sottolineato - lo sentiamo presente con noi attraverso questa lampada che ci guiderà in questo cammino e in questo digiuno, perché davvero la voce di chi non ha più voce in Mediterraneo e in Libia abbia più voce domani".

Il Papa, insomma, come riferimento valoriale delle rimostranze a favore degli immigrati. Un simbolo del "migrazionismo", direbbero i detrattori del pontefice, considerato dai digiunanti più importante della stessa "Basilica", quindi del Vaticano. Ma durante la manifestazione, oltre a Bergoglio e al santo di Assisi, è stato richiamato anche un altro uomo di Chiesa. Quel monsignor Nogaro che, come detto, fa parte dell'elenco dei sottoscrittori del documento di presentazione dell'iniziativa.

Il vescovo, attraverso un'intervista rilasciata di recente, aveva fatto una riflessione che potrebbe essere considerata abbastanza choccante. Virgolettati che sono stati riportati ieri dallo stesso Zanotelli. Come a dire che sono condivisi. Tra le letture scelte, infatti, è stato selezionato questo passaggio: "Moralmente - aveva dichiarato Nogaro - e da uomo di fede sarei pronto a trasformare tutte le chiese in moschee se fosse utile alla causa e se consentisse di salvare la vita di uomini e donne, poveri e infelici, perché Cristo non è venuto sulla terra per costruire chiese ma per aiutare gli uomini indipendentemente dalla razza, dalla religione, dalla nazionalità. E invece ci sono politici che nei loro comizi continuano a predicare le espulsioni e la cosa peggiore è che lo fanno con la corona e il rosario in mano e nominando il nome di Dio invano, un peccato molto grave". Parole che magari potevano essere sfuggite, ma che dopo la giornata di ieri hanno iniziato a rimbalzare sui social.

Moschee al posto di chiese, in caso fossero utili alla sopravvivenza dei migranti. Il riferimento appare chiaro. Anche se non viene esplicitato preferendo parlare di una generica categoria comprendente "uomini e donne" e "poveri e infelici" Poi la stoccata del vescovo a Matteo Salvini, che da un palco, durante la campagna elettorale, aveva giurato tenendo un rosario in mano.

I cosiddetti "preti di strada" hanno già deciso da che parte stare.

Fonte:Giuseppe Aloisi-ilgiornale.it

Ultima modifica ilMartedì, 17 Luglio 2018 22:01

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