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L'ARCIVESCOVO EMERITO DI FERRARA MONS.LUIGI NEGRI: "I POVERI ITALIANI HANNO UN TRATTAMENTO INFERIORE RISPETTO A QUELLO DEI MIGRANTI"

Redazione-L’arcivescovo emerito di Ferrara, monsignor Luigi Negri, denuncia la discriminazione ideologica contro gli italiani a favore dei migranti: “I poveri italiani ricevono un trattamento inferiore a quello riservato ai migranti, questo va evitato”. “Il dialogo con gli islamici? Molto difficile”.Intervista: “Questa è una Chiesa non interessata alla sua fede. Lo psicanalista non diventi il direttore spirituale dei preti”. Lo dice in questa intervista a La fede Quotidiana Monsignor Luigi Negri, arcivescovo emerito  di Ferrara- Comacchio.

Eccellenza Negri secondo lei è possibile oggi il dialogo con l’islam?

” A me sembra per lo meno molto difficile, specie con un islam che è ferocemente anticristiano, almeno in gran parte. Mi pare che sia proprio l’islam poco propenso e preoccupato a cercare veramente il dialogo”.

Islam, solo una religione?

“Concordo con la tesi di chi sostiene che non è solo un credo religioso, ma un insieme di valori: politici, economici, sociali, giuridici in tante parti difficilmente compatibili con quelli del mondo occidentale  considerato infedele da sottomettere “.

Davanti all’avanzare dell’ islam che fare?

”  L’ occidente deve recuperare, ed anche in fretta, il senso della sua cultura, delle sue tradizioni e  soprattutto della sua fede, proprio quello che saggiamente e con vista lunga diceva Papa Benedetto XVI. Ovvero: la necessità di evangelizzare, in molti casi rievangelizzare, l’  Occidente”.

Le sembra cosa possibile?

” Non lo so. Soltanto so che questa Chiesa al momento non mi pare interessata alla sua fede e alla relativa proclamazione.  Le preoccupazioni prevalenti sono ben altre.  In poche parole, non mi sembra una Chiesa che metta al primo posto  Cristo, ma altri valori, sicuramente importanti, ma non fondamentali come le categorie sociali, politiche, l’ ecologia e adesso anche la psicologia  o la psicoanalisi. Anzi ora è lecito attendersi un revival della psicologia pure  nella predicazione”.

Il prete deve andare dal direttore spirituale o dallo  psicanalista?

” Il prete prima di tutto deve crescere nella fede, mettendo Cristo al centro della sua vita. Per me un sacerdote deve andare dal direttore spirituale e non dallo psicanalista. Se proprio ha problemi, ci vada pure, sia ben chiaro, ma a patto che  questo dottore non diventi lui il vero direttore spirituale”.

Problema immigrazione , esiste la tendenza a trattare chi viene da fuori meglio degli italiani?

“Questa tendenza ideologica e questo orientamento esistono e sono profondamente ingiusti ed effettivamente in molte situazioni i poveri italiani ricevono un trattamento inferiore a quello riservato ai migranti, questo va evitato. Ritengo che sia un problema proprio della politica e delle istituzioni che mi  sembrano davvero poco 

decise a risolverlo realmente”.

Fonte:Bruno Volpe-lafedequotidiana.it

 

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