BENVENUTI SU CAVALIERENEWS

Arrow up
Arrow down

le vostre notizie a portata di web

Log in
Ultime Notizie
LA CHIESA DI POLONIA IN RIVOLTA CONTRO PAPA FRANCESCO: DOPO IL ROSARIO ANTI-ISLAM, E' GUERRA ALLE DOTTRINE BUONISTE: Redazione-La Chiesa polacca è in rivolta contro Bergoglio, dopo il rosario contro l’islamizzazione che ha coinvolto milioni di fedeli, snobbati dal Vaticano, è guerra contro le dottrine buoniste ed eretiche del pontefice. — La dottrina di Papa Bergoglio e la sua esortazione apostolica METEO, UN PEZZO DELL'URAGANO OPHELIA DIRETTO VERSO L'ITALIA: ARRIVERA' DOMENICA: Redazione-La furia dell'uragano Ophelia non è ancora terminata e pare che abbia riservato una sorpresina anche per l'Italia. A lanciare l'allarme un gruppo di meteorologi che avvisa: "Domenica 22 quando raggiungerà l'Italia "il figlio di Ophelia", un centro depressionario staccatosi dall'uragano che TAEKWON-DO SARDEGNA PROTAGONISTA AL MONDIALE DI DUBLINO: FARIGU, ORIOLANI E SPANO CAMPIONI DEL MONDO: Redazione-ITF Dal 10 al 15 Ottobre, si è svolto a Dublino,in Irlanda, il Campionato del Mondo di Taekwon-do ITF, con oltre 1100 atleti provenienti da 60 Paesi. La delegazione italiana, composta da 35 atleti, contava con 7 atleti sardi: la CEI, MONS. DI TORA:" LA LEGGE SULLO IUS SOLI RISOLVE IL PROBLEMA DELLA NATALITA'": Redazione-Ancora catto-comunisti che fanno propaganda per la sostituzione etnica degli italiani. Il Presidente della commissione Cei sulle migrazioni Di Tora senza vergogna: “La legge sullo Ius Soli risolvere il problema della denatalità”. Sono da arresto.A destra molti la chiamano “sostituzione etnica”: AVEZZANO, IL TEATRO DEI MARSI OSPITA L'ORCHESTRA SINFONICA MAV DI BUDAPEST: Redazione-Tutto pronto per il secondo appuntamento con la stagione musicale al Teatro dei Marsi di Avezzano. Giovedì 19 ottobre, a partire dalle 21.00, si esibirà la prestigiosa Orchestra Sinfonica MAV di Budapest. Fondata nel 1945 dalle Ferrovie dello Stato ungherese LAZIO, ABRUZZO E MOLISE VERSO UN'UNICA REGIONE: Redazione-La proposta di un ex consigliere regionale del Lazio, eletto in quota Pdl con il listino Polverini, Pier Ernesto Irmici prova a mettere insieme Molise, Abruzzo e Lazio. È una proposta di legge di iniziativa popolare, per la quale la CULTURA E MUSICA SI UNISCONO: NASCE L'ACCADEMIA MUSICALE DEL FESTIVAL DELLA PIANA DEL CAVALIERE: Redazione-L’Associazione Aisico, dopo il grande successo di pubblico riscosso in luglio dalla prima edizione del Festival della Piana del Cavaliere, ha deciso di contribuire in maniera più incisiva allo sviluppo di un territorio ricco di suggestioni culturali e turistiche come PROVINCIA DELL'AQUILA: LE IMPRESE DECRESCONO IL TRIPLO RISPETTO AL RESTO D'ITALIA: Redazione-La Provincia dell'Aquila perde 636 imprese e decresce del 2,46%, valore triplo della flessione italiana che è stata dello 0,77%, nel triennio dal gennaio 2014 al dicembre 2016, scendendo da 25.837 a 25.201. Lo rende noto in un report il POLO POSITIVO, IMMAGINI PER LA CALABRIA: MOSTRA OPERE FINALISTE: Redazione-La mostra delle opere finaliste del progetto Polopositivo, concorso per giovani artisti [ fotografia e video art ] under 40, allestita a Cosenza - Galleria Nazionale di Cosenza - Palazzo Arnone, rimarrà aperta al pubblico fino al 26 novembre 2017.La PIL ITALIA -5% RISPETTO IL 2008, UE +4,8%. ITALIA DEBITO/PIL AL 133%, UE 86%. OCCUPAZIONE ITALIA 57%, RESTO DELLA UE: Redazione-Al di là della retorica del governo Pd in Italia, i veri dati su occupazione ed economia sono impietosi, specialmente quando vengono messi a confronto con quelli del resto d’Europa.L’Italia mostra alcuni segnali di ripresa, ma non ha ancora recuperato

ANTONIO SOCCI: MACRON E IL FUNERALE DELLA DEMOCRAZIA

In evidenza Emmanuel Macron Emmanuel Macron

Redazione-Giuliano Amato - oggi giudice costituzionale - è una personalità importante e intelligente dell' establishment e, intervistato ieri dal Corriere della Sera, fa capire benissimo qual è la strada da percorrere (esattamente opposta a quella da lui indicata).
Parlando delle elezioni francesi - per esempio - inneggia a Macron grazie al quale il voto di protesta - secondo Amato - avrebbe abbandonato i «populisti» e sarebbe rientrato nei binari giusti (cioè si sarebbe fatto di nuovo abbindolare dall' establishment, votando Macron, il candidato del Palazzo e della Merkel).

Sfugge ad Amato un piccolo dettaglio: in Francia il 51,29% degli elettori ha deciso di non andare nemmeno a votare. Significa che solo il 48,71% degli elettori francesi si è recato ai seggi. Se questa non è protesta, se questo non è un gravissimo segno di malessere della democrazia francese, davvero non si capisce più nulla.

Non solo. In quel 48% dei francesi che hanno votato, Macron - il beniamino delle élite - si è preso circa il 32%, che corrisponde al 15,39% del totale degli elettori. I suoi voti effettivi dunque rappresentano una piccolissima parte della Francia.
Ma, con il 15% degli elettori francesi, Macron si aggiudica dai 400 ai 455 seggi su un totale di 557, quindi molto più della maggioranza assoluta: porta a casa circa il 70% dei parlamentari.

Ripetiamo: agguanta il 70% dei parlamentari per aver avuto il voto del 15,39% sul totale degli elettori francesi.
Tutto bene? Tutto normale? Non ravvisate alcun problema? Amato non vede problemi, a tal punto che, nell' intervista citata, arriva a caldeggiare anche per l' Italia il sistema maggioritario francese, cioè proprio il sistema che dà questi «meravigliosi» risultati.

Quattro gatti - Del resto uno che - come Amato - descrive queste elezioni francesi come «il radunarsi di una larga maggioranza attorno a un giovane che promette governo», non si sa che film abbia visto. Quale «larga maggioranza»? Il 15% del Paese sarebbe una «larga maggioranza»?

In ogni caso questo risultato permette ad Amato di essere «ottimista» sulla tenuta dell' Unione europea. Certo, l' Europa dell' establishment può festeggiare Macron (che è un suo uomo), ma i popoli si allontanano sempre di più. Amato è il tipico rappresentante di un establishment che definisce sprezzantemente «populismo» le decisioni dei popoli contrarie all' establishment e fa di tutto per neutralizzarle.

Infatti, in questa intervista, dove egli suggerisce di raccogliersi «attorno alla Germania» per rendere ancora più stretta, (cioè più soffocante) l' Unione europea (cioè la Grande Germania di cui siamo sudditi), Amato arriva a dire che «il Regno Unito potrà e forse dovrà riproporre ai suoi elettori la scelta tra restare e uscire».

Capito l' antifona? La Brexit li ha battuti e loro vogliono annullarla. Se la squadra dell' establishment è uscita sconfitta sul campo, si cancella la partita e la si rigioca finché non la vincono loro (provvedendo prima a terrorizzare gli elettori sulle conseguenze apocalittiche della Brexit, come stanno già facendo, anche grazie agli errori macroscopici di Theresa May).
Al di là del fatto che oggi Amato è un giudice costituzionale, non più un politico, quindi dovrebbe astenersi dai comizi, resta il fatto che il sistema francese è quanto di peggio ci possa essere, perché estromette dal Parlamento partiti che prendono un sacco di voti e regala percentuali bulgare di parlamentari a chi rappresenta il 15% del Paese.

Sistema assurdo - È il modo migliore per aumentare lo scollamento tra popolo e istituzioni. È il funerale della democrazia. Non a caso François Mitterrand definì «un colpo di stato permanente» la quinta repubblica francese (anche se poi conquistò lui l' Eliseo e allora se la fece piacere volentieri). Resta il fatto che quello francese è un sistema assurdo. Non solo perché butta a mare la rappresentatività, cioè la democrazia (e scusate se è poco), ma anche perché non garantisce nemmeno la «stabilità» o «governabilità», per usare le categorie furbesche oggi in voga nel Palazzo. Lo si è visto con Hollande.

Quando sei al potere in un Paese di cui tu rappresenti solo una piccolissima parte, non riesci a tenere insieme la nazione e a governare davvero, perché non hai il consenso della società, sei di fatto delegittimato costantemente. Salta tutto per aria. Sarebbe dunque il caso che i nostri apprendisti stregoni che in Italia si cimentano con le leggi elettorali ci riflettessero evitando di dare ascolto ad Amato. E alle altre sirene che vorrebbero suggerire altri sistemi elettorali europei. D' altra parte la tipica esterofilia nostrana, in questi giorni, subisce un altro colpo perché il tanto mitizzato sistema inglese - che a detta di molti sarebbe il non plus ultra - ha partorito anch' esso un Parlamento dove è difficile costruire una maggioranza di governo.
Segno evidente che non sono le leggi elettorali a garantire un governo solido e non bisogna fare leggi elettorali sbandierando il vessillo (balordo) della governabilità, perché è un trucco che serve solo a togliere peso, rappresentatività e potere agli elettori.
La governabilità è casomai un effetto secondario, peraltro non garantito nemmeno da sistemi elettorali come il Porcellum.
Lo scopo primario di una legge elettorale deve essere la rappresentatività, perché la nostra Costituzione, all' articolo 1, proclama che «la sovranità appartiene al popolo» (da cui si desume pure che i parlamentari non possono essere «nominati» dai partiti, ma devono essere decisi degli elettori) e all' articolo 48 afferma che «il voto è personale ed eguale, libero e segreto».

A me pare che l' unico modo per garantire l'«eguaglianza» del voto degli italiani sia il sistema proporzionale che dà a ciascun partito, in Parlamento, il peso effettivo che ha nel Paese. Si può introdurre un piccolo premio di maggioranza per eventuali coalizioni, ma non tale da alterare e manipolare la rappresentatività del Parlamento (la sonora bocciatura dell' Italicum del 4 dicembre scorso ha questo preciso significato).

Veniamo da anni di tale delegittimazione della sovranità popolare - espropriata in ogni modo - che si è costretti a ricordare e difendere questi principi basilari della nostra Costituzione, che poi sono i principi della democrazia. Sappiamo che le élite non amano il proporzionale, perché detestano la sovranità popolare e hanno orrore del rapporto diretto fra eletti ed elettori che costringe i politici a rappresentare davvero la gente che li elegge.

I forconi - Invece nei sistemi come quello francese possono continuare a comandare lorsignori dell' establishment, dietro un paravento di apparente democraticità. Ma attenzione, perché prima o poi la pentola in ebollizione scoppia e - come la storia insegna - quando comincia a scarseggiare il pane non serve consigliare di mangiare brioche, perché a quel punto arrivano i forconi. E non è il caso di arrivarci. Macron ha il Palazzo dalla sua, ma la grande maggioranza del suo Paese sta all' opposizione. Meglio tenersi alla larga da questa pericolosa involuzione della democrazia. Parigi val bene una messa al bando dell' establishment

(e dei sistemi elettorali che esso caldeggia).

Fonte:Antonio Socci-liberoquotidiano.it

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.