BENVENUTI SU CAVALIERENEWS

Arrow up
Arrow down

le vostre notizie a portata di web

Log in
Ultime Notizie
SUCCESSO DI SALVINI E CONTE, L'ITALIA PIEGA L'EUROPA: FRANCIA E MALTA SI PRENDONO 50 MIGRANTI A TESTA. GLI ALTRI IN: Redazione-Dopo sette anni di sottomissioni l’Italia riesce a piegare l’Europa. Francia e Malta si prenderanno 50 migranti a testa dei 450 a bordo delle nostre navi militari. Il resto dei clandestini, come ha comunicato il premier Conte, saranno ridistribuiti in CARSOLI, CONTINUA IL RECUPERO DEI RIFIUTI ABBANDONATI PER STRADA: Redazione-Continua la attività di recupero dei rifiuti abbandonati per strada. L'assessore Mario Mazzetti rivolge << un ringraziamento al personale dell' Aciam che opera nel nostro comune, al loro coordinatore Angelo S. e al nostro dipendente Walter per il livello di INTONACI 2018: Redazione-Nella sua entusiasmante evoluzione il progetto Intonaci quest’anno, tra gli altri, prevede due interventi davvero particolari.Il primo riguarda la realizzazione di una fonte battesimale nella centrale chiesa di S. Giuseppe. Infatti nonostante nel paesino di Tufo si possa contare la BAMBINI DIPINTI PER IL GAY PRIDE AL CAMPO ESTIVO: L'IRA DELLE MAMME: Redazione-TIro alla fune, tombola, una partitella a calcio. Da un campo estivo un genitore si aspetta cose del genere. Di certo non i festeggiamenti per il Gay Pride. Che è quanto hanno invece messo in scena due educatrici della scuola -CARRUFO E LE SUE ORIGNI-, CONFERENZA DEL PROF.RE FABIO REDI DOCENTE DI ARCHEOLOGIA MEDIOEVALE DELL'UNIVERSITA' DELL'AQUILA: Redazione-E’ giusto che un paese, anche se molto piccolo, voglia conoscere le sue origini, il che vuol dire trovare gli elementi utili per ricostruire la sua storia. Carrufo, frazione di Villa Santa Lucia, un borgo alle pendici del Gran Sasso FUCINO, ACQUA, TERRA E INFANZIA: VIAGGIO NELLA MEMORIA NELLO SPAZIO LETTERARIO DELLE -VACANZE LUCHESI-: Redazione-Un viaggio nella memoria attraverso i luoghi, per riscoprire che "casa" è laddove pensieri, emozioni, esperienza e consapevolezze hanno preso forma in un caleidoscopio di prime volte. É questo è il filo conduttore dell'opera "“Fucino, acqua, terra e infanzia”, dello UTILE DI 358MILA EURO IN BILANCIO, LA PAGELLA ANNUALE PROMUOVE L'ACIAM A PIENI VOTI PER IL SECONDO ANNO CONSECUTIVO: Le strategie per il medio e lungo termine lanciano la Partecipata marsicana a passo spedito verso il futuro   Redazione-Un utile netto di rilievo per il secondo anno consecutivo, ammontante a 358mila euro, ottimizzazione e specializzazione delle risorse interne, una gestione aziendale I 450 MIGRANTI SULLE NAVI ITALIANE, IL PIANO DI SALVINI: -ORA VADANO A MALTA O IN LIBIA-: Redazione-Stavolta il Viminale usa il pugno di ferro contro l’invasione di clandestini e terroristi. Ecco il piano di Salvini: completato il trasbordo dei 450 migranti devono essere scortati fino a Malta o addirittura in Libia. Il ministro a Conte: “Nessun TAGLIO DEI VITALIZZI, FINALMENTE E' ARRIVATO IL SI DELLA CAMERA DEI DEPUTATI: Redazione- L’Ufficio di presidenza della Camera ha approvato la delibera del presidente Roberto Fico per il ricalcolo dei vitalizi degli ex parlamentari."Finalmente è arrivato. Oggi è il giorno che gli Italiani aspettavano da 60 anni, quel momento fatidico che abbiamo IL MINISTRO DEGLI AFFARI EUROPEI PAOLO SAVONA: -DOBBIAMO ESSERE PRONTI A TUTTO, ANCHE ALL'USCITA DALL'EURO-: Redazione-“Mi dicono tu vuoi uscire dall’euro? Badate che potremmo trovarci in situazioni in cui sono altri a decidere. La mia posizione e’ di essere pronti a ogni evenienza”.Così Paolo Savona su un’eventuale uscita dall’euro dell’Italia.Il ministro degli Affari Europei parlando davanti

E' IN ARRIVO IL FISCAL COMPACT E NESSUNO NE PARLA

In evidenza Fiscal Compact Fiscal Compact

Redazione-Alzi la mano chi nelle ultime settimane ha visto anche solo un trafiletto o un qualche servizio televisivo menzionare il Fiscal Compact. In un clima già da campagna elettorale inoltrata, non passa giorno senza leggere di alleanze che si creano e si disfano, di questo o quell’esponente politico che passa da uno schieramento all’altro, di sondaggi e intenzioni di voto. Questo per non parlare delle infinite discussioni intorno alla possibile legge elettorale con la quale dovremmo andare a votare il prossimo anno. Peccato che qualsiasi futura maggioranza parlamentare e qualsiasi governo dovesse insediarsi all’indomani del voto rischia di essere, se non commissariato, per lo meno fortemente limitato nelle proprie scelte. Se lo scopo principale di un governo è infatti quello di gestire e indirizzare le risorse disponibili per attuare determinate politiche, il futuro sembra verrà deciso altrove. Entro la fine dell’anno, il Parlamento dovrà ratificare il Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell’unione economica e monetaria, meglio noto come Fiscal Compact.

Tra le diverse disposizioni, questo trattato prevede l’obbligo di riportare entro 20 anni il rapporto tra debito pubblico e Pil alla fatidica soglia del 60%, uno dei parametri degli accordi siglati a Maastricht all’inizio degli anni ’90. Parametri fortementecriticati per la loro arbitrarietà, a maggior ragione perché da applicarsi indistintamente, senza considerare le specificità di un paese, la fase economica o la situazione sociale e occupazionale. L’Italia ha oggi un rapporto tra debito e Pil superiore al 130%. Sarebbe lungo il discorso su come si è arrivati a tale percentuale. Basti ricordare che da oltre il 120% della metà degli anni ’90, si è scesi al 103% nel 2008, per poi registrare un’esplosione che è seguita, in Italia come nella maggior parte delle economie occidentali, allo scoppio della bolla dei mutui subprime. In altre parole una crisi della finanza privata il cui conto è stato scaricato su quella pubblica. Al culmine del paradosso, la prima è ripartita a pieno ritmo, inondata di soldi tramite quantitative easing e altre politiche monetarie, mentre alle finanze pubbliche vengono imposti tagli e controlli durissimi. Ancora peggio, con un ribaltamento dell’immaginario collettivo le responsabilità delle attuali difficoltà vengono addossate ai debiti pubblici. Tale ribaltamento di cause e conseguenze della crisi è la giustificazione per volere introdurre un trattato con forza superiore alle legislazioni nazionali che ci imporrà di scendere dal 130% al 60% in venti anni. Secondo i suoi difensori, il Fiscal Compact più o meno “si pagherà da solo”. Crescita dell’economia e inflazione dovrebbero garantire un aumento del Pil che porterebbe a ridursi il rapporto debito/Pil. “Basterebbe” quindi un avanzo di bilancio non troppo gravoso per rispettare i dettami del Fiscal Compact. Dovremmo quindi imporci di rinunciare a qualsiasi margine di manovra dei prossimi governi per realizzare avanzi primari, ovvero sempre più tasse e sempre meno servizi erogati. Questo nella migliore delle ipotesi. Non è chiaro chi abbia la sfera di cristallo per potere prevedere crescita dell’economia e inflazione su un periododi venti anni. I risultati del recentepassato – per non parlare di possibili nuove crisi in un mondo sempre più dominato dalla finanzaspeculativa – non invitano certo all’ottimismo. In caso di una nuova, probabile, flessione dell’economia, rispettare il Fiscal Compact significherebbe un disastro sociale ed economico. Quello che però colpisce di più è l’affermazione definitiva della tecnocrazia sulla democrazia.

Qualsiasi futuro governo dovrà operare entro margini strettissimi e imposti da una visione dell’economia come una scienza esatta, guidata da regole matematiche dove il benessere dei cittadini o l’ambiente diventano le variabili su cui giocare, mentre i parametri macroeconomici sono immutabili. Indipendentemente da cosa ci riserva il futuro, il debito va ridotto a marce forzate e questo va garantito a ogni costo. Che il costo sia disoccupazione, perdita di diritti, impossibilità di investire per una trasformazione ecologica dell’economia, non è un problema, non può essere nemmeno materia di discussione. Attac Italia ha provato a rompere il silenzio lanciando una campagna di informazione e una petizione da firmare on-line. Perché è a dire poco incredibile assistere al livello di un dibattito concentrato sulle presunte responsabilità dei migranti, mentre in un Paese con 4,8 milioni di persone in povertà assoluta stiamo affermando che ci imponiamo vent’anni di alta pressione fiscale e tagli alla spesa pubblica e ai diritti fondamentali. Il problema non è e non può essere “prima gli italiani”.

Il problema è se sia possibile sancire che la vita delle persone – di tutti noi – sia sacrificabile nel nome di una percentuale decisa decenni fa da qualche burocrate.

Fonte:stopeuro.news

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.