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FABIO GARANTE CON IL SUO -ABOUT ME- SI CONFESSA:- LA CHITARRA E' L'AMORE SPASSIONATO DELLA MIA VITA-

Fabio Garante Fabio Garante

Redazione- Siamo voluti tornare ad intervistare il chitarrista/insegnate Fabio Garante per farci raccontare qualcosa in più su di lui:<<

Come sei arrivato ad insegnare/fare il musicista?

Allora, premetto che io di solito se faccio una cosa non la faccio tanto per fare, in più sono molto testardo, se decido ,non ce nulla che mi ferma…..,A dire la verità ho iniziato tardi lo studio dello strumento(circa sui 18/19 anni i primi approcci)(probabilmente prima non avrei avuto la testa per farmi il mazzo che poi mi sono fatto)anche se comunque ero sempre immerso nella musica, ne ascoltavo parecchia, sono stato folgorato da chitarristi quali Brian May Slash ecc. ed ad un certo punto ho deciso di prendere lezioni e sono andato da qualche conoscente per i primi accordi ma poco dopo avevo già bisogno di qualcuno di più professionale. Cosi per caso su un annuncio ho trovato il mio primo maestro vero, Emanuele Zullo (di Ferrara a cui devo davvero molto).Ricordo che era sorpreso dal mio impegno e dedizione, quello che mi diceva la settimana dopo lo sapevo perfettamente, poi da lì’ mi ha detto che, visti gli enormi progressi avrei dovuto provare ad entrare al conservatorio. Quindi, ho fatto l’ esame e sono entrato ed i ho davvero capito cosa voleva dire studiare musica seriamente e cosa voleva dire fare il musicista; poi mi sono laureato, ma nel frattempo ho studiato anche con altri grandissimo della chitarra tipo Massimo Varini (di cui sono tutor didattico)Alex Stornello(presidente Mmi di cui sono insegnante abilitato)ecc ecc. In seguito tantissimi corsi e masterclass con i più grandi(Steve Vai, Gilbert, Colombo ecc. ecc.). Insomma da cosa nasce cosa, grazie all’ esempio del mio primo insegnante ho capito che poteva diventare un lavoro e ho cominciato ad insegnare privatamente in alcune scuole cosa che tutti ora faccio, compreso alcune clinic di chitarra. Ovviamente ho avuto tante esperienze live e studio e ho girato tutta Italia con band meno conosciute e con alcuni big tra i quali Bobby Solo, Gianni Drudi(di cui sono chitarrista stabile sia live che studio)Stefania Cento, Ruggero Ricci(tour promozionale in Inghilterra del suo disco contrasti).Ho vinto anche i Sanremo awards con una band che si chiamava Assenzio : mille esperienze che mi hanno insegnato molto. Mi fermo qui perché sono già andato un pò troppo per le lunghe hahah… Continuo a studiare giorno per giorno poiché fare il musicista vuol dire questo..

Cosa vuoi lasciare ai tuoi allievi? cosa vuoi trasmettere?

La prima cosa che vorrei trasmettere è il rispetto per la musica che deve essere un divertimento, ma va presa anche con serietà. Per me la musica è quasi una religione, e quando vedo che non viene rispettata, mi fa male :siamo in un mondo in cui (grazie a mille cose tra cui talent ,basi ecc. ecc.)è tutto più accessibile a tutti e questo porta tutti ad avvicinarsi alla musica, ma spesso in modo sbagliato. L’obiettivo non diventa quasi più la musica ma il sentirsi una “rock star” per una sera e ciò danneggia l’ ambiente e chi lo fa di mestiere. Fare il musicista è ben altro, è dedicare la propria vita ad essa, quasi sacrificare la propria vita per la musica e questo messaggio cerco di trasmettere: se lo vuoi fare la professione di musicista devi essere pronto a vivere per la musica, a lottare ogni giorno, a studiare e a stare sullo strumento tutti i giorni. Psicologicamente è molto difficile, ma se ce l’ hai dentro non puoi fare altro; insomma non è cosa per tutti.

Come hai scritto "About Me?

Tra insegnare ,lavori in studio tour ecc. è stato un bel casino trovare il tempo per me stesso. L’ispirazione viene fuori un pò da tutto: dalle lezioni con i miei allievi e da una nota sbagliata può nascere viene l’idea, oppure da un paesaggio, da uno stato d animo. Insomma da tutto, anche da dischi che ascolto. L’ispirazione, di solito viene di notte, come dico sempre “la notte ha il vizio della fantasia”. Quando ho un brano da scrivere comunque me lo sento, sento dentro che deve uscire qualcosa, non so come spiegarlo, ma so che è lì, quindi basta prendere la chitarra e viene fuori, mi metto nel mio piccolo studio e butto giù l’ idea con batteria(provvisoria fatta da me) e poi aggiungo il basso(provvisorio fatto da me) e creo il pezzo. Nei ritagli di tempo ci lavoro perché, poi ogni cosa che faccio porta ad altre idee fino a raggiungere qualcosa che mi piace e a cui non ho più nulla da aggiungere e , a quel punto, il brano è finito. Ovviamente poi viene il resto del lavoro, ma questo è come procedo di solito. Inoltre, registro molto per altri artisti e anche questo mi porta ad avere sempre idee nuove, alcune magari non adatte al contesto dell’ artista in questione e alcune le sviluppo per un mio brano. il disco l’ ho scritto perché sento il bisogno di esprimermi ;sono una persona abbastanza chiusa e timida anche se non lo dimostro e la chitarra è l’ unico mezzo che conosco per esprimermi e, quando scrivo pezzi miei, ho la possibilità di sperimentare,

e ricercare sempre qualcosa di nuovo>>.

Ultima modifica ilSabato, 09 Febbraio 2019 14:13
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