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BOLOGNA, MONSIGNOR ERNESTO VECCHI: -LE CHIESE RISCHIANO DI TRASFORMARSI IN MOSCHEE, QUESTO MI FA ORRORE-

Monsignor Ernesto Vecchi Monsignor Ernesto Vecchi

Redazione-Un altro vescovo si ribella al cancro islamico, all’islamizzazione dilagante con il contributo della sinistra e dei traditori dei cristiani e al buonismo suicida di Bergoglio. La denuncia di monsignor Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare di Bologna: “Le chiese rischiano di trasformarsi in moschee e questo mi fa orrore”.“La basilica di San Petronio non diventi una moschea”. E’ questo l’appello di monsignor Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare emerito di Bologna, che ha spiegato all’emittente Trc un passaggio della sua omelia durante la celebrazione in onore dei defunti delle forze armate. “Questo è un paradosso, spero almeno. Mi dispiacerebbe che diventasse una moschea. Con questo non voglio togliere il diritto alle persone di pregare, però che i luoghi di culto cristiani, piano piano, possano trasformarsi in moschee questo mi fa terrore”.

Un timore, quello del vescovo di Bologna, che difficilmente viene esternato dai vertici della Chiesa ma che sembra sempre più diffuso tra i fedeli cattolici. E’ lapalissiano infatti che le chiese in Italia, e in generale in Europa, sono sempre più vuote mentre aprono di continuo luoghi di culto islamici. “Non mettiamo più al mondo i figli – ha specificato monsignor Vecchi – noi abbiamo bisogno di questi qua: molti per ora sono cristiani che vengono dall’Est, se vengono quelli musulmani loro hanno Maometto, ma Maometto non è Cristo”. Sull’accoglienza degli immigrati il vescovo di Bologna ha detto poi che “bisogna accogliere, però se io butto già la casa, come faccio ad accogliere? Io devo custodire la mia casa, cioè la nostra identità culturale deve rimanere come un valore, tra questi valori c’è quello dell’accoglienza”.

Fermo restando il ragionamento un po’ antinomico su identità e accoglienza, monsignor Vecchi ha toccato forse il tasto più dolente e al contempo significativo. Ovvero quello dei pochi bambini che nascono oggi in Italia da genitori autoctoni. Un fattore che inevitabilmente pesa sul futuro stesso della religione cattolica e dei suoi edifici sacri, ma che con tutta evidenza viene sottovalutato

(per non dire avallato) a partire da Papa Francesco.

Fonte:riscattonazionale.org

Ultima modifica ilVenerdì, 09 Novembre 2018 14:42
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