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EFFETTO CHIESA BERGOGLIANA: EMORRAGIA DI FEDELI, 3 SU 4 NON VANNO A MESSA, RECORD NEGATIVO

Papa Francesco Papa Francesco

Redazione-La continua la propaganda sull’invasione e sull’accoglienza, le aperture suicide con il mondo islamico, i continui scandali sessuali, lo stravolgimento delle dottrine cattoliche. Tutto questo ha causato un’emorragia di fedeli, tre su quattro disertano la messa domenicale, è un record negativo per il pontificato di Bergoglio.Il sito #truenumbers analizza per esempio i dati forniti dall’Istat e consente di osservare la progressione di un fenomeno che sembra destinato a spopolare nei prossimi lustri i luoghi di culto. Se nel 2007 una persona su tre (esattamente il 33,43 per cento) dichiarava di frequentare luoghi di culto almeno una volta alla settimana, oggi la percentuale è scesa al 27,5%, minimo storico degli ultimi dieci anni. Altro che «effetto Bergoglio»! Papa Francesco, così popolare e apprezzato, sembra non sortire alcun effetto positivo sulla pratica religiosa degli italiani. Insomma, mentre rimane stabile il numero di coloro che continuano a professarsi cattolici non praticanti, diminuisce progressivamente il numero di coloro che almeno la domenica si recano in una chiesa o in parrocchia per assistere alla funzione religiosa. La presenza nei luoghi di culto, in buona sostanza, è arrivata proprio sotto Bergoglio ai minimi storici.

Dai dati Istat si ricava che oggi (l’aggiornamento è alla fine del 2016) entra in chiesa almeno una volta alla settimana poco più di una persona su quattro. Pochi, molti? Il punto è che sono sempre meno: negli anni del pontificato di Benedetto XVI la partecipazione si è sempre tenuta oltre il 30 per cento mentre è arretrata con Francesco. D’altro canto aumentano quelli che non mettono mai piede in chiesa, neppure la domenica: erano il 18,2% nel 2007 e sono il 22,7 oggi. La diaspora più consistente, però, riguarda il mondo giovanile. Nel segmento di età compreso tra i diciotto e i 24 anni, si è perso una fetta del 30 per cento di fedeli «osservanti», mentre la flessioni è più contenuta tra i 25 e i 29 anni (-20%) per poi tornare ad aumentare nella fascia di età tra i 55 e i 59 anni (30%). Il calo più ridotto è nella fascia di età tra i 40 e i 50 anni (10%). […]. Val la pena ricordare che Oltralpe le cose vanno anche peggio. Un anno fa ebbe un’eco molto ampia sui media la notizia che negli ultimi dieci anni si è «perso» un migliaio di luoghi di culto, trasformati in esercizi commerciali

, biblioteche e persino in fast food.

Fonte:riscattonazionale.net

Ultima modifica ilDomenica, 03 Dicembre 2017 13:10
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