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A Roma l’arte non va in vacanza: da Ferragosto alle stelle del Planetario, ecco tutti i tesori aperti per i cittadini

Chi l’ha detto che a Ferragosto la città si svuota? Roma è più viva (e bella) che mai! 🏛️ ✨ Scoprite tutti i tesori aperti in questi giorni: dalle grandi mostre su Diego Rivera e Mapplethorpe, alle magiche visite serali all’Ara Pacis (che ritrova i suoi colori originali). Potrete esplorare i misteriosi bunker di Villa Torlonia, rivedere l’antica Roma con la realtà virtuale al Circo Massimo, fino a toccare le stelle al Planetario! Leggete la nostra guida completa con orari e appuntamenti per innamorarvi, ancora una volta, della Città Eterna. 👇 📸

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Franco Gentilini, Giovani in riva al mare, 1934 - Galleria dArte Moderna

Roma – Si dice spesso che la vera magia di Roma si sveli proprio ad agosto, quando il traffico caotico si dirada, i ritmi frenetici rallentano e la Capitale si offre in tutta la sua monumentale e silenziosa bellezza a chi ha la fortuna di restare in città. E per tutti coloro che trascorreranno il Ferragosto all’ombra del Colosseo, il messaggio della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali è chiaro e inequivocabile: a Roma l’arte non va assolutamente in vacanza. Per l’intero mese, e in particolare nel periodo clou dal 14 al 27 agosto, l’intero sistema dei Musei Civici garantirà l’apertura con tariffe e orari ordinari. Un’occasione imperdibile per turisti e cittadini per riappropriarsi del proprio sterminato patrimonio culturale, immergendosi in un calendario di mostre, visite serali e spettacoli astronomici da togliere il fiato.

Dai maestri della pittura alla fotografia: le mostre imperdibili

L’offerta espositiva per queste due settimane di agosto è semplicemente straordinaria. Basti pensare ai Musei Capitolini, dove a Villa Caffarelli trionfa la grande e coloratissima esposizione “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo”, affiancata a Palazzo Caffarelli dalla mostra “Vasari e Roma”. Sempre ai Capitolini, gli appassionati potranno scoprire i segreti della pittura incompiuta con l’affascinante percorso “Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva” presso la Pinacoteca.

Per gli amanti del grande cinema, il Museo di Roma a Palazzo Braschi propone “Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”, un commosso e doveroso omaggio al gigantesco regista a dieci anni dalla scomparsa. Ma è la fotografia a rubare la scena internazionale: gli immensi spazi del Museo dell’Ara Pacis accolgono oltre duecento scatti provocatori e sublimi di Robert Mapplethorpe (“Le forme della bellezza”), mentre il Museo di Roma in Trastevere vi farà viaggiare dalla New York di Matilde Damele fino alla Parigi notturna di Hervé Gloaguen.

L’Ara Pacis si illumina di notte e i misteri sotterranei di Villa Torlonia

Ma la vera magia avviene quando cala il sole. Proprio a partire dal weekend di Ferragosto, l’Ara Pacis si trasforma nel palcoscenico de “L’Ara si rivela”: un’esperienza multimediale immersiva che, grazie alla spettacolare tecnica del videomapping, restituisce al celebre monumento augusteo i suoi vividi colori originali. Le visite, arricchite da narrazioni in cuffia e suggestioni sonore, si svolgono ogni venerdì, sabato e domenica sera.

Per chi invece ama esplorare le cicatrici della Storia recente, a Villa Torlonia si aprono le porte del buio: sono infatti visitabili (anche a Ferragosto) i rifugi antiaerei e l’incredibile Bunker segreto realizzato sotto il Casino Nobile durante gli anni bui della Seconda guerra mondiale.

Fori Imperiali, Circo Massimo e l’immersione nel mito di Roma

Impossibile dimenticare il cuore archeologico della Città Eterna. Resteranno regolarmente aperti l’Area Sacra di Largo Argentina, il Parco Archeologico del Celio e i meravigliosi Fori Imperiali. Ma l’esperienza più innovativa vi aspetta al Circo Massimo: indossando gli speciali visori della Circo Maximo Experience, sarà possibile compiere un vero e proprio viaggio nel tempo in realtà aumentata, vedendo letteralmente “risorgere” l’antico stadio romano davanti ai propri occhi.

Incontri gratuiti per i cittadini e l’incanto del Planetario

Non mancano le chicche riservate ai possessori della MIC Card (il circuito aMICi). Tra queste, spicca la visita di mercoledì 19 agosto ai Musei Capitolini dedicata al misterioso “Mondo funerario degli Etruschi”, o l’apertura straordinaria di Porta del Popolo (mercoledì 26 agosto), con accesso all’esclusiva terrazza panoramica affacciata sul Tridente.

E quando avrete finito di camminare tra le rovine del passato, non resterà che alzare gli occhi al cielo infinito. Il Planetario di Roma vi aspetta con un cartellone spaziale: dagli spettacoli suggestivi per innamorati (“Il cielo degli innamorati”, “La magia dell’aurora boreale”) fino alle avventure interattive del Dottor Stellarium dedicate esclusivamente allo stupore dei più piccoli. L’estate romana, insomma, non è mai stata così ricca di bellezza.

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DataPolis chiude l’edizione a Bagheria: il monito dell’astronauta Luca Parmitano

Si è chiusa con grandissimo successo a Bagheria l’edizione 2026 di DataPolis, il festival nazionale dedicato alla cultura dei dati e all’informazione. Da Nicola Gratteri a Luca Mercalli, tantissimi gli ospiti illustri che hanno animato i dibattiti sul giornalismo d’inchiesta e sulla crisi ambientale. Emozionante il messaggio inviato dallo Spazio dall’astronauta Luca Parmitano, che ha ricordato a tutti l’estrema fragilità della Terra: “Proteggere il nostro pianeta non è un’opzione, ma un dovere morale verso il futuro”. Appuntamento fissato al 2027👇

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DataPolis 2026

Bagheria (Palermo) – La complessa e fondamentale intersezione tra la corretta gestione dei flussi informativi, l’interpretazione scientifica dei grandi numeri e il ruolo attivo della cittadinanza nella società moderna ha trovato ancora una volta la sua perfetta dimensione ideale in Sicilia. Si è chiusa ufficialmente e con uno straordinario successo di pubblico e critica l’edizione 2026 di DataPolis, il grande festival nazionale interamente dedicato al delicatissimo e sempre più centrale rapporto tra i dati digitali, il mondo dell’informazione giornalistica e la partecipazione democratica dei cittadini. A fare da splendida e suggestiva cornice per la tre giorni conclusiva della manifestazione (terminata lo scorso sabato 26 settembre) sono state le eleganti e storiche sale di Villa Butera, nel cuore di Bagheria. L’evento, promosso e caparbiamente organizzato dall’associazione Net Politics APS, ha riunito attorno a numerosi tavoli tematici e panel multidisciplinari un nutrito gruppo di rappresentanti delle istituzioni, esponenti della magistratura, ricercatori accademici, giornalisti d’inchiesta, professionisti della comunicazione pubblica, affiancati da centinaia di giovanissimi studenti e da semplici cittadini appassionati, confermandosi di fatto come uno degli appuntamenti formativi e divulgativi di maggior respiro e riferimento a livello nazionale.

Dallo Spazio alla Terra: la lezione sulla fragilità del nostro pianeta

Tra i tantissimi e qualificati interventi che hanno animato le intense sessioni di lavoro, un’eco particolarmente profonda ed emozionante è stata suscitata dalle parole e dalle riflessioni inviate in occasione del festival da Luca Parmitano, celebre e pluridecorato astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).
“Guardando la Terra dall’alto e dal buio assoluto dello Spazio profondo, ho potuto ammirarne in prima persona l’estrema e commovente fragilità”, ha raccontato Parmitano, lanciando un fortissimo e inequivocabile messaggio di sensibilizzazione ecologica. “Il nostro pianeta azzurro, protetto unicamente da un sottilissimo e precario strato di atmosfera, è di una bellezza oggettivamente straordinaria e senza eguali. Eppure, noi esseri umani ne stiamo costantemente abusando, sfruttandone le risorse in modo irresponsabile, spesso senza pensare alle drammatiche conseguenze che ci attenderanno domani. Proteggerlo concretamente non è un’opzione, ma un dovere morale assoluto che abbiamo verso noi stessi e soprattutto nei confronti delle future generazioni che lo abiteranno”. Un allarme forte e chiaro che si è intrecciato perfettamente con le parole pronunciate dal palco bagherese dal noto astrofisico Davide Gandolfi, il quale ha ribadito con estrema urgenza la necessità di compiere scelte politiche radicali: “Oggi il problema reale non sta più nella corretta interpretazione dei dati climatici, perché questi parlano ormai in modo fin troppo chiaro. La vera e insormontabile sfida consiste nel riuscire a convincere i governi nazionali ad assumere finalmente decisioni industriali coraggiose e tempestive. Anche se magicamente smettessimo oggi stesso di inquinare, gli effetti catastrofici del cambiamento climatico continuerebbero a manifestarsi pesantemente per molto tempo”.

Da Gratteri a Mercalli: il ruolo del giornalismo e dei grandi numeri

Il fitto e articolato programma della manifestazione ha sapientemente alternato riflessioni di respiro globale a focus tematici verticali di strettissima attualità investigativa e istituzionale.
Di grandissimo impatto mediatico è stata la densa lectio magistralis tenuta da Michele Camisasca, Direttore Generale dell’ISTAT, che ha ripercorso con lucidità e competenza un intero secolo di statistica ufficiale posta quotidianamente al servizio delle politiche pubbliche del Paese. Il Procuratore Capo della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, ha invece tenuto banco sviscerando a fondo il complesso e fondamentale rapporto osmotico tra il giornalismo investigativo d’inchiesta e il duro contrasto statale alle nuove mafie, sempre più liquide e digitalizzate. Il celebre climatologo Luca Mercalli ha avuto il delicato compito di aprire i lavori della giornata conclusiva con un’allarmante e documentata riflessione sull’impatto devastante del cambiamento climatico all’interno dell’ecosistema chiuso del bacino del Mediterraneo, tracciando una netta linea di demarcazione tra le solide evidenze scientifiche e la pericolosissima disinformazione dilagante sui social. A impreziosire e alleggerire il palinsesto ci ha pensato la serata evento con l’attrice e scrittrice Chiara Francini, abilmente condotta da Federico Ruffo, che ha unito racconto personale e riflessione civile. Di primissimo piano, inoltre, la folta presenza e partecipazione attiva di grandi firme del mondo dell’informazione cartacea, televisiva e digitale, con la partecipazione di giornalisti provenienti da redazioni come Fanpage.it, Il Fatto Quotidiano, RaiNews24, Il Post, Facta e molti altri.

Democrazia e cultura del dato: l’impegno verso la nuova edizione del 2027

La tre giorni siciliana non è stata soltanto una passerella di nomi illustri, ma un vero e proprio laboratorio didattico e formativo a cielo aperto, capace di coinvolgere attivamente le nuove generazioni di professionisti.
Particolare successo è stato infatti riscosso dagli innovativi “hackathon” dedicati in esclusiva alle scuole superiori e alle università, in cui gli studenti hanno avuto l’opportunità unica di confrontarsi analiticamente con set di dati reali per risolvere i problemi pratici delle comunità locali. Durante il festival, patrocinato dall’Amministrazione comunale e da istituzioni prestigiose come l’UNICEF e l’Ordine dei Giornalisti, è stata inoltre conferita ufficialmente la cittadinanza benemerita a Daniele Cinà (responsabile della comunicazione digitale del sindaco di Roma Roberto Gualtieri) per l’assegnazione del Premio GUS Ufficio Stampa. Al termine della kermesse, il presidente di Net Politics APS, Lorenzo Salmi, e il sindaco di Bagheria, Filippo Maria Tripoli, hanno tracciato un bilancio entusiasta e annunciato le prossime tappe. “Ospitare a Villa Butera grandi personalità della scienza e del giornalismo dimostra l’impegno di Bagheria nel farsi laboratorio di idee su trasparenza e democrazia partecipata”, ha sottolineato con orgoglio il primo cittadino, dando ufficialmente l’appuntamento alla prossima attesissima edizione di DataPolis, già programmata in calendario dal 23 al 25 settembre del 2027.

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Roma, a Palazzo Wedekind torna The Young Hope: governo e giovani a confronto sull’autonomia

Apre domani mattina a Roma l’ottava edizione della scuola “The Young Hope”, l’evento fondato da Annalisa Chirico per formare la classe dirigente del futuro. A Palazzo Wedekind si parlerà di autonomia strategica nazionale, competitività ed equilibri in Medioriente con relatori d’eccezione: dopo l’inaugurazione affidata ad Antonio Tajani, Francesco Rocca e al Presidente del Senato Ignazio La Russa, saliranno in cattedra ben dodici ministri e sottosegretari del Governo Meloni per dialogare con le centinaia di giovani presenti👇

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Scuola-The-Young-Hope-def

Roma – Formare la classe dirigente del domani, mettendo faccia a faccia i decisori politici di oggi con l’entusiasmo, le legittime paure e le grandi e complesse sfide generazionali dei giovani italiani. Con questo chiaro, ambizioso e immutato obiettivo di fondo, si apriranno ufficialmente nella mattinata di domani, martedì 29 settembre 2026, i battenti della tanto attesa ottava edizione nazionale della Scuola di formazione politica e culturale “The Young Hope”. La prestigiosa e formale cornice istituzionale scelta per ospitare questo denso e ricco appuntamento romano è quella delle maestose e storiche sale di Palazzo Wedekind, situato nel cuore pulsante e politico della Capitale. L’evento, ideato, fondato e caparbiamente promosso nel corso degli anni dalla nota e agguerrita giornalista e opinionista Annalisa Chirico, si preannuncia come uno dei crocevia politici più importanti e seguiti di questo caldissimo e instabile inizio di autunno istituzionale. La fitta e intensa agenda dei lavori prenderà formalmente il via a partire dalle primissime ore del mattino (l’inizio è fissato inderogabilmente per le ore 10.00 in punto) seguendo il tradizionale, solenne e rigoroso rito di apertura che da sempre contraddistingue la kermesse formativa: l’ascolto collettivo e il canto dell’inno nazionale d’Italia da parte di tutti i giovanissimi e selezionati partecipanti presenti in platea.

Il programma: Tajani, Rocca e La Russa aprono l’ottava edizione

La primissima fase inaugurale e istituzionale della lunghissima giornata di lavori vedrà alternarsi sullo schermo e sul palco fisico di Palazzo Wedekind i vertici assoluti delle istituzioni locali e nazionali italiane.
A dare il formale, istituzionale e caloroso benvenuto politico alla foltissima e giovane platea di ragazzi e ragazze selezionati da tutta Italia, interverranno (attraverso due lunghi e articolati video-interventi pre-registrati per l’occasione) l’attuale Vicepremier e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Le loro parole serviranno a tracciare le linee guida generali e a scaldare doverosamente i motori del dibattito, in attesa dell’attesissimo e pesante intervento dal vivo della seconda e prestigiosa carica dello Stato. È infatti confermata e ufficializzata la presenza fisica, tra i relatori di punta della mattinata di lavori, del Presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, che porterà ai ragazzi il preziosissimo punto di vista della massima e autorevole assise parlamentare italiana sui grandi temi etici, giuridici e legislativi che infiammano attualmente il duro dibattito politico nazionale e internazionale.

Autonomia strategica e Medioriente: i delicatissimi temi geopolitici

Il cuore nevralgico, filosofico e concettuale dell’intera, lunghissima e fitta giornata di studi romani sarà però interamente e strategicamente dedicato alla cruciale analisi tecnica, macroeconomica e diplomatica del concetto di “autonomia strategica nazionale” e di indipendenza industriale dell’Italia.
In un’epoca storica fluida e purtroppo dominata dalla totale incertezza strutturale, dalla grave rottura e frammentazione delle storiche e lunghissime catene di approvvigionamento logistico globale e dalla feroce competizione energetica senza quartiere, rendere la Penisola e l’intera Unione Europea autosufficienti in settori primari e vitali come la difesa, l’industria pesante e la transizione energetica è diventato un imperativo geopolitico assoluto e non più rinviabile. Come ha tenuto a precisare e sottolineare la stessa Annalisa Chirico durante la fase di presentazione ufficiale della nuova edizione, il dibattito tra i docenti d’eccezione e i giovani allievi non potrà in alcun modo sottrarsi all’analisi spietata e lucida dei violentissimi venti di guerra e della pesantissima escalation di tensione militare che sta nuovamente incendiando e devastando ampie porzioni del Medioriente, con conseguenze disastrose e potenzialmente letali non solo per la fragile stabilità democratica e per l’intera architettura della pace mondiale, ma anche per la diretta sicurezza marittima, economica ed energetica delle nazioni dell’area mediterranea, Italia in testa.

Dodici ministri del Governo Meloni per dialogare sul futuro dell’Italia

Per affrontare con la dovuta autorevolezza esecutiva, tecnica e governativa questa complessa e intricata montagna di macro-temi, The Young Hope calerà un vero e proprio poker istituzionale d’assi senza precedenti.
L’organizzazione dell’ottava edizione è infatti riuscita nella titanica e difficilissima impresa di radunare, all’interno delle prestigiose stanze di Palazzo Wedekind, la stragrande maggioranza dell’attuale e pesantissimo organigramma esecutivo del Governo nazionale di centrodestra attualmente in carica. Oltre al già citato e attesissimo intervento da remoto del Vicepremier Tajani, siederanno pazientemente dietro le cattedre della scuola di formazione romana per confrontarsi apertamente con i ragazzi la bellezza di dodici Ministri e altissimi rappresentanti del Governo presieduto da Giorgia Meloni. Tra i nomi di spicco confermati all’interno del lungo e fitto programma politico figurano il titolare dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e la Ministra Eugenia Roccella, affiancati da figure chiave e pesantissime dell’esecutivo, della maggioranza e delle aule parlamentari come il Vicepresidente Giorgio Mulè, il Viceministro Edoardo Rixi e i temutissimi Sottosegretari di Stato Marcello Gemmato e Alessio Butti.

Il successo del progetto della Chirico sostenuto da Eni ed Enel

Il consolidamento definitivo a livello nazionale di questo innovativo format politico e didattico rappresenta indubbiamente e oggettivamente una grande, sudata e strameritata vittoria personale per la sua ideatrice e principale promotrice.
“La Scuola ‘The Young Hope’ è cresciuta enormemente nel corso di questi ultimi intensi anni, e lo ha fatto esclusivamente grazie a quanti hanno creduto fermamente in questo progetto indipendente e alle centinaia di ragazzi e ragazze straordinari che vi hanno preso parte attiva e passiva”, ha dichiarato con orgoglio una visibilmente emozionata Annalisa Chirico, ricordando con commozione i difficili e pionieristici esordi dell’iniziativa formativa sin dalla primissima e lontana edizione. “Anche quest’anno solare ci confronteremo a viso aperto, senza filtri e con la massima trasparenza con i massimi rappresentanti del Governo in carica per conoscere dalla loro viva voce le ricette economiche e sociali volte a rendere l’Italia un Paese più forte, resiliente e più competitivo sui mercati globali”. A garantire il necessario e massiccio supporto logistico, economico e strutturale a questa ambiziosissima due giorni di alta formazione politica e visione strategica del futuro ci sono e ci saranno colossi industriali e attori di assoluto e primario rilievo del tessuto produttivo e strategico nazionale; tra questi spiccano senza dubbio, nel prestigioso e ristrettissimo ruolo di golden partner dell’evento romano, i giganti dell’energia nazionale globale Eni ed Enel.

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Tra segno e forma: alla Strati d’Arte Gallery di Roma la mostra di Anna Romanello

Un viaggio affascinante lungo oltre trent’anni di ricerca grafica e sperimentazione tecnica. Dal 29 settembre, la Strati d’Arte Gallery di Roma in Via Sicilia ospiterà la personale “Tra segno e forma”, dedicata alle opere della celebre artista e incisore Anna Romanello (le cui opere sono esposte anche ai Musei Vaticani e al British Museum). L’esposizione, curata dalla storica dell’arte Elisabetta La Rosa, verrà inaugurata con un vernissage ufficiale sabato 3 ottobre alle ore 18:00. Tutti i dettagli della mostra👇

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TRIANGOLO, cm. 1,20x1,20, collage su tela e tecnica mista, 2020

Roma – Il vibrante, dinamico e sempre più affascinante panorama artistico ed espositivo della Capitale si prepara ad accogliere un evento culturale di assoluto prestigio e di altissimo spessore tecnico. A partire dalla giornata di martedì 29 settembre 2026, gli eleganti ed esclusivi spazi espositivi della rinomata Strati d’Arte Gallery, situata strategicamente nel cuore della città in Via Sicilia 133/135, avranno infatti il grande onore di ospitare “Tra segno e forma”, l’attesissima mostra personale interamente dedicata alle opere della celebre artista e performer italiana Anna Romanello. L’intero e complesso progetto espositivo, magistralmente curato in ogni suo singolo dettaglio dalla nota storica dell’arte Elisabetta La Rosa, rimarrà aperto e fruibile gratuitamente al grande pubblico di appassionati e collezionisti fino alla giornata conclusiva del 13 ottobre. Il momento clou dell’intera manifestazione capitolina, tuttavia, è fissato in calendario per il tardo pomeriggio di sabato 3 ottobre, quando a partire dalle ore 18.00 si terrà l’esclusivo e ufficiale vernissage di inaugurazione, alla presenza dell’artista stessa, delle istituzioni locali e degli esperti del settore dell’arte contemporanea.

Oltre trent’anni di ricerca: l’evoluzione del segno nella grafica d’arte

La complessa e profonda indagine artistica portata avanti da Anna Romanello si muove da sempre, con grande agilità e maestria tecnica, in quel delicatissimo e sottile spazio fisico e concettuale in cui il semplice segno tracciato smette repentinamente di essere una banale traccia bidimensionale per trasformarsi in forma tridimensionale, pura materia e potente linguaggio comunicativo universale.
La sua particolarissima e riconosciuta pratica incisoria nasce e si sviluppa da un rapporto quasi simbiotico e incredibilmente intenso con la superficie di lavoro, che viene quotidianamente attraversata, brutalmente alterata e infine custodita gelosamente come preziosa memoria del gesto creativo originario. Nelle innumerevoli e preziose opere esposte a Roma, il segno grafico acquisisce finalmente una sua dimensione totalmente autonoma e affascinantemente stratificata, dimostrandosi capace di costruire nuovi mondi, sottrarre materia in eccesso, interrompere la narrazione visiva e ricomporla a proprio totale piacimento. All’interno del rigido percorso della mostra, la dura matrice incisoria diventa un vero e proprio magico luogo di trasformazione concettuale: ciò che viene fisicamente inciso dall’artista porta inevitabilmente con sé il doppio e antitetico senso della ferita lacerante e dell’eterna permanenza temporale. Attraverso il magistrale uso della ripetizione maniacale, della sovrapposizione dei tratti e della calibrata relazione architettonica con lo spazio vuoto, il segno finisce per costruire una propria solida struttura formale. Come sottolinea con precisione accademica la curatrice Elisabetta La Rosa: “L’incisione della Romanello rivela al pubblico un’inedita e rara sensibilità contemporanea, che guarda costantemente e con immenso rispetto alla lunghissima tradizione della grafica d’arte senza però mai rimanerne sterilmente vincolata. Il suo è un complesso processo di conoscenza intima che scava letteralmente nella materia per portare faticosamente in superficie una forma nuova e possibile, trasformando il tempo del gesto in una nuova ed emozionante esperienza visiva”.

Le opere esposte a Roma: dalla Ballerina alla Marilyn Monroe

Il ricco e articolato percorso espositivo pensato e allestito all’interno della Strati d’Arte Gallery presenta ai visitatori un’attenta e rigorosa selezione di grandi lavori che attraversano e riassumono magistralmente oltre trent’anni di ininterrotta e proficua ricerca estetica, spaziando con incredibile fluidità tra la tecnica del collage, l’incisione pura e l’uso della tecnica mista su supporti differenti.
Tra le particolarissime e iconiche opere figurative e astratte che il pubblico romano potrà ammirare da vicino in via Sicilia figurano capolavori storici del calibro di Ballerina (datata 1993, dimensioni 1,50 x 1,50 metri, un complesso e affascinante collage realizzato incrociando pregiata carta giapponese e una dura lastra d’ottone incisa, trattata sapientemente con cera, acrilico e tecnica mista). L’esposizione prosegue cronologicamente con lo splendido dittico Biciclette (del 1999), la tela materica Vento (2009), fino ad arrivare alle produzioni di respiro più marcatamente Pop del decennio recente, come la celebre Marilyn Monroe e l’astrattismo puro di Triangolo (entrambi magnifici collage su tela e tecnica mista realizzati nel corso del 2020), per concludersi idealmente con l’opera più recente della collezione, il Dittico ultimato proprio nei primissimi mesi del 2024.

Una vita dedicata all’arte tra le Accademie d’Italia e Parigi

Il formidabile curriculum formativo e professionale dell’artista e performer Anna Romanello parla letteralmente da solo, raccontando la storia di un talento italiano formatosi nelle migliori accademie del Vecchio Continente.
La sua severa e prestigiosa formazione iniziale si è compiuta in Italia, presso le blasonate aule dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, per poi varcare i confini nazionali e perfezionarsi all’estero, nelle esclusive e rinomate aule dell’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi. Proprio nella capitale francese, la Romanello ha deciso di specializzarsi definitivamente e profondamente nelle complesse tecniche grafiche e incisorie moderne, studiando presso l’Atelier 17 sotto la rigida guida di S. W. Hayter e presso l’Atelier di H. Goetz, dove ha sviluppato in maniera pionieristica l’innovativa tecnica al carborundum. Rientrata stabilmente in Italia dopo gli anni parigini, ha lavorato lungamente e proficuamente presso la Calcografia Nazionale di Roma, prima di intraprendere una brillante, lunga e stimata carriera didattica che l’ha portata a insegnare a intere generazioni di giovani artisti nelle Accademie di Catanzaro, Firenze, Napoli e, dal lontano 1996, come stimata docente titolare di Grafica d’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.

I grandi riconoscimenti internazionali e i progetti recenti

L’immensa caratura internazionale dell’opera di Anna Romanello (che vive e lavora dividendo la propria complessa vita artistica tra le città di Roma e Parigi) è certificata in modo inequivocabile dai luoghi in cui i suoi lavori sono attualmente esposti e gelosamente conservati a livello mondiale.
Le sue opere d’arte fanno infatti stabilmente parte di collezioni pubbliche e museali di primissimo piano, come le inestimabili gallerie dei Musei Vaticani, il prestigioso British Museum di Londra, l’antica Bibliothèque Nationale francese, il Musée National d’histoire di Taipei (a Taiwan) e il Muzeum Śląskie di Katowice in terra polacca. Nel corso della sua eccezionale carriera, ha ricevuto numerosi e prestigiosi attestati di merito civile e artistico, tra cui spiccano l’Ambrogino d’Oro conferitole direttamente dal Comune di Milano nel 2012 e il Premio FIDAPA BPW Italy nel 2016. Negli ultimi tre anni, la sua incessante attività espositiva non ha subito alcun tipo di rallentamento creativo: nel 2024 ha portato con grande successo oltreoceano la personale La Superficie Introvabile presso la Joseph D. Carrier Gallery di Toronto, in Canada; nel 2025 ha affascinato Roma con Acqua, luce e spiritualità all’interno della suggestiva Chiesa di Santa Maria Annunziata in Borgo, e nel 2026 ha firmato l’allestimento luminoso Fontane di luce al Circolo Esteri della Capitale.

INFO MOSTRA

Mostra:                   Tra segno e forma

Artista:                   Anna Romanello

A cura di:                Elisabetta la Rosa

Luogo:                    Strati d’Arte Gallery, Via Sicilia 133–135, Roma

Vernissage:             Sabato 3 ottobre 2026, ore 18.00

Periodo mostra:     29 settembre – 13 ottobre 2026

Orari:                      lunedì–venerdì 10.00–18.00 (ingresso libero) · sabato su appuntamento (tel. 375-7323331)

Contatti:                  www.stratidarte.com | info@stratidarte.com | +39 375-7323331

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