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“Voce dell’Amore”: l’arte, le passioni e la provocazione di ORLAN invadono il Maschio Angioino di Napoli

Cosa resta dell’Amore quando una storia finisce? A Napoli arriva una mostra pazzesca che unisce Pablo Picasso e l’avanguardia provocatoria di ORLAN! 🎨 ❤️ L’arte sa raccontare i sentimenti in un modo che le semplici parole non riescono a fare. Venerdì 4 settembre 2026, il maestoso Maschio Angioino di Napoli (Antisala dei Baroni) aprirà le sue porte a “Voce dell’Amore”, una meravigliosa mostra dedicata alle quattro fasi ineluttabili della nostra vita emotiva: Seduzione, Fusione, Separazione e Trasformazione. Ispirata all’opera di Jean Cocteau, l’esposizione metterà in dialogo grandi maestri del passato come Pablo Picasso (che visitò Napoli nel 1917 proprio con Cocteau) con formidabili artisti contemporanei, attraverso lettere, dipinti e sculture. L’evento clou? Alle ore 12:00 del giorno dell’inaugurazione andrà in scena “Kiss on Pussy”, l’attesissima e provocatoria performance dal vivo della celebre artista francese ORLAN (figura di culto mondiale per la sua arte legata al corpo e all’identità). Un grido di liberazione per rovesciare gli stereotipi femminili e trasformare le lacrime in una nuova forza d’animo. La mostra sarà visitabile dal lunedì al sabato (9:00-18:00). Leggi tutti i dettagli sul vernissage nel nostro articolo completo! 👇 🖼️ E voi siete appassionati di mostre d’arte contemporanea? Credete che l’arte possa curare le ferite di un cuore spezzato?

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FINAL_MEP_ORLAN_BORDELCATHEDRALE, Patrice MBERTHIER

Redazione – Che cosa rimane davvero dell’amore quando tutto sembra improvvisamente concluso, quando le parole tacciono e resta soltanto il ricordo di ciò che è stato? Questa è, senza dubbio, la domanda più antica, universale e struggente dell’intera esperienza umana. Ed è proprio per tentare di dare una forma visibile a questa risposta che la città di Napoli si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti culturali più affascinanti dell’anno.
A partire da venerdì 4 settembre 2026, i maestosi spazi dell’Antisala dei Baroni di Castel Nuovo (il celebre e iconico Maschio Angioino) ospiteranno l’attesissima mostra d’arte contemporanea intitolata “Voce dell’Amore”, curata con maestria e sensibilità da Francesca Grisanti e Pasquale Lettieri.

Le quattro fasi del sentimento umano

Il percorso espositivo non vuole essere una semplice e didascalica narrazione, ma un vero e proprio viaggio viscerale diviso in quattro fondamentali momenti dell’esistenza amorosa: Seduzione, Fusione, Separazione e Trasformazione. Attraversando le sale del castello partenopeo, il visitatore sarà chiamato a immergersi nelle infinite forme attraverso cui la passione continua ostinatamente a vivere nelle immagini, nei corpi e nelle parole.
La mostra, che trae la sua ispirazione originaria dalla straziante opera “La Voix Humaine” del genio francese Jean Cocteau, esplora l’amore non come un banale e sdolcinato sentimento da rappresentare, ma come un’esperienza radicale, capace di stravolgere per sempre il nostro sguardo, la nostra memoria e la nostra identità. Una trasformazione raccontata attraverso una fittissima rete di disegni, dipinti, lettere intime, fotografie e sculture.

Il filo rosso della storia: da Picasso all’avanguardia

L’esposizione ha il merito straordinario di far dialogare artisti appartenenti a epoche storiche e linguaggi espressivi apparentemente lontanissimi tra loro. Spiccano nomi immortali della storia dell’arte mondiale come Jean Cocteau e Pablo Picasso, affiancati alle visioni di autori contemporanei come Orphée Dermit, Paolo Valerio, Jérôme Grivel e Cèdric Fevotte.
Non è un caso che una mostra di questa portata venga allestita proprio al Maschio Angioino. Voce dell’Amore, infatti, rinnova e riaccende un magico dialogo artistico iniziato esattamente nel 1917, quando Jean Cocteau, Pablo Picasso e la celebre ballerina russa Olga Khokhlova sbarcarono a Napoli al seguito dei mitici Ballets Russes di Sergej Diaghilev. Oggi, a distanza di oltre un secolo, quel dialogo appassionato prosegue attraverso lo sguardo febbrile degli artisti contemporanei.

L’attesa provocazione: la performance di ORLAN

Il momento culminante e maggiormente atteso dell’intero evento inaugurale di venerdì 4 settembre sarà, senza ombra di dubbio, la presenza fisica e scenica della controversa e geniale artista francese ORLAN.
Figura di riferimento assoluto a livello internazionale per le sue opere dedicate alle mutazioni del corpo e all’identità femminile, ORLAN si esibirà alle ore 12:00 nella provocatoria e potente performance intitolata “Kiss on Pussy”. Come sottolineato magistralmente da Eugenio Viola (direttore del Museo Madre), questa esibizione rappresenta un invito radicale a rovesciare la schiavitù dell’immagine femminile: “Non più corpi consegnati allo sguardo altrui, non più muse silenziose o figure sacrificate, ma soggetti capaci di prendere parola e trasformare la lacrima in una forza che insorge”. Un grido di liberazione visiva che promette di lasciare un segno indelebile nell’anima degli spettatori.

Info, vernissage e orari della mostra

L’inaugurazione ufficiale (con annesso vernissage) è fissata per venerdì 4 settembre 2026 alle ore 10:00. Il giorno prima (giovedì 3 settembre, sempre alle 10:00) si terrà la conferenza stampa di presentazione presso la Sala Giunta di Palazzo San Giacomo.
La prestigiosa mostra vanta i patrocini istituzionali, tra gli altri, della Regione Campania, del Comune di Napoli, dell’Accademia di Belle Arti e del Museo Madre, con il coordinamento affidato a Jessica Petrizzo e Giada Peca. L’esposizione sarà visitabile dal lunedì al sabato, dalle ore 9:00 alle ore 18:00 (informazioni complete su www.comune.napoli.it). Come ricordano splendidamente i curatori, lungo questo incredibile percorso napoletano non troverete una definizione matematica dell’amore. Ne troverete, però, le tracce incancellabili.

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Festivalto 2026, gran finale a Fucecchio tra memoria, cinema e musica: dai Montefiori Cocktail e SCAR ai cammini storici della Francigena

Gran finale a Fucecchio per Festivalto 2026: dal film «L’uomo che verrà» al Nuovo Teatro Pacini alla tavola rotonda sui cammini storici tra Francigena e Cammino ’44. La musica live con SCAR, i Montefiori Cocktail e The Funkin’ Machine nel nostro articolo completo 👇

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The Funkin Machine

Fucecchio – La memoria storica come bussola civile per decifrare il presente, l’ecologia della lentezza riscoperta attraverso i sentieri degli antichi cammini e la forza aggregante della musica dal vivo. Si prepara a vivere il proprio atto conclusivo a Fucecchio, nel cuore della Città Metropolitana di Firenze, l’edizione 2026 di Festivalto, il progetto culturale itinerante che fin dal suo esordio ha saputo tessere un ponte ideale tra territori e generazioni differenti. Ribattezzato fin dagli albori il “festival che non c’è” per la sua natura nomade e refrattaria agli schemi convenzionali dei grandi eventi commerciali, il format chiude la propria stagione con una densa tre giorni di proiezioni cinematografiche, concerti d’autore, dibattiti e dj-set a ingresso rigorosamente gratuito, in programma da giovedì 15 a sabato 17 ottobre 2026.

Nato tra i boschi sacri di Monte Sole, nel Bolognese, come spazio di incontro tra artisti, intellettuali visionari e comunità locali, Festivalto ha sviluppato una trama di connessioni che attraversa l’Appennino tosco-emiliano unendo l’Emilia-Romagna alla Toscana. L’approdo finale a Fucecchio rappresenta il compimento di un percorso che intende la cultura non come mero consumo spettacolare, bensì come strumento condiviso di cittadinanza attiva e tutela della memoria collettiva. Il cartellone coinvolgerà alcuni dei luoghi simbolo del borgo toscano, dal Nuovo Teatro Pacini a La Limonaia Club all’interno del suggestivo Parco Corsini, fino alla monumentale Sala del ‘500 del Museo Civico e Diocesano.

Cinema per le scuole e cantautorato metropolitano: da Diritti al live di SCAR

Il sipario sulla manifestazione si alzerà la mattina di giovedì 15 ottobre alle ore 9:00 presso il Nuovo Teatro Pacini, con una mattinata dedicata agli studenti delle scuole secondarie di primo grado di Fucecchio e Cerreto Guidi all’interno della rassegna “I Luoghi della Memoria nel Cinema”. Sul grande schermo verrà proiettato il capolavoro cinematografico L’uomo che verrà, diretto da Giorgio Diritti, pellicola pluripremiata ai David di Donatello che ripercorre con struggente verismo la tragedia dell’eccidio nazifascista di Marzabotto attraverso gli occhi innocenti della piccola Martina. Al termine della visione, i ragazzi avranno l’opportunità di confrontarsi direttamente con lo sceneggiatore del film, Giovanni Galavotti, per una riflessione profonda sui pericoli dell’oblio e sulla necessità di custodire i valori costituzionali della Resistenza.

La serata di venerdì 16 ottobre accenderà i riflettori sulla grande musica d’autore a La Limonaia Club di Parco Corsini. Dalle ore 22:00 salirà sul palco SCAR, cantautore pugliese tra le rivelazioni più folgoranti della scena indipendente nazionale, capace di tradurre le cicatrici e i disincanti della provincia in poesia urbana tagliente e viscerale, come testimoniato dal travolgente riscontro dell’album d’esordio Esordienti 1994. Ad aprire il concerto sarà il talento toscano di Michiamanojack, mentre a chiudere la nottata sarà il sofisticato dj-set firmato da Fritz Orlowski.

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Dalla Francigena al Cammino ’44: mobilità sostenibile e gran finale sixties

Il momento centrale di riflessione teorica si svolgerà sabato 17 ottobre alle ore 17:00 nella prestigiosa Sala del ‘500 del Museo Civico e Diocesano di Fucecchio. L’incontro, intitolato «Dalla Francigena al Cammino ’44: la promozione della cultura della Memoria e dei territori attraverso la mobilità sostenibile», vedrà a confronto esperti di turismo responsabile, amministratori e storici moderati dall’assessore alla Cultura Alberto Cafaro. Dopo i saluti introduttivi del direttore del Museo Andrea Vanni Desideri, interverranno Daniele Cei (consigliere delegato ai Cammini storici di Fucecchio), Carlo Puddu (direttore di Liberation Route Italia), Maurizio Davolio (presidente di AITR), Marco Benedetti (Chimica Verde Bionet e Legambiente), Angelo Fedi (consigliere nazionale FIAB), Luca Federici (Cantilovers), Antonio Iadanza (ASD Silvano Fedi Pistoia) e Davide Fabbri (presidente di KeepOn Live). Al centro del dibattito, il valore dei tracciati storici e cicloturistici come vettori di rigenerazione economica per le comunità montane e presidi pedagogici per le future generazioni.

La tre giorni si chiuderà in bellezza sabato sera a La Limonaia Club con un doppio appuntamento musicale a tinte vintage ed esplosive. A infiammare la platea saranno gli storici Montefiori Cocktail, pionieri internazionali della lounge music e dell’easy listening cinematografico anni Sessanta, affiancati dal groove travolgente di The Funkin’ Machine, formazione dedita al recupero filologico del funk viscerale ispirato ai Meters e a Sly and the Family Stone. A completare la festa, le selezioni dei dj Fulci e Belvedere. Promosso da Faro Associazione Culturale ETS in sinergia con SIEDAS, Legambiente e con il patrocinio di Regione Toscana, Province e Comuni dell’area, Festivalto dimostra ancora una volta come la cultura indipendente sappia farsi rete diffusa, custodendo la memoria delle nostre radici per costruire un futuro ecologico e solidale.

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Roma celebra Gianni Testa a due anni dalla scomparsa: al Portico d’Ottavia nasce l’associazione per il «pittore dei cavalli» con Claudio Strinati

Lunedì 19 ottobre a Roma (Da Giggetto al Portico d’Ottavia) una giornata speciale in ricordo del Maestro Gianni Testa a due anni dalla scomparsa. Alla presenza dello storico dell’arte Claudio Strinati e delle istituzioni nasce l’Associazione «Arte, Cavalli e Passione» presieduta dalla figlia Chiara. La carriera del «pittore dei cavalli», da Carlo Levi al Vittoriano: tutti i dettagli nell’articolo completo 👇

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Gianni Testa Studio

Roma – A due anni dalla scomparsa di Gianni Testa, avvenuta nell’autunno del 2024, la Capitale si prepara a rendere un omaggio solenne e corale a uno dei maestri più amati, vigorosi e originali della pittura italiana contemporanea. Universalmente celebrato come il «pittore dei cavalli» per la straordinaria potenza cromatica con cui sapeva infondere sulle tele l’impeto ancestrale, il movimento plastico e la nobiltà del destriero, l’artista romano sarà al centro di una giornata commemorativa in programma lunedì 19 ottobre 2026, alle ore 17:30, presso lo storico ristorante Da Giggetto al Portico d’Ottavia, nel cuore monumentale del Ghetto ebraico di Roma. L’appuntamento, che accoglierà collezionisti, studiosi, galleristi e amici di una vita tra le opere del Maestro esposte nelle sale, rappresenterà la cornice ufficiale per il debutto dell’Associazione «Arte, Cavalli e Passione», sodalizio nato per iniziativa della famiglia con il compito di tutelarne, catalogarne e divulgarne l’immenso patrimonio artistico e umano.

Il tributo al Portico d’Ottavia: Roma celebra il genio e l’eredità di Gianni Testa

La cerimonia vedrà la partecipazione di figure di spicco del panorama culturale e istituzionale capitolino. Tra gli interventi più attesi figura quello dello storico e critico d’arte Claudio Strinati, già Soprintendente per il Polo Museale Romano, affiancato dai colleghi critici d’arte Tony Bonavita, Vittorio Esposito e Nicoletta Rossotti. A portare la loro testimonianza saranno inoltre la scrittrice Livia Mombelli Garrone, l’attrice Mariangela Torres e il consigliere capitolino Giorgio Trabucco, a testimonianza dell’indissolubile legame che ha unito Gianni Testa alla sua città natale.

L’incontro, moderato da Giuseppe Scatolini, vedrà una fitta rappresentanza della famiglia e del comitato fondatore dell’associazione: dalla presidente Chiara Testa alla moglie Mariagrazia Bomba, dalla sorella Lidia Testa a Massimo Ferrari, socio fondatore e storico fotografo del pittore, fino al nipote Daniel Giannasca Testa, a cui l’artista era legato da un affetto viscerale, e una delegazione dell’Associazione del Fante. Un momento di memoria viva che rifugge la retorica per riscoprire il fuoco creativo di un maestro che ha fatto dell’indipendenza espressiva e del rigore accademico la sua firma inconfondibile.

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Nasce l’Associazione «Arte, Cavalli e Passione»: la memoria affidata alla figlia Chiara

Fondata da sette soci promotori, l’Associazione «Arte, Cavalli e Passione» nasce con finalità civiche, solidaristiche e di promozione sociale. L’ente si prefigge il compito primario di avviare l’archiviazione scientifica dell’intero corpus pittorico di Gianni Testa, contrastando il fenomeno delle contraffazioni e garantendo a collezionisti e musei un punto di riferimento filologico certo per la certificazione e autenticazione delle opere.

Accanto alla conservazione documentale, l’associazione punta a sostenere attivamente le nuove generazioni di artisti attraverso l’istituzione di borse di studio, laboratori formativi, premi di pittura e percorsi di turismo culturale aperti a ricercatori italiani e stranieri. «Ricordare mio padre a due anni dalla scomparsa significa non soltanto celebrare una carriera straordinaria, ma costruire un ponte vivo capace di trasmettere ai giovani i valori della libertà espressiva e della dedizione al lavoro che hanno guidato ogni sua pennellata», ha dichiarato la presidente Chiara Testa, custode della memoria artistica paterna.

Dall’amicizia con Carlo Levi e Guttuso alle mostre a New York: sessant’anni di pittura pura

Nato a Roma il 23 ottobre 1936, Gianni Testa ha attraversato oltre sei decenni di storia dell’arte del secondo Novecento. Dopo la laurea conseguita all’Università La Sapienza e gli anni formativi dedicati al restauro presso la prestigiosa Galleria Borghese, dove apprese i segreti della luce caravaggesca e la chimica dei pigmenti rinascimentali, Testa si inserì nel fermento intellettuale della Capitale del dopoguerra.

Determinante fu l’incontro con Carlo Levi, che ne intuì immediatamente il talento prorompente e lo incoraggiò a esporre già nei primi anni Sessanta accanto ai mostri sacri della pittura figurativa italiana. In quegli anni di vivace dibattito politico e artistico, Testa strinse legami di fraterna stima con Renato Guttuso, Ennio Calabria, Pericle Fazzini e Carlo Quaglia, partecipando alle più prestigiose kermesse del Paese, dalla Biennale Romana alla Triennale di Milano fino alla Quadriennale di Roma. Negli anni Ottanta e Novanta il suo raggio d’azione travalicò i confini nazionali, conquistando il collezionismo internazionale con memorabili rassegne a Basilea, New York e Philadelphia.

I critici, Claudio Strinati e il Vittoriano: l’energia selvaggia del «pittore dei cavalli»

Sebbene il soggetto equestre sia stato la sua icona più celebre, la poetica di Gianni Testa ha saputo spaziare con eguale maestria tra paesaggi onirici, nudi carnali, folle oceaniche e soggetti sacri. Nei suoi destrieri in corsa, vibranti di pennellate dense, vorticose e materiche, si condensa una ricerca stilistica originale che fonde il rigore del realismo con la luminosità atmosferica dell’impressionismo francese e l’urlo espressivo dell’avanguardia.

Numerosi i riconoscimenti ricevuti nel corso della sua lunga traiettoria artistica, tra cui spicca il Premio alla Carriera conferitogli dal critico d’arte Vittorio Sgarbi e la memorabile mostra antologica che la città di Roma gli tributò nel 2014 negli spazi solenni del Complesso del Vittoriano. L’evento del 19 ottobre al Portico d’Ottavia riapre ufficialmente il dialogo tra Roma e uno dei suoi figli più illustri, consegnando alle future generazioni la testimonianza di un artista che ha saputo dipingere la vita con indomita passione e assoluta libertà.

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Artinvita Festival 2026 accende l’Abruzzo: tra videoinstallazioni, residenze francesi e l’Antropocena, l’arte interroga l’impatto dell’uomo sulla terra

Dal 23 ottobre al 1° novembre la IX edizione di Artinvita Festival Internazionale degli Abruzzi: tra Orsogna, Guardiagrele, Arielli e Crecchio arte e sostenibilità interrogano l’Antropocene. Dal Nouveau Grand Tour francese alla performance con marionette a grandezza naturale, fino alla cena-evento «Antropocena» e al videomapping monumentale. Tutto il programma completo nell’articolo 👇

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Carnet de bal 2

Orsogna – L’arte contemporanea torna a farsi lente d’ingrandimento per decifrare le ferite e le trasformazioni del nostro pianeta, radicandosi nel cuore pulsante dell’Abruzzo collinare. Dal 23 ottobre al 1° novembre 2026 prende ufficialmente il via la nona edizione di Artinvita – Festival Internazionale degli Abruzzi, prestigiosa kermesse multidisciplinare che unisce teatro, danza, musica, arti visive e riflessione ecologica lungo il suggestivo asse marrucino, toccando i territori comunali di Orsogna, Guardiagrele, Arielli e Crecchio, in provincia di Chieti. Organizzato dall’associazione culturale abruzzese Insensi in coproduzione con la compagine francese Théâtre de Léthé – Collectif 2+, e sostenuto dalla Fondazione Nuovi Mecenati (Fondazione Franco-Italiana di sostegno alla creazione contemporanea), il festival compie un salto di qualità ambizioso, promuovendo un dialogo fecondo tra comunità locali, residenze artistiche internazionali e urgenza climatica.

La nona edizione sull’asse marrucina: l’arte contemporanea che interroga l’Antropocene

Al centro del cartellone 2026 vi è una domanda radicale: quale impronta lasciano le attività umane sui paesaggi, sugli ecosistemi e sulla memoria collettiva? La direzione artistica guidata da Marco Cicolini ha scelto di sfidare il concetto stesso di festival temporaneo, costruendo una presenza culturale distribuita lungo l’intero arco dell’anno per consolidare legami autentici con il territorio e con i suoi abitanti. L’edizione di quest’anno intende fare delle piazze, delle chiese dismesse e dei teatri dell’entroterra chietino un laboratorio a cielo aperto in cui riflettere collettivamente su modelli di convivenza più equi e sostenibili.

La rassegna si aprirà ufficialmente venerdì 23 ottobre nella suggestiva cornice della chiesa di San Rocco ad Arielli, dove sarà inaugurata la video installazione documentaria «Da qui in poi ci sono i Leoni», opera dell’artista associata Paola Di Mitri visitabile fino al 1° novembre. Il progetto osserva con sguardo lucido e penetrante le alterazioni del paesaggio naturale provocate dall’espansione industriale e dalle dinamiche estrattive, stimolando una presa di coscienza sui limiti invalicabili degli equilibri biologici.

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Da Arielli a Guardiagrele e Crecchio: videoinstallazioni, residenze francesi e tango con marionette

Domenica 25 ottobre il festival proporrà un doppio evento ad altissimo tasso di contaminazione internazionale. Alle ore 11:00 lo spazio indipendente /f urbä/ di Guardiagrele ospiterà il vernissage dell’installazione visiva firmata dalla giovane artista francese Pernelle Gaufillet-Ventura, in residenza per un mese in Abruzzo grazie al programma «Nouveau Grand Tour 2026», promosso dall’Institut Français e dall’Ambasciata di Francia in Italia per sostenere i migliori talenti emergenti transalpini, con la curatela di Simone Marsibilio.

Nel pomeriggio, dalle ore 16:00, la carovana di Artinvita si sposterà nell’Auditorium Santa Maria Da Piedi a Crecchio: la giornata si aprirà con un laboratorio gratuito di tango argentino accessibile a tutti, seguito alle ore 18:00 dalla performance «Carnet de Bal», in cui la celebre coreografa francese Pascale Toniazzo danzerà intrecciando i propri passi con una poetica marionetta a grandezza naturale, sospesa e animata dal vivo. A suggellare l’incontro tra arte e convivialità paesana sarà la degustazione culinaria a cura delle storiche «Mamme d’Abruzzo», custodi delle ricette tradizionali del territorio marrucino.

«Antropocena» a Orsogna: la tavola sostenibile di Marco Cicolini e dello chef Arturo Franzino

Mercoledì 28 ottobre alle ore 21:00 tornerà a Orsogna uno degli eventi simbolo più amati e provocatori del festival: «Antropocena». Ospitata presso i locali della pizzeria FràGranze di Francesco Pace, la cena/evento interdisciplinare ideata dal direttore artistico Marco Cicolini e realizzata in collaborazione con lo chef italo-francese Arturo Franzino condurrà i commensali in un’esperienza sensoriale inedita.

Attraverso un percorso gastronomico a portate narrative, i partecipanti saranno invitati a confrontarsi direttamente con l’impatto ecologico delle proprie abitudini alimentari, interrogandosi su filiere corte, impronta carbonica del cibo, biodiversità e prospettive nutrizionali del futuro. Un format originale in cui la convivialità della tavola si trasforma in dibattito etico e civile, richiedendo la prenotazione obbligatoria per ragioni di capienza.

Il gran finale al Teatro De Nardis: la musica di BINETA, il videomapping e Giulia Scotti

La tranche conclusiva di Artinvita 2026 animerà il Teatro Comunale Camillo De Nardis di Orsogna. Venerdì 30 ottobre alle ore 21:00 riflettori accesi sul concerto-spettacolo «L’Acquario – Ce qui s’écaille de ce qui brille» di BINETA, alter ego artistico della virtuosa polistrumentista, cantante e ballerina francese Anne-Lise Binard, già collaboratrice di giganti della scena come James Thierrée e fresca di pubblicazione dell’acclamato album «FOLKLO». Lo spettacolo vedrà l’artista esibirsi in una versione speciale creata durante la sua residenza abruzzese.

Al termine del concerto, dalle 22:30 a mezzanotte, la facciata monumentale del teatro orsognese si trasformerà in un’immensa tela vivente grazie al videomapping monumentale «L’ile au corail», ideato dall’artista associato Simon Rouby: un’opera visiva magnetica che mette a confronto i milioni di anni necessari alle barriere coralline per rigenerarsi dopo le ere geologiche con la rapidità drammatica dell’attuale collasso climatico. Il sipario sulla nona edizione calerà domenica 1° novembre alle 19:00 con la pièce teatrale «Quello che non c’è» della regista Giulia Scotti, produzione selezionata attraverso il prestigioso network nazionale In-Box, suggellando dieci giorni di pura creatività e impegno civile tra le montagne e il mare d’Abruzzo.

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