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Territorio

Celano, alloggi popolari sicuri ed efficienti: riconsegnati dodici appartamenti Ater riqualificati

Una vittoria clamorosa contro i ritardi della burocrazia restituisce finalmente la tranquillità (e case sicure!) ai cittadini marsicani. Questa mattina a Celano si è tenuta la cerimonia ufficiale di riconsegna di ben dodici appartamenti popolari (distribuiti in tre grandi fabbricati), completamente riqualificati dall’Ater dell’Aquila. I vertici dell’Azienda (Antidormi, Rocci e Marcanio) sono riusciti in un vero miracolo amministrativo: hanno salvato i fondi del Pnrr sbloccando un cantiere fermo da un anno, integrando le risorse europee (1,34 milioni di euro) con fondi aziendali propri. I palazzi sono stati sottoposti a profondi lavori di consolidamento antisismico, e dotati di nuovi impianti e pannelli solari termici ed elettrici per abbattere i costi delle bollette. Un bellissimo lavoro di squadra che restituisce dignità e sicurezza abitativa a tante famiglie. Leggi tutti i dettagli sui lavori nel nostro articolo 👇

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Ater 21 settembre 2026

Celano  – Il concetto di “casa” non può e non deve mai essere ridotto a un semplice e freddo tetto sotto cui ripararsi dalla pioggia. Una casa rappresenta, prima di ogni altra cosa, la dignità, la serenità e la sicurezza incrollabile di una famiglia. In un territorio meraviglioso ma geologicamente fragile come quello abruzzese, garantire abitazioni popolari che siano sismicamente inattaccabili ed energeticamente all’avanguardia è un dovere morale e istituzionale assoluto.
Sotto questo nobilissimo profilo, la mattinata odierna ha segnato una pagina di ottima e sana amministrazione pubblica per il Comune marsicano di Celano. Con una sentita cerimonia istituzionale sono stati infatti riconsegnati, completamente rinnovati e messi in totale sicurezza, i tre storici fabbricati di edilizia residenziale pubblica gestiti dall’Azienda territoriale (Ater) della provincia dell’Aquila. I dodici appartamenti (dislocati capillarmente tra via Risorgimento, via delle Libertà e la centralissima piazza dei Caduti 30 Aprile) sono stati oggetto di un massiccio e profondo intervento strutturale di miglioramento sismico e di efficientamento energetico. Un’opera pubblica imponente e attesissima, resa concretamente possibile grazie a un finanziamento complessivo di ben 1,34 milioni di euro, attinto dai rigidi fondi del PNRR assegnati dalla Regione Abruzzo e sapientemente integrati, in corso d’opera, con un provvidenziale tesoretto di fondi aziendali propri dell’Ater.

Una vittoria contro la burocrazia: la corsa contro il tempo

La felice conclusione di questo cantiere rappresenta, in realtà, una doppia vittoria per le istituzioni. I tre amministratori di vertice dell’Ater (il presidente Quintino Antidormi e i due consiglieri Luca Rocci e Angela Marcanio) hanno infatti voluto evidenziare la delicatissima situazione burocratica che aleggiava su questo specifico progetto.
I lavori, ultimati magistralmente dalla Costruzioni e Manutenzioni Srl di Avezzano, sono stati affidati alla ditta marsicana in seguito all’indizione di una nuova e rapidissima gara d’appalto a tempo di record, resasi purtroppo necessaria dopo la problematica e dolorosa risoluzione del contratto con la precedente ditta aggiudicataria, avvenuta circa un anno fa. «Questa riconsegna odierna assume una valenza e un’importanza ancora maggiore e profonda, visto l’immane impegno amministrativo profuso quotidianamente per sbloccare e riavviare un cantiere che avevamo ereditato in fortissima e pericolosa criticità», hanno spiegato orgogliosamente i vertici aziendali. «Il Consiglio di Amministrazione dell’Ater ha letteralmente tratto in salvo i preziosi fondi europei del PNRR integrandoli con un fondamentale investimento di risorse proprie. Senza questo decisivo sforzo economico e logistico, non si sarebbe mai giunti oggi alla consegna di alloggi sicuri ed efficienti per i nostri cittadini».

La soddisfazione della dirigenza: il rispetto dei vincoli del Pnrr

Il grande lavoro di squadra è stato il vero collante che ha permesso di superare le innumerevoli e note strettoie della burocrazia italiana. «Desideriamo rivolgere un sentito, sincero e doveroso ringraziamento a tutti gli uffici dell’Ater dell’Aquila, ai tecnici progettisti e, ovviamente, alla ditta esecutrice che, con grandissima professionalità, competenza tecnica e un ammirevole senso del dovere, hanno lavorato in perfetta e costante sinergia per portare a termine gli interventi nei rigidissimi tempi stabiliti dalla legge», hanno ribadito Antidormi, Rocci e Marcanio.
Riuscire a rispettare le perentorie e inflessibili scadenze imposte da Bruxelles per l’utilizzo dei fondi PNRR rappresentava una sfida tremendamente complessa, in cui non era assolutamente ammesso il minimo margine di errore. «Il brillante raggiungimento di questo difficilissimo obiettivo temporale e tecnico dimostra plasticamente l’efficienza reale della nostra azienda e la straordinaria capacità di fare squadra, specialmente quando in gioco sul piatto della bilancia ci sono la sicurezza fisica e la sacrosanta dignità abitativa delle famiglie».

I dettagli dell’opera: dai consolidamenti sismici ai pannelli solari

Dal punto di vista prettamente ingegneristico ed edilizio, la massiccia riqualificazione dei fabbricati ha riguardato in primis pesantissimi interventi strutturali e di consolidamento delle fondamenta, realizzati con la moderna e certificata applicazione di fasce monodirezionali per garantire un’elevatissima tenuta antisismica in caso di terremoto. I lavori hanno poi previsto la totale e minuziosa rimozione del vecchio manto di copertura dei tetti e il conseguente rifacimento integrale di tutti gli impianti di servizio (elettrici, termici e idrici).
Infine, per abbattere drasticamente i costi delle bollette per gli inquilini e tutelare l’ambiente, sono stati installati moderni impianti fotovoltaici e pannelli solari termici. Un risultato d’eccellenza celebrato pubblicamente durante l’inaugurazione alla quale, oltre all’intero CdA dell’Ater (incluso il direttore generale Giancarlo Alterio), ha preso parte una folta rappresentanza politica celanese: il sindaco Settimio Santilli, i consiglieri di maggioranza Lidia Venditti, Tullio Raffaele Vicaretti e Aristide Luccitti, insieme al leale capo dell’opposizione in Consiglio comunale, Ermanno Natalini, a dimostrazione di come il benessere dei cittadini non conosca alcun colore politico.

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Poste Italiane, rivoluzione a Lanuvio: apre il nuovo ufficio Polis per passaporti e certificati

Dire addio alle estenuanti file in Questura per ottenere il passaporto? A Lanuvio da oggi è finalmente possibile! È stato inaugurato ufficialmente questa mattina, alla presenza del sindaco Andrea Volpi, il nuovissimo e modernissimo ufficio postale di piazza Giuseppe Mazzini, parte del rivoluzionario “Progetto Polis” di Poste Italiane. Un vero e proprio “Sportello Unico” dello Stato che, oltre ad essere totalmente accessibile ai disabili e dotato di percorsi per ipovedenti, permetterà ai cittadini di richiedere comodamente allo sportello il rilascio del passaporto, i cedolini INPS, la Certificazione Unica e decine di certificati anagrafici. La giornata è stata inoltre impreziosita da un suggestivo annullo filatelico speciale dedicato alla memoria storica della pittrice e scrittrice ottocentesca Marianna Candidi Dionigi. Scopri tutti i nuovi servizi e gli orari nel nostro articolo 👇

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La presentazione del nuovo ufficio postale Polis di Lanuvio

Lanuvio (Roma) – La perenne e faticosa lotta dei cittadini contro le infinite e asfissianti lungaggini della burocrazia statale segna oggi un punto di svolta epocale e decisivo per il territorio dei Castelli Romani. Semplificare la vita quotidiana delle persone, accorciando drasticamente le distanze fisiche e tecnologiche tra lo Stato e i piccoli centri abitati, è una missione civica di fondamentale importanza.
Proprio in quest’ottica di vicinanza e innovazione radicale, nella giornata di oggi, lunedì 21 settembre 2026, è stato inaugurato e presentato ufficialmente alla cittadinanza il nuovissimo ufficio postale aderente al rivoluzionario progetto “Polis” di Poste Italiane. La sede, spostata strategicamente in una posizione molto più centrale, moderna e funzionale (esattamente nella centralissima piazza Giuseppe Mazzini), è stata battezzata alla presenza orgogliosa del sindaco di Lanuvio, l’onorevole Andrea Volpi. L’iniziativa “Polis” è un mastodontico piano di ammodernamento nazionale promosso da Poste Italiane, che coinvolge la bellezza di circa 7.000 comuni italiani (tutti con una popolazione inferiore ai 15.000 abitanti), e che punta con decisione a promuovere la coesione economica, sociale e territoriale mettendo finalmente a disposizione diretta dei cittadini i servizi più complessi e richiesti della Pubblica Amministrazione.

L’orgoglio del sindaco Volpi: il rilancio del centro storico

Il taglio del nastro della nuova struttura ha rappresentato un momento di grande soddisfazione politica e sociale per l’amministrazione locale, che ha fortemente caldeggiato questa nuova collocazione logistica. «Il nuovo ufficio postale rappresenta senza alcun dubbio un importantissimo e strategico investimento per tutta Lanuvio», ha dichiarato con soddisfazione il sindaco Andrea Volpi.
«Questa riqualificazione rende finalmente molto più accessibili i servizi essenziali ai cittadini e, allo stesso tempo, rafforza e rilancia il ruolo fondamentale del nostro amato centro storico, che torna a essere un vero e proprio luogo di comunità e di aggregazione. Grazie all’innovativo progetto Polis di Poste Italiane, la sede di piazza Mazzini diventa un insostituibile presidio di servizi sia fisici che digitali, contribuendo fattivamente a ridurre il pesante divario territoriale e digitale che spesso affligge i centri minori. Il riposizionamento nella nuova collocazione in zona centrale, fortemente e caparbiamente sostenuto dall’Amministrazione comunale, migliora inoltre la mobilità cittadina e si inserisce alla perfezione nel nostro ambizioso percorso di riqualificazione del centro storico. Ringrazio di cuore Poste Italiane per la proficua collaborazione in questo importante progetto di rete».

Addio file in Questura: passaporti e certificati INPS allo sportello

La vera rivoluzione che cambierà in meglio la vita dei residenti risiede però nei servizi erogati, che trasformano l’ufficio in un vero e proprio “Sportello Unico” dello Stato. Nel corso della presentazione mattutina sono stati illustrati nel dettaglio i principali e attesissimi interventi realizzati.
Il fiore all’occhiello assoluto, già pienamente operativo agli sportelli, è la possibilità di richiedere e ottenere il rilascio del passaporto, azzerando totalmente la faticosa e stressante necessità di doversi recare negli uffici della Questura. Oltre a questa novità epocale, la clientela potrà richiedere in tempo reale i fondamentali “Certificati INPS” (con la preziosa possibilità di stampare il Cedolino Pensione, la Certificazione Unica e il fondamentale modello Obis-M). Attivati anche i complicati servizi legati agli “Atti di Volontaria Giurisdizione”, che permetteranno alle famiglie di presentare direttamente alle poste le istanze di Nomina per l’amministratore di sostegno e le documentazioni per la Rendicontazione dello Stato Patrimoniale Assistito, oltre all’emissione immediata di numerosissimi certificati anagrafici e di stato civile un tempo appannaggio esclusivo del Comune.

Accessibilità, percorsi per ipovedenti e sicurezza hi-tech

Il restyling architettonico dei locali ha prestato un’attenzione maniacale e lodevole al tema dell’inclusione sociale. L’ufficio vanta ben quattro moderne postazioni a disposizione della clientela di Lanuvio, di cui una intelligentemente ribassata per consentire un accesso molto più agevole e dignitoso alle persone con disabilità motoria. All’interno dei locali è stata allestita una riservata sala consulenza per discutere di investimenti e finanziamenti al riparo da orecchie indiscrete, ed è stato tracciato sul pavimento un innovativo percorso tattile per guidare in totale autonomia le persone ipovedenti.
Sul fronte esterno, il presidio è ora dotato di un modernissimo sportello bancomat ATM Postamat, operativo ininterrottamente sette giorni su sette per il prelievo rapido di denaro contante. Elevatissimi anche i parametri di sicurezza: l’intero stabile è sorvegliato da un capillare impianto di telecamere a circuito chiuso costantemente collegato con la Security Room centrale di Roma. (Gli orari di apertura al pubblico sono fissati dal lunedì al venerdì dalle 8:20 alle 13:35 e il sabato dalle 8:20 alle 12:35).

L’annullo filatelico in memoria della grande Marianna Candidi Dionigi

Ma la giornata di festa a Lanuvio non si è fermata alla sola e pur lodevole sburocratizzazione. Poste Italiane, dimostrando una lodevole attenzione per le radici storico-culturali del territorio in cui opera, ha attivato un prezioso servizio filatelico temporaneo per celebrare il bicentenario della morte dell’illustre cittadina Marianna Candidi Dionigi.
La postazione speciale, allestita presso il Museo Diffuso di piazza Santa Maria Maggiore, ha permesso a collezionisti e cittadini di ottenere un annullo speciale formalmente richiesto e voluto dal Comune. Un omaggio doveroso e sentito a una figura femminile di straordinario spessore intellettuale: pittrice, scrittrice, studiosa e appassionata archeologa vissuta a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, la Dionigi ha trascorso gli anni migliori della sua prolifica esistenza proprio nella splendida città di Lanuvio, che oggi, grazie a questo preziosissimo francobollo della memoria, ha voluto dedicarle un ricordo speciale e immortale.

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Pizzeria “Incontro” a Poggio Moiano: ecco la pizza “Quattro Formaggi” che fa impazzire tutti

Siete stanchi delle solite pizze gommose e senza sapore? Il vero segreto della perfetta pizza “Quattro Formaggi” non si trova nelle metropoli blasonate, ma in un meraviglioso borgo del centro Italia, e sta letteralmente facendo impazzire migliaia di avventori! Alla Pizzeria “L’Incontro” di Poggio Moiano, lo storico e accogliente patron Piero Angeloni e la sorridente figlia Ester hanno creato un tempio del gusto. Il vero tocco magico è affidato alle mani d’oro della straordinaria pizzaiola Eleonora Simonetti: la sua “Quattro Formaggi”, dal cornicione soffice come una nuvola e con una selezione di latticini fusi in un mix dall’equilibrio divino, non ha assolutamente rivali in circolazione. Scopri il segreto della pizza più desiderata e goduriosa del territorio nel nostro articolo 👇

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Pizza Quattro Formaggi, pizzeria Incontro Poggio Moiano

Poggio Moiano (Rieti) – Chiunque ami follemente la pizza sa benissimo che esiste un confine sottilissimo e pericolosissimo tra un capolavoro culinario e un completo disastro, specialmente quando si tratta di una delle ricette più complesse, insidiose e amate della tradizione gastronomica italiana: la mitica pizza ai Quattro Formaggi. Troppo spesso i palati dei commensali vengono purtroppo delusi da impasti mollicci, consistenze gommose o, peggio ancora, da un mix di formaggi scadenti che si fondono in una massa informe e pesantissima, dal sapore eccessivamente aggressivo o completamente anonimo.
Eppure, per trovare l’esatta, sublime e assoluta perfezione di questa antica ricetta non bisogna affatto recarsi nelle caotiche e blasonate pizzerie stellate del centro di Napoli o nei locali alla moda di Roma e Milano. Il vero e incontrastato tempio del gusto si nasconde magicamente in un meraviglioso e tranquillo borgo incastonato nella verde e lussureggiante provincia di Rieti. Stiamo parlando della celebre e storica Pizzeria L’Incontro di Poggio Moiano, un locale accogliente e caloroso che, grazie al passaparola entusiasta di migliaia di clienti estasiati, è ormai diventato una vera e propria meta di pellegrinaggio laico per tutti gli inguaribili cacciatori di sapori autentici e indimenticabili.

Piero ed Ester Angeloni: la famiglia al servizio dell’eccellenza

Il clamoroso successo interregionale di questa piccola ma formidabile oasi culinaria non è certamente frutto del caso, ma è il dolcissimo risultato di decenni di faticoso lavoro, sconfinata passione e amore viscerale per il proprio territorio. L’anima pulsante e l’architetto visionario della Pizzeria L’Incontro è il patron Piero Angeloni, un ristoratore di straordinaria esperienza che ha saputo trasformare il suo locale nel vero e proprio salotto buono del paese.
Al suo fianco, con una vitalità e una determinazione che scaldano il cuore di chiunque varchi la soglia del ristorante, c’è l’insostituibile figlia Ester. La giovane ha ereditato non solo l’affabile sorriso e l’ospitalità sacra del padre, ma anche la sua infallibile e maniacale attenzione per i minimi dettagli. Sono loro due i direttori d’orchestra di un ambiente in cui ogni singolo cliente, dal turista occasionale al compaesano abituale, si sente immediatamente e felicemente a casa. Ma per trasformare la calda accoglienza in una vera e ineguagliabile esperienza estasiante per il palato, occorreva un tocco di genio assoluto dietro il bancone delle farine.

Il tocco magico di Eleonora Simonetti: la regina dei lieviti

Il cuore incandescente della Pizzeria L’Incontro, il luogo esatto in cui la magia prende fisicamente forma ogni singola sera, è governato con maestria assoluta dalle mani sapienti della strepitosa pizzaiola Eleonora Simonetti. Considerata ormai una vera e propria autorità locale nell’arte bianca, Eleonora non si limita ad ammaccare impasti, ma crea delle autentiche e soffici opere d’arte commestibili.
Il segreto della sua fama leggendaria risiede nell’attenzione maniacale e quasi religiosa che dedica alla lavorazione dell’impasto: ore e ore di lenta, paziente e meticolosa lievitazione naturale, un’idratazione spinta al millimetro e una selezione rigorosissima delle migliori farine artigianali in commercio. Il risultato sotto i polpastrelli è un disco di pasta vivo, che una volta baciato dalle fiamme roventi del forno a legna sprigiona un profumo inebriante e ancestrale, sviluppando una base incredibilmente croccante all’esterno ma dotata di un’alveolatura interna talmente soffice e leggera da sciogliersi letteralmente in bocca come una nuvola.

Un’esplosione di sapori: la Quattro Formaggi che non ha rivali

Ma il vero colpo di teatro di Eleonora Simonetti, il piatto che fa viaggiare intere famiglie per decine di chilometri pur di accaparrarsi un tavolo, è la sua inarrivabile e sontuosa pizza ai Quattro Formaggi. Dimenticatevi immediatamente le imitazioni pallide e gommose a cui siete stati purtroppo abituati. La versione servita all’Incontro è un capolavoro assoluto di puro equilibrio chimico ed esplosione sensoriale, un trionfo calorico e golosissimo che riappacifica immediatamente con il mondo intero.
La Simonetti, supportata dalle materie prime d’eccellenza selezionate da Piero ed Ester, ha studiato una miscela di formaggi che rasenta l’alchimia perfetta. Il dolce e filante fior di latte locale si sposa in un abbraccio voluttuoso con la pungenza aristocratica del gorgonzola DOP, mentre la fonduta di fontina di primissima scelta dona una cremosità avvolgente e lussuriosa, il tutto magistralmente bilanciato da una spolverata finale di parmigiano in purezza che regala una crosticina dorata e irresistibilmente croccante ai bordi. Al primo, bollente morso, le papille gustative vengono letteralmente inondate da una sinfonia di sapori contrastanti eppure divinamente armoniosi, appoggiati su un cornicione leggero come l’aria. Se la felicità potesse essere servita fumante su un piatto rotondo, avrebbe indubbiamente il volto della Quattro Formaggi della Pizzeria L’Incontro. Un peccato di gola a cui è moralmente vietato resistere.

Tel:0765201845

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L’intervista al Presidente della provincia di Cosenza Biagio Faragalli: “Il nuovo teatro esalta la cultura arbëreshë e unisce la provincia”

La difesa delle radici identitarie riparte dai luoghi della cultura! In occasione della storica e attesissima inaugurazione del “Nuovo Teatro degli Arbëreshë” a San Demetrio Corone (un’opera fondamentale attesa da ben trent’anni), il Presidente della Provincia di Cosenza, Biagio Antonio Faragalli, ha rilasciato una bellissima intervista per ribadire il forte sostegno delle istituzioni alle minoranze linguistiche italo-albanesi. “La nostra Provincia ospita orgogliosamente la più grande comunità Arbëreshë d’Italia. Il nostro compito è creare coesione territoriale, fare da ponte tra i comuni e difendere con enorme determinazione questa meravigliosa cultura millenaria”, ha spiegato il Presidente. Leggi il testo integrale della sua intervista nel nostro articolo 👇

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DR.BIAGIO ANTONIIO FARAGALLI

San Demetrio Corone (Cosenza) – In un panorama nazionale in cui le tradizioni locali rischiano troppo spesso di essere fagocitate e cancellate dalla fredda omologazione globale, la strenua e appassionata difesa delle proprie radici identitarie diventa un atto di resistenza culturale dal valore inestimabile. La vastissima Provincia di Cosenza detiene, in questo senso, un primato assoluto e straordinario: ospita orgogliosamente all’interno dei propri confini territoriali la più grande comunità Arbëreshë (italo-albanese) d’Italia, con oltre venticinque centri abitati che da secoli custodiscono gelosamente intatte la lingua, i costumi, i riti religiosi e le meravigliose tradizioni dei loro coraggiosi antenati.
La tutela e la forte valorizzazione di questo immenso patrimonio umano e linguistico rappresentano uno dei pilastri fondamentali della nuova visione amministrativa impressa dal Dottor Biagio Antonio Faragalli. Eletto trionfalmente Presidente della Provincia di Cosenza nel marzo 2026 con il solido supporto di una coesa coalizione di centrodestra, Faragalli ha immediatamente improntato il suo delicato mandato istituzionale su tre direttrici imprescindibili: la ricerca di una fortissima coesione territoriale, il raggiungimento dell’efficienza burocratica e, soprattutto, l’ascolto costante e capillare dei bisogni reali dei piccoli Comuni. Una mission politica che ha trovato la sua formale consacrazione nel giugno 2026, con l’approvazione unanime delle Linee Programmatiche di Mandato 2026-2030 da parte del Consiglio Provinciale, delineando con estrema chiarezza e precisione le priorità operative ed economiche per l’agognato rilancio del territorio calabrese.

Il Nuovo Teatro degli Arbëreshë: un sogno lungo trent’anni

La tangibile vicinanza del Presidente Faragalli al tessuto culturale della sua provincia si è manifestata in tutta la sua forza istituzionale ed emotiva in occasione di una giornata di festa, memorabile e storica per l’intera comunità italo-albanese. Parliamo della solenne inaugurazione del Nuovo Teatro degli Arbëreshë, un meraviglioso gioiello architettonico situato nel cuore di San Demetrio Corone, la vera capitale culturale dell’Arbëria calabrese.
L’apertura di questo tempio laico dedicato all’arte, alla recitazione e alla musica rappresenta il coronamento felice di un’attesa lunga ed estenuante, durata la bellezza di trent’anni. Una ferita urbanistica finalmente sanata, che restituisce alla cittadinanza un fondamentale luogo di aggregazione sociale e di fermento intellettuale. A margine della toccante e partecipata cerimonia di inaugurazione, il giornalista Elda Keci ha avuto il privilegio e l’opportunità di intervistare in esclusiva il Presidente Faragalli, raccogliendo a caldo le sue dichiarazioni sul ruolo delle istituzioni nella difesa delle minoranze linguistiche.

L’intervista esclusiva: il ruolo “ponte” dell’Istituzione provinciale

Presidente Faragalli, è un grandissimo onore averla qui oggi. Come tutti ben sappiamo, la Provincia di Cosenza ospita la più grande comunità arbëreshë d’Italia. In un contesto territoriale così ricco e variegato, in quali settori specifici sta lavorando maggiormente l’attuale Amministrazione per tutelare queste realtà?
“Innanzitutto, ci tengo davvero a ringraziarvi di cuore per questa preziosa opportunità di confronto. Oggi siamo venuti fin qui con un obiettivo ben preciso: testimoniare fisicamente e politicamente la stretta vicinanza dell’Istituzione provinciale al Sindaco, l’amico Ernesto Madeo, e a tutta la splendida comunità di San Demetrio Corone, che finalmente, dopo trent’anni di lunghissime e faticose attese, apre e restituisce questa bellissima e funzionale struttura al servizio di tutta la cittadinanza locale. La Provincia di Cosenza, oggi più che mai, custodisce con orgoglio un atto politico e culturale importantissimo, quello legato alla difesa delle minoranze linguistiche. Un atto che intendiamo rappresentare attivamente all’interno della Provincia, dove cercheremo di lavorare ogni singolo giorno con grande, immutata convinzione e assoluta determinazione. Sono profondamente convinto che sia assolutamente necessario unirsi e cercare di lavorare insieme sempre meglio per valorizzare queste splendide zone che sono degnamente rappresentate all’interno della nostra provincia. Il nostro obiettivo principale è che l’Istituzione torni finalmente a essere vicina alla gente, facendo da solido e affidabile tramite con i comuni e con i territori, specialmente in questi importanti momenti di festa e di rinascita.”

Creare ponti attraverso la cultura: un monito per il futuro

Questo importante e attesissimo evento di oggi a San Demetrio Corone, che culmina proprio con l’inaugurazione ufficiale del “Nuovo Teatro degli Arbëreshë”, pensa che possa rappresentare un’opportunità irripetibile per rafforzare le vostre politiche territoriali, la salvaguardia effettiva della lingua arbëreshe e, in poche parole, per creare dei veri e propri ponti culturali?
“Sicuramente sì, ne sono più che certo. Disponendo finalmente di una struttura moderna e di queste imponenti dimensioni, che sarà immediatamente messa al servizio non solo della laboriosa comunità di San Demetrio Corone, ma anche di tutte le altre comunità limitrofe. Credo fermamente che sia arrivato il momento ideale per far sentire i singoli comuni, le comunità locali e le istituzioni superiori sempre più vicini e connessi tra loro. Sono intimamente convinto che momenti di altissima condivisione come questo servano a elevare drasticamente il livello culturale non solo dell’intera Arbëria, ma della cultura calabrese in generale. Credo con tutto me stesso che questa straordinaria struttura, questo bellissimo teatro, sarà costantemente utilizzato in tutta la provincia per dare voce agli arbëreshë. Dobbiamo essere sempre più uniti e compatti, perché il ruolo fondamentale dell’istituzione provinciale che mi onoro di guidare è proprio quello di stare al fianco di queste comunità minori con grande forza e determinazione.”

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