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Montallegro onora il giudice Livatino: un incontro per non dimenticare gli eroi della legalità

La memoria è l’unica vera arma per sconfiggere definitivamente la criminalità organizzata! Sabato 3 ottobre (ore 19:00), l’Aula Multimediale di Montallegro ospiterà una serata dall’immenso valore civile ed emozionale: un incontro pubblico interamente dedicato alla memoria del giudice Rosario Livatino, assassinato brutalmente dalla mafia. Promosso dal Circolo Culturale “Giovanni Meli”, l’evento vedrà la partecipazione straordinaria del compagno di scuola del magistrato, il prof. Giuseppe Palilla, che svelerà ricordi intimi e inediti del “giudice ragazzino”. “Abbiamo il sacro dovere di onorare Livatino e anche il magistrato Antonino Saetta, ucciso due anni prima con il figlio. Dobbiamo tramandare i valori della legalità”, ha dichiarato il presidente del circolo, Giuseppe Iatì, che modererà il dibattito insieme a scrittori e magistrati. Leggi i dettagli e il programma di questa imperdibile e toccante iniziativa nel nostro articolo 👇

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MONTALLEGRO , giudice Livatino, evento

Montallegro (Agrigento) – La memoria storica di una nazione non si costruisce unicamente attraverso i polverosi libri di testo o le fredde cerimonie istituzionali trasmesse in televisione. Il vero e indissolubile anticorpo contro il cancro della criminalità organizzata si coltiva quotidianamente nelle piazze, nelle aule scolastiche e nei centri culturali dei piccoli e fieri comuni del nostro meridione. Ed è proprio per mantenere vivida, pulsante e feconda la fiamma del ricordo che il dinamico “Circolo Culturale Giovanni Meli Montallegro APS” ha deciso di scendere in campo organizzando un appuntamento di altissimo e profondo spessore etico e morale.
L’incontro pubblico, intitolato suggestivamente e doverosamente “Nel ricordo del Giudice Rosario Angelo Livatino”, è stato ufficialmente fissato per la serata di sabato 3 ottobre (con inizio dei lavori previsto per le ore 19:00), e si terrà all’interno della cornice dell’Aula Multimediale “Ercole Agatino Longo” nel cuore di Montallegro. L’obiettivo primario di questa lodevole iniziativa non è quello di tracciare un banale e sterile resoconto biografico, ma di far respirare alle nuove generazioni il coraggio, la determinazione e l’immensa statura morale di un giovane uomo dello Stato che ha sacrificato la propria stessa esistenza sull’altare della giustizia, rifiutandosi categoricamente di piegare la testa di fronte alla ferocia e all’arroganza dei clan mafiosi agrigentini.

Il ricordo intimo e personale: le parole del compagno di scuola

Ciò che renderà questa serata assolutamente unica e imperdibile sarà la possibilità di scavalcare la rigida figura istituzionale del magistrato per scoprire l’uomo Rosario, con le sue fragilità umane, la sua incrollabile fede e la sua profonda intelligenza. Al centro dell’iniziativa, infatti, spiccherà il racconto prezioso, intimo e diretto del Professor Giuseppe Palilla.
L’illustre professore non interverrà solamente nella sua veste ufficiale di presidente della nota associazione “Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino”, ma parlerà soprattutto in qualità di ex compagno di banco e di scuola del magistrato assassinato. La condivisione dei suoi personalissimi ricordi giovanili permetterà al pubblico di comprendere appieno come l’incredibile spessore morale del “giudice ragazzino” non fosse un abito indossato unicamente nelle aule di tribunale, ma una vocazione radicata profondamente nella sua anima fin dagli anni spensierati e innocenti del liceo. Una testimonianza vivente che promette di toccare le corde più profonde del cuore dei presenti.

Il contesto storico e la giustizia: i relatori d’eccezione

Ad accompagnare il pubblico in questo doloroso ma necessario e formativo viaggio a ritroso nel tempo (in quegli anni in cui la mafia insanguinava quotidianamente le strade della Sicilia con attentati brutali) ci sarà un parterre di relatori di eccezionale livello culturale. La complessa e fondamentale ricostruzione del difficilissimo e opaco contesto storico e sociale in cui il giudice Livatino fu costretto a operare e a indagare (spesso in totale isolamento) sarà curata minuziosamente dall’Avvocato Diego Guadagnino, noto, stimato e prolifico studioso e scrittore del territorio.
A seguire, il dibattito si sposterà su un piano prettamente giuridico e filosofico grazie all’intervento del magistrato Dottor Francesco Provenzano, che offrirà ai cittadini una lucida e profonda riflessione sul concetto assoluto di “Giustizia” nell’Italia contemporanea. Fondamentale e strategicamente mirato ai più giovani sarà poi il prezioso contributo del Professor Vito Salvaggio, il quale affronterà di petto l’urgente e ineludibile necessità di promuovere, seminare e radicare la cultura della legalità tra gli studenti e tra i banchi di scuola, vero e unico baluardo contro il fascino perverso della criminalità.

L’omaggio a Saetta e il forte richiamo del presidente Iatì

A tirare magistralmente le fila dell’intera serata, nel delicato ruolo di moderatore, sarà Giuseppe Iatì (noto attore, raffinato poeta e vulcanico presidente del circolo organizzatore), che ha voluto presentare l’evento lanciando un messaggio potentissimo e commovente alla cittadinanza.
«Come Circolo Culturale e come liberi cittadini abbiamo il sacro e inviolabile dovere morale di onorare e ringraziare la figura luminosa del Giudice Rosario Livatino», ha dichiarato con profonda commozione Iatì. «Ma la nostra memoria non deve fermarsi qui: insieme a lui va doverosamente e affettuosamente ricordato il coraggioso magistrato Antonino Saetta, vigliaccamente ucciso insieme al suo amato figlio Stefano il 25 settembre di due anni prima. Questo incontro non è un evento isolato, ma si inserisce prepotentemente e con orgoglio nel nostro costante, quotidiano e faticoso impegno nel promuovere la cultura inattaccabile della legalità sul territorio. Il nostro obiettivo primario e irrinunciabile è quello di continuare a custodire gelosamente e a trasmettere ai nostri ragazzi quei valori purissimi che questi immensi e insostituibili uomini di Stato ci hanno lasciato in eredità pagando con il sangue».

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Luco dei Marsi scrive la storia: nasce la prima Commissione Pari Opportunità

Luco dei Marsi scrive una pagina fondamentale della sua storia civica e sociale! L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giorgio Giovannone ha ratificato ufficialmente la nascita della primissima Commissione per le Pari Opportunità (CPO) della città. Un organo fortemente voluto per combattere ogni forma di discriminazione e tutelare l’uguaglianza tra i cittadini. Alla carica di presidente è stata eletta all’unanimità la dottoressa Gisella Massaro, coraggiosa professionista ed esperta operatrice del Centro Antiviolenza “Casa delle Donne della Marsica”. Alla seduta erano presenti anche Rosa Pestilli (presidente CPO Regione Abruzzo) e Paola Quaglieri (Responsabile del progetto “On the Road”), le quali hanno lodato l’iniziativa che inserisce Luco in una rete regionale strategica per combattere la piaga della violenza di genere e assistere concretamente le vittime. Leggi tutti i nomi degli eletti e i dettagli del progetto nel nostro approfondimento 👇

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Commissione Pari Opportunità Luco dei Marsi

Luco dei Marsi (L’Aquila) – Il cammino verso la costruzione di una società realmente equa, moderna, profondamente civile e totalmente libera da pregiudizi discriminatori passa, inevitabilmente, attraverso le scelte strategiche e le azioni concrete messe in campo dalle singole amministrazioni locali. Un clima di particolare cordialità, profonda emozione e vibrante partecipazione civica ha fatto da degna cornice alla nascita ufficiale della primissima Commissione per le Pari Opportunità (CPO) della storia del Comune di Luco dei Marsi.
La solenne e attesa ratifica istituzionale è stata sancita direttamente dai banchi dell’assise civica, riunitasi in seduta plenaria nella serata di martedì 22 settembre. A tenere a battesimo questa nuova, fondamentale istituzione democratica erano presenti, oltre alle componenti e ai componenti appena designati a seguito di un rigoroso e trasparente avviso pubblico, figure di primissimo piano del panorama politico e sociale abruzzese. Tra gli scranni spiccava infatti la presenza di Rosa Pestilli, carismatica e infaticabile presidente della Commissione Pari Opportunità del Consiglio Regionale dell’Abruzzo, giunta a Luco dei Marsi insieme alla collega Paola Quaglieri (attuale presidente della CPO del vicino Comune di Trasacco, nonché attivissima Responsabile generale del coordinamento delle CPO comunali che hanno aderito al vasto progetto regionale denominato “On the Road”). Un momento storico, che segna uno spartiacque netto e inequivocabile nelle politiche sociali del territorio marsicano.

Il sindaco Giovannone: “Un traguardo civico contro ogni discriminazione”

L’orgoglio per il traguardo raggiunto è emerso chiaramente dalle parole del primo cittadino. «La costituzione formale e operativa della Commissione per le Pari Opportunità rappresenta un evento istituzionale e umano fortemente significativo, non solo per la nostra Amministrazione ma per la nostra intera Comunità», ha sottolineato con enfasi il sindaco Giorgio Giovannone nel corso del suo applaudito intervento in seduta.
«Oggi andiamo a ufficializzare, nero su bianco, il brillante risultato finale di un lungo percorso burocratico e politico promosso con tenacia dall’Amministrazione comunale. L’obiettivo primario era proprio quello di riuscire a dotare Luco dei Marsi di un organismo forte, autorevole e stabile, capace di fungere da piattaforma di confronto, proposta e partecipazione attiva sui delicatissimi temi delle pari opportunità e della reale inclusione sociale. Questa neonata CPO», ha proseguito il primo cittadino, «sarà chiamata dalla Giunta a svolgere un ruolo squisitamente consultivo e fortemente propositivo nei confronti dell’Amministrazione, lavorando costantemente anche in strettissima sinergia operativa con la già collaudata Consulta delle Donne. Insieme, contribuiranno materialmente e intellettualmente alla promozione vitale di politiche, eventi e iniziative pubbliche finalizzate a prevenire, smascherare e contrastare ogni possibile forma di odiosa discriminazione (sia essa di genere, razziale o religiosa). Dovranno favorire una cultura saldamente fondata sull’uguaglianza, sul profondo rispetto reciproco e sulla valorizzazione delle differenze umane, imparando a fare rete con il territorio e favorendo il dialogo con le istituzioni superiori, le scuole, le parrocchie e le numerose associazioni culturali. Un ringraziamento particolare e sentito va alla vicesindaco Emilia Verdecchia e alla consigliera Angela Massaro, che hanno creduto e lavorato attivamente alla riuscita del progetto».

I membri eletti: Gisella Massaro alla presidenza della Commissione

Dal punto di vista puramente strutturale e organizzativo, la neonata Commissione di Luco dei Marsi vanta un organigramma vario e altamente qualificato. L’organismo è composto da ben tredici elementi in totale: dieci componenti esterni scelti accuratamente dalla società civile, un rappresentante espresso dal gruppo di maggioranza, un rappresentante indicato dalla minoranza consiliare e, ovviamente, la figura istituzionale del sindaco.
I dieci membri esterni ufficialmente nominati sono: Valentina Angelucci, Davide Baldassarre, Maria Ciaffone, Argante Ciocci, Manuela D’Ascanio, Maria Iaboni, Lina Marchi, Gisella Massaro, Maria Clara Patierno e Domenica Sabatini. A questi si aggiungono le due consigliere comunali elette in rappresentanza dei gruppi politici: Angela Massaro (per i banchi della maggioranza) e Carmela Paris (in quota minoranza). Subito dopo le presentazioni di rito, i nominati hanno proceduto democraticamente e speditamente all’elezione delle cariche apicali. Alla presidenza della CPO comunale è stata chiamata la dottoressa Gisella Massaro, figura di altissimo spessore morale e professionale, nota nel territorio per essere già un’apprezzatissima e coraggiosa operatrice del Centro Antiviolenza (CAV) “Casa delle Donne della Marsica” gestito dalla Cooperativa BeFree. A coadiuvarla nel faticoso lavoro ci saranno Domenica Sabatini, eletta alla carica di vicepresidente, e Davide Baldassarre, che ricoprirà invece il delicato ruolo di segretario verbalizzante.

Le parole di Rosa Pestilli: “Un valore aggiunto per l’intera rete della Marsica”

A benedire politicamente la neonata istituzione luchese è intervenuta anche la presidente regionale Rosa Pestilli, che non ha nascosto la propria soddisfazione per il lavoro svolto dalle colleghe.
«É oggettivamente la prima volta che ho il grandissimo piacere e l’onore istituzionale di assistere fisicamente alla nascita ufficiale di una CPO cittadina, e sono particolarmente lieta ed emozionata che questo accada proprio qui, nel cuore della Marsica. Stiamo parlando di un’area geografica bellissima ma complessa, dove all’oggettiva difficoltà dei processi e delle dinamiche sociali e territoriali corrisponde fortunatamente una grandissima vitalità delle realtà associative e della partecipazione cittadina dal basso». La presidente ha poi voluto rimarcare la specificità del caso di Luco: «Si tratta, inoltre, della prima CPO locale ad annoverare orgogliosamente, tra i propri componenti di spicco, una Professionalità formata e già attivamente operativa sul campo all’interno di un vero e proprio centro antiviolenza, e questo rappresenta certamente un inestimabile valore aggiunto in termini di competenze tecniche e sensibilità umana». Affrontare il dramma della violenza sulle donne, infatti, richiede strumenti legislativi adeguati ma soprattutto una grande empatia verso le vittime.

Il programma “On the road” e la lotta alla violenza di genere

L’intervento della presidente regionale Pestilli si è poi spostato sulle strategie macro-territoriali e sulla stringente necessità di creare una rete di protezione inossidabile a tutela delle fasce sociali più deboli.
«Quello cui stiamo lavorando attivamente, faticosamente e caparbiamente da tempo immemore è un cambiamento culturale profondo delle coscienze, un cambiamento che può trovare linfa vitale e sostegno pratico per la sua piena realizzazione soltanto nell’impegno concreto degli enti locali (che rimangono, a tutti gli effetti, le istituzioni fisicamente più prossime e vicine ai cittadini). Tutto questo lo stiamo facendo attraverso “On the Road”, che non è etichettabile come un semplice progetto, bensì come un vero e proprio e vasto programma sociologico. Un programma che oggi si avvale anche della prestigiosissima e fondamentale partnership istituzionale siglata con l’ANCI Abruzzo. Gli obiettivi a medio e lungo termine sono chiari: puntiamo dritti alla costituzione rapida di un’estesa rete regionale di CPO, un coordinamento centrale perfettamente funzionale e in grado di trasformare un nobile principio morale condiviso in un impegno amministrativo concreto ed efficace. Dobbiamo diffondere capillarmente la preziosa cultura del rispetto reciproco, arginare e contrastare in ogni modo possibile la vile violenza di genere, attivare tempestivamente tutti gli interventi psicologici ed economici di sostegno alle povere vittime e raggiungere la piena realizzazione del riequilibrio di genere. Quest’ultimo fattore non è, e non potrà mai essere, derubricato a una mera e fredda questione di numeri e di quote rosa. Stiamo strutturando un sistema all’avanguardia che sarà governato e sostenuto da regole chiarissime e stringenti, un prerequisito organizzativo fondamentale per poter operare in maniera lucida all’interno di temi umani e giudiziari tanto sensibili».

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La rivoluzione d’argento spegne le file alle Poste nel Reatino: dodici uffici toccano il 100% di pensioni digitali con l’App BancoPosta

I borghi della provincia di Rieti spengono le file per la riscossione del contante e i nonni sabini diventano i nuovi re della transizione digitale dello Stato! Poste Italiane ha certificato che in ben 13 uffici postali del Reatino (tra cui Micigliano, Roccantica e Varco Sabino) il 100% dei pensionati ha abbandonato la vecchia busta per accreditare la pensione su Libretti, Conti BancoPosta o Postepay Evolution. Un’opera di squadra eccezionale che vede oltre 1.200 ultraottantenni della provincia utilizzare quotidianamente l’App ufficiale “P” per pagamenti pagoPA e gestione del risparmio, supportati con onestà e calore dagli operatori di sportello. Un comfort funzionale perfetto che sposa i servizi della Pubblica Amministrazione del Progetto Polis. Scoprite la mappa dei comuni hi-tech nel nostro articolo! 👇

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Poste Italiane

Rieti – Un’onda silenziosa di modernità, autonomia e straordinario riscatto civile sta attraversando i borghi arrampicati sull’Appennino sabino, trasformando le abitudini quotidiane delle generazioni più mature in un’autentica officina di innovazione tecnologica 4.0. I meno giovani e i pensionati, quando si spogliano dei vecchi e polverosi cliché dell’isolamento burocratico, si riscoprono i veri protagonisti della transizione digitale dello Stato, abbattendo con spavaldo ottimismo le barriere del pregiudizio anagrafico e le nevrosi delle lunghe attese allo sportello. Il risparmio e la gestione del welfare familiare, se supportati dall’onestà delle idee e dalla competenza delle maestranze pubbliche, si convertono nella risorsa terapeutica ed etica più potente per garantire il benessere collettivo rionale. Oggi, mercoledì 23 settembre 2026, i vertici di Poste Italiane hanno messo a verbale i dati di un’evoluzione antropologica eccezionale: nella provincia di Rieti la pensione si fa interamente digitale, scacciando il torpore del contante per accogliere la sicurezza dei canali online.

I dati statistici elargiti dai database aziendali blindano un successo strutturale e macroeconomico senza precedenti storici nei piccoli rioni della Sabina. In ben tredici uffici postali del Reatino il 100% dei pensionati stanziali ha rinunciato definitivamente al ritiro della cartamoneta, optando in totale trasparenza per l’accredito automatico e protetto sul proprio Conto BancoPosta, sul Libretto di Risparmio Postale o sulla carta prepagata evoluta Postepay Evolution. Questa parata di eccellenze tecnologiche a zero contante bacia le comunità di Belmonte Sabino, Collegiove, Concerviano, Marcetelli, Micigliano, Montenero Sabino, Morro Reatino, Nespolo, Paganico Sabino, Borgo San Pietro, Fiumata, Roccantica e Varco Sabino, unghie di pietra del territorio che si candidano a smart land del risparmio, taccuino alla mano e passioni calde.

I milleiduecento nonni hi-tech con l’App “P”: lo scudo degli operatori di sportello

La metamorfosi del welfare reatino non si limita alla fredda transazione bancaria, ma si espande verso una straordinaria e duratura familiarità intergenerazionale con i software di ultima generazione, riducendo l’asfissia protettiva e l’esodo delle famiglie verso le metropoli. I Criteri di monitoraggio logistico evidenziano un traguardo di immenso merito: nella provincia di Rieti gli over 80 che utilizzano regolarmente l’applicazione ufficiale “P” di Poste Italiane hanno superato la quota record di 1.200 persone. L’applicazione mobile si impone sui monitor degli smartphone come una piattaforma integrata d’avanguardia per l’accesso immediato ai servizi finanziari e postali dello Stato, un percorso di educazione permanente che dona ai nonni un comfort funzionale perfetto, un’autonomia gestionale totale e una protezione impenetrabile contro la criminalità predatoria.

Questo miracolo pedagogico e informatico si è consolidato nei mesi grazie all’interplay umano e al lavoro di squadra quotidiano coordinato dai direttori e dagli operatori di sportello delle aree interne. Il personale di Poste ha scortato con pazienza, calore e totale trasparenza i cittadini più anziani, insegnando loro a navigare nei database digitali e scacciando le nevrosi generate dall’asfissia tecnologica. L’acquisizione di queste soft skill informatiche da parte della Categoria dei meno giovani non ha affatto spopolato i plessi rionali, ma ha riconvertito la presenza fisica degli utenti a ridosso del banco, trasformando la visita all’ufficio in un momento di socializzazione spontanea e di consulenza d’alto profilo professionale per gli investimenti sani delle famiglie.

Il Progetto Polis e i passaporti a chilometro zero: la centralità dei borghi reatini

La presenza stanziale dei pensionati e dei giovani della provincia sabina all’interno dei locali postali rimane l’asse portante della coesione sociale del territorio, ponendosi in totale e fiera controtendenza rispetto al progressivo e doloroso abbandono dei piccoli centri attuato dagli istituti di credito privati. I cittadini continuano a frequentare i laboratori di Poste Italiane per accedere a una gamma sempre più ricca e flessibile di prestazioni amministrative dello Stato, coordinate in asse con il rivoluzionario Progetto Polis. Presso gli sportelli automatizzati di via Cavour e dei rioni interni, gli utenti possono stampare istantaneamente i certificati anagrafici del Comune, i modelli INPS per i cedolini previdenziali e presentare la documentazione legale per il rilascio del passaporto elettronico con consegna a domicilio, senza dover viaggiare verso la Questura del capoluogo.

I terminali informatici della rete sono caldi, i sistemi di sicurezza meccatronici antirapina roller cash attivi e i registri delle pensioni autunnali sigillati per le scadenze del fine settimana. Questo fine settimana spegnete per un giorno le notifiche dannose dei social network, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate ad accompagnare i vostri nonni all’ufficio postale del borgo: scoprirete che finché lo Stato saprà investire sul merito delle nuove tecnologie per restituire libertà, dignità e sicurezza alle generazioni che hanno edificato la nostra storia, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto protetto, fiero e profondamente umano. Il cammino della cittadinanza digitale è cominciato nelle province, ed è una bellissima storia di futuro che aspetta solo di essere vissuta.

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Turismo nei piccoli borghi, boom dell’Abruzzo: Tortoreto in corsa per Luminous Destinations 2027

Numeri straordinari e storici per il turismo in Abruzzo! Nei primi sette mesi del 2026, la nostra regione si è piazzata al secondo posto in tutta Italia per la crescita vertiginosa delle presenze nei piccoli Comuni (+10,9%), abbattendo il record degli 8,8 milioni di presenze dello scorso anno. A trainare letteralmente il comparto economico è la Provincia di Teramo. Proprio cavalcando questi flussi immensi, la ridente cittadina balneare di Tortoreto ha deciso di candidarsi ufficialmente e con largo anticipo a “Luminous Destinations 2027”, il prestigiosissimo progetto ideato da Visit Italy. L’obiettivo? Entrare nella strettissima Top 10 delle mete italiane più all’avanguardia nello sviluppo di un turismo intelligente e sostenibile, capace di generare ricchezza senza distruggere il territorio. La severissima Giuria d’Onore premierà le città più virtuose nel mese di febbraio alla BIT di Milano (la Borsa Internazionale del Turismo). Leggi tutti i numeri del nostro successo regionale nell’articolo completo 👇

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Tortoreto_Torre_dell'Orologio

Tortoreto (Teramo) – Il paradigma del turismo nazionale sta vivendo una fase di profonda e irreversibile trasformazione genetica. Lungi dall’essere unicamente concentrati sulle affollatissime, caotiche e ormai sature mete d’arte tradizionali o sulle grandi metropoli del Paese (sempre più schiacciate dal pericoloso fenomeno dell’overtourism), i flussi dei viaggiatori italiani e stranieri si stanno riversando con sempre maggiore insistenza e curiosità verso i centri di dimensioni minori.
In questa entusiasmante e modernissima rivoluzione delle abitudini di viaggio, la regione Abruzzo sta letteralmente recitando la parte del leone, sbaragliando la concorrenza e posizionandosi ai vertici assoluti delle classifiche nazionali. Secondo gli ultimi, inequivocabili e lusinghieri dati ufficiali appena elaborati e diffusi dal Ministero del Turismo, nei primissimi sette mesi di questo 2026 l’Abruzzo ha fatto registrare una clamorosa e formidabile crescita delle presenze turistiche nei piccoli e medi Comuni. Parliamo di un balzo in avanti formidabile, quantificabile in un eccellente +10,9% se messo in diretto raffronto con lo stesso identico periodo dell’anno precedente. Un segnale fortissimo, inequivocabile e strutturale, che dimostra empiricamente come le dinamiche dell’accoglienza stiano virtuosamente premiando le località capaci di offrire autenticità, aria pulita, ritmi di vita lenti, tradizioni enogastronomiche inossidabili e territori diametralmente diversi e affascinanti rispetto alle destinazioni classiche.

I numeri da record: la provincia di Teramo traina la regione

Questo formidabile andamento delle mete minori e dei borghi non è un fulmine a ciel sereno, ma si inserisce prepotentemente all’interno di una fase di espansione economica senza precedenti per l’intero comparto turistico regionale.
Basta infatti analizzare a fondo le statistiche per rendersene conto: soltanto nello scorso anno (il 2025), l’Abruzzo ha sfondato ogni suo precedente tetto massimo, raggiungendo la mostruosa e storica quota di ben 8,8 milioni di presenze complessive. Un incremento percentuale vertiginoso, calcolato in un pazzesco +23,29% rispetto alle performance dell’anno ancora precedente, secondo i solidi e incontestabili dati resi pubblici dagli uffici competenti della Regione. All’interno di questo scenario macroeconomico di pura e sfrenata euforia turistica, la bellissima provincia di Teramo ricopre senza ombra di dubbio il ruolo di indiscussa e trascinante locomotiva dell’intero sistema. Il territorio teramano aveva già messo in cassaforte numeri da capogiro nel lontano 2024, registrando sulle proprie spiagge e tra le proprie montagne oltre 3,27 milioni di presenze (pari a un pesantissimo 45,7% del totale regionale), confermandosi saldamente come la primissima e più importante provincia abruzzese per numero assoluto di pernottamenti. Un primato che è stato addirittura migliorato e consolidato nel 2025, anno in cui le presenze alberghiere ed extra-alberghiere nella provincia hanno fatto registrare un ulteriore e massiccio salto in avanti del +17,36%.

Tortoreto si candida ufficialmente a Luminous Destinations 2027

È proprio cavalcando l’onda di questo trionfale scenario di crescita strutturale, unito alla consapevolezza che i flussi stiano fortunatamente coinvolgendo anche mete molto al di fuori delle rotte più consolidate e commerciali, che si inserisce di prepotenza la coraggiosa e intelligentissima candidatura del Comune di Tortoreto (in provincia di Teramo) al prestigioso premio Luminous Destinations 2027.
La ridente e attrezzatissima località balneare abruzzese, celebre per le sue spiagge sconfinate e per la cura maniacale del suo verde pubblico, è infatti tra le primissime amministrazioni in tutta Italia ad aver aderito ufficialmente al rivoluzionario progetto ideato dal network turistico Visit Italy. Questo format è nato con uno scopo nobilissimo e innovativo: individuare, studiare e premiare ogni singolo anno le dieci migliori destinazioni italiane che stanno concretamente e fattivamente ripensando il proprio sviluppo economico e turistico, partendo non dalla cementificazione selvaggia, ma dall’equilibrio aureo del rapporto tra visitatori stagionali, fragilità del territorio e benessere della comunità locale. L’obiettivo finale, insomma, è quello di portare alla luce e premiare modelli virtuosi nei quali la crescita spietata del turismo non si misura più soltanto attraverso il mero e freddo aumento del numero delle presenze fisiche. Al contrario, si premia la reale capacità di una destinazione di generare opportunità lavorative e ricchezza tangibile per chi vive e presidia i territori per 365 giorni all’anno, preservandone gelosamente l’identità storica e rendendo estremamente più sostenibile e intelligente la gestione strutturale dei flussi di massa.

Le parole di Ruben Santopietro e la prestigiosa Giuria d’Onore

L’approccio innovativo del premio è stato ribadito con fermezza dai vertici dell’organizzazione nazionale. «Le prime entusiastiche candidature che stiamo ricevendo in queste settimane, a partire proprio da quella prestigiosissima e fortemente voluta di Tortoreto, ci stanno dimostrando inequivocabilmente che in Italia non esiste un solo e unico modello di destinazione turistica da poter valorizzare», ha spiegato ai cronisti Ruben Santopietro, dinamico CEO e fondatore carismatico di Visit Italy.
«Con questo nostro progetto», ha proseguito Santopietro, «vogliamo avere la forza di individuare ogni anno dei territori che siano sinceramente capaci di utilizzare il turismo come una potentissima leva economica e sociale per generare enormi opportunità per chi ci vive stabilmente, rafforzando la propria e inimitabile identità, rendendo l’accoglienza alberghiera molto più green e sostenibile, e riuscendo a distribuire molto meglio e più equamente sul territorio il gigantesco valore economico generato dai flussi dei viaggiatori». Per questo motivo, il numero effettivo degli arrivi, gli incassi alberghieri o la pura notorietà raggiunta non saranno affatto dei parametri determinanti nella scelta finale delle dieci località vincitrici. La severa Giuria d’Onore (che sarà presieduta e guidata dalla professoressa Roberta Garibaldi, esperta di Tourism Management presso l’Università degli Studi di Bergamo ed ex potentissima Amministratrice Delegata di ENIT) valuterà le singole candidature attraverso cinque criteri di altissimo profilo. A coadiuvare la professoressa in questo arduo compito ci saranno esperti indiscussi del calibro di Josep Ejarque, Nicola Bellini, Maria Elena Rossi, Vittorio Lepre, Carlotta Ferrari, Stefano Monti e Mariapina Trunfio, tutti luminari specializzati nel destination management, nell’economia del turismo, nello sviluppo territoriale, nell’innovazione tecnologica e nelle politiche di accessibilità per i disabili.

I cinque criteri di selezione e la finalissima alla BIT di Milano

Ma quali saranno, nel dettaglio, i temutissimi criteri utilizzati dai giurati per valutare candidature d’eccellenza come quella presentata da Tortoreto? Il primo scoglio da superare sarà dimostrare il beneficio reale per i residenti (la capacità di creare imprese e migliorare la qualità della vita).
Il secondo parametro analizzerà lo spietato impatto sul territorio (considerando gli effetti sull’ambiente, sulla cultura e sul patrimonio). Il terzo criterio riguarderà invece l’innovazione del modello (sperimentare nuovi approcci all’accoglienza e favorire la sinergia totale tra enti pubblici e aziende private). Seguirà la cosiddetta capacità narrativa (ossia il talento nel sapersi vendere e nel saper raccontare al mondo l’identità del luogo in modo moderno e accattivante) e, infine, l’accessibilità (l’impegno morale e strutturale nel rendere la destinazione fruibile a tutti e totalmente priva di barriere architettoniche). Le candidature dei Comuni potranno essere avanzate telematicamente per tutto l’autunno. Le dieci magiche e virtuose destinazioni italiane che supereranno questa spietata selezione potranno ricevere l’ambitissimo award ufficiale “Luminous Destination” nel corso di una scintillante e affollata cerimonia di premiazione pubblica. L’evento clou, che garantirà per 12 mesi alle città vincitrici una visibilità editoriale mostruosa su scala internazionale, si terrà il prossimo 9 febbraio 2027 all’interno degli storici ed enormi padiglioni della BIT (Borsa Internazionale del Turismo), l’evento fieristico per eccellenza organizzato da Fiera Milano. Tortoreto è scesa ufficialmente in campo, e l’intero Abruzzo fa il tifo per lei.

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