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Politica

Il futuro della destra, Sforzini svela il retroscena inedito tra Franco Castellazzi e Tatarella

Un emozionante viaggio a ritroso nel tempo che illumina il futuro della politica italiana! Luca Sforzini (Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale) ha rotto il silenzio svelando un retroscena inedito e affascinante: le riservatissime e lungimiranti conversazioni di 35 anni fa tra il suo “padre politico” Franco Castellazzi (primo presidente della Lega Lombarda) e il grande Pinuccio Tatarella. Già nei primissimi anni Novanta, questi due giganti tracciavano le basi per costruire una vera destra moderna e di governo, capace di uscire dai propri recinti storici per aprirsi alle eccellenze e all’impresa. Un insegnamento vivo ancora oggi per costruire una forza politica liberale, identitaria e capace di parlare alla società civile senza innalzare nuovi muri!👇

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CASTELLAZZI E PINUCCIO TATARELLA

Milano – Nel caotico, rumoroso e spesso superficiale dibattito politico odierno, capita raramente di potersi fermare ad ascoltare e riflettere su memorie storiche in grado di illuminare lucidamente e profondamente il nostro presente e, soprattutto, di tracciare la rotta per il nostro futuro. A squarciare l’assordante rumore di fondo della politica contemporanea ci ha pensato in queste ore Luca Sforzini, attuale Presidente del dinamico Centro Studi Rinascimento Nazionale, affidando alla stampa un editoriale intimo, intenso e dal grandissimo peso specifico e culturale. Attraverso un personalissimo e commosso viaggio a ritroso nel tempo, Sforzini ha deciso di aprire pubblicamente il cassetto dei suoi ricordi politici più preziosi, riportando alla luce conversazioni private, riservatissime e straordinariamente attuali risalenti a ben trentacinque anni fa. Al centro di questo eccezionale spaccato storico vi sono due figure di proporzioni titaniche e fondanti per la recente storia repubblicana: da un lato Franco Castellazzi, indimenticato primo presidente della Lega Lombarda, e dall’altro l’ineguagliabile stratega Giuseppe “Pinuccio” Tatarella. Un dialogo a distanza che, incredibilmente, poneva già nei primissimi anni Novanta le basi concettuali per la creazione di quella grande, moderna e matura destra di governo di cui l’Italia ha disperatamente bisogno oggi.

Le memorie di un ragazzo di bottega: gli anni Novanta e il maestro Castellazzi

Il suggestivo racconto politico e umano tracciato dal Presidente di Rinascimento Nazionale prende il via proprio dagli albori degli anni Novanta, un’epoca di enormi stravolgimenti sociali e di gravissimi terremoti istituzionali per il nostro Paese.
All’epoca, un giovanissimo Luca Sforzini, appena ventenne, si affacciava con curiosità, rispetto e dedizione al complesso mondo delle istituzioni. “Ero, nel senso più antico e più bello dell’espressione, un puro e semplice ragazzo di bottega della politica”, ricorda Sforzini con palpabile emozione. La sua impareggiabile e fortunata “palestra” formativa fu la frequentazione assidua del suo vero e proprio padre politico: Franco Castellazzi. Primo capogruppo assoluto in Regione Lombardia ed esponente di primissimo piano di quell’ala spiccatamente moderata, colta, istituzionale e politicamente raffinatissima della primissima Lega delle origini. Sotto l’ala protettiva e saggia di Castellazzi, il giovane Sforzini ha avuto l’immenso e raro privilegio di poter osservare da vicino, in rigoroso silenzio e con grande spirito di apprendimento, le complesse e affascinanti dinamiche del potere e della costruzione del consenso, forgiando indissolubilmente quel bagaglio culturale che oggi guida saldamente la sua azione civica e politica.

L’incontro tra due giganti: la Lega delle origini dialoga con Pinuccio Tatarella

Ma il vero tesoro inestimabile celato nelle memorie di Luca Sforzini riguarda gli incontri riservati e le proficue e fitte conversazioni intellettuali tra il suo maestro e altre figure di primissimo piano del panorama politico nazionale dell’epoca.
Castellazzi, forte di una statura morale superiore e appartenente a una generazione per la quale il sano e duro confronto dialettico non richiedeva necessariamente l’appartenenza allo stesso recinto ideologico, dialogava abitualmente con mondi apparentemente lontanissimi dal suo. E tra questi interlocutori d’eccezione, un posto d’onore assoluto era riservato a Giuseppe “Pinuccio” Tatarella. Il giovane Sforzini assisteva affascinato a quegli scambi di altissima caratura intellettuale, comprendendo solo oggi la vera portata di quelle parole. “Oggi credo di comprendere molto meglio che cosa accomunasse due uomini provenienti da esperienze politiche e umane tanto lontane. Entrambi cercavano ostinatamente, faticosamente e coraggiosamente di portare le rispettive e storiche culture politiche ben oltre i propri ristretti confini originari”, spiega Sforzini. Mentre Castellazzi sognava e lavorava per trasformare la Lega in una forza adulta e di governo (liberandola dalle catene della mera protesta), Tatarella gettava instancabilmente le basi per una grande destra moderna, capace di uscire dal ghetto storico senza mai rinnegare la propria identità.

Rinascimento Nazionale e la nuova destra: radici e non recinti asfissianti

Le preziose e illuminanti riflessioni maturate in quelle lontane e fumose stanze della politica degli anni Novanta risuonano oggi con una potenza e un’attualità a dir poco sbalorditive e dirompenti.
La grandissima e irrisolta sfida di ieri è diventata prepotentemente l’urgenza assoluta di oggi: come si trasforma definitivamente e irreversibilmente una fiera identità politica in una solida, credibile e matura cultura di governo, senza trasformare il proprio schieramento in un’inutile cittadella assediata e isolata dal mondo? È proprio per rispondere coraggiosamente a questo complesso e vitale interrogativo che è nato e prospera il Centro Studi Rinascimento Nazionale. L’ambizioso progetto politico culturale guidato oggi da Luca Sforzini mira proprio a “immaginare e costruire una destra del XXI secolo che abbia radici profonde ma senza trasformarle in un recinto asfissiante”. Una visione politica grandiosa e inclusiva: una forza schiettamente nazionale ma ferocemente anti-statalista, orgogliosamente identitaria ma lontana anni luce da qualsiasi deriva razzista, istituzionalmente forte ma mai autoritaria. Una destra profondamente e orgogliosamente liberale, di chiara matrice risorgimentale e fieramente occidentale.

L’apertura alla società civile: il vero antidoto alla sterile politica dei muri

La strada maestra tracciata dal manifesto ideale di Luca Sforzini appare quindi chiarissima, luminosa e obbligata: per poter governare stabilmente e far rinascere il nostro Paese, è assolutamente indispensabile e non più rinviabile una sincera, totale e incondizionata apertura verso l’esterno.
La nuova destra deve imperativamente imparare a parlare e ad attrarre la grande classe media, il mondo produttivo dell’impresa, l’entusiasmo dei giovani, le competenze tecniche, le eccellenze accademiche e intellettuali. Deve, in sintesi, spalancare coraggiosamente le proprie porte a quella vastissima e preziosa parte della società civile italiana che non possiede una tessera di partito in tasca e non vanta una lunga genealogia politica militante, ma che possiede energie fresche, idee brillanti e moltissimo da dare al Paese. “Non so quale debba essere la formula politica o organizzativa attraverso cui questo processo potrà compiersi, ma prima delle formule vengono le culture politiche”, conclude magistralmente Sforzini. L’eredità morale di Castellazzi e Tatarella è oggi più viva che mai: costruire ponti e non innalzare nuovi muri. E, dopo ben trentacinque anni, quella meravigliosa e proficua conversazione tra gentiluomini della politica non è ancora finita.

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Esteri

L’Unione Europea chiede dialogo e moderazione dopo i raid aerei pakistani in Afghanistan

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Redazione- L’Unione Europea ha espresso il proprio rammarico per la morte di civili nei recenti attacchi aerei pakistani in Afghanistan e ha esortato le parti coinvolte a risolvere le loro divergenze attraverso il dialogo e mezzi pacifici.

In una dichiarazione diffusa venerdì 10 Mizan, un portavoce dell’Unione Europea ha fatto riferimento agli attacchi nelle province di Kunar e Helmand, affermando che la Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA) ha confermato la morte di almeno 10 civili, la maggior parte dei quali bambini, e il ferimento di altre nove persone.

L’Unione Europea ha invitato entrambe le parti a esercitare moderazione, evitare un’ulteriore escalation e avviare un dialogo per affrontare le loro controversie.

Nella dichiarazione, l’UE ha inoltre sottolineato che le «autorità de facto dell’Afghanistan» devono adottare misure efficaci per contrastare i gruppi terroristici che operano nel Paese o che utilizzano il territorio afghano per condurre operazioni.

L’Unione Europea ha ribadito che tutte le parti devono rispettare il diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario, e garantire la protezione dei civili e delle infrastrutture civili.

L’UE ha infine esortato tutte le parti ad adottare ogni misura pratica possibile per prevenire ulteriori vittime e ridurre al minimo i rischi per la popolazione civile.

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Politica

Futuro Nazionale scalda i motori per Milano 2027: vertice in Versilia con Simoni e Maturo

Grandi, cruciali e decisive manovre politiche in Versilia per le imminenti elezioni di Milano e della Lombardia del 2027! I vertici nazionali di Futuro Nazionale si sono riuniti in un blindatissimo e riservato vertice operativo: presenti il Coordinatore Nazionale Massimiliano Simoni, l’avvocato Renato Maturo e il noto esponente politico milanese Roberto Jonghi Lavarini. L’obiettivo dichiarato senza mezzi termini dal comitato è ambiziosissimo e dirompente: raggiungere il 10% dei consensi nel capoluogo lombardo per sostenere a spada tratta il Generale Carmelo Burgio. Tra stoccate polemiche ai rivali, il sostegno caloroso dell’aristocrazia europea e la conferma della visita di Simoni a Milano a fine ottobre (in totale accordo con il Generale Vannacci), la destra scalda pesantemente i motori elettorali!👇

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Lavarini, Simoni e Maturo

Versilia – Le grandi, complesse e decisive manovre politiche e tattiche in vista dell’ormai imminente e cruciale appuntamento con le elezioni politiche e amministrative del 2027 (con un focus particolare, ossessivo e strategico sulla fondamentale piazza di Milano e sull’intera, ricca regione Lombardia) sono ormai ufficialmente entrate nel vivo del dibattito. Nelle scorse ore, la splendida e rinomata cornice toscana della Versilia ha infatti ospitato e fatto da prestigioso sfondo a una riunione di altissimo livello, definita dagli stessi partecipanti come “ristretta e rigorosamente riservata”, che ha visto sedersi attorno allo stesso tavolo decisionale i vertici nazionali del movimento politico Futuro Nazionale. All’importante e operativo incontro programmatico hanno partecipato attivamente, in un clima di totale sintonia e comunione d’intenti, il Coordinatore Nazionale del partito, Massimiliano Simoni, l’avvocato Renato Maturo (nella sua veste ufficiale di Presidente del Comitato 421 Futuro Nazionale Milano) e il noto esponente politico della destra radicale milanese Roberto Jonghi Lavarini, da sempre conosciuto e ribattezzato negli ambienti giornalistici con l’appellativo di “barone nero”. Un vertice denso di contenuti, strategie territoriali e nomi di spicco, il cui ordine del giorno ha toccato nervi scopertissimi e tematiche fondamentali: dal netto, incondizionato e forte sostegno alla candidatura politica del Generale Carmelo Burgio, fino all’urgente necessità di rafforzare, strutturare e radicare sempre più capillarmente la presenza di Futuro Nazionale sul territorio e all’interno del complesso tessuto sociale cittadino e regionale, promuovendo parallelamente una severa e ferrea selezione meritocratica della nuova e futura classe dirigente del partito.

Obiettivo doppia cifra a Milano: l’asse Maturo-Jonghi Lavarini

Il progetto politico e ambizioso che emerge chiaramente da questo blindatissimo vertice toscano punta senza mezzi termini a ritagliarsi un ruolo da assoluto, ago della bilancia e temibile protagonista nelle future e aspre scacchiere elettorali del Nord Italia.
A dettare apertamente, coraggiosamente e pubblicamente la linea politica e i traguardi matematici del movimento ci ha pensato l’avvocato Renato Maturo, che non ha nascosto le grandissime e fondate ambizioni del suo comitato locale milanese. “Sulla fondamentale piazza di Milano, sia in caso di un’alleanza civica strutturata e concorde con il centrodestra tradizionale, sia correndo coraggiosamente e fieramente da soli a sostegno del Generale Burgio, il nostro obiettivo primario è puntare dritti e senza esitazioni al traguardo del 10% dei consensi. Una percentuale vitale per poter pretendere e ottenere una città finalmente sicura, pulita, ordinata e, soprattutto, socialmente molto più giusta per tutti i cittadini”, ha dichiarato con orgoglio Maturo. A fargli eco, con toni altrettanto entusiastici, chiari e collaborativi, è intervenuto Roberto Jonghi Lavarini, che ha speso parole di grandissima, sincera e profonda stima personale e politica nei confronti del Coordinatore Nazionale. “Massimiliano Simoni proviene, esattamente come noi, dalla storia fiera e pura della vera destra italiana, affondando le radici nel Movimento Sociale e in Alleanza Nazionale. È un patriota e un galantuomo assoluto, dotato di grandissima capacità e saggezza politica”, ha sottolineato Jonghi Lavarini. L’esponente milanese ha inoltre voluto confermare la sua massima, incondizionata e totale disponibilità a supportare fisicamente e attivamente l’ambizioso progetto, ricordando l’immenso e storico impegno militante e lombardo di “vecchi camerati” storici e inossidabili come Antonio Imperatore, Marcello Olivari, Gianmario Invernizzi e Lele Petrucci.

Nobiltà, intellettuali e il comitato scientifico di Francioso

A testimoniare la volontà precisa, strategica e mirata del movimento di allargare sempre di più i propri ristretti orizzonti, coinvolgendo attivamente anche prestigiose e inaspettate figure provenienti dalla società civile, dal mondo imprenditoriale, dall’aristocrazia europea e dall’alta accademia, sono state le importantissime e numerose dichiarazioni di sostegno giunte e registrate durante il corso della riunione versiliese.
Tra gli interventi in collegamento telefonico ha spiccato senza dubbio quello del dottor Piergianni Prosperini (carismatico ex assessore della Regione Lombardia e storico Presidente del movimento Nordestra), che ha voluto categoricamente, ironicamente e affettuosamente smentire ogni possibile e fantasiosa voce giornalistica su una sua fantomatica “candidatura autonoma”, ribadendo invece il suo fedelissimo e totale sostegno al “Generalissimo”. Molto significativo e tagliente è stato anche il contributo offerto dal professore Onelio Francioso, noto docente universitario di sociologia, il quale ha formalizzato la sua preziosa adesione al nascente Comitato Scientifico Culturale di Futuro Nazionale, lanciando al contempo una velenosissima e pesante stoccata polemica rivolta ad altri ambienti: “A differenza di alcuni sedicenti centri studi, in realtà totalmente inesistenti e fumosi, questo sarà un reale, serio e operativo luogo comunitario di studio e di elaborazione metapolitica”. Al vertice sono inoltre giunti i sentitissimi e calorosi saluti istituzionali da parte di illustri e blasonati esponenti dell’aristocrazia italiana ed europea, tra cui figurano i conti Guido Anzilotti, Michiel Pentasuglia, Pietro Stramezzi e la contessa georgiana Lali Panchulidze, quest’ultima portavoce e rappresentante anche dei numerosi fedeli dell’Unione delle Comunità Cristiane Ortodosse in Italia.

Radici storiche e la benedizione del Generale Vannacci

L’incontro strategico si è concluso con l’intervento e le rassicurazioni del Coordinatore Nazionale Massimiliano Simoni il quale, dichiarando di agire sempre in piena, costante e totale sintonia con le volontà e le direttive del Generale Roberto Vannacci, ha calorosamente ringraziato tutti i presenti, annunciando inoltre ufficialmente una sua imminente, fondamentale e attesissima visita istituzionale e operativa proprio nella città di Milano prevista per la fine del mese di ottobre.
Simoni ha esortato duramente e chiaramente tutti i vari dirigenti territoriali di FNV ad attivarsi immediatamente e sul campo per coinvolgere fin da subito tutte le realtà civiche, politiche e sociali desiderose di collaborare e di dare il proprio concreto contributo all’imminente e cruciale e difficilissima campagna elettorale, con un occhio di riguardo per le figure di maggiore esperienza amministrativa pregressa. A ribadire, infine, il solido, indissolubile e inossidabile legame del partito con il proprio passato ideologico è intervenuto Carmelo Pirrotta (vicepresidente del comitato milanese), che ha orgogliosamente e chiaramente ricordato come la storica tradizione della destra nazional-popolare e missina, profondamente legata a doppio filo alla solida dottrina sociale della Chiesa Cattolica, rappresenti ancora oggi l’anima pulsante, il cuore vivo e il motore immobile di Futuro Nazionale. In conclusione, un doveroso, sentito e caloroso ringraziamento è stato rivolto all’impegno e alla dedizione comunicativa di Simone Giglio Bianco e del celebre volto televisivo Sylvie Lubamba, instancabili e preziosi animatori della piattaforma web e social “future-italia.it”.

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Politica

Minacce e polemiche, Luca Sforzini denuncia messaggi shock: “Evocata violenza fisica, non è goliardia”

Gravissima denuncia politica da parte di Luca Sforzini! Il Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale ha reso pubblicamente noto il contenuto a dir poco agghiacciante di una chat politica in cui, con inquietante e macabra ironia, veniva esplicitamente evocata l’idea di investirlo in piena notte alla guida di un grosso fuoristrada, il tutto condito dall’emoticon di un “cuore nero”. Sforzini non fa sconti a nessuno e avverte: “Politicamente il fatto è di una gravità assoluta. Nessuno si azzardi a derubricare queste minacce a semplice e innocua goliardia”. Un durissimo richiamo alla Legge Scelba sui metodi di lotta politica e un monito spietato: sdoganare questo linguaggio significa giustificare il ritorno dei mostri del Novecento!👇

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Sforzini

Castellar Ponzano – Il clima politico italiano, già di per sé cronicamente, storicamente e strutturalmente infiammato da accese polarizzazioni ideologiche, si arricchisce oggi di un nuovo, inquietante, gravissimo e cupo capitolo, destinato inevitabilmente a scatenare furibonde reazioni e, con molta probabilità, anche l’attento e doveroso intervento delle autorità giudiziarie competenti. Al centro della pesantissima, rovente e allarmante bufera mediatica e politica scoppiata in queste ultime ore ci sono le durissime, inequivocabili e circostanziate dichiarazioni pubbliche rilasciate da Luca Sforzini, attuale e attivissimo Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale. Attraverso un comunicato ufficiale diramato direttamente dalle antiche mura del Castello Sforzini di Castellar Ponzano, Sforzini ha deciso coraggiosamente di denunciare e portare alla luce del sole il contenuto a dir poco agghiacciante, minaccioso e violento di alcuni precisi messaggi apparsi recentemente all’interno di una nota e frequentata chat politica vicina agli ambienti della destra radicale. Parole pesantissime come macigni che, secondo il Presidente, non possono e non devono più essere derubricate o giustificate come un semplice, banale e innocuo “scherzo di cattivo gusto”, ma che al contrario evocano scenari di inaudita gravità e violenza fisica nei confronti degli avversari politici, richiamando alla memoria i periodi più bui e tragici del Novecento italiano.

Il messaggio shock nella chat: lo scenario della strada isolata

La durissima e ferma denuncia pubblica formulata nero su bianco da Sforzini parte dalla precisa, analitica e testuale citazione di un messaggio apparso all’interno di un gruppo virtuale denominato “Vannacci ultima speranza”.
Secondo quanto fedelmente riportato e denunciato dal Presidente, un noto e controverso attivista politico avrebbe scritto all’interno della suddetta chat le seguenti e inquietanti testuali parole, palesemente riferite alla figura dello stesso Sforzini: “Se voi di notte, al buio, in una strada isolata, senza nessuno e senza telecamere, siete per strada alla guida di una Uaz, e lo vedete attraversare, cosa fareste?”. A questo scenario, che evoca plasticamente e in modo agghiacciante il deliberato investimento mortale di un pedone indifeso con un grosso fuoristrada, un altro partecipante della chat avrebbe poi prontamente e squallidamente risposto postando l’emoticon di un “cuore nero”. Sforzini chiarisce immediatamente e fermamente di non avere alcuna intenzione di stabilire lui stesso la precisa e formale qualificazione penale e giuridica di tali gravi espressioni, lasciando giustamente l’onere delle valutazioni ai propri legali di fiducia e, se ne ravviseranno gli estremi oggettivi, alla Magistratura ordinaria. Tuttavia, sul piano strettamente politico, civico e morale, il fatto viene da lui definito, senza alcun mezzo termine o diplomazia, di una gravità assoluta e inaccettabile in una moderna democrazia.

Le coincidenze e la foto con l’esponente di Futuro Nazionale

L’attenta, lucida e capillare analisi politica portata avanti dal Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale si arricchisce poi di ulteriori, spinosi e delicatissimi dettagli temporali e relazionali che meritano, secondo Sforzini, un’attenta e pubblica riflessione da parte di tutti.
Il comunicato ufficiale evidenzia infatti una singolare, curiosa ma innegabile coincidenza cronologica. Esattamente nello stesso giorno in cui venivano pubblicati i gravissimi messaggi intimidatori poc’anzi citati, all’interno della medesima chat e successivamente anche sulla pagina pubblica Facebook “Futuro Nazionale – Milano 421”, è comparsa una fotografia che ritraeva amichevolmente l’autore di quelle pesanti affermazioni in stretta compagnia di Massimiliano Simoni, attuale Coordinatore Nazionale del movimento politico “Futuro Nazionale”. Sforzini, dimostrando una grande e inattaccabile onestà intellettuale, si affretta a precisare a chiare lettere di non voler assolutamente attribuire in alcun modo al signor Simoni parole che quest’ultimo non ha mai pronunciato, né tantomeno addossargli responsabilità penali o morali che oggettivamente non gli appartengono. La sua intenzione è unicamente quella di registrare pubblicamente e freddamente una “coincidenza temporale e personale” che, data l’enorme e palese gravità delle frasi scritte contro la sua persona, merita a suo insindacabile giudizio di essere conosciuta e diffusa per dovere di trasparenza politica e chiarezza d’intenti.

Il richiamo alla Legge Scelba e ai metodi di lotta politica

Oltre al singolo, gravissimo, deprecabile ed eclatante episodio specifico, Sforzini sente la forte e profonda necessità morale e civile di allargare l’inquadratura del problema, lanciando un fortissimo, accorato e accalorato grido di allarme sulle costanti, pericolose e inquietanti dinamiche intrinseche di un certo preciso e radicalizzato ambiente politico italiano.
Il Presidente del Centro Studi arriva a citare apertamente i rigidi e fondamentali principi sanciti dalla Legge Scelba, ovvero l’impianto normativo che definisce severamente i presupposti del reato di riorganizzazione del disciolto partito fascista, richiamando l’attenzione sull’espressa condanna che tale legge fa dell’esaltazione, della minaccia o del deliberato utilizzo sistematico della violenza intesa come legittimo “metodo di lotta politica”. Pur ribadendo con enorme e rigoroso senso delle istituzioni che spetta esclusivamente ed unicamente alle autorità competenti stabilire se tali comportamenti integrino formalmente delle fattispecie di reato, Sforzini pone alla collettività una riflessione doverosa, ineludibile e spaventosa: quando in determinati contesti emergono costantemente e ripetutamente linguaggi d’odio, minacce velate, continui richiami storici oscuri o simbologie violente, è necessario e vitale chiedersi seriamente se ci si trovi ancora di fronte a un mero e goliardico “folklore” oppure se si stia pericolosamente scivolando verso elementi eversivi che esigono una severa, urgente e complessiva valutazione e repressione da parte degli organi preposti alla sicurezza democratica.

“Nessuno derubrichi a goliardia”: il monito contro i mostri del Novecento

L’appassionata, durissima e orgogliosa chiosa finale del comunicato di Luca Sforzini è un vero e proprio e categorico rifiuto di qualsiasi forma di ipocrita riduzionismo, minimizzazione o tolleranza verso un modus operandi considerato tossico e letale per l’intero e complesso tessuto democratico e civile del Paese.
“Le divergenze politiche, per quanto aspre, lontane e profonde possano essere, si affrontano e si combattono sempre e unicamente con le idee, con le argomentazioni strutturate, con la forza degli articoli, con il sacro peso dei voti elettorali e con la dignità delle parole, mai evocando vigliaccamente la violenza fisica contro l’avversario”, sentenzia con fermezza il Presidente, rivelando inoltre in maniera estremamente preoccupante che questo bruttissimo episodio denunciato non sarebbe purtroppo un caso isolato e sporadico, ma che altri simili episodi intimidatori sarebbero già saldamente agli atti. Il suo ultimo e accorato avvertimento è rivolto a tutti coloro che, per superficialità o ignavia complice, tendono colpevolmente a banalizzare simili linguaggi: giustificare queste “innocue provocazioni” o scherzi goliardici è un metodo vecchio, antico e tristemente noto, utilizzato storicamente con cinismo e spietatezza per sdoganare, normalizzare e rendere lentamente e progressivamente accettabili alla massa i peggiori mostri ideologici che hanno insanguinato e devastato il Novecento. Un meccanismo perverso, subdolo e strisciante che, secondo Sforzini, si sta purtroppo ripetendo con agghiacciante e inquietante continuità sotto i nostri occhi, e che va fermato oggi con il coraggio delle denunce pubbliche e la forza incrollabile delle leggi democratiche.

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