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Teramo Capitale della Memoria: l’Alessandrini-Marino e il Mémorial de Parigi contro i crimini di guerra

La storia è l’unica arma per comprendere il presente. Il Polo Tecnologico “Alessandrini-Marino” di Teramo ha ospitato una straordinaria giornata di studi dedicata alla memoria della Shoah e dei crimini nazi-fascisti, in collaborazione con il prestigioso Mémorial de la Shoah di Parigi e l’ANVCG. Di fronte a una platea di studenti attenti, lo storico Daniele Susini ha presentato il suo toccante libro sulla strage di Marzabotto, avvicinando i giovani alle tragedie dei civili nella Seconda Guerra Mondiale. Nel pomeriggio, un seminario di altissimo livello per docenti ha analizzato la mentalità dei carnefici e l’uso rigoroso di termini come “genocidio” e “crimine di guerra”, chiavi di lettura fondamentali per decifrare anche i drammatici conflitti attuali, da Gaza all’Ucraina. Leggete il resoconto completo dell’evento nel nostro articolo. Volete approfondire queste tematiche cruciali per non dimenticare? Scoprite il nostro suggerimento letterario di oggi! 👇

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Teramo, realtori

Teramo – La storia non è un semplice e polveroso elenco di date da mandare a memoria per superare un’interrogazione scolastica, ma è un organismo vivo, una lente d’ingrandimento fondamentale per comprendere le tragedie del presente e prevenire le barbarie del futuro. Con questo altissimo spirito civico e pedagogico, la città abruzzese si erge a vera e propria “Capitale della Memoria” grazie all’iniziativa lodevole e strutturata del Polo Tecnologico Economico “Alessandrini-Marino-Pascal-Comi-Forti” di Teramo. L’istituto ha infatti ribadito e confermato con forza la propria assoluta centralità nella promozione della storia contemporanea e della memoria collettiva legata ai crimini nazi-fascisti e alla tragedia della Shoah. Nella giornata di venerdì scorso, l’Auditorium dell’Istituto “Alessandrini-Marino” ha ospitato un appuntamento formativo di caratura internazionale. Una giornata di studi intensa e profonda, articolata in due sessioni (mattutina per i ragazzi e pomeridiana per i docenti), organizzata in stretta e preziosa collaborazione con l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) e con la prestigiosa istituzione del Mémorial de la Shoah di Parigi. L’evento ha goduto inoltre del fondamentale sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (nell’ambito dell’avviso n. 2/2025). L’intero, complesso impianto dell’iniziativa culturale è stato sapientemente coordinato da Giancarlo Pichillo, docente dell’Istituto.

[NON DIMENTICARE IL PASSATO: LEGGI E TRAMANDA LA STORIA]
La memoria è l’unica arma che abbiamo contro l’odio. Vuoi approfondire l’argomento trattato dagli studenti di Teramo? CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon il libro “Ti racconto Marzabotto” di Daniele Susini o altri preziosi volumi storici sulla Seconda Guerra Mondiale e la Shoah!

La Shoah raccontata ai giovani: il caso Marzabotto

I lavori di questo importante convegno storico si sono aperti puntualmente alle ore 10:00 con i saluti istituzionali della Dirigente Scolastica Maria Letizia Fatigati, vera padrona di casa dell’evento.
La mattinata ha visto una partecipazione istituzionale massiccia e trasversale, segno tangibile di quanto il tema dei crimini di guerra e della memoria sia sentito sul territorio. Tra le numerose autorità e i rappresentanti intervenuti per portare il proprio contributo al dibattito figurano Giuseppe Marziani (vicepresidente della Provincia di Teramo), Maria De Dominicis (delegata dell’Ufficio Scolastico Provinciale), e i vertici dell’ANVCG: Mario D’Alessandro, Carlo Sprecacenere, Mila Sprecacenere, Mario Attilio Maurizi, il consigliere nazionale Davide Venturi e la responsabile Scuola Simona Cicioni. Al tavolo erano presenti anche le forze dell’ordine e le istituzioni di garanzia, con Maria Paola Martellini (Polizia di Stato), il Capitano Vincenzo D’Alto (Carabinieri) e i rappresentanti culturali Silvio Antonini e Biagio Di Giuseppe. Ma il momento nevralgico ed emozionante della sessione mattutina è stato senza dubbio l’intervento dello storico Daniele Susini, referente ufficiale per l’Italia del Mémorial de la Shoah di Parigi. Rivolgendosi direttamente agli occhi attenti delle studentesse e degli studenti delle quinte classi, Susini ha presentato il suo emozionante volume “Ti racconto Marzabotto. Storia di un bambino che è sopravvissuto”. Attraverso le pagine del libro, lo storico ha stimolato un contatto diretto, empatico e privo di retorica tra i ragazzi e la memoria cruda delle stragi civili perpetrate in Italia, rendendo il passato dolorosamente vicino e reale per le nuove generazioni.

Il seminario pomeridiano: Shoah e guerre moderne

L’educazione alla memoria, tuttavia, non può fermarsi solo agli studenti, ma deve fornire strumenti critici costantemente aggiornati anche a chi ha il delicato compito di insegnare.
Per questo motivo, nel pomeriggio i lavori si sono spostati su un livello accademico con il seminario di approfondimento intitolato “Vittime e carnefici nella Seconda Guerra Mondiale. La Shoah e i crimini di guerra sui civili”, rivolto specificamente agli insegnanti di ogni ordine e grado. Un incontro segnato fin dalle prime battute da un commosso e doveroso tributo alla memoria di Laura Fontana, celebre ricercatrice prematuramente scomparsa e considerata una guida insostituibile per la didattica della Shoah nel nostro Paese. I relatori hanno sviscerato nodi storiografici di cruciale importanza. Adriana Escobar (CNRS Parigi e Mémorial de la Shoah) ha affrontato il delicato intreccio tra parole, legge e giustizia di fronte alle atrocità di massa. Daniele Susini è tornato al microfono per analizzare la terrificante “mentalità del carnefice” nei crimini nazisti in Italia, mentre il professor Costantino Di Sante (Università del Molise) ha tracciato l’evoluzione del sistema concentrazionario fascista, dalle violenze del colonialismo fino all’abisso della Shoah. Attraverso un rigoroso metodo comparativo, la Shoah è stata contestualizzata nel quadro più ampio della guerra totale e delle ideologie razziali. La lezione più forte di questo simposio teramano è rivolta però al nostro drammatico presente: osservando i tragici contesti bellici attuali, dalle rovine della Striscia di Gaza e della Cisgiordania fino alle trincee dell’Ucraina, la storia ci impone un uso rigoroso e mai banale di categorie giuridiche complesse come “genocidio” e “crimine di guerra”. Solo con la conoscenza profonda del passato possiamo denunciare le violazioni dei diritti umani di oggi, senza mai cadere nella trappola dei paragoni acritici e superficiali.

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Piana del Cavaliere

Il Misterioso Cavaliere della Piana

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cavaliere

Redazione-  Anche il nome Piana del Cavaliere ha dato origine a diverse interpretazioni.Una delle ipotesi più suggestive, non documentata come certezza storica, collega il nome alle frequentazioni della zona da parte della famiglia Colonna, che utilizzava questi territori anche per grandi battute di caccia. Secondo questa tradizione, un cavaliere della famiglia avrebbe avuto un ruolo particolare nell’organizzazione delle battute. Lo stesso Cavaliere, oltre ad avere un ruolo importante, come organizzatore delle giornate di battuta, era anche, da leggende tramandate, un uomo silenzioso e di poche parole, che quando arrivata a cavallo, spesso non si udiva nessun passo, ma se ne accorgeva della presenza dal cigolio dell’ampia armatura.

È una di quelle storie in cui un nome geografico diventa il punto di partenza per costruire una memoria collettiva.

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Piana del Cavaliere

Carsoli – la leggenda delle frazioni Villaromana e Montesabinese ed il Ratto delle Sabine

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Linea ferroviaria

Carsoli-  Anche Villa Romana e Montesabinese, frazioni del territorio di Carsoli, custodiscono una curiosa leggenda sulle proprie origini.Secondo la tradizione popolare, la nascita dei due centri sarebbe collegata addirittura al ratto delle Sabine. Il ratto delle Sabine è una leggenda fondativa della storia di Roma che racconta il rapimento delle donne della popolazione vicina dei Sabini da parte dei primi romani guidati da Romolo.

Dopo la riconciliazione tra Romani e Sabini, secondo il racconto, i contendenti avrebbero fondato i due borghi vicini. È una spiegazione leggendaria, mentre le ricostruzioni storiche collegano l’origine degli abitati allo sviluppo degli antichi insediamenti agricoli dell’area di Carsioli.

Una leggenda che porta dunque la storia di Carsoli addirittura alle origini di Roma.

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Oricola – la leggenda del generale Sisara ed il bosco di Sesera

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bosco di Sesera Oricola

Oricola-  Questa è forse una delle leggende più affascinanti dell’intero territorio.Nel Bosco di Sesera, area boschiva che interessa anche una parte del territorio di Carsoli, la tradizione vuole che abbia trovato dimora il generale Sisara, personaggio dell’Antico Testamento. Sisara (o Sisera) è un personaggio biblico del XII secolo a.C., noto come il comandante dell’esercito di Iabin, re cananeo di Asor Comandava le truppe cananee (armate con 900 carri da guerra) che oppressero gli Israeliti per vent’anni. Fu sconfitto nella piana di Megiddo (o Izreel) dalle forze ebraiche guidate dal generale Barac e ispirate dalla profetessa Debora.Dopo la disfatta, Sisara fuggì a piedi e cercò rifugio nella tenda di Giaele, moglie di Eber il Kenita (un popolo alleato dei Cananei). Giaele lo accolse, gli diede del latte e lo fece addormentare. Mentre dormiva, lo uccise conficcandogli un picchetto della tenda nella tempia usando un maglio. Secondo la leggenda, proprio da lui deriverebbe il nome Sesera.

La storia non è una spiegazione storica accertata del toponimo, ma è rimasta nella memoria locale e conferisce al bosco un’atmosfera quasi mitica.

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