Rimani in contatto con noi
#

Sport

Impresa del Volley Carsoli a Roma: battuta l’Avogadro Parioli di Serie D in un esaltante allenamento congiunto

Impresa straordinaria delle ragazze del Volley Carsoli nella Capitale! In un intenso e vibrante “allenamento congiunto” pre-campionato, la formazione carsolana è riuscita a battere a domicilio la blasonata Avogadro Parioli con il netto risultato di 3 a 1. Una vera e propria prova di forza e di maturità tattica, resa ancora più eccezionale dal fatto che la squadra romana milita nel campionato di Serie D, una categoria superiore rispetto alla Prima Divisione in cui gioca il Carsoli. Dopo aver dominato i primi due set (17-25, 20-25), le ragazze abruzzesi hanno subito il ritorno delle romane (25-23), per poi chiudere definitivamente i conti nel quarto e decisivo parziale (20-25). Un’iniezione di fiducia immensa in vista dell’inizio ufficiale del campionato di Prima Divisione (Comitato Territoriale di Roma), previsto per la seconda settimana di novembre. Le ragazze sono pronte a farci sognare! Leggete il nostro approfondimento sportivo! Pratichi la pallavolo e cerchi la migliore attrezzatura per scendere in campo in sicurezza? Non perdetevi la proposta sportiva di oggi! 👇

Pubblicato

a

Pallavoliste del Volley Carsoli

Carsoli – Ci sono serate sportive che, seppur non assegnino punti ufficiali per la classifica del campionato, valgono tantissimo dal punto di vista psicologico, tecnico e umano. Serate in cui il sudore versato in palestra durante la dura preparazione atletica estiva e autunnale inizia finalmente a dare i suoi frutti, regalando iniezioni di fiducia fondamentali per il morale di tutto il gruppo squadra. È esattamente quello che è successo nelle scorse ore alle grintose ragazze del Volley Carsoli, protagoniste assolute di una trasferta romana che si è trasformata in una vera e propria prova di forza e di orgoglio sportivo. La compagine abruzzese, che si appresta ad affrontare una stagione ricca di insidie e di sfide avvincenti, è scesa in campo nella Capitale per disputare un test match di altissimo livello. Non una semplice e banale partita “amichevole” di inizio stagione (un termine che nel gergo tecnico moderno è ormai superato), bensì un vero e proprio “allenamento congiunto” ad altissima intensità agonistica. Le ragazze del Volley Carsoli hanno incrociato sottorete i destini sportivi con la forte e blasonata formazione capitolina dell’Avogadro Parioli. Una sfida sulla carta proibitiva e in netta salita per le carsolane, considerando il divario tecnico e organizzativo teorico tra le due formazioni: il Volley Carsoli, infatti, milita orgogliosamente nel difficile campionato di Prima Divisione, mentre la squadra romana dell’Avogadro Parioli disputa ufficialmente il campionato di Serie D, trovandosi dunque a competere in una categoria sportiva nettamente superiore.

[SCENDI IN CAMPO COME UNA VERA CAMPIONESSA]
Pratichi la pallavolo a livello agonistico o amatoriale e vuoi proteggere le tue articolazioni durante i tuffi e le difese più estreme? CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon le migliori Ginocchiere Professionali e le Scarpe da Volley delle migliori marche: affronta ogni partita e ogni allenamento con la massima sicurezza e il massimo comfort!

La partita: una prova di forza e carattere in quattro set

Nonostante i pronostici della vigilia pendessero naturalmente dalla parte delle padrone di casa, il campo ha raccontato una storia sportiva completamente diversa ed esaltante.
L’allenamento congiunto, disputato a ritmi serrati e con grande foga agonistica da entrambe le formazioni, si è concluso con un clamoroso e meritatissimo risultato finale di 3 set a 1 a favore proprio del Volley Carsoli (Avogadro Parioli 1 – Volley Carsoli 3). Un’impresa esterna che certifica l’ottimo stato di forma del gruppo e l’eccezionale lavoro tattico svolto finora dallo staff tecnico. L’andamento dei parziali testimonia in modo inequivocabile la solidità mentale e la continuità di rendimento dimostrata dalle atlete abruzzesi. Il primo set ha visto il Volley Carsoli imporre fin da subito il proprio ritmo forsennato, chiudendo la frazione in scioltezza con il netto punteggio di 17-25 e spiazzando di fatto le più quotate avversarie romane. Anche nel secondo set la musica non è affatto cambiata: le carsolane hanno continuato a martellare dalla linea di battuta e in fase offensiva, raddoppiando il vantaggio e aggiudicandosi il parziale per 20-25. La reazione d’orgoglio dell’Avogadro Parioli, spinta dal talento di una rosa costruita per la Serie D, è arrivata prepotentemente nel terzo set. In una frazione di gioco tiratissima, combattuta letteralmente punto a punto e caratterizzata da lunghi e spettacolari scambi difensivi, la formazione romana è riuscita a spuntarla per un soffio (25-23), accorciando le distanze e provando a riaprire psicologicamente i giochi. Ma è proprio nei momenti di maggiore difficoltà che si misura il reale spessore di una squadra. Nel quarto e decisivo set, invece di subire il contraccolpo psicologico, le ragazze del Volley Carsoli sono tornate in campo con gli occhi della tigre, ritrovando immediatamente lucidità, compattezza a muro e cinismo in attacco. Il set si è chiuso in favore della formazione ospite con il perentorio parziale di 20-25, decretando la fine dell’allenamento congiunto e la meritata “vittoria” del team marsicano, suggellata da sorrisi, abbracci e selfie di gruppo a fine gara.

Verso l’inizio del nuovo campionato: cresce l’attesa per novembre

Questa prestazione di assoluto rilievo non rappresenta un punto d’arrivo, ma un fondamentale punto di partenza in vista degli impegni ufficiali che contano davvero.
Il test romano ha fornito indicazioni preziose allo staff tecnico per calibrare i carichi di lavoro e affinare i meccanismi di gioco in vista dell’imminente e logorante avvio di stagione. Anche per quest’anno sportivo 2026/2027, infatti, la grintosa compagine del Volley Carsoli affronterà il competitivo e difficile campionato di Prima Divisione sotto l’egida del prestigioso CT (Comitato Territoriale) della FIPAV di Roma. Si tratta di una scelta tecnica importante, che ricalca l’esperienza già vissuta con successo nel corso della passata stagione sportiva, inserendo le atlete carsolane in un circuito laziale noto per l’altissimo livello tecnico e per la grande fisicità delle atlete in campo. L’attesa tra le giocatrici, i dirigenti e i numerosi tifosi locali cresce ormai di giorno in giorno. Sebbene la federazione non abbia ancora provveduto a diramare ufficialmente la composizione definitiva dei gironi eliminatori e il calendario completo degli incontri, le tempistiche per l’inizio delle ostilità sono ormai certe. Il fischio d’inizio ufficiale del nuovo campionato di Prima Divisione è infatti previsto per la seconda settimana di novembre. Fino a quel momento, le ragazze del Volley Carsoli continueranno a lavorare a testa bassa in palestra, consapevoli dei propri mezzi e rinvigorite da una prestazione esterna contro una squadra di Serie D che fa sognare in grande l’intero ambiente sportivo. La determinazione vista a Roma è il miglior biglietto da visita possibile per una squadra che vuole ritagliarsi un ruolo da assoluta protagonista.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sport

Lutto crudele nello sport: addio a Stefania Corna. L’ex azzurra di pallavolo stroncata da un tumore a soli 35 anni

Il mondo dello sport italiano è in lutto e piange la dolorosa e prematura scomparsa di Stefania Corna, ex campionessa di pallavolo stroncata da un tumore ad appena 35 anni. Nel corso della sua brillante carriera, Stefania aveva vestito le gloriose maglie della Foppapedretti Bergamo, di numerosi club di Serie A e, soprattutto, l’azzurro della Nazionale, con cui ha vinto due Europei juniores sotto la guida di Marco Mencarelli. I suoi allenatori la ricordano con commozione per un talento fuori dal comune e per la straordinaria “apertura mentale” che le permise di cambiare ruolo da giovanissima, passando da centrale a palleggiatrice. Una generosità sul campo (quella di dover servire le compagne) che si rifletteva in modo speculare nella sua bellissima “seconda vita”: dopo aver lasciato il volley professionistico, infatti, Stefania si era dedicata con passione all’insegnamento della lingua inglese ai bambini, scoprendo una vera e propria vocazione per l’altruismo. Lascia il marito, il pallavolista cubano Alejandro Rizo Gonzalez, e un vuoto incolmabile nel cuore di tutto il movimento pallavolistico nazionale. Leggete il nostro commosso ricordo della campionessa azzurra.

Pubblicato

a

Stefania Corna.

Bergamo – Ci sono notizie che colpiscono il mondo dello sport con la violenza inaudita e inaspettata di una schiacciata a terra, lasciando tifosi, compagne di squadra e avversarie ammutoliti nel dolore. La pallavolo italiana piange oggi lacrime amarissime per la prematura, ingiusta e crudele scomparsa di Stefania Corna. L’ex campionessa azzurra si è spenta ieri ad appena 35 anni, strappata via troppo presto all’affetto dei suoi cari, alla sua vita piena di colori e ai suoi sogni da un male inesorabile: un tumore contro il quale ha lottato con la stessa caparbietà che mostrava sul taraflex. Raccontare chi fosse davvero Stefania in poche righe è un’impresa ardua, perché la sua esistenza è stata densa, sdoppiata e vissuta sempre al massimo delle proprie possibilità. “La pallavolo è stata il mio primo amore. Mi ha reso la persona che sono oggi, insegnandomi valori inestimabili come il sacrificio, la rigida disciplina e la dedizione assoluta”. Era proprio con queste parole intrise di consapevolezza che Stefania sceglieva di raccontarsi sul suo affollato profilo Instagram, partendo proprio da lì, dal rettangolo di gioco. Quello per il volley era stato un amore tanto viscerale quanto totalizzante, un legame fortissimo fatto di trionfi e inevitabili rinunce, così potente da spingerla a preparare le valigie e lasciare il calore e le sicurezze della propria casa ad appena 14 anni per inseguire un sogno. Uno sport che è stato la sua indiscussa “prima vita”, ma che le ha fornito le solide fondamenta umane e morali per affrontare con coraggio e altruismo anche la sua “seconda vita”, quella vissuta lontano dai palazzetti dello sport, immersa nei libri, nelle lingue straniere e nell’insegnamento ai bambini.

Dal talento cristallino a Bergamo fino all’azzurro della Nazionale

La carriera pallavolistica di Stefania Corna è stata un viaggio affascinante, un percorso costellato di sfide vinte, di grandissimi palcoscenici e di coraggiosi cambiamenti tecnici.
Per delineare un ritratto fedele della campionessa, è fondamentale affidarsi ai ricordi commossi di chi l’ha scoperta, allenata e vista sbocciare fin da quando era solo una ragazzina piena di speranze. Gli ex tecnici Lorenzo Micelli e Marco Mencarelli condividono oggi la stessa, identica immagine di lei. “Non è mai stata davvero una bambina, era già altissima e incredibilmente matura quando veniva aggregata per allenarsi con la prima squadra. Ma infondo, dietro la statura, era ancora una ragazzina”, ricorda con affetto l’ex tecnico della gloriosa Foppapedretti Bergamo, sottolineando come possedesse “un talento mostruoso, ma soprattutto un’indole splendida, sempre solare e con una grandissima e infaticabile voglia di lavorare in palestra”. Mencarelli, che l’ha guidata magistralmente nelle Nazionali giovanili azzurre, sceglie invece una parola esatta per definirla: “Determinazione. Era una ragazza molto decisa, fermissima nelle proprie scelte di vita e di sport. È senza dubbio l’elemento caratteriale che più di ogni altro le ha permesso di imporsi ad altissimi livelli e di crescere”. Questa incrollabile determinazione è stata il motore fondamentale di uno dei passaggi più delicati della sua carriera. Cresciuta nel florido vivaio di Bergamo, Stefania aveva iniziato a giocare nel ruolo di centrale, sfruttando a pieno i suoi imponenti 192 centimetri di altezza. Tuttavia, come ricorda Mencarelli, “a colpire tutti noi era la qualità purissima e morbida delle sue mani. È stato proprio questo elemento tecnico innato a suggerire a diversi allenatori, compresi me e Marco Bonitta, che fosse assolutamente opportuno per lei cambiare ruolo, passando dalla posizione di centrale a quella di palleggiatrice”. Una trasformazione tecnica e psicologica profonda per una ragazza così giovane, che richiedeva non solo un’enorme apertura mentale, ma anche una pazienza infinita nell’apprendere nuovi schemi. “Si è messa in gioco senza paura di accettare sfide diverse e all’apparenza impossibili”, aggiunge Micelli. Da lì, una carriera da autentica nomade del volley: Club Italia, Milano, Parma, Pavia, Giaveno, Casalmaggiore, Montichiari e Scandicci, spingendosi persino a giocare all’estero, in Tunisia e in Svizzera. Con la maglia azzurra della Nazionale ha conquistato due splendidi Europei juniores (2006 e 2008), fino ad arrivare al prestigioso esordio in Nazionale maggiore l’11 giugno 2011, proprio contro Cuba. Un segno inequivocabile del destino, considerando che l’altro grande e indissolubile amore della sua vita è stato suo marito, Alejandro Rizo Gonzalez, pallavolista di origini cubane.

La “seconda vita”: dall’egocentrismo dell’attacco all’altruismo dell’insegnamento

L’addio al volley giocato non ha rappresentato per Stefania un momento di smarrimento, ma l’inizio luminoso di un nuovo capitolo, purtroppo interrotto troppo presto dalla malattia.
“La pallavolo mi ha permesso di girare il mondo, di vincere medaglie pesanti con la maglia della Nazionale, di incontrare persone umane fantastiche e di imparare sulla mia pelle il valore sacro del duro lavoro”, scriveva ripercorrendo la sua carriera sportiva. La pandemia globale aveva segnato per lei il punto di svolta definitivo, spingendola ad assecondare una sua antica passione per trasformarla in una vera e propria vocazione professionale. Stefania, infatti, era diventata un’apprezzata insegnante di inglese. “Negli anni successivi al ritiro ho scoperto di avere una forte predisposizione naturale nell’aiutare concretamente gli altri, e ho deciso di sviluppare questo mio talento”, spiegava. Questa profonda inclinazione all’aiuto non sorprende affatto mister Mencarelli, che traccia un parallelismo poetico e struggente con la sua carriera sportiva: “Passare da schiacciatrice a palleggiatrice significa essenzialmente passare dall’inevitabile egocentrismo agonistico di chi deve assolutamente mettere la palla a terra per prendersi gli applausi, alla generosità di chi misura e costruisce la propria prestazione in funzione di quella delle compagne. Questa scelta combacia perfettamente con la volontà espressa da Stefania nella vita di tutti i giorni: quella di aiutare costantemente il prossimo”. L’altruismo è stato il solido filo invisibile che ha unito e cucito insieme le due vite di Stefania Corna: la talentuosa e generosa palleggiatrice si è fusa alla perfezione con l’attenta e premurosa insegnante. “Negli ultimi anni ho lavorato con dedizione nelle scuole e ho scoperto un lato intimo di me che non conoscevo affatto: amo follemente insegnare ai bambini”. Le sue ultime riflessioni pubbliche sono un inno alla vita e all’amore, in netto e doloroso contrasto con l’oscurità del tumore che l’ha portata via: “Ringrazio i miei bambini per essere delle bellissime pagine bianche, ancora intonse, pronte per essere colorate. Ringrazio me stessa, per l’incredibile forza che scopro di avere ogni giorno e per la determinazione nel portare avanti i miei progetti”. Talento, tenacia, empatia e infinito altruismo. L’eredità umana e sportiva di Stefania Corna resterà per sempre incisa sul cuore di chi l’ha amata e sui campi di pallavolo di tutta Italia.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Sport

Il fascino senza tempo del panno verde: i dieci anni di trionfi del Subbuteo Club Terni 2014

La passione per il panno verde non muore mai e continua a regalare grandi trionfi alla città di Terni! Il “Subbuteo Club Terni 2014 WASPA” ha festeggiato in grande stile i suoi primi (e gloriosi) dieci anni di intensa attività sportiva. Nato dall’intuizione dei fratelli Simone e Marco Perotti, il club raccoglie l’élite dei giocatori locali, promuovendo sia il nostalgico Subbuteo “Tradizionale” su panno di cotone, sia la moderna e velocissima versione agonistica del “Calcio da Tavolo”. I risultati nel circuito mondiale amatoriale sono semplicemente strabilianti: il club ha conquistato il secondo posto nella Conference League di luglio 2026, mentre il fondatore Marco Perotti ha vissuto un’annata da incorniciare. L’atleta ternano ha infatti vinto il torneo internazionale WASPA di Grottaferrata e si è aggiudicato la prestigiosa Coppa Italia FISCT Cadetti a Castiglione della Pescaia! Ora i motori sono già caldi in vista dell’organizzazione della mitica quinta “Coppa Cecalocco” nell’estate del 2027. Leggete tutta la storia di questo affascinante club sportivo umbro nel nostro articolo speciale. Siete dei grandi nostalgici del calcio in miniatura e volete rivivere le emozioni dell’infanzia sfidando gli amici a casa? Scoprite l’esclusiva offerta vintage di Amazon di oggi! 👇

Pubblicato

a

Subbuteo Club Terni 2014

Terni – Ci sono passioni capaci di sfidare l’inesorabile scorrere del tempo, di resistere all’avanzata prepotente dei videogiochi ultra-realistici e di mantenere intatta quella magia tattile e artigianale che affascina intere generazioni. Il Subbuteo, l’iconico gioco del calcio in miniatura “a punta di dito”, rappresenta per tantissimi italiani molto più di un semplice passatempo: è una vera e propria religione sportiva e agonistica. In questo affascinante universo fatto di panni verdi da stirare gelosamente e di omini basculanti, la storica “Città dell’Acciaio” vanta un’eccellenza assoluta a livello nazionale e internazionale: il Subbuteo Club Terni 2014 WASPA. Questa attivissima realtà associativa è ormai profondamente e orgogliosamente radicata nel tessuto sociale di Terni, essendo nata con il nobile scopo di custodire, tramandare e promuovere la viscerale passione per il calcio in miniatura, giocato sia nella sua gloriosa e nostalgica versione “classica” (il Subbuteo tradizionale), sia in quella decisamente più tecnica, veloce e moderna agonisticamente riconosciuta come “Calcio da tavolo”. Una dedizione che oggi, dopo oltre dieci anni di sfide all’ultimo “colpo a punta di dito”, continua a regalare enormi soddisfazioni e prestigio sportivo all’intera comunità umbra.

[RIVIVI LA MAGIA DEL CALCIO IN MINIATURA A CASA TUA]
Hai nostalgia delle sfide indimenticabili sul panno verde con i tuoi amici o vuoi far scoprire ai tuoi figli il gioco da tavolo più bello del mondo? CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon l’inossidabile Set Base Completo del Subbuteo e le squadre storiche: schiera la tua formazione e vinci il mondiale nel salotto di casa!

Le origini umbre e il circuito mondiale WASPA

Le radici di questo circolo sportivo d’eccellenza affondano nel recente passato.
Il club è stato ufficialmente fondato il 21 ottobre 2014 su brillante e lungimirante iniziativa di due appassionati fratelli ternani: Simone e Marco Perotti. Nato inizialmente attorno a un gruppo molto numeroso ed eterogeneo di circa 25 ardenti appassionati (riuniti dalla comune nostalgia per il panno verde), il club ha saputo resistere alle fisiologiche flessioni nel tempo e ha da poco superato con orgoglio il traguardo dei dieci anni ininterrotti di attività. Oggi, l’associazione conta su un nucleo solido, elitario e stabile di circa otto giocatori attivi, che si ritrovano regolarmente non solo per disputare agguerritissimi campionati interni, ma anche per viaggiare costantemente in giro per l’Italia disputando tornei nazionali di altissimo profilo. Ciò che rende grande il club umbro è la sua incredibile rete di affiliazioni. Il Subbuteo Club Terni è infatti organicamente integrato nel vasto e prestigioso circuito amatoriale mondiale della WASPA (World Amateur Subbuteo Players Association) e, di conseguenza, nella sua diramazione territoriale WASPA Subbuteo Italia. L’attivismo del gruppo ternano è ampiamente testimoniato dai risultati eccellenti ottenuti nel ranking ufficiale: tra gli innumerevoli traguardi, spicca senza dubbio lo straordinario secondo posto assoluto conquistato nella durissima sezione “Conference League” nel recente luglio 2026, risultato che conferma l’inserimento stabile e meritatissimo del club nella cosiddetta “Development League”.

Tra Tradizione e Calcio da Tavolo: l’epopea di Marco Perotti

La vita del club è scandita da una ritualità sportiva quasi sacra.
Il gruppo si ritrova con regolarità svizzera per gli allenamenti settimanali, le partite amichevoli e i tornei interni. Le serate ufficiali dedicate alle “flickate” sul panno verde si tengono generalmente ogni martedì sera, a partire dalle ore 21:00 (per maggiori informazioni logistiche sulle sedi di gioco è possibile consultare l’attivissima pagina Facebook ufficiale “Subbuteo Table soccer a Terni”). All’interno del club, i membri si dividono (e spesso si alternano) tra le due grandi anime di questo sport: da un lato il Subbuteo Tradizionale, che viene giocato religiosamente con i materiali originali e le regole classiche, molto spesso su meravigliosi panni in cotone vecchio stile che rallentano la palla e premiano la precisione; dall’altro lato c’è invece il Calcio da Tavolo, che rappresenta l’evoluzione moderna, caratterizzata da basi piatte, campi in materiale sintetico super-veloce, tatticismi esasperati e una competitività tecnica portata ai massimi livelli assoluti. Se il club è una macchina perfetta, il suo motore sportivo indiscusso porta un nome e un cognome: Marco Perotti. Oltre a essere il co-fondatore, Marco è attualmente un atleta di punta a livello individuale, attivissimo anche nel rigidissimo e selettivo circuito agonistico FISCT. Il palmarès accumulato da Perotti nel solo anno 2026 è letteralmente da capogiro: a un fantastico secondo posto individuale conquistato ai Campionati Italiani di Subbuteo Tradizionale Zeugo, ha fatto immediatamente seguito una trionfale vittoria nel prestigioso torneo internazionale WASPA svoltosi a Grottaferrata. Ma il capolavoro agonistico è avvenuto nel maggio 2026, quando Marco Perotti ha letteralmente sbaragliato la concorrenza vincendo la Coppa Italia FISCT Cadetti di Subbuteo tradizionale individuale, sollevando il trofeo al Pala Casa Mora a Castiglione della Pescaia (in provincia di Grosseto). Ora, lo sguardo del club è già rivolto al futuro e all’organizzazione di eventi casalinghi: l’attesissima e storica quinta edizione individuale WASPA della “Coppa Cecalocco”, il torneo di Subbuteo Tradizionale che attira puntualmente a Terni i migliori specialisti del circuito nazionale, è già fissata sul calendario per il prossimo 17 luglio 2027. Il Subbuteo a Terni non è mai stato così vivo.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Sport

Abruzzo Paralimpico 2026, trionfa l’inclusione a L’Aquila: 300 studenti in campo per abbattere le barriere

Una straordinaria lezione di vita e di inclusione nel cuore dell’Abruzzo! Oltre 300 studenti delle scuole aquilane sono scesi in campo agli impianti di Centi Colella per la bellissima manifestazione “Abruzzo Paralimpico 2026”. Una giornata indimenticabile in cui ragazzi con e senza disabilità hanno condiviso il terreno di gioco cimentandosi nel sitting volley, nel tennis in carrozzina e nell’emozionante “showdown” giocato da bendati. A ispirare i giovani c’erano due fuoriclasse assoluti come il CT della nazionale di paraciclismo Pierpaolo Addesi e il campione di tennis Antonio Cippo. Durante l’evento si è disputato anche il terzo Trofeo Città dell’Aquila di Calcio a 5 Paralimpico, vinto dall’Accademia Soccer Pescara in un palazzetto infiammato dal tifo scatenato degli studenti! “Vedere questi ragazzi giocare insieme senza distinzioni è la vittoria più bella contro ogni pregiudizio”, hanno dichiarato gli organizzatori del CSI e del CIP Abruzzo. Leggete tutti i dettagli, le premiazioni e i retroscena di questa fantastica giornata di sport nel nostro approfondimento. Praticate sport o andate in palestra e avete bisogno dell’equipaggiamento giusto? Scoprite la nostra imperdibile offerta sportiva! 👇

Pubblicato

a

Abruzzo Paralimpico 2026

L’Aquila – Lo sport possiede un linguaggio universale e potentissimo, capace di abbattere muri invisibili, cancellare pregiudizi millenari e unire le persone ben oltre le loro differenze fisiche o cognitive. E quando questo miracolo sociale si manifesta all’interno del mondo della scuola, i risultati sono semplicemente straordinari. È esattamente questo il bellissimo messaggio di speranza e uguaglianza che è emerso con forza mercoledì 7 ottobre presso i vasti impianti sportivi di Centi Colella, nel cuore del capoluogo abruzzese. In una soleggiata mattinata autunnale, oltre 300 studenti hanno dato vita a una indimenticabile festa dello sport e dell’inclusione in occasione dell’attesissima manifestazione “Abruzzo Paralimpico 2026 – Lo sport non ha barriere, ma solo traguardi”. L’evento ha rappresentato un successo organizzativo e umano senza precedenti, reso possibile unicamente grazie alla fattiva e instancabile collaborazione tra molteplici realtà: Next Gen, Abruzzo Paralimpico, il CSI (Centro Sportivo Italiano – Comitato Provinciale dell’Aquila), il CIP (Comitato Italiano Paralimpico) e l’imprescindibile supporto della Regione Abruzzo. Un lavoro di squadra che ha permesso a centinaia di giovanissimi di toccare con mano il vero significato dell’empatia agonistica.

[VIVI LO SPORT CON L’ATTREZZATURA GIUSTA]
Ami praticare attività sportiva, vai in palestra o cerchi un regalo utile per un giovane atleta? CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon i migliori e più capienti Borsoni Sportivi e Zaini da Palestra: porta sempre con te tutto il necessario per allenarti al massimo delle tue possibilità!

Sei discipline e l’esperienza sensoriale dello Showdown

La giornata aquilana è stata intensa, vibrante e ricca di emozioni palpabili.
I grandi protagonisti sono stati senza dubbio gli studenti provenienti da quattro importanti istituti scolastici del territorio: l’I.C. Giuseppe Mazzini, l’I.I.S. Teofilo Patini, l’I.C. Giuseppe Carducci e l’Istituto Comenio. Accompagnati dai loro attenti docenti, i ragazzi hanno letteralmente riempito di colori, sorrisi contagiosi e partecipazione attiva le tre grandi strutture sportive del complesso di Centi Colella. Per tutta la durata della mattinata, gli alunni si sono cimentati con curiosità e coraggio in ben sei differenti discipline sportive paralimpiche: il sitting volley (pallavolo da seduti), lo showdown, i percorsi di atletica leggera, il calcio balilla adattato, l’affascinante tennis in carrozzina e il calcio a 5. I giovani hanno alternato momenti di teoria e conoscenza delle regole paralimpiche a vere e proprie competizioni agonistiche inclusive. Su questi campi, studenti con e senza disabilità hanno condiviso il medesimo terreno di gioco, sfidandosi alla pari e imparando sul campo l’inestimabile valore della collaborazione, del rispetto reciproco per l’avversario e del fair play. Particolarmente formativa ed emozionante è stata l’esperienza immersiva dello showdown, proposta ai ragazzi grazie all’impegno dell’ASD Aquilone. Gli studenti normodotati, rigorosamente bendati per l’occasione, hanno potuto sperimentare in prima persona questa complessa disciplina dedicata esclusivamente alle persone con disabilità visiva. Affidandosi unicamente all’udito, all’istinto e agli altri sensi, i ragazzi hanno vissuto un momento di grande coinvolgimento psicologico, che ha permesso loro di comprendere concretamente cosa significhi convivere con una disabilità sensoriale. Non è mancata nemmeno l’innovazione tecnologica: grande curiosità ha destato l’associazione Drone Racing L’Aquila, che ha coinvolto i presenti in spettacolari dimostrazioni e difficili prove di abilità pilotando droni attraverso insidiosi percorsi a ostacoli.

I grandi campioni, il trofeo di Futsal e la voce delle istituzioni

A rendere ancora più unica e speciale l’intera manifestazione è stata la graditissima partecipazione di due giganti assoluti dello sport paralimpico italiano.
A bordo campo erano infatti presenti Pierpaolo Addesi (pluricampione mondiale e attuale commissario tecnico della prestigiosa Nazionale italiana di paraciclismo su pista e su strada) e Antonio Cippo (affermato campione italiano di tennis in carrozzina). La loro presenza fisica ha rappresentato un’occasione imperdibile di incontro, confronto e ispirazione per i tantissimi giovani presenti. Parallelamente alle attività prettamente scolastiche, e dopo il momento solenne ed emozionante dell’Inno d’Italia, i riflettori si sono spostati sulla terza edizione del Trofeo Promozionale di Calcio a 5 Paralimpico “Città dell’Aquila”. Il triangolare agonistico (organizzato in sinergia con la FISDIR) ha visto scendere in campo la A.S. Anthropos Civitanova Marche, l’Accademia Soccer Pescara e i padroni di casa dell’Atletica L’Aquila. Gli incontri sono stati accesi e combattutissimi, caratterizzati da una straordinaria qualità tecnica, ma a fare la differenza è stato il pubblico: gli studenti hanno letteralmente infiammato gli spalti con cori da stadio, applausi a scena aperta e un tifo assordante. Al termine di una finale mozzafiato, a sollevare l’ambito trofeo è stata l’Accademia Soccer di Pescara. «È stata una giornata straordinaria, che ci ha regalato emozioni autentiche», ha dichiarato un commosso Luca Tarquini, presidente del CSI L’Aquila. «Vedere oltre 300 ragazzi condividere il campo senza alcuna distinzione rappresenta il risultato più bello. Crediamo che attraverso lo sport si possano abbattere pregiudizi e costruire una società migliore». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Mauro Sciulli, presidente del CIP Abruzzo: «Queste manifestazioni dimostrano che lo sport paralimpico è uno straordinario strumento di crescita sociale. L’entusiasmo dei ragazzi testimonia un profondo cambiamento culturale in atto». Il grande circuito sportivo culminerà ora il prossimo 2 dicembre (ore 16:00) presso l’Auditorium “Renzo Piano” dell’Aquila, con il prestigioso Gran Galà dello Sport Paralimpico. In quell’occasione saranno premiati gli istituti scolastici e celebrati gli atleti che si sono distinti in questo 2026 agonistico, grazie anche al fondamentale supporto della Regione Abruzzo (nella persona dell’assessore Mario Quaglieri), del Comune dell’Aquila (assessore Vito Colonna), di Fondazione Carispaq e BCC Roma.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza