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Territorio

Fiume Turano a secco, la Procura di Rieti apre un fascicolo: al vaglio i rilasci della centrale e le concessioni

La Procura di Rieti ha aperto un fascicolo informativo per fare chiarezza sulla gestione delle portate e sulla secca registrata in un tratto del Fiume Turano a Rocca Sinibalda. Al centro del dibattito il disciplinare del 1950, la procedura d’infrazione UE sulle concessioni e le richieste di associazioni e residenti per la tutela dell’alveo, a fronte delle repliche di conformità del gestore. E per verificare e filtrare l’acqua nelle vostre case, scoprite le caraffe Brita e i misuratori digitali TDS in offerta su Amazon. Leggete l’approfondimento completo sul nostro giornale 👇

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Diga_di_Posticciola

Rieti – La complessa vicenda della gestione idrica del fiume Turano approda all’attenzione degli organi inquirenti. A seguito degli esposti presentati dalle associazioni ambientaliste e delle segnalazioni sollevate a livello regionale, la Procura della Repubblica di Rieti ha formalmente aperto un fascicolo informativo — allo stato attuale contro ignoti e senza ipotesi di reato a carico di singoli soggetti — per fare piena luce sulla situazione del corso d’acqua. Al centro dell’attenzione vi è il prosciugamento registrato durante la stagione estiva in un tratto circoscritto di circa un chilometro nella vallata sottostante il comune di Rocca Sinibalda, a valle del bacino artificiale gestito da Enel.

L’apertura dell’indagine conoscitiva e il quadro normativo europeo

L’iniziativa della magistratura reatina si inserisce in un contesto più ampio di forte stress idrico che nel corso del 2026 ha interessato diversi bacini italiani, acuendo il confronto tra le esigenze di tutela degli ecosistemi fluviali e la produzione idroelettrica nazionale, ridotta di quasi il 40% nel primo semestre a causa delle precipitazioni irregolari. La vicenda del Turano assume particolare rilievo anche alla luce delle normative comunitarie sulle concessioni pubbliche.

Sul piano regolatorio generale, la Commissione Europea ha avviato nei mesi scorsi una procedura d’infrazione nei confronti dello Stato italiano per il mancato recepimento tempestivo della Direttiva Quadro sulle Acque, nella parte in cui impone il periodico riesame e l’aggiornamento dei disciplinari per le grandi derivazioni. Nel caso specifico dei bacini del Turano e del Salto, i parametri attuali affondano le proprie radici nel Disciplinare del 22 giugno 1950, un documento mai aggiornato nei suoi valori di base nel corso dei decenni e concepito in un contesto storico e climatico profondamente diverso da quello odierno.

I rilievi tecnici del comitato e la stima del deflusso ecologico

A sostenere le ragioni della salvaguardia fluviale è il Comitato per il Fiume Turano, tra i cui esponenti figura il legale David Rottgen, già membro per diversi anni della Commissione IPPC/AIA del Ministero dell’Ambiente. Secondo l’interpretazione fornita dai rappresentanti dei cittadini, il disciplinare del 1950 prevederebbe che nei punti della vallata vocati all’irrigazione agricola la portata minima non scenda sotto i 300 litri al secondo, quantità che nel tratto temporaneamente in secca non risulterebbe riscontrabile.

Ad arricchire il quadro documentale vi è inoltre uno studio tecnico di parte, commissionato privatamente da residenti della zona, secondo cui per assicurare un reale Deflusso Minimo Vitale (DMV) e garantire la tenuta biologica dell’alveo occorrerebbe una portata stimata di circa 600 litri al secondo. Una valutazione tecnica che differisce sensibilmente dai circa 200 litri al secondo attualmente rilasciati dall’esercente alla diga di Posticciola, ritenuti dalle comunità locali non sufficienti a raggiungere la vallata valliva nei mesi più siccitosi.

Consiglio per la tutela e la qualità dell’acqua

La corretta gestione e la purezza dell’acqua sono elementi fondamentali per il benessere quotidiano delle famiglie: per verificare la qualità dell’acqua domestica e filtrare calcare e residui dal rubinetto, scoprite le Caraffe Filtranti Brita con Filtri MAXTRA+ e i Tester Digitali TDS per la qualità dell’acqua più scelti su Amazon.

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La posizione di Enel e il quadro delle competenze

Da parte sua, la società Enel mantiene una linea di massima prudenza e correttezza istituzionale. In una recente presa di posizione, l’azienda ha fatto sapere che le operazioni di gestione degli invasi e i relativi rilasci idrici avvengono nel rigoroso rispetto delle concessioni e delle normative di legge attualmente vigenti. Sulla questione si è espresso anche il sindaco di Rocca Sinibalda, Stefano Micheli, auspicando che dal confronto istituzionale tra Regione Lazio, gestore e ministero possano scaturire intese idonee a conciliare la produzione di energia rinnovabile con l’esigenza di preservare l’habitat naturale del fiume.

Il confronto verte ora sull’applicazione dell’articolo 17 del disciplinare, che consente ai titolari degli impianti di modulare i volumi d’acqua a salvaguardia del corpo idrico in presenza di mutate condizioni ambientali, richiamando precedenti come quello del 2002 in cui vennero incrementate le portate. Saranno ora gli approfondimenti della Procura e delle autorità amministrative preposte a chiarire se il quadro regolatorio debba essere formalmente ridefinito per il futuro.

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Ambiente

Castel del Monte proclamato Villaggio Montano certificato CAI: trionfo al raduno nazionale del Monviso con Cansano e Opi

Straordinario successo per l’Abruzzo: Castel del Monte è stato ufficialmente proclamato “Villaggio Montano certificato CAI” al raduno nazionale del Monviso! Terzo borgo abruzzese dopo Cansano e Opi a ottenere il prestigioso marchio europeo per l’escursionismo sostenibile, la tutela dei sentieri e l’ospitalità autentica senza impianti impattanti. E per vivere al meglio i sentieri del Gran Sasso e la montagna in sicurezza, scoprite i bastoncini da trekking in carbonio e l’equipaggiamento tecnico in offerta su Amazon. Leggete il reportage completo sul nostro giornale 👇

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Castel del Monte – Un traguardo prestigioso che premia la tenacia delle comunità d’alta quota, la tutela scrupolosa del paesaggio e un modello di accoglienza lenta fondato sul rispetto della natura e delle tradizioni pastorali. Il borgo medievale di Castel del Monte, perla incastonata alle falde del Gran Sasso aquilano e porta d’accesso all’altopiano di Campo Imperatore, è stato ufficialmente proclamato «Villaggio Montano certificato CAI» (ViMont). L’investitura formale è arrivata in occasione del secondo Raduno Nazionale ViMont svoltosi a Crissolo, ai piedi del maestoso Monviso, dopo una complessa e rigorosa fase istruttoria condotta sul campo dalla Commissione nazionale del Club Alpino Italiano. Con questo riconoscimento, Castel del Monte si unisce a San Lorenzo Bellizzi (Calabria) tra le new entry della rete, portando l’Abruzzo a un primato nazionale assoluto con ben tre borghi certificati insieme a Cansano e Opi.

La delegazione abruzzese al Monviso e il patto per il clima

Alla solenne cerimonia di proclamazione in terra piemontese ha preso parte una folta e qualificata delegazione del comprensorio aquilano. Guidati dalla sindaca di Castel del Monte Luciana Morico e dalle operatrici economiche Manuela Tripodi e Serena Mucciante, hanno partecipato ai lavori i vertici della Sezione CAI di L’Aquila — con il presidente Ugo Marinucci, Vincenzo Brancadoro e Corrado Marsili — e il presidente del Gruppo Regionale CAI Abruzzo Francesco Sulpizio.

Le due giornate di Crissolo sono state scandite da una fitta serie di tavole rotonde moderate dal coordinatore del progetto Alberto Ghedina, alla presenza del Presidente Generale del CAI Antonio Montani e delle autorità piemontesi. Al centro del dibattito scientifico è stato posto il tema cruciale del mutamento climatico e del suo impatto diretto sulla frequentazione della montagna. Relatori d’eccezione come il meteorologo Luca Mercalli (presidente della SMI e ambasciatore europeo del Patto per il Clima), l’alpinista e scrittrice Paola Favero, il biologo Daniel Ojeda e la guida alpina Giancarlo Fenoglio hanno tracciato le nuove regole per l’escursionista contemporaneo: dall’uso consapevole della mobilità collettiva alla scelta degli orari di partenza al mattino presto, fino alla virtù della rinuncia prudente di fronte a condizioni meteorologiche estreme.

Cosa sono i ViMont: il marchio di comunità depositato in Europa

Nato alla fine del 2024, il progetto ViMont non è una semplice etichetta promozionale o un generico attestato di bellezza paesaggistica, ma un vero e proprio “marchio di comunità” depositato a livello europeo. Si tratta di un modello di sviluppo partecipato che unisce attorno a un tavolo operativo l’amministrazione comunale, la locale sezione CAI garante dei sentieri, le aziende ricettive convenzionate, gli enti parco e il tessuto associativo locale.

Per ottenere e preservare nel tempo la certificazione CAI, i borghi candidati devono soddisfare un disciplinare severissimo articolato su ben 66 parametri oggettivi: una popolazione residente inferiore a 2.500 abitanti, un dislivello montano tra paese e vette circostanti di almeno 800 metri in Appennino (1.000 metri sulle Alpi), almeno il 20% del territorio compreso all’interno di aree protette, la lontananza da arterie di traffico caotico, la totale assenza di comprensori sciistici invasivi e una rete di almeno cinque sentieri mantenuti a regola d’arte secondo gli standard CAI, auspicabilmente interconnessi con il Sentiero Italia.

Equipaggiamento essenziale per l’escursionismo in quota

Per esplorare in sicurezza i sentieri del Gran Sasso e le meraviglie dei borghi montani certificati CAI, scoprite i migliori Bastoncini da Trekking Telescopici in Carbonio (Ferrino / Black Diamond), gli Zaini da Escursionismo Traspiranti e le Mappe Topografiche dei Sentieri del Gran Sasso in offerta su Amazon.

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Ospitalità autentica: i requisiti stringenti per le strutture locali

Un capitolo fondamentale del disciplinare ViMont riguarda le strutture ricettive del territorio, chiamate a rispettare 34 requisiti dedicati: bando a catene alberghiere impersonali o grandi complessi turistici, spazio esclusivo ad aziende a conduzione familiare radicate nei luoghi. Gli operatori devono garantire competenza escursionistica per consigliare gli ospiti sugli itinerari, orari flessibili con colazioni servite all’alba per chi parte per le vette, pranzi al sacco a base di prodotti tipici a chilometro zero e spazi attrezzati per l’asciugatura dei capi tecnici e la manutenzione dell’attrezzatura.

Con l’ingresso di Castel del Monte e San Lorenzo Bellizzi, la famiglia dei Villaggi Montani CAI sale a nove gioielli distribuiti sull’arco alpino e appenninico: Valle di Zoldo (Belluno), Crissolo (Cuneo), Alta Val Maira (Cuneo), Bagnone (Massa-Carrara), Monte Amandola (Fermo), Cansano (L’Aquila), Opi (L’Aquila), Castel del Monte (L’Aquila) e San Lorenzo Bellizzi (Cosenza).

L’Abruzzo guida la restanza e la transizione ecologica

L’ingresso di Castel del Monte rappresenta una vittoria straordinaria per le aree interne abruzzesi nella lotta contro lo spopolamento. Promuovere la “restanza” dei giovani attraverso un turismo destagionalizzato, spalmato sui dodici mesi dell’anno e slegato dalla monocultura della neve artificiale, è la strada maestra per mantenere vivi i borghi. Suggerire agli oltre 370.000 soci del Club Alpino Italiano e agli escursionisti di tutta Europa una meta dove la qualità della vita incontra la salvaguardia degli ambienti selvaggi proietta Castel del Monte come modello virtuoso per l’intero Appennino.

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Territorio

Cinema e impegno civile, trionfo per il sulmonese Mirko Mascioli: premiato come miglior attore e regista per il film “Occhi Azzurri” con Daniela Fazzolari

Trionfo per l’attore e regista sulmonese Mirko Mascioli e per Daniela Fazzolari (CentoVetrine): vinti i premi come miglior attore, miglior regia e miglior attrice per il film “Occhi Azzurri” al Premio Deborah Parisi! Un’opera drammatica contro la violenza sulle donne e il femminicidio proiettata con successo anche negli USA e in Australia. E per approfondire le storie di rinascita e contrasto alla manipolazione, scoprite il libro “La felicità dopo la sofferenza” di Mascioli e i saggi dedicati in offerta su Amazon. Leggete l’articolo completo sul nostro giornale 👇

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Mirko Mascioli

Sulmona – Un prestigioso riconoscimento che unisce il talento artistico alla forza dirompente della denuncia sociale contro la piaga della violenza sulle donne. L’attore, regista e conduttore televisivo sulmonese Mirko Mascioli ha fatto incetta di premi con la sua intensa opera cinematografica intitolata «Occhi Azzurri». In occasione della solenne cerimonia del Premio intitolato alla memoria di Deborah Parisi — la stimata speaker radiofonica prematuramente scomparsa nel 2023 —, l’artista peligno è stato insignito del doppio riconoscimento come Miglior Attore Protagonista e Miglior Regista. Al suo fianco, a completare il trionfo della pellicola, l’attrice Daniela Fazzolari (volto amatissimo dal grande pubblico televisivo per la storica interpretazione in CentoVetrine su Canale 5), che si è aggiudicata il premio come Miglior Attrice Protagonista.

La drammatica realtà di “Occhi Azzurri”: radiografia di una relazione tossica

Ispirata a una drammatica storia vera di cronaca, la pellicola scava senza sconti né retorica nelle dinamiche psicologiche e comportamentali di un legame tossico. La trama racconta la lenta e dolorosa involuzione di un rapporto di coppia che, nato sotto l’apparenza di un sentimento d’amore appassionato, si sgretola progressivamente fino a trasformarsi in una prigione di sopraffazione fisica e psicologica, culminando nell’incubo della violenza domestica e del tentato femminicidio.

Al centro della narrazione c’è Sofia, interpretata con straordinaria intensità drammatica da Daniela Fazzolari, costretta a misurarsi con la spirale distruttiva e manipolatoria del marito, a cui lo stesso Mirko Mascioli presta il volto in un’interpretazione cruda e rigorosa. L’opera pone con coraggio l’accento su un aspetto fondamentale della violenza di genere: il femminicidio non è quasi mai un fulmine a ciel sereno, ma l’ultimo tragico anello di una catena invisibile fatta di isolamento sociale, svalutazione sistematica, controllo asfissiante e progressiva negazione della libertà individuale della vittima.

Un successo internazionale che scuote le coscienze

Il film ha saputo conquistare una vasta e calorosa attenzione ben oltre i confini nazionali. Oltre ad essere stata trasmessa e approfondita sui principali canali televisivi nazionali, la pellicola ha varcato gli oceani, ottenendo proiezioni speciali e riconoscimenti prestigiosi negli Stati Uniti e in Australia, dove è stata presentata all’interno dei più selettivi festival del cinema indipendente a tema sociale. La critica e le giurie internazionali hanno elogiato la capacità della regia di coniugare il linguaggio asciutto del cinema d’autore con la potenza pedagogica del messaggio educativo rivolto soprattutto alle nuove generazioni.

Cultura del rispetto e percorsi di rinascita

Per approfondire il tema della sensibilizzazione contro la manipolazione affettiva e scoprire storie autentiche di speranza e riscatto, scoprite il libro di Mirko Mascioli «La felicità dopo la sofferenza» e i migliori saggi sulla violenza psicologica e di genere in promozione su Amazon.

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Mirko Mascioli: dalla TV di Stato al cinema di denuncia

Per Mirko Mascioli il contrasto alla violenza non è una tematica occasionale, ma il baricentro di un percorso artistico e umano coltivato con costanza negli anni. Noto al pubblico televisivo della Rai per aver preso parte a popolari trasmissioni del palinsesto nazionale — tra cui Azzurro storie di mare, Ogni giorno è Natale, Star Bene, Leggerissima Estate e Missioni d’estate, oltre a diverse partecipazioni in produzioni cinematografiche internazionali —, l’artista abruzzese ha saputo affiancare all’intrattenimento una spiccata sensibilità civile. Un impegno testimoniato anche nella sfera letteraria attraverso la pubblicazione del volume «La felicità dopo la sofferenza», in cui raccoglie testimonianze dirette di percorsi di rinascita personale dopo traumi e relazioni distruttive.

L’intesa artistica con Daniela Fazzolari sul set di Occhi Azzurri si è rivelata un catalizzatore potente: i due attori sono riusciti a restituire con autenticità il dramma invisibile che spesso si consuma tra le mura domestiche, dando voce a chi troppo spesso non trova la forza o il supporto necessario per denunciare.

L’orgoglio di Sulmona per un artista poliedrico

Il tributo intitolato a Deborah Parisi rappresenta per la comunità di Sulmona e dell’intero Centro Abruzzo motivo di grande orgoglio. In una terra tradizionalmente ricca di fermenti culturali, l’affermazione di Mascioli dimostra come il talento cresciuto nelle realtà

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Territorio

“Across the Rock”, a San Nicolò a Tordino è tempo di grande musica con il Chorus Novus Rock Ensemble

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Chorus Novus Rock Ensemble

Sabato 17 ottobre, alle ore 18, il Chorus Novus Rock Ensemble porterà allo Spazio Multiculturale Ca.Fé di San Nicolò a Tordino (Teramo), in via Madri Costituenti n. 6, un viaggio musicale tra i grandi classici del rock.

Il rock è pronto a riprendersi la scena, tra sonorità elettriche, arrangiamenti originali e la forza coinvolgente della musica corale. Dopo il rinvio causato dalle avverse condizioni meteorologiche, “Across the Rock”, lo spettacolo del Chorus Novus Rock Ensemble ideato e diretto dal maestro Paolo Speca, torna con una nuova data.

Un appuntamento che promette di trasformarsi in una festa della musica, capace di attraversare epoche, stili e generazioni, riscoprendo alcuni dei brani più significativi della storia del rock internazionale. Dai Beatles si passa ai musical rock e ai grandi successi degli anni Settanta, fino alle produzioni che hanno conquistato Broadway e il West End londinese, dimostrando come il rock abbia saputo parlare linguaggi diversi senza perdere la propria identità.

Il progetto nasce dalla volontà di esplorare le possibilità espressive dell’incontro tra coro, voce solista e strumenti elettrici e acustici. Il risultato è uno spettacolo che punta a valorizzare la potenza del rock senza rinunciare alla ricchezza delle armonie vocali, attraverso arrangiamenti originali e una formula musicale capace di sorprendere e coinvolgere il pubblico.

Sul palco, accanto al maestro Paolo Speca, saliranno Flavia La Pasta alla voce, Gianfranco Lupidii al violino, Gianluca Caporale al sassofono, Massimiliano Caporale al pianoforte, Daniele Fratini alle chitarre, Roberto Della Vecchia al basso e Davide Ciarallo alla batteria. Un ensemble che mette insieme esperienze e timbri differenti, dando vita a un dialogo musicale nel quale le sonorità del rock si intrecciano con quelle degli strumenti acustici e con l’impatto del coro.

La nuova data rappresenta anche l’occasione per ritrovare uno spettacolo che ha già raccolto grandi consensi nella precedente esibizione dello scorso 10 luglio a Giulianova, quando Piazza del Mare ha accolto un pubblico numeroso. Un successo che accompagna ora il ritorno di “Across the Rock” a San Nicolò a Tordino, con l’obiettivo di regalare un’altra serata all’insegna della qualità musicale e delle emozioni dal vivo.

E proprio la sorpresa sarà uno degli ingredienti della serata: la scaletta resterà rigorosamente riservata. Nessuna anticipazione sui brani in programma, dunque, ma la promessa di un percorso musicale tutto da scoprire, capace di alternare atmosfere, ricordi e grandi momenti di energia. L’ultima parte dell’esibizione sarà dedicata ad alcune canzoni più famose e amate dal cantautore genovese Fabrizio De André.

Il presidente del Chorus Novus Rock Ensemble, Franco Di Francesco, invita il pubblico a partecipare e ringrazia per sostegno il Comune di Teramo, la Provincia di Teramo e la Fondazione Tercas, e per l’ospitalità lo Spazio Multiculturale Ca.Fé, quest’ultimo coordinato da Chiara Ciminà.

In caso di ulteriore maltempo, il concerto si svolgerà, alla stessa ora, presso il Parco della Scienza di Teramo, in via Antonio De Benedictis n. 1. L’ingresso è libero.

Un’occasione per lasciarsi trasportare dalla musica, riscoprire i grandi classici del rock e vivere una serata in cui voci e strumenti si uniranno per dare nuova energia a brani che hanno fatto la storia.

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