Rimani in contatto con noi
#

Cronaca

Amatrice, danni per ventimila euro ai distributori di snack: i carabinieri denunciano sette minori

🚨 Svolta nelle indagini ad Amatrice: i Carabinieri denunciano sette minorenni per aver fatto esplodere una bomba carta a Capodanno. L’atto vandalico aveva devastato i distributori automatici del centro storico causando 20.000 euro di danni. Decisive le immagini delle telecamere. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇#cronacalocale #amatrice #carabinieri #vandalismo #notizierieti

Pubblicato

a

volante-carabinieri

Un ordigno artigianale fatto esplodere nel centro urbano del paese

Amatrice – Una complessa e articolata attività d’indagine condotta in modo serrato per diversi mesi dai carabinieri della compagnia locale si è conclusa con l’identificazione e il deferimento in stato di libertà di sette giovani ragazzi minorenni. I componenti del gruppo sono ritenuti gli unici responsabili del gravissimo danneggiamento perpetrato ai danni di alcuni distributori automatici privati di bevande e snack situati nel centro urbano del paese. La distruzione delle apparecchiature commerciali è stata causata dall’esplosione intenzionale di un potente manufatto artigianale ad alto potenziale, comunemente catalogato come una bomba carta. L’operazione dei militari dell’Arma ha permesso di fare piena luce su un episodio di vandalismo che aveva destato profonda preocupazione all’interno della comunità locale.
I fatti presi in esame dagli investigatori risalgono esattamente alle ore zero e quindici minuti della notte del primo gennaio dello scorso anno, nel pieno dei festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno. La forte deflagrazione del potente artifizio pirotecnico artigianale ha investito in pieno la struttura metallica dei distributori di cibo e bevande, squarciando i pannelli esterni e rendendo i macchinari completamente inutilizzabili. L’evento, pur non registrando fortunatamente feriti tra i passanti o i residenti che si trovavano nelle vicinanze in quel momento di festa, ha causato ingenti danni materiali immediati, stimati complessivamente in circa ventimila euro. La distruzione ha comportato pesanti ripercussioni economiche e patrimoniali a discapito della ditta proprietaria delle apparecchiature commerciali, costretta a sospendere l’erogazione del servizio pubblico.

I filmati delle telecamere di videosorveglianza decisivi per le indagini

Le attività investigative della stazione locale dei carabinieri sono state avviate in modo tempestivo subito dopo la formalizzazione della denuncia presentata dall’imprenditore e titolare della ditta danneggiata. Gli sforzi degli inquirenti si sono concentrati fin dalle prime ore sull’analisi meticolosa e approfondita di tutti i filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza pubblici comunali e privati presenti nella rete stradale dell’area interessata dallo scoppio. I riscontri visivi ottenuti dai fotogrammi e l’esame dei passaggi orari si sono rivelati del tutto determinanti per consentire ai carabinieri di ricostruire con precisione cronologica l’esatta dinamica dell’evento e per giungere all’individuazione dei presunti giovanissimi responsabili dell’atto vandalico.
Secondo gli elementi di prova raccolti dai militari dell’Arma, i sette giovani indagati avrebbero agito in pieno concorso tra loro, pianificando nei giorni precedenti i dettagli dell’azione e attuando materialmente il danneggiamento nella notte di San Silvestro. La condotta pericolosa posta in essere dalla banda, oltre a determinare un evidente e pesante danno patrimoniale alla ditta privata, ha configurato una situazione di concreto e oggettivo pericolo per la pubblica incolumità. Tale valutazione è stata mossa in considerazione della potenziale offensività micidiale dell’ordigno costruito artigianalmente e del delicato contesto urbano abitato in cui la bomba carta è stata azionata dal gruppo.

Il deferimento dei sette studenti al tribunale per i minorenni

Al termine di tutti gli accertamenti di rito e delle procedure di identificazione formale, i sette minorenni sono stati iscritti nel registro degli indagati. I giovani, che risultano essere tutti studenti regolari residenti tra il comune di Amatrice e le diverse aree rurali limitrofe della provincia, sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni competente per territorio. Le pesanti fattispecie di reato contestate dai carabinieri ipotizzano i reati penali di danneggiamento aggravato in concorso ed esplosioni pericolose in luogo pubblico.
Questa brillante operazione di polizia giudiziaria si inserisce nel quadro più ampio delle costanti e quotidiane attività di controllo del territorio e di prevenzione dei reati portate avanti dall’Arma dei Carabinieri in tutto il circondario. L’obiettivo primario dei controlli resta quello di contrastare in modo fermo i preoccupanti fenomeni di vandalismo giovanile, la microcriminalità e l’uso improprio di materiale esplodente pericoloso durante l’anno, a fondamentale tutela della sicurezza pubblica dei cittadini e della salvaguardia del patrimonio economico e commerciale locale.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cronaca

Operazione a Noicattaro: liberata la lupa col collare per rintracciare il branco

Scena da film thriller in Puglia! Dopo i due bambini azzannati in un parco pubblico in pieno agosto e l’incredibile conferma genetica (è stato inconfutabilmente un lupo e non un cane!), le autorità hanno deciso di passare al contrattacco con un astutissimo piano. Una giovane lupa catturata a Noicattaro è stata appena liberata, ma non è un gesto di pietà: i veterinari le hanno messo un invisibile collare GPS! La speranza della gigantesca task force armata è che l’animale faccia da “spia” e si ricongiunga al suo branco per svelare finalmente agli investigatori il nascondiglio della belva aggressiva. Un inseguimento pazzesco!👇

Pubblicato

a

Lupo

Noicattaro (Bari) – L’emergenza nazionale legata alla proliferazione incontrollata dei grandi predatori carnivori ha ormai varcato prepotentemente e pericolosamente la soglia dei boschi e delle montagne, spingendosi con inaudita e terrificante ferocia fin dentro i confini dei centri abitati del Sud Italia. Nelle campagne assolate e nei parchi pubblici pugliesi è in corso, da ormai diverse settimane, una vera e propria, gigantesca e complessa caccia al lupo che sembra uscita direttamente dalla sceneggiatura di un film thriller ad altissima tensione. La clamorosa svolta tattica in questa snervante operazione di polizia ambientale è arrivata ufficialmente nella giornata del 28 settembre scorso. I pesantissimi cancelli del Centro faunistico regionale di Bitetto, struttura specializzata nel recupero di animali selvatici, si sono aperti per rilasciare misteriosamente in completa libertà una giovane e possente lupa. L’animale era stato braccato, isolato e infine catturato con grandissima fatica durante una retata notturna svoltasi tra il 20 e il 21 settembre proprio nelle campagne circostanti il comune barese di Noicattaro. Ma il rilascio della belva non è affatto un segno di resa o un atto di pura e semplice pietà animalista: si tratta, al contrario, di una raffinatissima e calcolata mossa strategica.

Il rilascio strategico: una spia col collare GPS per mappare il territorio

La giovane femmina di predatore, tornata finalmente a correre libera nel suo vasto e selvaggio habitat naturale, non sparirà affatto nel nulla sfuggendo ai controlli.
Prima di riconsegnarla ai boschi, infatti, l’esperta equipe di veterinari del centro le ha accuratamente, saldamente e chirurgicamente applicato al collo un moderno e sofisticatissimo collare dotato di tecnologia GPS. Questo preziosissimo e invisibile guinzaglio elettronico trasmetterà ininterrottamente, ventiquattro ore su ventiquattro, la posizione esatta dell’animale, permettendo all’intera task force di seguirla letteralmente passo dopo passo e metro dopo metro, di giorno e di notte. Il motivo di questa eccezionale e dispendiosa misura di spionaggio faunistico è presto detto: secondo i rigidissimi e scrupolosi incroci dei dati medici ed etologici, la giovane lupa appena liberata non sarebbe affatto la diretta responsabile materiale delle terribili aggressioni che hanno seminato il panico in paese, ma apparterrebbe con altissima e quasi assoluta probabilità allo stesso identico branco dell’animale “killer”. La speranza accesa e concreta degli investigatori forestali è che la femmina, ricongiungendosi per puro istinto di sopravvivenza al suo gruppo d’origine, possa condurre inconsapevolmente e inesorabilmente gli esperti direttamente nella tana segreta del predatore aggressivo che ha terrorizzato un’intera provincia.

Il terrore di agosto a Noicattaro: i due bambini azzannati nel parco

Per comprendere appieno la genesi, la portata e la disperata urgenza di questa massiccia mobilitazione militare e scientifica senza precedenti, bisogna obbligatoriamente e dolorosamente riavvolgere il nastro della memoria ai caldissimi e traumatici giorni di metà agosto.
A gettare l’intera, pacifica comunità di Noicattaro e dei paesi limitrofi nel panico e nel terrore più assoluto, chiudendo di fatto i residenti in casa, era stato un primissimo, agghiacciante e sanguinoso episodio consumatosi all’interno del parco comunale (un luogo teoricamente sicuro e dedicato allo svago delle famiglie). A inizio mese, un’indifesa bambina di appena sei anni era stata improvvisamente e brutalmente attaccata e ferita da un animale feroce che, stando alle primissime e confuse testimonianze oculari dei presenti terrorizzati, aveva in tutto e per tutto le fattezze inequivocabili di un grosso lupo. L’incubo, che inizialmente si sperava potesse essere derubricato all’attacco di un semplice cane randagio rinselvatichito, si è purtroppo materializzato drammaticamente una seconda volta il giorno di Ferragosto. Il 15 agosto, infatti, l’orribile scena si è ripetuta pedissequamente: un altro sfortunato bambino è finito sotto i denti aguzzi del misterioso e inafferrabile predatore.

Il verdetto choc del DNA e l’inseguimento tecnologico della belva

Di fronte a un’escalation di violenza animale così mirata e pericolosa ai danni di soggetti debolissimi e inermi, le autorità preposte si sono mosse con decisione, spazzando via ogni dubbio.
Sulle dolorose ferite del secondo bambino sono stati infatti effettuati dei tamponi per raccogliere tracce organiche e biologiche lasciate dalla bestia. Il successivo, freddo e inappellabile referto stilato dai laboratori che hanno condotto le analisi genetiche approfondite sul DNA non ha lasciato alcuno spazio a rassicuranti scappatoie o romantiche interpretazioni: a mordere i bambini nel parco non era stato un cane selvatico, ma inconfutabilmente e certificatamente un lupo puro. Da quel precisissimo e drammatico istante, si è messa immediatamente e pesantemente in moto la gigantesca task force istituzionale. Forze dell’ordine armate, tiratori scelti, abilissimi esperti di fauna selvatica, biologi e personale sanitario specializzato hanno cominciato a battere incessantemente e palmo a palmo le vaste e intricate campagne del Barese, in una caccia spietata culminata con l’arresto della femmina a settembre. Ora, grazie ai flussi di dati ininterrotti trasmessi dal collare GPS, i ricercatori avranno finalmente tra le mani una mappa dettagliatissima per capire esattamente come si muovono questi fantomatici branchi in un territorio vastissimo, stringendo inesorabilmente il cerchio attorno all’animale aggressivo prima che colpisca fatalmente per la terza volta.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Cronaca

Allarme cinghiali in Puglia: schianto in moto nella notte, un uomo in coma

La proliferazione senza controllo degli animali selvatici continua a mietere gravissime e drammatiche vittime sulle nostre strade! Tragedia sfiorata nella notte a Castellaneta, in provincia di Taranto, dove due amici a bordo di una motocicletta si sono schiantati violentemente al buio contro un enorme cinghiale sbucato all’improvviso sulla carreggiata. L’impatto è stato terrificante e i due centauri pugliesi sono stati ricoverati d’urgenza al pronto soccorso: uno è in prognosi riservata, l’altro lotta disperatamente per la vita in stato di coma! Esplode la rabbia della CIA (Agricoltori): “Ora basta, serve l’abbattimento immediato di cinghiali e lupi!”. Siete d’accordo con l’abbattimento?👇

Pubblicato

a

Cinghiali

Castellaneta (Taranto) – L’ormai fuori controllo e inarrestabile proliferazione della fauna selvatica nelle vicinanze dei centri abitati italiani continua a mietere vittime umane, trasformando le strade provinciali in vere e proprie, pericolosissime roulette russe per automobilisti e motociclisti. Nelle profondissime e buie ore della scorsa notte, la pacifica cittadina di Castellaneta, incastonata nel cuore della provincia di Taranto, è stata teatro dell’ennesima, gravissima e sfiorata tragedia della strada. Due uomini del posto sono rimasti coinvolti in uno spaventoso e violentissimo incidente stradale dopo aver impattato fatalmente contro un grosso e massiccio esemplare di cinghiale che stava attraversando goffamente e improvvisamente la carreggiata. Erano circa le 2.30 del mattino quando i due amici, che viaggiavano serenamente e in coppia in sella allo stesso potente motociclo, si sono ritrovati faccia a faccia con l’enorme bestione scuro proprio all’ingresso del centro abitato (precisamente nella frazione nota come località Madonna del Carmine, subito dopo aver superato una rotatoria stradale). Il buio pesto e la velocità della moto hanno purtroppo reso vano e disperato ogni tentativo di frenata.

Il drammatico impatto al buio e la disperata corsa in ospedale

La dinamica dell’urto, ricostruita a fatica nelle ore successive dalle forze dell’ordine giunte prontamente sul posto, racconta di uno schianto letteralmente inevitabile, tremendo e devastante per i due centauri pugliesi.
Nonostante il disperato, estremo e istintivo tentativo del guidatore di sterzare all’ultimo millesimo di secondo per evitare il gigantesco animale, la pesante motocicletta ha falciato in pieno il suide, sbalzando con inaudita e terrificante violenza i due passeggeri sull’asfalto freddo. Le urla e lo schianto hanno immediatamente allertato i residenti e fatto scattare la complessa e rapidissima macchina dei soccorsi. Sul luogo del drammatico disastro notturno sono intervenute a sirene spiegate ben due autoambulanze del 118, supportate operativamente da una pattuglia dei carabinieri della locale stazione di Castellaneta. I militari dell’Arma si sono messi subito al lavoro, transennando l’area dell’impatto per effettuare i necessari e rigorosi rilievi stradali, con il difficile compito di avviare gli accertamenti e ricostruire al millimetro l’esatta cinematica dell’investimento. I due motociclisti, apparsi fin dal primissimo istante in condizioni di estrema e gravissima criticità, sono stati intubati, stabilizzati alla meglio dai paramedici e trasportati d’urgenza, a sirene spiegate, nei principali presidi sanitari del territorio jonico per tentare di strapparli alla morte.

Il bollettino medico ufficiale: due feriti gravissimi, uno è in coma

Le primissime, frammentarie e drammatiche informazioni riguardanti lo stato clinico dei due sfortunati passeggeri della motocicletta hanno purtroppo confermato la gravità e la drammaticità del quadro generale.
A diramare un preoccupato e doloroso bollettino ufficioso sulle reali condizioni dei feriti (entrambi cittadini stabilmente e orgogliosamente residenti proprio nel comune di Castellaneta) è stata la Cia Due Mari Taranto-Brindisi, associazione che segue da vicinissimo l’evolversi della situazione legata agli ungulati. Secondo quanto riferito e confermato dalla nota diffusa, uno dei due centauri ha riportato traumi e lesioni interne estremamente serie, tanto da trovarsi attualmente ricoverato con severa prognosi strettamente riservata presso le camerate dell’ospedale San Pio di Castellaneta. Per il secondo passeggero, invece, la violenza inaudita della rovinosa caduta sull’asfalto ha comportato conseguenze neurologiche ben più critiche e disperate: l’uomo è stato trasferito nel più attrezzato e specializzato nosocomio Santissima Annunziata di Taranto, dove attualmente lotta sospeso tra la vita e la morte, immerso nel buio di un profondissimo coma farmacologico, guardato a vista dai medici nel reparto di rianimazione.

L’allarme della Cia: “Ora di accelerare il contenimento di cinghiali e lupi”

Questa ennesima, tragica e purtroppo ampiamente prevedibile fatalità notturna ha fatto letteralmente esplodere il vaso di Pandora della rabbia tra gli esponenti e i rappresentanti del comparto agricolo pugliese, da mesi in trincea contro l’invasione animale.
A dare voce allo sdegno e all’incontenibile esasperazione di intere province è intervenuto in maniera dura e diretta il presidente della locale associazione di categoria, Giannicola D’Amico. Sfruttando la cassa di risonanza mediatica di questa ennesima tragedia sfiorata, il vertice della Cia ha lanciato un accoratissimo e disperato appello al mondo della politica regionale e nazionale, chiedendo a gran voce e senza ulteriori indugi burocratici l’immediato e definitivo “avvio di modifiche legislative importanti”. Secondo D’Amico, non c’è più un singolo minuto da perdere in chiacchiere da salotto: è arrivato il momento critico e improcrastinabile di dare concretamente, fisicamente e brutalmente avvio al tanto discusso, rimandato e osteggiato piano di contenimento venatorio del cinghiale. Ma l’allarme non si ferma affatto agli ungulati che attraversano le strade: l’esponente agricolo ha infatti esplicitamente richiesto di accelerare parallelamente anche l’urgente piano armato di contenimento del lupo (collegandosi idealmente all’emergenza già esplosa clamorosamente nel Bellunese), sottolineando come anche l’aumento spropositato dei grandi predatori carnivori stia quotidianamente e silenziosamente creando danni economici incalcolabili, devastanti e irreparabili all’intera, fragile e preziosissima ossatura dell’agricoltura e della pastorizia nella regione Puglia.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Cronaca

Emergenza cinghiali nel Novarese: scatta la rivoluzione della caccia in solitaria

La stagione autunnale si apre con una rivoluzione assoluta per tutti gli appassionati di venatoria del Novarese! Dopo due settimane di slittamento regionale, ha preso finalmente il via l’attesa caccia al cinghiale (giudicato in pericolosissimo soprannumero). Ma c’è un’importante novità spiegata da Federcaccia: da quest’anno sarà possibile cacciare legalmente in forma singola (la “caccia vagante”), spingendosi anche al di fuori delle zone assegnate alle squadre. Dagli ATC parte però l’appello per la sicurezza: abbigliamento ad altissima visibilità obbligatorio per chi spara, ma caldamente consigliato anche per escursionisti e cercatori di funghi. Attenzione nei boschi!👇

Pubblicato

a

Cinghiali

Novara – Dalle primissime luci dell’alba di oggi, i boschi e le campagne novaresi sono tornati a popolarsi di doppiette e carabine di precisione, sancendo l’avvio ufficiale di una delle stagioni venatorie più attese, dibattute e strategicamente cruciali degli ultimi anni. Dopo un’attesa prolungata e uno slittamento burocratico di ben due settimane rispetto al calendario originale (che prevedeva il semaforo verde per lo scorso 20 settembre), la tanto agognata apertura della caccia agli ungulati è diventata finalmente realtà, in ottemperanza alle urgenti disposizioni regionali. La decisione di sguinzagliare le doppiette non nasce da un mero capriccio sportivo, ma risponde a una gravissima, oggettiva e certificata emergenza ambientale ed economica: i cinghiali, proliferati a dismisura in totale assenza di grandi predatori naturali, sono stati infatti giudicati in “rilevante e pericoloso soprannumero”, rappresentando ormai una minaccia concreta non solo per la sopravvivenza delle coltivazioni agricole, ma anche per la sicurezza stradale e l’incolumità dei cittadini nei centri abitati.

L’importante novità di Federcaccia: si potrà sparare in forma singola

L’apertura di questa caldissima stagione autunnale porta con sé, però, una grandissima e inaspettata innovazione procedurale che stravolgerà completamente le storiche abitudini dei cacciatori piemontesi.
A illustrare con orgoglio i dettagli di questa importantissima svolta normativa è direttamente e in prima persona Paolo Di Bella, stimato presidente provinciale di Federcaccia. Secondo quanto spiegato dal vertice dell’associazione, quest’anno i cosiddetti “cinghialai” avranno a disposizione una novità tecnica assolutamente dirompente: la tanto attesa possibilità di esercitare e praticare l’attività venatoria in forma rigorosamente e puramente singola. Ma non è tutto. La complessa architettura del nuovo regolamento stabilisce che i cacciatori regolarmente e ufficialmente iscritti a una squadra di caccia collettiva potranno operare in solitaria spingendosi ben al di fuori delle zone di ristretta pertinenza assegnate alla propria squadra di appartenenza. Di pari passo, e in maniera speculare, a tutti i cacciatori singoli verrà finalmente e formalmente consentito di poter accedere, perlustrare e cacciare anche all’interno delle ambitissime zone normalmente destinate alla caccia collettiva, a patto (ovviamente) che nel momento dell’ingresso quelle specifiche porzioni di bosco non siano già direttamente interessate e occupate da una battuta di gruppo in pieno svolgimento.

Il vantaggio strategico ed economico della caccia vagante

L’introduzione ufficiale della “caccia vagante” e solitaria al temuto suide selvatico non rappresenta un banale cavillo burocratico, ma si traduce in un enorme, incalcolabile e innegabile vantaggio tattico sul campo.
Questa estrema elasticità di manovra e di spostamento permetterà infatti a ogni singolo e abile cacciatore provvisto di regolare licenza di poter esercitare fruttuosamente l’attività venatoria al cinghiale in maniera continuativa. L’azione non resterà più confinata, costretta e limitata all’interno di microscopiche e ben definite porzioni limitate di territorio (che spesso si rivelano infruttuose), ma potrà spaziare liberamente e legalmente su tutto l’immenso e variegato ambito territoriale per il quale l’operatore versa regolarmente la sua salatissima quota economica annuale. Come sottolineato abilmente dal presidente Di Bella, la stima precisa e millimetrica del numero esatto di cacciatori “cinghialai” operativi non è facile da determinare con esattezza scientifica. Tuttavia, mentre le massicce e tradizionali battute in forma collettiva (organizzate militarmente in zone dedicate) richiedono obbligatoriamente un dispiegamento di forze che va da un minimo di 12 fino a un impressionante massimo di 45 operatori armati, le nuovissime uscite in forma vagante e singola garantiscono un’organizzazione snella, silenziosa e un’elasticità sul territorio che potrebbe rivelarsi decisiva per l’abbattimento mirato degli ungulati in eccesso.

L’appello alla sicurezza e ai colori ad alta visibilità nei boschi

L’invasione di migliaia di cacciatori solitari o in gruppo all’interno delle selve autunnali richiede, però, un’attenzione spasmodica, maniacale e assoluta al tema delicatissimo della sicurezza pubblica.
A lanciare un accorato e fondamentale appello preventivo a tutti i frequentatori del bosco è il carpignanese Carlo Bertotti, autorevole presidente del comitato di gestione unificato degli “Atc Novara 1 Ticino” e “Novara 2 Sesia”. Il monito di Bertotti è chiarissimo, netto e non ammette alcun tipo di fastidiosa deroga: l’utilizzo di capi d’abbigliamento ad altissima visibilità (i classici e salvifici gilet arancioni fosforescenti) è un obbligo di legge assolutamente tassativo, indiscutibile e imprescindibile per tutti i cacciatori operativi. Ma la raccomandazione più pressante è rivolta anche e soprattutto ai semplici turisti, ai fungaioli distratti e agli escursionisti domenicali che frequentano i boschi: anche per loro, indossare abiti sgargianti è “caldamente e vivamente consigliato” per evitare tragedie inenarrabili. Dalla dirigenza degli Ambiti Territoriali di Caccia novaresi, Ticino 1 e Sesia 2, è quindi partito un sentito e sincero augurio inaugurale per una stagione di caccia sicura, proficua, nel totale e incondizionato rispetto delle ferree regole venatorie e del delicato ecosistema ambientale. Il bilancio conclusivo e il numero totale degli abbattimenti ufficiali in questa nuovissima modalità “libera e programmata” verranno divulgati e analizzati minuziosamente solo dopo il lontanissimo 31 gennaio 2027, data in cui si chiuderà ufficialmente e definitivamente la finestra di apertura invernale.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza