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A Spoltore torna il teatro dialettale: quattro serate di tradizione tra risate e riflessioni

🎭 Il grande teatro dialettale torna protagonista a Spoltore! Quattro serate uniche tra Santa Teresa e Cavaticchi per riscoprire le nostre tradizioni attraverso l’ironia e la cultura popolare abruzzese.

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#Spoltore #TeatroDialettale #CulturaAbruzzo #UILTAbruzzo

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rassegna dialettale teatrale

Spoltore –La stagione estiva nel cuore dell’area vestina si arricchisce quest’anno di un tassello fondamentale per la conservazione dell’identità locale. Il Comune di Spoltore ha ufficializzato il ritorno, per il terzo anno consecutivo, della rassegna dedicata al teatro amatoriale dialettale. Un progetto ambizioso, che trova le sue radici nella collaborazione istituzionale tra l’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessore alla Cultura Nada Di Giandomenico, e l’Unione Italiana Libero Teatro, nota come UILT Abruzzo. L’iniziativa non rappresenta soltanto un momento di svago per la cittadinanza, ma costituisce un fermo impegno nella difesa della lingua vernacolare, considerata lo scrigno delle memorie storiche e sociali di Spoltore e delle sue frazioni.

La valorizzazione del dialetto come collante sociale

Il cartellone predisposto per l’estate spoltorese si propone di abbattere la barriera tra palcoscenico e platea, trasformando ogni piazza in un luogo di incontro intergenerazionale. Se in passato il dialetto costituiva l’unica forma di comunicazione quotidiana nelle campagne e nei borghi che circondano il centro urbano, oggi esso riveste una funzione diversa: quella di legante emotivo. Attraverso le battute e le situazioni comiche proposte dalle compagnie, il pubblico ha modo di riappropriarsi di termini, proverbi e modi di dire che rischiano di disperdersi nel tempo. Questa operazione di recupero culturale punta dritto verso la riscoperta dei valori semplici che hanno definito la vita quotidiana delle genti abruzzesi, mantenendo intatto quel senso di appartenenza che ancora oggi anima i residenti di via Dietro le Mura o delle zone collinari.

Un programma itinerante tra le frazioni di Spoltore

La rassegna si articola su quattro appuntamenti programmati per coprire capillarmente il territorio. Il debutto è fissato per il 30 giugno alle ore 21.00 a Santa Teresa, frazione nevralgica della città, dove la compagnia “La Sfasciata APS” aprirà le danze con la commedia brillante intitolata Na radiche di rov. Il plot analizza con ironia la resistenza di un anziano alle cure dei familiari, una dinamica che specchia le dinamiche domestiche tipiche delle famiglie locali.

Il percorso prosegue il 30 luglio, quando l’attenzione si sposterà su una nuova rappresentazione: Fratelli diversi, portata in scena dalla compagnia “Perstareinsieme APS”. Qui, il tema si fa più complesso declinandosi attorno alle vicende di una badante che tenta di tessere inganni per interesse economico. Il ritmo incalzante degli equivoci permetterà di riflettere sulla gestione delle fragilità umane, garantendo al contempo momenti di pura ilarità.

Tra folklore e maestria artigiana del palcoscenico

La vitalità del territorio spoltorese troverà piena espressione il 22 agosto, grazie alla compagnia locale “Gli Amici del Teatro”. La serata sarà dedicata alla rappresentazione di Sgroje, una sequenza di corti teatrali che punta tutto sulla spontaneità e sulla capacità comunicativa tipica del vernacolo abruzzese. Sarà un omaggio diretto alla vena comica che da sempre caratterizza la comunità di Spoltore.

Infine, la rassegna chiuderà i battenti il 26 agosto nella frazione di Cavaticchi. A calcare la scena saranno gli artisti della compagnia “Li Sciarpaliti di teatro e…” provenienti da Silvi, che presenteranno Na mamma preziosa. La commedia affronta, con la lente deformante della satira, il tema sempre spinoso dell’eredità contesa prematuramente dai figli. Anche in questo caso, l’intento degli organizzatori rimane quello di utilizzare lo strumento teatrale come veicolo catartico. Attraverso la risata si intende esorcizzare le tensioni del quotidiano e promuovere un messaggio di riconciliazione. Gli assessori e gli organizzatori invitano l’intera comunità a partecipare a questi appuntamenti, che rappresentano un tassello irrinunciabile del tessuto culturale abruzzese contemporaneo.

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Riaprono le porte della Scuola Macondo: al via i corsi di scrittura creativa e lettura a voce alta a Pescara

La Scuola Macondo – l’Officina delle Storie di Pescara annuncia la ripartenza delle sue attività a partire dal 5 ottobre, ricordando che restano gli ultimi posti disponibili per i corsi di scrittura creativa e di lettura a voce alta. Dietro il successo e l’organizzazione di questa realtà formativa ci sono Elisa Quinto e Sara Caramanico, le quali dichiarano: “Siamo felici di inaugurare un nuovo anno accademico ricco di progetti e di grandi collaborazioni. La nostra scuola non è solo un luogo di formazione, ma un vero e proprio luogo di cultura e una comunità in cui dare voce alle proprie passioni e trasformare le idee in storie concrete. Vi aspettiamo per vivere insieme questa meravigliosa avventura letteraria ed espressiva”.

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Scuola Macondo Pescara

Tra i docenti anche Kristine Maria Rapino e Peppe Millanta

Pescara-  La Scuola Macondo – l’Officina delle Storie di Pescara annuncia la ripartenza delle sue attività a partire dal 5 ottobre, ricordando che restano gli ultimi posti disponibili per i corsi di scrittura creativa e di lettura a voce alta. Dietro il successo e l’organizzazione di questa realtà formativa ci sono Elisa Quinto e Sara Caramanico, le quali dichiarano: “Siamo felici di inaugurare un nuovo anno accademico ricco di progetti e di grandi collaborazioni. La nostra scuola non è solo un luogo di formazione, ma un vero e proprio luogo di cultura e una comunità in cui dare voce alle proprie passioni e trasformare le idee in storie concrete. Vi aspettiamo per vivere insieme questa meravigliosa avventura letteraria ed espressiva”.

Il corso di Scrittura creativa prenderà il via mercoledì 7 ottobre 2026 e si terrà ogni mercoledì dalle 19:30 alle 21:30, sia in presenza in Via De Cesaris a Pescara sia online su Zoom, articolandosi fino a luglio 2027 per un totale di 40 incontri. Durante il percorso, i partecipanti saranno accompagnati passo dopo passo da professionisti del settore nell’elaborazione dell’idea, nello studio dei personaggi e della trama, affrontando narratologia, dialoghi, generi letterari e tecniche di editing e autoediting per formare la figura del narratore moderno. Tra i docenti di questo corso figurano Kristine Maria Rapino, autrice del romanzo Scialacca edito da Sperling & Kupfer, e Peppe Millanta, fondatore della scuola Macondo e autore del libro Il pescatore di stelle di Rizzoli. Il percorso si concluderà con la pubblicazione di un’antologia dei racconti, il rilascio dell’attestato di partecipazione e un pitch finale con editori, editor e agenzie letterarie.

Accanto alla scrittura, lunedì 12 ottobre 2026 partirà il corso di Lettura a voce alta, che si terrà esclusivamente in presenza il lunedì dalle 17:30 alle 19:30 presso la sede di Pescara fino a marzo 2027. Strutturato in tre moduli dedicati alla pronuncia e timbrica, alla lettura delle emozioni con attivazioni, giochi e consapevolezza corporea, e alla voce delle parole, il laboratorio vede la docenza di Lorenza Sorino (di Unaltroteatro, direttore artistico dello Zambra di Ortona – Ch) insieme a Riccardo Pellegrini e Alessandro Rapattoni (di Arotron – Pianella). Il corso punta a sviluppare l’espressività vocale e si concluderà con l’attestato di partecipazione, una performance all’interno di un reading finale e la possibilità di prendere parte agli eventi organizzati dalla scuola in qualità di lettori.

Per informazioni e contatti:

Scuola Macondo – L’Officina delle Storie, Via De Cesaris 36, Pescara

Telefono: +39 370 35 25 381

Sito web: www.scuolamacondo.it

Email: scuolamacondo@gmail.com

News al tag @scuolamacondo.

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Gestione rifiuti nella Marsica, Lugini all’attacco: “Prima il progetto, poi il sub-ambito”

Scontro totale e durissimo in Regione Abruzzo sulla gestione dei rifiuti nella Marsica! Il consigliere regionale Lugini (Gruppo Marsilio Presidente) non fa sconti e attacca frontalmente chi invoca l’autonomia territoriale senza avere in mano un reale progetto industriale: “Prima di chiedere un sub-ambito, spiegateci con quali soldi e quali società lo volete gestire”. Ma la vera bomba politica esplode sul caso ACIAM: Lugini chiede pubblicamente di visionare i documenti della presunta gara d’appalto del 2005. “Il sindaco di Avezzano dice che non c’è stata gara? Allora producano gli atti o spieghino come fu scelto il privato. I miei voti? Sono stato eletto e non arretro di un millimetro!”👇

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Il consigliere regionale Lugini

L’Aquila – La complessa, intricata e storicamente spinosa tematica riguardante la gestione del ciclo integrato dei rifiuti all’interno dell’importante e vasto territorio della Marsica continua a tenere incessantemente e febbrilmente banco nel vivace dibattito politico e amministrativo della Regione Abruzzo. Nelle ultime ore, a gettare letteralmente nuova benzina sul fuoco delle polemiche istituzionali incrociate è intervenuto, in maniera dura, perentoria e articolata, il consigliere regionale Lugini, esponente di spicco del Gruppo “Marsilio Presidente”. Attraverso una nota stampa ufficiale, dai toni inequivocabilmente fermi e decisi, l’esponente politico di maggioranza ha voluto categoricamente smentire, chiarire e puntualizzare alcune recenti affermazioni e ricostruzioni giornalistiche che gli erano state frettolosamente e, a suo dire, scorrettamente attribuite. Il cuore pulsante e nevralgico della forte presa di posizione di Lugini ruota interamente attorno all’ormai nota e dibattuta richiesta, avanzata da alcuni settori politici e territoriali marsicani, di procedere rapidamente alla creazione legislativa di un vero e proprio “sub-ambito” autonomo per la gestione locale della raccolta e dello smaltimento della spazzatura. Una richiesta che, per l’esponente regionale, non può e non deve assolutamente prescindere da una preventiva, rigorosa e trasparente pianificazione industriale e manageriale a lungo termine.

Il dibattito sulla gestione: le strade della normativa

Nel suo accorato e preciso comunicato diramato alla stampa, Lugini parte innanzitutto dalla fondamentale e necessaria smentita di natura prettamente tecnica e legislativa.
“Leggo in queste ore diverse dichiarazioni pubbliche che pretendono di attribuire al sottoscritto una posizione politica e amministrativa che, nei fatti, non ho assolutamente mai espresso in nessuna sede istituzionale”, esordisce chiaramente l’esponente del gruppo Marsilio Presidente. “Voglio chiarire una volta per tutte che non ho mai sostenuto né dichiarato che l’unica e sola soluzione praticabile e magica per la Marsica sia necessariamente ed esclusivamente l’affidamento diretto in house”. A supporto della sua tesi, Lugini scende nel dettaglio della vigente e complessa normativa nazionale e regionale che regola il settore, ricordando come la legge preveda chiaramente, esplicitamente e inequivocabilmente tre differenti, legittime e distinte possibilità operative per gli enti locali: la gestione interamente pubblica (con eventuale e documentato affidamento in house providing), la complessa costituzione di una società mista pubblico-privata (tramite una rigorosa gara a doppio oggetto), oppure, infine, il classico ed elementare ricorso a una gara d’appalto a totale ed esclusiva evidenza pubblica. “Ci troviamo di fronte a tre strade percorribili, non a una sola via obbligata. La vera e grande questione politica ed economica che pongo da tempo è invece molto semplice e basilare: se si chiede con insistenza alla Regione Abruzzo di modificare la legge vigente per creare su misura un sub-ambito territoriale, si deve contestualmente e onestamente spiegare ai cittadini anche che cosa si vuole effettivamente e concretamente realizzare il giorno dopo”, tuona Lugini, ponendo interrogativi pesantissimi sulle future risorse, sugli investimenti previsti e sul modello di affidamento che si intende adottare.

Il caso ACIAM e il duro botta e risposta su Avezzano

Il clima politico abruzzese si surriscalda ulteriormente, pericolosamente e inevitabilmente quando l’attenzione del comunicato si sposta frontalmente sulla controversa, delicata e storica vicenda societaria legata ad ACIAM S.p.A.
Entrando a gamba tesa sulle presunte dinamiche passate e presenti della nota e partecipata azienda marsicana, Lugini chiama apertamente in causa i vertici amministrativi locali, chiedendo chiarezza assoluta sui documenti ufficiali. “Sul tanto discusso caso ACIAM, se è effettivamente e storicamente corretto quanto ampiamente riportato di recente dalla stampa locale, il primo cittadino e sindaco della città di Avezzano avrebbe pubblicamente affermato che, a suo tempo, la gestione operativa del servizio fu affidata direttamente a un socio privato senza che fosse stata espletata alcuna regolare e obbligatoria gara pubblica”, sottolinea il consigliere regionale. Si tratta, evidentemente, di una dichiarazione pesantissima e di enorme portata amministrativa, che merita di essere immediatamente, attentamente e istituzionalmente verificata nelle sedi opportune. Non a caso, come ricorda lo stesso Lugini, la Commissione di Vigilanza ha già reiteratamente e fermamente richiesto di poter visionare tutta la voluminosa documentazione cartacea relativa alla lontana procedura di affidamento risalente all’anno 2005, muovendosi anche attraverso i canali ufficiali di AGIR. “La mia domanda a questo punto è fin troppo semplice, diretta e lineare: quella fatidica gara d’appalto del 2005 esiste concretamente o non esiste affatto? Se esiste realmente negli archivi, si producano immediatamente gli atti e si mostrino le carte. Se invece non esiste, si abbia il coraggio e l’onestà di spiegare pubblicamente come, perché e sulla base di quali oscure procedure amministrative sia stato a suo tempo individuato, scelto e nominato il socio privato. E non si tratta affatto di una sterile e banale polemica personale o partitica, ma di una pura, sacrosanta e inalienabile questione di basilare trasparenza amministrativa verso i contribuenti”.

I voti e le polemiche: “Forse a qualcuno do fastidio”

La durissima nota politica si conclude affrontando a viso aperto, fieramente e senza alcun tipo di timore reverenziale, i presunti e velati attacchi personali e politici che l’esponente regionale ha dovuto subire nell’ultimo infuocato periodo.
Di fronte ai continui, strumentali e sarcastici riferimenti esterni riguardanti il numero di preferenze elettorali con cui è stato eletto in Consiglio Regionale, Lugini risponde con orgoglio, fermezza e dignità istituzionale: “Quanto ai continui e bassi riferimenti ai voti con cui sono stato eletto, c’è una sola cosa certa e inoppugnabile: io sono stato eletto. E forse, a pensarci bene, è proprio questo semplice fatto democratico che dà enormemente fastidio a qualcuno che preferirebbe non avermi tra i piedi”. Ribadendo con forza il proprio pieno mandato popolare, l’esponente del Gruppo Marsilio Presidente rivendica categoricamente il suo intoccabile diritto e l’imprescindibile dovere morale di svolgere appieno e senza sconti il proprio delicato ruolo di controllore istituzionale. “Il numero dei miei voti non cambia di una virgola il merito profondo e la gravità delle questioni sollevate e non mi farà mai arretrare di un solo millimetro. I voti, piaccia o meno, si contano democraticamente solo alle elezioni. Gli atti amministrativi, i bilanci, gli appalti e le gravissime responsabilità pubbliche si discutono sempre e solo sui documenti ufficiali”. In chiusura, l’appello finale alla razionalità e al confronto costruttivo: prima di invocare il sub-ambito, serve un vero e solido progetto industriale e manageriale per non illudere o danneggiare i cittadini della Marsica.

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La trincea della movida spacca Pescara e i giovani del PD invocano il modello Salerno: Emanuele Castigliego assesta un duro colpo ai divieti di Carlo Masci

I divieti di plastica della giunta comunale spengono le luci della città e il tomorrow della notte pescarese si schiera in trincea con lo scudo del modello De Luca! Il segretario dei Giovani Democratici, Emanuele Castigliego, lancia oggi, giovedì 1° ottobre 2026, un duro affondo contro il sindaco Carlo Masci dopo la proroga dell’ordinanza anti-alcol a Pescara. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito nei monitor dei cittadini che fa collidere la denuncia di Confesercenti sulle “imprese umiliate” al successo della Festa dell’Unità in Piazza Santa Caterina, ripopolata da famiglie e giovani under 30 senza l’asfissia di decreti restrittivi. I GD pretendono risposte flessibili in asse con lo slogan di Salerno “Né droga, né coltelli. E poi divertitevi” per sconfiggere l’isolamento da smartphone e tutelare il welfare degli esercenti dei nostri rioni. Leggete l’intero reportage nel nostro articolo! 👇

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Emanuele Castigliego

Pescara – Un’ondata di accesa passione civile, fiera contrapposizione politica e rigore macroeconomico si propaga dai laboratori del dibattito rionale per invadere le aule delle istituzioni abruzzesi, trasformando il tema dell’ordine pubblico in un’autentica officina di riscatto, risorsa terapeutica ed edicola di legalità democratica. I regolamenti sulla vita notturna e la saggistica della gestione urbana, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché del proibizionismo commerciale di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare i soft skill dell’io e le risposte flessibili della socialità, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni un’oasi di spensieratezza colta. Oggi, giovedì 1° ottobre 2026, la cabina di regia dei Giovani Democratici di Nuova Pescara ha sbloccato una severa e fittissima requisitoria contro il sindaco dello Stato rionale: il segretario Emanuele Castigliego ha rigettato con spavaldo orgoglio la proroga dei divieti sull’alcolici promossa dalla giunta di centrodestra.

L’ordito dello scontro politico, programmato in totale trasparenza e privo di filtri protettivi, mette a nudo l’asfissia di una programmazione che colpisce indistintamente le tute blu del commercio di vicinato e i ragazzi under 30 della provincia. Castigliego ha denunciato come la scelta emergenziale del sindaco Carlo Masci costituisca la prova lampante dell’incapacità amministrativa di edificare uno scudo forte e strutturale per la sicurezza civile, scaricando l’intero peso macroeconomico delle criticità sui cittadini e sui monitor dei bilanci aziendali. «È infinitamente più semplice firmare un’ordinanza restrittiva al ribasso piuttosto che governare con merito e lungimiranza una smart land complessa», attacca con assoluta fermezza civile e toni decisi il leader dei GD, sintonizzando le scadenze della protesta d’autunno, taccuino alla mano e passioni calde.

Le imprese umiliate dalla giunta Masci: lo scudo di Confesercenti per i bar rionali

I Criteri adottati dal Comune per arginare il degrado nei quartieri della movida hanno sollevato l’immediata intolleranza e i verbali di protesta delle sigle di categoria, facendo squadra con gli esercenti della ristorazione andati già a rubato nei registri della crisi dei consumi. I Giovani Democratici hanno espresso in totale trasparenza una fiera e incondizionata vicinanza ai titolari dei pubblici esercizi di somministrazione, raccogliendo il grido d’allarme di Confesercenti che ha definito senza mezzi termini le attività come “imprese umiliate” dall’indifferenza burocratica di Palazzo di Città. Dietro ogni insegna, bar o locale di quartiere operano persone reali che investono capitali contrattuali privati, pagano dipendenti e garantiscono la tenuta economica dello Stato sul territorio, per un benessere collettivo che rifiuta i moralismi di facciata.

I dati della sicurezza reale parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi o ipocrisie interpretative: una piazza vuota e inospitale non si traduce affatto in un perimetro automaticamente sicuro, ma rischia di spianare la strada al torpore e all’isolamento sociale generato dagli smartphone personali. Castigliego ha esibito come visual anchor ideale il successo dell’ultimo fine settimana vissuto in Piazza Santa Caterina, area storica della provincia pescarese sottratta al degrado biologico grazie ai laboratori politici della Festa dell’Unità del Partito Democratico. La piazza è tornata a essere un salotto accogliente, illuminato, presidiato e frequentato in massa dalle famiglie, dimostrando nei fatti che la sicurezza si edifica riportando la presenza antropica e la vita di strada, non sventolando contratti di divieto di plastica, per un comfort funzionale perfetto della cittadinanza.

Il manifesto di Vincenzo De Luca a Salerno: tolleranza zero contro spaccio e coltelli

Per sbloccare un reale cambio di paradigma a Pescara, il segretario della scuderia giovanile del PD invoca l’applicazione chirurgica e spavalda del modello di governance applicato storicamente in Campania da Vincenzo De Luca nella città di Salerno. La celeberrima requisitoria del presidente, sintetizzata nel motto programmatico “Né droga, né coltelli. E poi divertitevi”, rappresenta per la sinistra l’interplay perfetto e il mezzo flessibile per governare la notte senza cancellarla. Il concetto cardine blinda la tolleranza zero e i controlli rigorosi dello Stato contro lo spaccio, le armi e la violenza dei rioni, ma esclude radicalmente la caccia alle streghe contro la socialità pulita dei ventenni e il merito degli imprenditori che rifiutano di cedere alle nevrosi metropolitane.

La segreteria dei GD comunica che i database del taccuino di mobilitazione rimangono attivi per i prossimi tavoli prefettizi d’ottobre, esigendo un potenziamento millimetrico degli organici delle forze dell’ordine stanziali a presidio dei punti caldi della città, piuttosto che l’asfissia di provvedimenti restrittivi indiscriminati. Questo fine settimana d’autunno spegnete le notifiche dannose degli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate a riempire le piazze illuminate di Pescara: i commercianti e la vita della città vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché la nostra terra saprà unire la legalità dello Stato alla gioia della condivisione sociale, il domani dell’Abruzzo sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano. La battaglia per una movida libera e sicura è appena cominciata nei quartieri, ed è un cammino di futuro che guarda lontano.

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