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Territorio

AIDIA trionfa a Pescara con “Materia e Futuro”: architette e ingegnere da tutta Italia per ridisegnare la sostenibilità urbana

Come si progetta la città del futuro in un’ottica sostenibile ed ecologica? La risposta è arrivata da Pescara, che ha ospitato lo straordinario evento nazionale “Materia e Futuro”, organizzato magistralmente dall’AIDIA (Associazione Italiana Donne Ingegnere e Architette). L’Aurum di Pescara e il borgo di Casalincontrada sono stati invasi da centinaia di professioniste giunte da tutta Italia per confrontarsi su rigenerazione urbana, bioedilizia e gestione delle acque, siglando una storica collaborazione con l’ENEA. Ma il congresso è stato anche il palcoscenico per denunciare il persistente divario di genere nelle professioni tecniche: stipendi inferiori, pensioni più basse e scarsa presenza nei ruoli dirigenziali continuano a frenare le professioniste italiane. La due giorni si è poi conclusa con un affascinante laboratorio pratico a Casalincontrada, dove le architette si sono “sporcate le mani” imparando le antiche tecniche di autocostruzione ecologica con la terra cruda! Leggete il nostro articolo per scoprire tutti i dettagli dell’evento e il lancio del Premio per l’Innovazione femminile. Il mondo della bioedilizia vi affascina e volete scoprire i segreti dei materiali naturali per le vostre case? Ecco il manuale che fa per voi! 👇

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AIDIA Pescara

Pescara – Una sala gremita all’inverosimile, una partecipazione entusiasta che ha ampiamente superato i confini regionali e, soprattutto, una solidissima rete di relazioni istituzionali e professionali che esce profondamente rafforzata da questa intensa due giorni di lavori. Si è chiuso con un bilancio fortemente positivo e denso di prospettive future l’evento “Materia e Futuro – Terra, acqua ed energia per rigenerare la città”, l’ambiziosa iniziativa promossa e organizzata magistralmente dall’AIDIA (l’Associazione Italiana Donne Ingegnere e Architette, sezione di Pescara). Inserito all’interno del più ampio percorso nazionale denominato “TrasformAzioni Urbane”, l’appuntamento ha trasformato l’Aurum di Pescara e il borgo di Casalincontrada nel cuore pulsante del dibattito italiano sull’urbanistica, richiamando professionisti, istituzioni, esponenti del mondo accademico e ricercatori. La prima giornata congressuale ha registrato un successo di pubblico straordinario, ospitando ingegnere e architette giunte non solo dalle quattro province abruzzesi, ma da poli strategici come Catanzaro, Lecce, Bari, Roma e Milano. Un risultato che testimonia in modo inequivocabile la capacità organizzativa della Sezione pescarese, abile nel costruire un appuntamento di respiro nazionale senza mai perdere di vista le affascinanti specificità del territorio abruzzese.

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La partnership con ENEA e la centralità della bioedilizia

Il dibattito all’interno della storica Sala D’Annunzio si è concentrato sul profondo e inscindibile rapporto tra la materia prima, il territorio e il tessuto urbano.
I panel hanno affrontato tematiche di assoluta avanguardia, spaziando dall’uso della terra cruda alla bioedilizia, dall’analisi dell’energia incorporata nei materiali da costruzione al delicato ruolo dell’acqua e dei fiumi, visti non più come ostacoli, ma come vere e proprie infrastrutture territoriali per le nuove strategie di rigenerazione urbana. Il programma scientifico ha visto il coinvolgimento diretto di attori di primissimo piano come l’ENEA, l’Università “G. d’Annunzio” e i vari Ordini professionali. Antonella Pallotta, Presidente di AIDIA Pescara, ha evidenziato l’importanza strategica delle sinergie messe in campo: «Particolarmente significativo è stato il consolidamento della collaborazione tra ENEA e AIDIA. Un impegno congiunto nato dal lavoro della nostra sezione, che ha fatto da tramite, e che oggi sta portando verso un accordo unico di respiro nazionale con tutti i dipartimenti ENEA congiunti». Parole a cui ha fatto eco la Presidente nazionale AIDIA, l’architetto Anna Vella, che ha illustrato alla platea la forza di una rete associativa nata nel lontano 1957 e che oggi conta 23 sezioni territoriali e oltre 660 professioniste iscritte, unite per valorizzare le competenze femminili nelle storiche discipline tecnico-scientifiche.

Parità di genere nelle STEM e il Premio per l’Innovazione

Nonostante gli innegabili progressi sociali, il congresso ha acceso i riflettori sulle persistenti criticità che le donne affrontano quotidianamente nei settori dell’Ingegneria e dell’Architettura.
La Presidente Vella ha tracciato un quadro lucido e realistico: «A circa 70 anni dalla costituzione dell’AIDIA, persistono difficoltà, a partire da una minore retribuzione economica (e di conseguenza pensionistica) e da una discontinuità lavorativa causata dall’impegno per la cura della famiglia, fino alla scarsa rappresentanza nei ruoli apicali». Per contrastare questo fenomeno, l’Associazione siede attivamente ai tavoli istituzionali proponendo innovazioni legislative, divulgando le materie STEAM tra le giovani generazioni e lanciando iniziative come il Premio AIDIA – Idee per un mondo che cambia. Un concorso rivolto alle professioniste non iscritte all’associazione, nato per premiare progetti e opere (anche di piccola scala) capaci di generare un cambiamento concreto attraverso l’innovazione tecnologica, ambientale e la responsabilità sociale, nel pieno rispetto dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e dell’Obiettivo 5 sulla Parità di Genere.

Il laboratorio di Casalincontrada: l’anima della terra cruda

Il congresso non si è limitato alla teoria. La seconda giornata ha portato la rete AIDIA direttamente “dentro” la materia, trasferendo le professioniste a Casalincontrada, vero e proprio santuario dell’architettura in terra cruda in Abruzzo.
Accolte dal Sindaco locale e dal CED Terra, le partecipanti hanno potuto immergersi in una dimensione dove la tradizione costruttiva ancestrale incontra le moderne esigenze di sostenibilità. «Portare le colleghe fuori dalla sala convegni e dentro i luoghi è stato uno degli aspetti più belli di questa esperienza», ha ribadito Antonella Pallotta. Il momento clou è stato l’affascinante workshop dedicato all’autocostruzione in terra cruda, guidato sapientemente dagli architetti Stefania Giardinelli e Gianfranco Conti: un passaggio dalla teoria alla pratica che ha permesso alle ingegnere e alle architette di “sporcarsi le mani”, sperimentando un sapere antico che oggi rappresenta una risposta formidabile alle sfide ecologiche del nostro tempo. «Le relazioni costruite in questi mesi e le nuove connessioni nate durante queste due giornate ci danno una responsabilità e una grande motivazione: continuare a lavorare insieme», ha concluso la Pallotta. “Materia e Futuro” non è stato dunque un punto d’arrivo, ma la solida prima pietra di una nuova architettura professionale, più inclusiva, femminile e profondamente radicata nel rispetto del territorio.

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Territorio

Spoltore, solenne celebrazione per San Carlo Acutis: a Villa Santa Maria la speciale benedizione con la reliquia

La comunità abruzzese si prepara a vivere un momento di grandissima emozione e spiritualità! Lunedì 12 ottobre 2026, alle ore 17:00, la Chiesa della Beata Vergine Maria Assunta in Cielo a Villa Santa Maria di Spoltore spalancherà le porte per una solenne celebrazione in onore di San Carlo Acutis, in occasione dell’anniversario della sua scomparsa. La Santa Messa sarà presieduta da Don Maurizio e raccoglierà centinaia di fedeli attorno alla straordinaria figura del “Santo Millennial” e patrono di Internet, scomparso a soli 15 anni ma capace di ispirare il mondo intero con la sua fede e il suo genio informatico. Ma il momento più atteso e toccante arriverà al termine della liturgia eucaristica: tutti i presenti potranno infatti ricevere una speciale e potentissima benedizione impartita direttamente con la sacra reliquia del giovane Santo. Un’opportunità unica di preghiera e di grazia per tutte le famiglie e i giovani del territorio. Leggete il nostro articolo per scoprire tutti i dettagli dell’evento e la storia meravigliosa di questo ragazzo! Volete conoscere i segreti e il percorso spirituale che lo hanno portato alla santità in così giovane età? Ecco il libro che non può mancare nella vostra libreria! 👇

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Locandina evento Spoltore

Spoltore – In un’epoca storica in cui i punti di riferimento per le giovani generazioni sembrano essere sempre più sfuggenti, liquidi e legati all’effimero mondo dei social network, la figura di un giovane “santo della porta accanto” continua ad attirare migliaia di fedeli, suscitando un fascino spirituale senza precedenti. La devota comunità di Villa Santa Maria di Spoltore si sta preparando con grande trepidazione a vivere un momento di intensissima partecipazione comunitaria in occasione dell’anniversario della prematura scomparsa di San Carlo Acutis. L’appuntamento, attesissimo da tutta la cittadinanza e non solo, è fissato per il pomeriggio di lunedì 12 ottobre 2026, a partire dalle ore 17:00. In quel momento, la centralissima Chiesa della Beata Vergine Maria Assunta in Cielo spalancherà le sue maestose porte per accogliere i fedeli, i curiosi e le famiglie del territorio per una solenne celebrazione eucaristica che sarà presieduta dal parroco Don Maurizio. Un evento che promette di riempire le navate della chiesa, testimoniando quanto il messaggio di questo straordinario ragazzo sia riuscito a fare breccia nel cuore dell’Abruzzo e dell’Italia intera.

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Il richiamo di un Santo moderno: chi era Carlo Acutis

La parrocchia locale ha voluto fortemente organizzare questo appuntamento speciale per raccogliere l’intera comunità, dai più anziani ai bambini, attorno alla figura di un giovane che ha saputo rivoluzionare il concetto stesso di santità nel ventunesimo secolo.
Ma chi era Carlo Acutis e perché la sua storia continua a commuovere il mondo intero? Nato nel 1991 e scomparso nel 2006 a soli 15 anni a causa di una leucemia fulminante, Carlo era un adolescente in tutto e per tutto simile ai suoi coetanei: andava a scuola, giocava a pallone, usciva con gli amici e, soprattutto, era un vero e proprio genio dell’informatica. Tuttavia, dietro questa apparente e gioiosa normalità, si nascondeva una profondità spirituale immensa. Carlo aveva compreso che la rete internet poteva essere utilizzata non come un luogo di distrazione o di odio, ma come un formidabile strumento di evangelizzazione. È per questo che, prima di ammalarsi, aveva impiegato le sue straordinarie doti di programmatore per creare una mostra virtuale sui miracoli eucaristici nel mondo, un progetto web che ancora oggi continua a viaggiare per i cinque continenti. La Santa Messa a Spoltore rappresenterà il cuore pulsante dell’evento commemorativo, offrendo ai partecipanti uno spazio prezioso di preghiera e di riflessione. Don Maurizio, durante l’omelia, ricorderà inevitabilmente il lascito morale di Carlo: un modello di fede gioiosa, un inno alla vita cristiana vissuta con il sorriso e una dimostrazione palese che si può vivere la modernità senza mai perdere la bussola dei propri valori etici.

Il culmine dell’evento: l’esposizione della Sacra Reliquia

Se la celebrazione eucaristica servirà a nutrire lo spirito e a ricordare gli insegnamenti del Santo “Millennial”, è al termine della liturgia che i presenti potranno prendere parte a un momento di altissima, intima e profonda devozione collettiva.
L’organizzazione dell’evento ha infatti previsto un rito che costituirà il vero culmine emotivo della giornata: la solenne benedizione impartita utilizzando una sacra reliquia di San Carlo Acutis. Nel mondo cattolico, il contatto visivo e spirituale con una reliquia non rappresenta un mero atto di superstizione, ma costituisce un’opportunità tangibile di grazia, un ponte diretto di vicinanza e intercessione con la figura del Santo. Per i fedeli di Spoltore, poter pregare dinanzi a un frammento terreno appartenuto a Carlo significherà rinnovare la propria speranza, affidando al giovane protettore di Internet le proprie ansie, le preghiere per i malati e le richieste di protezione per le nuove generazioni, sempre più esposte ai pericoli della rete. Questo appuntamento del 12 ottobre si preannuncia quindi non solo come una cerimonia di commemorazione formale, ma come un abbraccio caloroso tra la comunità abruzzese e l’eredità luminosa di un ragazzo che, citando una delle sue frasi più celebri, ci ha insegnato che “tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie”. Un invito pressante a non sprecare il dono della vita, che riecheggerà forte e chiaro tra le mura della Chiesa della Beata Vergine Maria Assunta in Cielo.

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Piana del Cavaliere

Carsoli – dall’antica Pretura al Giudice di Pace, la storia della giustizia

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Piazza Corradino Carsoli

Carsoli-  Quando si parla di “Tribunale di Carsoli”, è importante fare una precisazione: storicamente Carsoli non fu sede di un vero e proprio Tribunale circondariale, ma ebbe per lungo tempo una Pretura, cioè l’ufficio giudiziario competente per il mandamento di Carsoli. Per gli abitanti del territorio, tuttavia, quella Pretura rappresentava molto più di un semplice ufficio: era un punto di riferimento fondamentale per l’amministrazione della giustizia.

La presenza della giustizia a Carsoli ha radici che, secondo una testimonianza pubblicata alla fine dell’Ottocento, erano considerate antichissime.

In un documento del 4 agosto 1891, pubblicato nell’ambito della campagna per difendere la permanenza della Pretura, si affermava che “da epoca immemorabile Carsoli è sempre stato sede del Magistrato giudicante”, passando dalle istituzioni precedenti ai giudicati regi fino alla Pretura dell’Italia unita. Il documento sosteneva inoltre che negli archivi mandamentali fossero conservati gli atti delle precedenti istituzioni giudiziarie.

Questa testimonianza è particolarmente interessante perché mostra quanto la funzione giudiziaria fosse considerata parte integrante dell’identità storica di Carsoli.

Con l’unificazione italiana, l’organizzazione della giustizia venne uniformata su tutto il territorio nazionale.

La riforma giudiziaria del 1865 sostituì le precedenti giudicature di mandamento con le Preture. Ogni mandamento aveva il proprio pretore, con competenze sia civili sia penali.

Carsoli divenne così sede di una Pretura mandamentale, inserita nella struttura giudiziaria del nuovo Regno d’Italia.

Il suo ruolo era particolarmente importante perché Carsoli occupava una posizione centrale nella valle carseolana. Il mandamento comprendeva diversi paesi e, secondo la documentazione dell’epoca, anche località che gravitavano economicamente e amministrativamente sul centro carseolano.

Uno degli aspetti più interessanti della storia della Pretura di Carsoli riguarda le difficoltà di collegamento.

Alla fine dell’Ottocento molte frazioni non disponevano di strade carrabili e raggiungere Carsoli poteva richiedere diverse ore. La situazione era particolarmente pesante per chi doveva recarsi in Pretura come parte o come testimone.

In un documento del 1891 si sottolineava che, per alcune popolazioni, recarsi in Pretura significava trascorrere un’intera giornata tra viaggio, permanenza e ritorno. La situazione era aggravata dalle condizioni delle strade e dalle distanze dalla ferrovia.

La ferrovia, inaugurata sulla linea che attraversava Carsoli, divenne quindi un elemento fondamentale anche per l’accesso alla giustizia.

La Pretura di Carsoli rischiò di essere soppressa.

La questione divenne particolarmente seria alla fine dell’Ottocento, quando le riforme dell’organizzazione giudiziaria prevedevano la soppressione di numerose sedi.

La comunità carseolana reagì sostenendo che eliminare la Pretura avrebbe significato costringere gli abitanti a rivolgersi ad altri centri, con enormi difficoltà soprattutto per le popolazioni delle frazioni.

Un documento dell’epoca difendeva la sede di Carsoli anche sulla base del numero delle sentenze civili e penali, degli atti giudiziari e delle spese che lo Stato avrebbe dovuto sostenere per trasferte di magistrati e testimoni.

La protesta non era dunque soltanto campanilistica: si fondava anche su argomenti pratici e sull’importanza geografica di Carsoli.

La questione tornò ad essere discussa nei primi decenni del Novecento.

Nel 1923, un articolo intitolato In difesa della Pretura di Carsoli, pubblicato sul giornale Il Risorgimento d’Abruzzo e Molise, si oppose al trasferimento dell’ufficio giudiziario.

La documentazione conservata dall’associazione culturale LUMEN permette oggi di conoscere molti particolari di quella vicenda. L’articolo descriveva Carsoli come il centro naturale di un territorio comprendente numerosi paesi e sottolineava ancora una volta la difficoltà dei collegamenti.

La Pretura rappresentava quindi non soltanto un’istituzione dello Stato, ma un servizio indispensabile per una popolazione distribuita su un territorio montuoso e caratterizzato, all’epoca, da collegamenti difficili.

Un documento ufficiale particolarmente importante è il Regio Decreto 30 gennaio 1941, n. 12, che ridisegnò l’ordinamento giudiziario italiano.

Nella circoscrizione della Pretura di Avezzano compare la Pretura di Carsoli, con competenza sui comuni di:

  • Carsoli
  • Oricola
  • Pereto
  • Rocca di Botte

È una testimonianza importante perché fotografa ufficialmente la posizione di Carsoli nel sistema giudiziario italiano durante gli anni della Seconda guerra mondiale.

La Seconda guerra mondiale lasciò conseguenze pesanti anche sul patrimonio documentario e sugli uffici pubblici.

Una pubblicazione del Ministero dell’Interno relativa agli archivi danneggiati durante il conflitto segnala per Carsoli la Pretura con “danni gravissimi”.

È un dato particolarmente significativo: significa che una parte della memoria giudiziaria del territorio rischiò di andare perduta proprio durante gli eventi bellici.

Gli archivi delle preture, infatti, non conservavano soltanto sentenze e procedimenti, ma rappresentavano una vera fotografia della società: controversie familiari, proprietà, eredità, reati, rapporti economici e vicende quotidiane della popolazione.

La storia della Pretura di Carsoli ebbe però una svolta importante nel secondo dopoguerra.

Con il D.P.R. 31 dicembre 1963, n. 2105, la sede di Pretura di Carsoli venne soppressa nell’ambito di una revisione delle circoscrizioni giudiziarie.

La funzione giudiziaria locale venne quindi progressivamente ricondotta alle sedi territoriali di livello superiore.

Questa fase rappresentò la fine di una presenza istituzionale che aveva caratterizzato Carsoli per molti decenni.

La trasformazione definitiva arrivò alla fine del Novecento.

Il decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, istituì il giudice unico di primo grado e soppresse l’ufficio del pretore, trasferendone le competenze al tribunale ordinario. La riforma divenne operativa nel 1999-2000.

In questo modo si concluse definitivamente la storia della Pretura come istituzione autonoma.

Oggi Carsoli non è sede di un tribunale.Il territorio rientra nella competenza del Tribunale di Avezzano e del Giudice di Pace di Avezzano. La documentazione del Ministero della Giustizia comprende infatti Carsoli tra i comuni appartenenti alla competenza del Giudice di Pace di Avezzano.

Anche il Comune di Carsoli, in tempi recenti, ha fatto riferimento a procedimenti davanti al Giudice di Pace di Avezzano, confermando l’attuale assetto giudiziario del territorio.

La storia della giustizia a Carsoli è, in realtà, la storia di una comunità che per secoli ha cercato di mantenere vicino ai cittadini il luogo in cui amministrare la giustizia.

La Pretura era il luogo dove si incontravano istituzioni e cittadini, dove venivano risolte controversie, giudicati reati e affrontate questioni legate alla vita quotidiana.

La documentazione dell’Ottocento mostra inoltre qualcosa di molto moderno: la consapevolezza che un servizio pubblico non è veramente accessibile se è troppo lontano da chi ne ha bisogno.

Per questo la lunga battaglia dei carseolani per conservare la propria Pretura costituisce una pagina significativa della storia locale.

Oggi l’edificio e gli archivi possono essere studiati non soltanto come testimonianze dell’amministrazione della giustizia, ma come una straordinaria fonte per ricostruire la vita sociale di Carsoli e della Piana del Cavaliere tra Ottocento e Novecento.

La storia della Pretura di Carsoli, quindi, non è soltanto la storia di un ufficio: è la storia di una comunità che per oltre un secolo ha difeso il diritto di avere la giustizia vicino casa.

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Piana del Cavaliere

Carsoli – serata speciale alla Pizzeria Toto’ l’anniversario dell’apertura

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Locandina evento Carsoli

Carsoli-  Il 17 Ottobre la Pizzeria TOTO’ a Carsoli per il suo primo anno dall’apertura , organizza una serata speciale, ad un prezzo bomba. Aperitivo alle 19 offerto dalla casa e Menu’ Pizza con fritti e bevanda a soli 15 euro.

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