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Ambiente

Allarme ONU sulle migrazioni animali: a Vasto il summit mondiale degli scienziati contro il collasso degli habitat

Sapevate che il riscaldamento globale e la cementificazione selvaggia stanno distruggendo le storiche rotte migratorie degli animali, spingendo intere specie verso l’estinzione? È questo il pesantissimo allarme lanciato da un pool internazionale di scienziati e ricercatori dell’ONU riuniti in queste ore a Vasto (Chieti) per un importantissimo congresso organizzato dalla Bio Cantina Sociale Orsogna. Gli studiosi stanno elaborando un “Atlante Mondiale” per tracciare e proteggere gli spostamenti di cetacei, mammiferi e uccelli. I dati sono allarmanti: nel mare i cetacei rischiano collisioni mortali con le navi veloci e soffocano per la mancanza di ossigeno negli oceani bollenti, mentre in cielo si registra un declino drastico degli uccelli migratori a causa del consumo di suolo (in Abruzzo stanno scomparendo persino i comuni passeri!). Domani, domenica 11 ottobre a Palazzo d’Avalos, si terrà un evento gratuito aperto al pubblico con i massimi esperti mondiali per discutere di come salvare il nostro ecosistema. Leggete il nostro articolo per scoprire i dettagli della ricerca! E per gli amanti delle escursioni e del birdwatching che vogliono ammirare la natura senza recare disturbo alla fauna, scoprite i Binocoli Professionali ad Altissima Risoluzione oggi in mega sconto su Amazon! 👇

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Vasto (CH) – Il surriscaldamento globale non è più soltanto uno spauracchio teorico agitato dagli ecologisti, ma una drammatica e tangibile realtà che sta alterando in maniera irreversibile i delicatissimi equilibri biologici del nostro pianeta. L’aumento vertiginoso delle temperature delle acque oceaniche, unito alla selvaggia cementificazione delle coste e dell’entroterra, sta compromettendo in modo fatale le millenarie rotte migratorie degli animali, sia marini che terrestri. È questo il pesantissimo e inequivocabile allarme lanciato in queste ore da un pool di scienziati, ricercatori e docenti universitari internazionali riuniti a Vasto (in provincia di Chieti) nelle storiche sale di Palazzo d’Avalos. L’occasione è la seconda giornata di studi del prestigioso congresso internazionale dedicato all’elaborazione dell’Atlante mondiale delle migrazioni animali, un’iniziativa cruciale che rientra tra le azioni previste dalla storica Convenzione di Bonn (firmata nel 1979 sotto l’egida dell’ONU). A organizzare questa imponente tre giorni di vertice internazionale, su mandato diretto del Segretariato della Convenzione sulle Specie Migratrici (CMS) e del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), è la Bio Cantina Sociale Orsogna (eccellenza della viticoltura biodinamica italiana), in stretta collaborazione con la cooperativa Cogecstre e il Comune di Vasto.

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Cetacei in pericolo: oceani bollenti e traffico marittimo

Il nuovo “Atlante”, concepito come un monumentale database globale, ha l’obiettivo primario di mappare e incrociare i dati sulle rotte di uccelli, mammiferi, pesci, cetacei e insetti con i fattori di rischio causati dall’uomo. E proprio i giganti del mare sono tra le specie più minacciate in assoluto. Giuseppe Notarbartolo, autorevole ecologo marino, ha tracciato un quadro a tinte fosche: «Nel Mediterraneo, specie migratrici come la balenottera comune e il capodoglio stanno subendo pesantemente le conseguenze della drastica riduzione delle risorse alimentari causata dalla pesca industriale intensiva. A questo si aggiunge l’aumento esponenziale del traffico marittimo commerciale ad alta velocità: navi e traghetti che sfrecciano oltre i 25 nodi moltiplicano il rischio di collisioni mortali». Il ritrovamento recente di un capodoglio spiaggiato a Sabaudia ha riportato alla mente il tragico evento del settembre 2014, quando proprio a Vasto (sulla spiaggia di Punta Aderci) si arenarono sette capodogli, quattro dei quali salvati da una commovente catena umana. A peggiorare le cose ci pensa il clima, come spiega Ana Martins Sequeira (Australian National University): «Il surriscaldamento degli oceani costringe i cetacei a cambiare rotta per cercare cibo, mentre la progressiva riduzione di ossigeno nelle profondità marine li costringe a risalire in superficie, esponendoli a rischi fatali».

Uccelli migratori: declino drastico a causa del consumo di suolo

Se il mare piange, la terraferma e i cieli non ridono. Roberto Ambrosini, docente di ecologia all’Università Statale di Milano, ha evidenziato con dati inoppugnabili il marcato e inesorabile declino numerico degli uccelli migratori a lungo raggio. Questi straordinari viaggiatori dipendono in maniera vitale dalla disponibilità di specifiche risorse in diverse aree del pianeta durante i vari periodi dell’anno. La distruzione e la frammentazione degli habitat (zone umide, foreste, prati stabili) in cui questi uccelli nidificano o riposano sta portando al collasso intere popolazioni, con gravi danni per i preziosi servizi ecosistemici che essi offrono. Il fenomeno è visibile a occhio nudo anche a livello locale, come conferma Fernando Di Fabrizio (presidente Cogecstre): «In Abruzzo abbiamo perso quasi del tutto specie che fino a ieri erano comunissime, come il passero, lo zigolo nero, il saltimpalo o lo stiaccino. Oltre ai danni storici causati dalla chimica in agricoltura, oggi il vero mostro è l’urbanizzazione cieca. È assurdo constatare come, nonostante la popolazione italiana sia in drastico calo demografico, il consumo di suolo e la cementificazione continuino ad aumentare a dismisura, divorando gli ecosistemi».

L’evento pubblico: “Gli animali migratori connettono il pianeta”

Come ricordato da Camillo Zulli, direttore della Bio Cantina Sociale Orsogna, «Per milioni di anni gli ostacoli alle migrazioni sono stati unicamente naturali; oggi sono quasi esclusivamente legati alle voraci attività umane e all’agricoltura intensiva che azzera la biodiversità». Per sensibilizzare l’opinione pubblica su queste tematiche cruciali, la terza e ultima giornata del summit (prevista per domani, domenica 11 ottobre, a partire dalle ore 14:30 a Palazzo d’Avalos) prevede un’importante sessione aperta al pubblico intitolata proprio “Gli animali migratori connettono il pianeta”. L’incontro vedrà avvicendarsi sul palco relatori di calibro internazionale, tra cui Fernando Spina (consigliere CMS), Dagmar Zikova (responsabile scientifica ONU), Franz Bairlein (dalla Germania per parlare del fascino della migrazione ornitologica), Martin Wikelski e studiosi provenienti da Regno Unito, Australia e dalle maggiori università italiane. Un’occasione imperdibile per comprendere come la salvaguardia del pianeta passi ineluttabilmente per la protezione dei suoi più instancabili viaggiatori.

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Ambiente

Vasto capitale mondiale dell’Ambiente: al via l’Atlante delle migrazioni animali per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici

La salvezza del nostro pianeta e il contrasto ai cambiamenti climatici passano per l’Abruzzo! Fino a domenica 11 ottobre 2026, la meravigliosa cornice di Palazzo d’Avalos a Vasto ospita uno dei più importanti congressi mondiali sull’ambiente e la natura. I massimi esperti internazionali, riuniti sotto l’egida della Convenzione di Bonn (CMS) in accordo con le Nazioni Unite (UNEP), stanno lavorando alla creazione del primissimo “Atlante Mondiale delle migrazioni animali”. Questo straordinario strumento online servirà ai governi di tutto il mondo per mappare le rotte segrete di uccelli, pesci e mammiferi terrestri, tutelando i loro habitat dalla distruzione umana. Come ha spiegato il celebre ornitologo Fernando Spina, gli animali migratori sono vitali per la nostra sopravvivenza: impollinano le piante, trasportano nutrienti e sostengono foreste e oceani che assorbono l’anidride carbonica! L’evento è stato organizzato con il contributo della Bio Cantina Sociale Orsogna e della cooperativa Cogecstre. Domenica alle ore 14.30 ci sarà l’evento finale aperto a tutti i cittadini alla presenza del sindaco Francesco Menna. Leggete l’articolo completo per capire l’enorme importanza ecologica di questo progetto globale! Amate le passeggiate all’aria aperta e volete osservare il meraviglioso volo degli uccelli da vicino? Questo strumento professionale è ciò che fa per voi! 👇

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ATLANTE MIGRAZIONI ANIMALI VASTO SPINA CMS 2

Vasto (Chieti) – Il futuro della conservazione ambientale globale e la sopravvivenza stessa dei delicatissimi ecosistemi che regolano la vita sulla Terra passano, in questi giorni cruciali, per il cuore dell’Abruzzo. Fino a domenica 11 ottobre 2026, le storiche e maestose sale di Palazzo d’Avalos a Vasto si sono trasformate in un vero e proprio quartier generale scientifico internazionale. La città adriatica, infatti, sta ospitando i massimi esperti mondiali del settore ambientale nell’ambito del prestigiosissimo Congresso Internazionale organizzato per supportare gli obiettivi statutari della Convenzione di Bonn (CMS – Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici appartenenti alla fauna selvatica). L’obiettivo primario di questo vertice, nato da un accordo strategico con il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), è di importanza storica: l’elaborazione del primissimo Atlante Mondiale delle migrazioni animali. A rendere possibile questa tre giorni di altissimo livello scientifico in terra abruzzese è stata la sinergia organizzativa promossa dalla Bio Cantina Sociale Orsogna (azienda leader assoluta in Italia nella viticoltura biologica e biodinamica) in stretta collaborazione con la cooperativa Cogecstre di Penne (Pescara), ente che gestisce con successo e dedizione le rinomate riserve naturali di Punta Aderci e di Vasto Marina.

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Il miracolo della migrazione e il contrasto ai cambiamenti climatici

A spiegare in maniera chiara, inequivocabile e scientificamente inattaccabile l’enorme valenza di questo progetto internazionale ci ha pensato Fernando Spina, ornitologo di fama mondiale e attuale consigliere per la connettività e le reti della CMS. «Gli animali selvatici migratori contribuiscono in maniera determinante e insostituibile alla salute generale degli ecosistemi mondiali e al benessere umano quotidiano», ha sottolineato l’esperto. I continui spostamenti di stormi, mandrie e banchi di pesci favoriscono infatti l’impollinazione naturale delle piante, la dispersione fondamentale dei semi su vasta scala, il controllo biologico dei parassiti e degli insetti vettori di pericolose malattie, nonché la vitale ridistribuzione dei nutrienti nel terreno. «Sostenendo attivamente le foreste, le praterie e gli oceani, che immagazzinano carbonio, essi aiutano inoltre in maniera diretta e misurabile ad affrontare la grave crisi del cambiamento climatico». Come ricorda suggestivamente Spina, gli animali selvatici migratori percorrono ogni anno rotte invisibili attraverso cieli sconfinati, continenti, abissi oceanici, catene montuose e deserti inospitali, dimostrando una resistenza e uno sforzo fisico senza eguali. «Essi collegano luoghi, ambienti, Paesi e continenti, rappresentando una chiara e inconfutabile testimonianza di come la Terra funzioni perfettamente come un unico ecosistema privo di confini politici». Gli animali migratori offrono inoltre un contributo colossale al rafforzamento della sicurezza alimentare globale, sostenendo l’occupazione e il reddito derivanti dal turismo ecologico e dalla pesca sostenibile nelle comunità rurali e costiere di tutto il pianeta.

L’Atlante Mondiale e l’appuntamento pubblico al Palazzo d’Avalos

In questo delicato contesto, le mappe scientifiche delle migrazioni costituiscono un’eccellente e irrinunciabile fonte di informazioni. Sotto la prestigiosa egida della CMS è stato quindi ideato il progetto per la creazione di un atlante modulare interattivo: un formidabile strumento online che renderà finalmente accessibili a tutti i dati provenienti da numerose tecnologie di tracciamento satellitare e studi sul campo. Questo atlante globale e regionale coprirà centinaia di specie oggetto di ricerche condotte nell’arco di interi decenni, offrendo ai decisori politici governativi, ai pianificatori di infrastrutture e agli sviluppatori edili gli strumenti necessari per evitare di distruggere gli habitat e interrompere le rotte vitali. «L’efficace conservazione di queste specie richiede politiche internazionali coordinate», conclude l’ornitologo Spina, ricordando come la crescita incontrollata della popolazione umana, la deforestazione, lo sviluppo infrastrutturale aggressivo e l’inquinamento atmosferico stiano aggravando drammaticamente la crisi della natura. Mentre le numerosissime e complesse sessioni di lavoro della CMS si stanno svolgendo a porte chiuse tra gli scienziati, l’intera cittadinanza è invitata a partecipare alla grande sessione aperta al pubblico, intitolata “Gli animali migratori connettono il pianeta”, che si terrà domenica 11 ottobre dalle ore 14.30 a Palazzo d’Avalos. L’evento pubblico sarà introdotto dai saluti istituzionali del sindaco di Vasto, Francesco Menna, e dell’assessore all’Ambiente Gabriele Barisano. Interverranno per i saluti e i ringraziamenti anche Giuseppe Micozzi e Camillo Zulli (presidente e direttore della Bio Cantina Sociale Orsogna), Michele Del Borrello (presidente della Cantina Sociale San Michele di Vasto) e Fernando Di Fabrizio (presidente Cogecstre). Per chi non potesse essere presente fisicamente, l’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube ufficiale della Convenzione di Bonn.

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Territorio

Rifiuti in Abruzzo, Lugini esulta: “Sui sub-ambiti provinciali vince Marsilio, sconfitta la linea Verrecchia-Scoccia”

Svolta storica (e scontro politico infuocato) per la gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti nella Regione Abruzzo! L’approvazione del fondamentale emendamento in Consiglio Regionale, firmato direttamente dal governatore Marco Marsilio, stabilisce che la gestione dell’immondizia (i cosiddetti “sub-ambiti”) resterà ancorata alla dimensione provinciale. Una decisione che mira a creare forti “economie di scala” e ad arginare la dannosa frammentazione del servizio, ma che ha scatenato malumori interni. A esultare per il risultato è il consigliere regionale Gianpaolo Lugini, che non risparmia una dura stoccata politica: “Ha vinto il buon senso e non è passata la linea Verrecchia-Scoccia. La Regione si è assunta le sue responsabilità senza cedere a condizionamenti esterni”. Lugini ha poi elogiato il lavoro monumentale svolto dall’Agir (che ha gestito gare per circa 400 milioni di euro) e ha rassicurato i Sindaci abruzzesi: “Non verrete messi da parte, sarete protagonisti nell’assemblea”. L’obiettivo del centrodestra è ora completare la modernizzazione del ciclo ecologico entro il 2027, unendo l’efficienza degli investimenti privati alla tutela occupazionale garantita dal pubblico. Per abbassare finalmente le bollette ai cittadini! Volete trasformare la vostra cucina in un ambiente ecologico, pulito e dal design moderno? Non perdetevi l’offerta dedicata all’efficienza casalinga di oggi! 👇

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Lugini

L’Aquila –“L’approvazione dell’emendamento sulla gestione dei rifiuti rappresenta una scelta di buon senso e conferma un principio fondamentale: i sub-ambiti restano ancorati alla dimensione provinciale. Una soluzione equilibrata, che tiene insieme le esigenze dei territori, valorizza il lavoro svolto dall’Agir e non cede a condizionamenti esterni”.

A sostenerlo è il consigliere regionale Gianpaolo Lugini, intervenendo sull’emendamento alla normativa regionale in materia di gestione dei rifiuti, di cui è primo firmatario il presidente della Regione Marco Marsilio.

“La Regione ha scelto di assumersi la responsabilità delle proprie decisioni, senza farsi dettare la linea da pressioni esterne. L’unico obiettivo che deve guidare ogni scelta è l’interesse dei cittadini: garantire un servizio migliore sotto il profilo qualitativo, più efficiente e sostenibile, al minor costo possibile per la collettività”.

“Il mantenimento della dimensione provinciale evita una gestione frammentata e consente di costruire un sistema con dimensioni adeguate, capacità organizzativa e possibilità di programmare investimenti e servizi in maniera efficace. Dobbiamo superare la frammentazione che per troppo tempo ha caratterizzato la gestione dei rifiuti in Abruzzo, senza cancellare le specificità territoriali”.

“L’Agir – prosegue Lugini – ha già dimostrato di poter svolgere un ruolo importante. Le gare espletate per conto dei Comuni abruzzesi, per circa 400 milioni di euro, rappresentano un patrimonio di esperienza e competenze che deve essere valorizzato nel percorso di riforma”.

Il consigliere chiarisce che la scelta dei sub-ambiti provinciali non esclude i Comuni.

“I Comuni non vengono messi da parte. I sindaci sono e restano protagonisti e potranno contribuire alle decisioni nell’assemblea dell’Agir, sede nella quale affrontare le esigenze e le difficoltà dei territori. Il confronto dovrà avvenire nel rispetto reciproco e secondo un principio di leale collaborazione”.

“La dimensione provinciale rappresenta il quadro di riferimento, ma consente di affrontare le specificità territoriali. L’obiettivo, in linea con la normativa nazionale, è garantire economie di scala, maggiore efficienza e servizi migliori a costi sostenibili per i cittadini. Le eventuali difficoltà dovranno essere affrontate dall’Agir con equilibrio e responsabilità, utilizzando gli strumenti previsti dalla normativa”.

“Abbiamo davanti un percorso importante, da completare entro il 2027, e dobbiamo evitare decisioni dettate dall’emergenza o dalle pressioni del momento. Il pubblico deve garantire parità di accesso ai servizi e tutela dei livelli occupazionali, mentre il privato, secondo regole chiare, può contribuire con investimenti, efficienza e rapidità”.

“Non serve una contrapposizione ideologica tra pubblico e privato: serve un sistema che funzioni e che garantisca ai cittadini un servizio migliore, più efficiente e meno oneroso”.

“Voglio infine ringraziare il presidente della Regione Marco Marsilio, primo firmatario dell’emendamento, per aver promosso questa soluzione e per aver saputo gestire il confronto mantenendolo all’interno di una prospettiva regionale. Il mantenimento dei sub-ambiti provinciali consente di tenere insieme le esigenze dei territori con il percorso di riforma e il lavoro svolto dall’Agir”.

“Questa – conclude Lugini – è la direzione nella quale dobbiamo continuare a muoverci: meno frammentazione, più programmazione, più investimenti e maggiore responsabilità. La riforma dei rifiuti deve guardare a ciò che è realmente utile ai cittadini abruzzesi. Il risultato finale dovrà essere misurato su un unico parametro: garantire un servizio migliore, più efficiente e al minor costo

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Territorio

Rifiuti, Marinucci suona la carica: “Torniamo ai sub-ambiti nel chietino, basta con il monopolio provinciale”

Rivoluzione rifiuti in Abruzzo! Il consigliere regionale Luciano Marinucci (centrodestra) scende in campo con una proposta netta per la provincia di Chieti: stop ai mega-monopoli provinciali gestiti dall’AGIR, bisogna reintrodurre per legge i “sub-ambiti”. L’idea è dividere la gestione in due bacini (uno dedicato solo alla zona teatina da 140mila abitanti, e uno per il resto della provincia). Il motivo? Marinucci smonta il mito delle “fusioni giganti”: una società più grande non porta automaticamente costi più bassi, ma spesso allontana i servizi dai cittadini, complica la logistica e minaccia le società virtuose come la “San Giovanni Servizi”. I cittadini sono i veri protagonisti della raccolta differenziata e hanno bisogno di una gestione dei rifiuti vicina, snella e che garantisca finalmente bollette sostenibili per famiglie e imprese! Scoprite nel nostro articolo tutti i dettagli della battaglia politica in corso, e non perdetevi il nostro utilissimo consiglio d’acquisto per organizzare la spazzatura in casa in modo perfetto! 👇

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Marinucci

Chieti – La gestione pubblica dei rifiuti, da tema puramente tecnico e ambientale, si è purtroppo rapidamente trasformata in una vera e propria e accanita trincea politica. Una guerra di posizione che rischia seriamente di allontanare le istituzioni dall’obiettivo primario di ogni amministrazione: garantire servizi pubblici efficienti, puntuali e, soprattutto, economicamente sostenibili per le tasche dei cittadini. A lanciare un forte grido d’allarme e a proporre una radicale inversione di marcia organizzativa è Luciano Marinucci, autorevole consigliere regionale di centrodestra (appartenente al Gruppo Regionale “Marsilio Presidente”). Marinucci interviene a gamba tesa sull’annoso dibattito legato alla gestione del ciclo dei rifiuti nella provincia di Chieti, invitando la politica a svelenire il clima e a tornare a ragionare nell’esclusivo interesse dei contribuenti. «La questione rifiuti è stata trasformata in una banale battaglia politica che fa perdere pericolosamente di vista le motivazioni tecnico-operative per le quali, personalmente, ritengo che i singoli territori abbiano il sacrosanto diritto di scegliere in totale autonomia il modello gestionale più confacente alle proprie specifiche esigenze», esordisce il consigliere regionale. La sua proposta per il territorio teatino è tanto chiara quanto rivoluzionaria rispetto all’attuale quadro normativo: la provincia di Chieti, vista la sua estensione e conformazione, deve poter organizzare il delicato servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in almeno due “sub-ambiti”, all’interno di una pianificazione provinciale che resti comunque coordinata e vigilata. Nello specifico, Marinucci immagina un sub-ambito che comprenda esclusivamente la popolosa zona teatina (un bacino critico di quasi 140 mila abitanti), e un secondo bacino destinato a servire il resto dei comuni della provincia.

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Il modello Emilia-Romagna e la critica ai monopoli di AGIR

Questa proposta di suddivisione territoriale non è un salto nel buio, ma si baserebbe su modelli già ampiamente collaudati con successo in altre regioni italiane.
Si tratta di una soluzione che, secondo l’esponente di centrodestra, consentirebbe di coniugare tre fattori determinanti: dimensioni gestionali adeguate e controllabili, assoluta sostenibilità economica dei costi (che pesano sulle bollette) e un’indispensabile vicinanza fisica ai cittadini. Tuttavia, per rendere questa operazione legalmente e operativamente possibile, occorre un passaggio istituzionale fondamentale in Consiglio Regionale: reintrodurre formalmente nella legge regionale vigente i famosi sub-ambiti sub-provinciali, che erano stati incautamente eliminati nel 2025. «L’Emilia-Romagna dimostra quotidianamente che una pianificazione strutturale coordinata può convivere benissimo con l’esistenza di più bacini e più gestori operativi: nel vasto territorio provinciale di Modena operano infatti tre distinte gestioni, affidate al raggruppamento guidato da Hera, ad AIMAG e a Geovest. Anche l’Abruzzo deve assolutamente consentire soluzioni flessibili che tengano conto delle peculiarità dei territori», argomenta Marinucci. La critica di Marinucci si sposta poi sull’attuale impostazione verticistica dell’AGIR (l’Autorità per la Gestione Integrata dei Rifiuti urbani). Secondo il consigliere, la direzione ostinatamente intrapresa da AGIR è quella di concentrare l’intera gestione su un’unica, gigantesca e asettica scala provinciale. Una mossa che andrebbe a restringere drasticamente la possibilità vitale dei sindaci (che restano i primi responsabili della salute pubblica) di concorrere alla scelta del modello migliore (pubblico o misto), indirizzando di fatto e forzatamente le attuali e funzionanti società pubbliche verso una fusione generalizzata e totalizzante. Reintrodurre i sub-ambiti significherebbe dunque riaprire democraticamente quello spazio vitale per valutare alternative concrete sul campo, restituendo ai Comuni il loro ruolo decisionale effettivo nell’organizzazione minuziosa del servizio.

Economie di scala illusorie, tutela dei lavoratori e il cittadino protagonista

Uno degli argomenti più forti utilizzati da chi spinge per le mega-fusioni provinciali è quello del risparmio sui costi. Ma Marinucci non ci sta e smonta questa tesi.
«Una società più grande non garantisce automaticamente e magicamente costi più bassi per gli utenti. Le famose ‘economie di scala’ devono essere accuratamente dimostrate numeri alla mano, considerando variabili fondamentali come le enormi distanze geografiche da coprire, la mostruosa complessità organizzativa e la reale capacità di intervenire tempestivamente sui guasti», avverte l’esponente politico. In una provincia frammentata in 103 Comuni, con esigenze territoriali diversissime tra collina, montagna e costa, la fusione di tre società andrebbe seriamente e attentamente confrontata con un’organizzazione molto più snella e articolata in più bacini autonomi. C’è poi un aspetto sociologico e partecipativo da non sottovalutare. Il delicato servizio di raccolta dei rifiuti ha caratteristiche abissalmente diverse, ad esempio, da quello della distribuzione dell’acqua potabile. Il cittadino, in questo caso, non è affatto un utente passivo che deve limitarsi ad aprire comodamente un rubinetto in casa: è il primo, vero e indispensabile protagonista della raccolta differenziata. Dalla sua corretta separazione casalinga e dal preciso conferimento dei materiali dipendono sia la qualità finale del recupero sia la reale riuscita dell’ambiziosa economia circolare. L’informazione, l’ascolto attento dei problemi e il rapporto quotidiano e diretto con le comunità sono componenti essenziali e non rinunciabili del servizio, che solo una gestione fisicamente “vicina” al territorio può garantire e rafforzare. In questo quadro normativo, eccellenze virtuose come la “San Giovanni Servizi” (società nota per essere efficiente e con una lunga e solida storia di bilanci sempre in utile) dovrebbero essere valorizzate e premiate, magari attraverso l’ingresso nel suo capitale sociale di altri Comuni limitrofi. «Sarebbe un modo per ampliare il territorio servito, condividere investimenti tecnologici e competenze umane e consolidare una realtà che funziona già benissimo, anziché cancellarne freddamente l’autonomia attraverso una gelida fusione imposta dall’alto», rilancia Marinucci. Infine, non manca un doveroso passaggio sulla tenuta occupazionale: in ogni percorso di riorganizzazione devono essere garantiti graniticamente i livelli occupazionali e tutelati i diritti dei lavoratori, che con la loro immensa esperienza sul campo rappresentano una risorsa fondamentale. Le società pubbliche di dimensioni contenute favoriscono infatti un rapporto molto più umano e diretto tra il personale operativo sulle strade e i vertici aziendali. «Bacini più circoscritti permettono di programmare impianti proporzionati alle effettive necessità, riducendo le distanze di trasporto dei camion, i relativi costi per il carburante e le pesanti emissioni inquinanti. Tutti vantaggi che si tradurranno in servizi migliori e tariffe Tari finalmente sostenibili per famiglie e imprese», conclude fiducioso Luciano Marinucci.

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