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L’IMPERIALISMO AMERICANO TORNA A COLPIRE NEL MODO PIÙ BRUTALE E SANGUINOSO

Maduro Maduro

Redazione-  Quello che è avvenuto l’altra notte in Venezuela, era mattina presto qui in Europa, è un atto banditesco operato dagli USA nei confronti di un paese sovrano e del suo Presidente democraticamente eletto Nicolas Maduro e della sua consorte. Gruppi speciali statunitensi, dopo aver bombardato alcuni quartieri di Caracas e di altre 4 provincie del Venezuela provocando diverse morti di civili venezuelani, sono penetrati (all’incirca alle 2 di notte) in camera da letto di Maduro e lo hanno rapito insieme alla moglie Cilia Flores.

Questa operazione è un vero è proprio atto mafioso-banditesco, un Paese sovrano con un Presidente democraticamente eletto che viene rapito in casa propria. Gli USA da sempre hanno fatto azioni che ledevano il diritto internazionale ma oggi hanno infranto l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite.

Ricordiamo tutte le rivoluzioni prima nei paesi dell’ex Patto di Varsavia, emblematico quello accaduto in Romania dove hanno rimosso migliaia di cadaveri dal cimitero di Timisoara per metterli in piazza e accusare il Presidente Nicolae Ceaușescu poi condannato a morte con un processo farsa, e ancora con il Maidan in Ucraina e successivamente con le rivoluzioni colorate nei Paesi Arabi per rovesciare i legittimi governanti per sostituirli con marionette al servizio degli USA dell’UE oppure assassinare chi si opponeva e che aveva il popolo pronto a combattere come Gheddafi.

Non è la prima volta che il Presidente Americano ammette le sue mire sul Venezuela: già nella sua campagna elettorale del 2024 aveva affermato apertamente che il suo obiettivo è sempre stato appropriarsi del petrolio venezuelano senza pagare alcun corrispettivo, chiarendo che la politica di aggressione contro il Venezuela risponde a un piano deliberato di depredazione delle ricchezze energetiche della Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Questo nuovo ed ulteriore atto criminale si aggiunge al furto di due petroliere Venezuelane di qualche settimana fa e di Citgo (CITGO Petroleum Corporation è la storica raffineria statunitense controllata dalla statale venezuelana PDVSA tramite la holding PDV Holding. Si tratta di un’importante raffineria, trasportatrice e commerciante di carburanti, lubrificanti e prodotti petrolchimici venezuelana negli Stati Uniti), importante risorsa del patrimonio strategico di tutti i venezuelani, sottratto attraverso meccanismi giudiziari fraudolenti e al di fuori di qualsiasi norma.

Ma le mire sul Venezuela non sono solo di Trump e di questa amministrazione criminale statunitense, già nel 1942, tre anni prima della fine della II guerra mondiale, Nicholas John Spykman, nella sua opera in cui espone la sua dottrina geopolitica dell’imperialismo americano, scrive: Questo implica per Messico, Colombia e Venezuela una situazione di assoluta dipendenza rispetto agli Stati Uniti, di libertà meramente nominale…”.

Già nel 2014 fu messa in atto un’operazione per scacciare Maduro, intervento guidato dall’esterno dalla CIA dell’Amministrazione del “democraticissimo” Barak Obama (il Presidente “finto negro”, d'altronde per far carriera politica negli USA bisogna avere oltre ad un cospicuo conto bancario anche il sostegno delle lobbie finanziarie più potenti del Paese) e dall’interno dal Partito di opposizione a Maduro “Volontà Popolare”. Questa operazione fallì miseramente oltre che tragicamente con un bilancio di 43 morti. Autore di questa operazione fu Leopoldo Lopez coadiuvato dall'ex congressista “violenta” Marìa Corina Machado, attualmente insignita del Premio Nobel della Pace e basta questo per capire la parzialità di questo premio assegnato ai più violenti personaggi politici schierati tutti dalla parte dell’imperialismo americano.

Ma anche precedentemente, e precisamente nel 2002 vi fu un tentato colpo di stato in Venezuela per destituire l’allora Presidente Hugo Chavez che secondo fonti non verificate sia stato successivamente avvelenato per opera della CIA. In questo tentato golpe elemento fondamentale fu l’ambasciatore americano in Colombia Kevin Witaker.

Tutte le operazioni condotte dagli USA per far abortire i tentativi di instaurare democrazie socialiste nei paesi sotto il loro controllo hanno lontane origini. Portella della Ginestra in Sicilia, dopo il successo delle Liste Comunista e Socialista alle Elezioni Regionali del 1947, è l’antesignana della strategia della tensione applicata successivamente negli anni ’70 e con successo in tutta Italia.

Il segretario di Stato americano sotto la Presidenza Nixon, Henry Kissinger, applica questa strategia nei confronti del Cile di Salvador Allende, e complici i generali dell’esercito cileno rovesciarono il Presidente democraticamente eletto per instaurare una delle più feroci dittature sostenuta anche dal Vaticano, in nome dell’anticomunismo, che non disdegnava far fotografare, Papa Woytila, Giovanni Paolo II, “il Santo subito” a fianco di uno dei più feroci dittatori: Augusto Pinochet.

Questa strategia statunitense fu applicata anche nei confronti di altri paesi dell’America latina come il Nicaragua sandinista, Granada e Panama.

Oggi l’attacco “banditesco” al Presidente Maduro accusato di farneticanti e infamanti atti criminali come narcotraffico, terrorismo e possesso di armi. Ma in accuse false gli statunitensi sono maestri: come non dimenticare le provette, con “acqua fresca” di Collin Powell che dimostrava il possesso di armi nucleari dell’Iraq di Saddam Hussein?

I fatti di queste ultime ore sono noti a tutti, però preme sottolineare come le agghiaccianti parole di Trump in conferenza stampa dimostrano la sua folle onnipotenza e dichiarando, in parole povere, che “il Venezuela è cosa sua”, che l’operazione non è finita e che chi si opporrà ai suoi diktat, sia in Venezuela che nei paesi che lo sostengono, farà la stessa fine di Maduro (minaccia non troppo velata per Cuba). Le navi statunitensi che presidiano le coste del Venezuela rimarranno lì finche non ci sarà il cambio di regime e verrà insediato un governo amico degli USA. D'altronde per l’imperialismo la democrazia vale solo se vincono loro.

Le reazioni in Italia e nel mondo sono alquanto impercettibili rispetto alla gravità della situazione e all’atto piratesco statunitense. Sia la Cina che la Russia, membri del BRICS al pari del Venezuela oltre ad una nota di condanna non sono andati oltre. L’UE ha abbandonato la retorica del Paese aggredito e Paese aggressore e resta alla finestra senza dichiarazioni di condanna. In Italia il silenzio della Meloni è stato assordante per tutta la giornata di ieri salvo poi rilasciare una dichiarazione in cui accetta la versione di Trump che Maduro sia un narcotrafficante. Ma d'altronde la Meloni non è nuova ad avallare le bugie del suo padrone di turno, tutti ricordiamo il suo voto in Parlamento sulla vicenda di Ruby “rubacuori”, la minorenne marocchina che partecipava ai “bunga-bunga” di Arcore e che Berlusconi fece passare per la nipote del premier egiziano Mubarak. Però sarebbe interessante sapere se nella telefonata per gli auguri di buon anno con Trump sia stata informata dell’atto “banditesco” che stava preparando. In tutti e due i casi il nostro Presidente del Consiglio ne esce a pezzi: 1) se è stata informata, si è resa complice del bandito statunitense e quindi dovrebbe essere inquisita dalla corte internazionale per complicità con Trump; 2) se, come è presumibile, non è stata informata dimostra la nullità a livello internazionale nonostante la propaganda che i pennivendoli nostrani fanno alla premier.

Ancor più inquietanti le dichiarazioni di esponenti del PD e della Segretaria Elly Schlein che pur condannando l’azione ci tiene a ricordare che il regime di Maduro era “brutale” e violava pesantemente i diritti umani, però la sionista segretaria del PD dimentica che il Presidente del Venezuela viene eletto dai Venezuelani e quindi evidentemente le accuse che il segretario del PD fa sono false e prive di qualsiasi fondamento. Altri esponenti del PD e dell’area della cosiddetta sinistra rimarcano un parallelo con i fatti dell’Ucraina dimenticando due cose fondamentali: 1) La Russia è intervenuta solo nelle province ad EST dell’Ucraina, quelle a maggioranza russofona che si erano opposti da sempre al golpe organizzato da CIA e UE nel 2014, popolazione che per otto lunghissimi anni ha subito la repressione, i bombardamenti e le uccisioni da parte dei governi fantocci e filonazisti di Kiev, questo si governo illegittimo considerato che buona parte della popolazione Ucraina era esclusa dal voto, i partiti di opposizione messi fuorilegge e i suoi leader arrestati; 2) Putin non ha mai pensato di arrestare o uccidere Zelensky neanche dopo che gli attentati terroristici dei nazisti ucraini hanno colpito uomini e infrastrutture russe.

Prive di fondamento, come sempre, le dichiarazioni di Pina Picierno esponente del PD e vice-presidente del Parlamento Europeo che parla di “regime sanguinario di Maduro” dimenticando le politiche sociali del Governo Bolivariano che ha tolto dalla povertà e dalla schiavitù il popolo venezuelano.

Le reazioni più decise contro l’intervento di Trump vengono proprio dagli USA: proteste davanti alla Casa Bianca e in 70 città americane da Boston a New York. A New York la folla si è radunata a Time Square davanti all’ufficio di reclutamento dell’esercito con bandiere e cartelli contro la guerra in Venezuela, a Boston i manifestanti hanno scandito slogan contro l’imperialismo statunitense: “BASTA SANGUE PER IL PETROLIO” – “MANI LONTANE DAL SUOLO VENEZUELANO” e cartelli con la scritta “IL PROBLEMA NON è IL VENEZUELA – IL PROBLEMA è L’IMPERO” e ancora “NO ALLA GUERRA IN VENEZUELA”. A Minneapolis nonostante il freddo glaciale la gente è scesa in piazza con scritte sui cartelli che chiedono la libertà per il Presidente Maduro, altre proteste si sono svolte ad Atlanta e in altre 70 città statunitensi mentre a Chicago e Los Angeles sono previste per questa sera, a dimostrazione che la popolazione americana è contro la politica banditesca del proprio Presidente. Inoltre, non può sfuggire il comunicato del comitato editoriale del New York Times che ha espresso una dura condanna per l’operato di Trump che ha tradito la costituzione americana operando senza il consenso del Congresso.

Immediatamente dopo l’attacco statunitense il Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela ha emesso un comunicato in cui si ribadisce le vere motivazioni di questo ignobile atto. Tra le altre cose scrive: “…L’obiettivo di questo attacco non è altro che impadronirsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del suo petrolio e dei suoi minerali, tentando di spezzare con la forza l’indipendenza politica della Nazione. Non ci riusciranno. Dopo oltre duecento anni di indipendenza, il popolo e il suo legittimo Governo restano saldi nella difesa della sovranità e del diritto inalienabile di decidere il proprio destino. Il tentativo di imporre una guerra coloniale per distruggere la forma repubblicana di governo e forzare un “cambio di regime”, in alleanza con l’oligarchia fascista, fallirà come tutti i tentativi precedenti.

Dal 1811 il Venezuela ha affrontato e vinto imperi. Quando nel 1902 potenze straniere bombardarono le nostre coste, il Presidente Cipriano Castro proclamò: “La pianta insolente dello straniero ha profanato il sacro suolo della Patria”. Oggi, con la morale di Bolívar, Miranda e dei nostri liberatori, il popolo venezuelano si leva nuovamente per difendere la propria indipendenza dinanzi all’aggressione imperiale…”

“…Nel pieno rispetto dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, il Venezuela si riserva il diritto di esercitare la legittima difesa per proteggere il proprio popolo, il proprio territorio e la propria indipendenza. Chiamiamo i popoli e i governi dell’America Latina, dei Caraibi e del mondo a mobilitarsi in solidarietà attiva di fronte a questa aggressione imperiale.

Come affermò il Comandante Supremo Hugo Chávez Frías, di fronte a qualsiasi circostanza di nuove difficoltà, di qualunque portata, la risposta di tutti e di tutte i patrioti è unità, lotta, battaglia e vittoria”.

 

Delcy Rodriguez, Presidente Vicario del Venezuela, come da costituzione e dopo l'illegale sequestro di Maduro ad opera del regime di Trump, chiede a Washington prove della vita di Maduro e delle accuse che gli sono state rivolte. La neo presidente vicaria ha promulgato l’entrata in vigore dello stato di emergenza e la sospensione delle garanzie costituzionali, e questo fa presupporre, anche dopo il comunicato del Governo che il popolo Venezuelano si opporrà a qualsiasi occupazione da parte degli USA e che combatterà fino all’ultimo uomo, intanto in tutte le città del Venezuela si susseguono manifestazioni di protesta contro gli USA e di solidarietà al Presidente Maduro.

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