NON CI SONO PIÙ LE AMANTI? IL MATRIMONIO ORA È DAVVERO PER SEMPRE ? | FILO DIRETTO CON I LETTORI DI ALESSANDRA HROPICH
- Scritto da Alessandra Hropich
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Redazione- Carissima Alessandra,ti metterò in difficoltà ma vorrei sapere da te: visto che ha trionfato al Festival di Sanremo una canzone sull’amore eterno, il famoso “per sempre” che dovrebbe essere alla base di ogni matrimonio, come la mettiamo con le corna di cui tanti italiani si sono sempre quasi fatti vanto?
Se un cantante porta un bel messaggio in TV, pensi che davvero ora l’amore tornerà a bussare in ogni casa, anche laddove si è sempre andati avanti a suon di tradimenti?
L’amore per sempre sarà davvero un valore per tutti? O si tratta di un argomento educato e perbene che non disturba la morale?
Non ci saranno più corna e gli italiani torneranno a rispettare l’impegno preso con la propria moglie?
Sembrerà una domanda sciocca ma, visto che curi la rubrica dedicata ai sentimenti e ultimamente ti arrivano soprattutto casi di tradimenti, mi chiedo se abbia ancora senso raccontare o cantare l’amore e se una canzone possa smuovere gli animi e convincere l’Italia intera a tornare alla monogamia, alla fedeltà, al “per sempre”.
Quanto, secondo te, vengono realmente ascoltati questi messaggi potenti sull’amore e, più in generale, i messaggi belli e positivi? Raccontarli o cantarli ha davvero un peso per la gente oppure no?
Sento odore di perbenismo eccessivo, che ne pensi tu?
Carlo da Scandicci
Se bastasse vincere il Festival di Sanremo per trasformare l’ Italia in una nazione fedele nella vita di coppia, altro che standing ovation: verrebbe assegnato alla canzone il Nobel della fedeltà.
Una canzone può emozionare, sì. Può essere intensa, romantica, perfino orecchiabile (da quel poco che ho sentito sui social).
Non sto valutando la bellezza della canzone in sé; certo è che ho riso pensando a quanti italiani infedeli — un esercito enorme — si saranno inquietati (ed anche divertiti) sul divano, ascoltando un brano che urla il bisogno di fedeltà. Ho immaginato la scena quasi invadente come un pugno improvviso in un occhio mentre dormi. Il moralismo, molto spesso, non corrisponde alla vita vera degli italiani; nulla da dire, invece, sull’ allegria che portano i napoletani, sempre.
Ma una canzone non può cambiare la natura delle persone né riscrivere le abitudini radicate da tantissimi anni.
Finito il ritornello, ricomincia la vita vera, su ogni argomento.
Un esempio? Di recente, il Papa ha fatto un breve discorso che considero meraviglioso: ha invitato i giovani a guardare in alto, ad avere ideali grandi e a non accontentarsi di una vita superficiale. Ha detto di non diventare dipendenti dal cellulare e dalla tecnologia, che possono isolare e far perdere il senso delle relazioni vere. E ancora: di usare la tecnologia come strumento, non come qualcosa che domina la vita.
«Non lasciate che lo schermo abbassi lo sguardo e il cuore; alzate gli occhi verso sogni più grandi.»
Parole bellissime, dette dal Papa — non da un comune passante — ma poi? Nessun giovane che ho incrociato nei giorni successivi sembrava averle messe in pratica. Tutti continuavano a fissare il cellulare come se dentro ci fosse il senso della vita (o almeno l’ultima notifica).
Se nemmeno un messaggio così alto riesce a scollare gli occhi da uno schermo, davvero pensiamo che una canzone possa scollare tante persone dalla vecchissima abitudine al tradimento?
Le celebrazioni, le giornate mondiali, i grandi discorsi… ormai spesso funzionano come una storia su Instagram: durano ventiquattr’ore. Ci si emoziona, si condivide una frase, si mette un cuore, e poi si torna alla routine — comprese le vecchie abitudini, corna incluse.
L’ amore “per sempre” non nasce perché lo canta un artista. Non si impone per decreto televisivo e non si consolida grazie a una classifica.
Le canzoni servono? Sì. Servono a raccontare un ideale, a ricordarci ciò che vorremmo fosse vero. Ma tra cantare la fedeltà e praticarla ci sono di mezzo tutti i mari e gli oceani che separano l’ Italia dall’ Australia.
Per dirti che le corna non spariranno di certo solo perché ha vinto una canzone che grida la fedeltà.
La fiera dell’ipocrisia resta sempre aperta, e gli italiani, su questo, sono veri campioni.
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