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Politica

Caso Cosentino, Laboccetta (Polo Sud) attacca: “In carcere per un reato inesistente, politica vigliacca”

La politica torna a scontrarsi frontalmente e duramente con la Giustizia, e volano parole pesantissime come macigni! ⚖️💥 L’ex politico Nicola Cosentino non riceverà nessuno sconto di pena (lo ha stabilito la Cassazione), ma l’onorevole Amedeo Laboccetta (Presidente dell’associazione Polo Sud) non ci sta ed esplode in una durissima nota ufficiale! Il motivo? Secondo Laboccetta, Cosentino sta scontando un lunghissimo e logorante carcere per il reato di “concorso esterno in associazione mafiosa”, un reato che tecnicamente NON ESISTE nel Codice Penale italiano (ma è un’invenzione dei giudici) e non ha eguali in nessun altro Paese del mondo! Ma l’attacco di Laboccetta non è rivolto ai giudici, bensì alla POLITICA! “È colpa di una politica vigliacca e impaurita che si rifiuta di fare una legge per definire questo reato, lasciando i cittadini in balia di condanne sempre diverse e arbitrarie!”. Un pezzo fortissimo di pura cronaca garantista che farà discutere l’Italia intera. Voi cosa ne pensate? La politica ha davvero paura della Magistratura? Leggete le dichiarazioni esplosive complete e il nostro consiglio di lettura (sui libri inchiesta della malagiustizia italiana) nell’articolo! 👇

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Amedeo Laboccetta

Roma – Il dibattito accesissimo, storicamente divisivo e mai del tutto risolto sul delicato equilibrio tra il potere della Magistratura e il potere legislativo del Parlamento italiano torna a infiammarsi prepotentemente e a occupare le prime pagine della cronaca politica. A riaccendere la miccia dell’annosa polemica garantista è l’ultima, clamorosa e inappellabile decisione assunta dalla Suprema Corte di Cassazione in merito alla complessa e tormentata vicenda giudiziaria dell’ex sottosegretario e coordinatore campano Nicola Cosentino. I giudici del Palazzaccio hanno infatti deciso di annullare, clamorosamente e senza alcun rinvio, la precedente sentenza emessa dalla Corte di Appello, stabilendo di fatto che l’ex politico non potrà in alcun modo beneficiare degli sperati sconti di pena. Una doccia fredda pesantissima per Cosentino e per i suoi legali, che si ritrova così a dover fare i conti con l’applicazione rigidissima della condanna definitiva. Ma la sentenza non ha scatenato soltanto reazioni di natura puramente tecnica o procedurale: a sollevare un vero e proprio polverone politico e istituzionale è intervenuto con voce grossa e toni durissimi l’onorevole Amedeo Laboccetta, attuale presidente dell’autorevole associazione “Polo Sud”. Le dichiarazioni rilasciate da Laboccetta non si limitano affatto a commentare il singolo, drammatico caso giudiziario di Cosentino, ma puntano l’indice accusatore dritto contro le colpevoli e storiche omissioni dell’intera classe politica italiana, rea di aver abbandonato i cittadini nelle mani di interpretazioni giurisprudenziali spesso del tutto arbitrarie e prive di fondamento legislativo chiaro.

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Il vuoto normativo del “Concorso esterno in associazione mafiosa”

Il cuore dell’intervento pubblico di Amedeo Laboccetta tocca quello che, da decenni, è considerato da innumerevoli ed esimi costituzionalisti come il vero e proprio “tallone d’Achille” dell’intero impianto penale e accusatorio italiano.
“Nicola Cosentino non beneficerà di alcun tipo di sconto di pena”, esordisce amaramente il presidente di Polo Sud, prendendo atto della pronuncia degli ermellini. “Lo ha deciso in via definitiva la Corte di Cassazione, annullando senza rinvio la sentenza emessa in tal senso dalla Corte di Appello. Tuttavia, al di là dei complicati tecnicismi giudiziari e burocratici, che in questa sede neanche osiamo sfiorare per rispetto dei ruoli, c’è un vero, mastodontico e innegabile dato di fatto politico”. L’analisi di Laboccetta si fa immediatamente tagliente e va dritta al nucleo del problema giuridico che ha ingabbiato l’ex politico campano: “Cosentino è stato letteralmente inghiottito e stritolato dalla spietata e infernale macchina della giustizia italiana per un reato specifico, ovvero il famigerato ‘concorso esterno in associazione mafiosa’. Il problema di fondo, che tutti conoscono ma che in pochi hanno il coraggio di denunciare pubblicamente, è che questo specifico reato, tecnicamente, non esiste all’interno del nostro Codice Penale e, oltretutto, non ha eguali giurisprudenziali in nessun altro Paese civile al mondo”. L’accusa mossa dall’ex parlamentare tocca un nervo scopertissimo del diritto italiano: il concorso esterno, infatti, non è un reato scritto nero su bianco dal Parlamento in un apposito articolo di legge, ma è una pura “creazione giurisprudenziale”, nata dall’incrocio interpretativo tra due norme distinte (il concorso generico e l’associazione mafiosa). Questo vuoto legislativo ha generato negli anni enormi discrezionalità nell’applicazione delle condanne, sollevando giganteschi dubbi di incostituzionalità da parte di autorevoli docenti di diritto penale e avvocati cassazionisti.

L’attacco frontale: “Colpa di una politica invigliacchita”

Ma l’aspetto più dirompente del comunicato di Laboccetta non è l’attacco frontale ai magistrati o all’uso disinvolto del diritto penale, bensì l’atto d’accusa sferrato senza alcuna pietà contro la stessa classe politica e parlamentare a cui lui stesso appartiene storicamente.
Secondo il presidente di “Polo Sud”, infatti, la colpa di questo inaccettabile e drammatico cortocircuito democratico risiede altrove. “Si tratta di un’autentica aberrazione giuridica”, tuona Laboccetta senza utilizzare mezzi termini o diplomazia politica. “Tuttavia, il peso insopportabile di questa situazione non può e non deve essere scaricato esclusivamente sulle spalle della Magistratura giudicante. La vera colpa ricade su una politica strutturalmente invigliacchita e cronicamente impaurita, che da moltissimi anni, per puro timore reverenziale o per calcolo elettorale, si rifiuta categoricamente di varare una legge in Parlamento per perimetrare e definire con esattezza i contorni di tale reato”. La conseguenza devastante e tangibile di questa colpevole ignavia del legislatore è sotto gli occhi di tutti gli addetti ai lavori: “Il risultato, ancor più aberrante e ingiusto per i cittadini, è che condotte fattuali del tutto analoghe tra loro vengono sistematicamente valutate e sanzionate dalle varie corti con criteri diametralmente opposti: a volte il processo si conclude con la piena e rapida assoluzione dell’imputato, mentre altre volte – ed è purtroppo l’esatto e drammatico caso di Nicola Cosentino – il calvario si conclude con anni di lunghissimo e logorante carcere e con una gogna mediatica perenne e inaccettabile in uno Stato di diritto. A questo punto, dopo tante battaglie perse, ci chiediamo umanamente solo quanto tempo ancora dovranno aspettare i suoi cari familiari prima di poterlo finalmente riabbracciare fuori da quelle mura”. Parole pesantissime come macigni, che riaprono uno squarcio gigantesco sui rapporti perennemente tesi, irrisolti e disfunzionali tra il potere politico e quello giudiziario in Italia.

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Politica

Nasce “Italia Domani”, il nuovo partito di Marco Rizzo: l’Abruzzo protagonista nella Direzione Nazionale

La geografia politica italiana cambia ufficialmente volto: è nato “Italia Domani”, il nuovo partito sovranista di Marco Rizzo! 🇮🇹 E l’Abruzzo entra prepotentemente nella stanza dei bottoni a Roma: Nicola Di Simone è stato eletto nuovo Segretario Regionale, mentre l’aquilano Shiva Guerrieri entra di diritto nell’Assemblea Nazionale! Il congresso fondativo (tenutosi all’Eur) ha scardinato ogni schema: al vertice del partito c’è la neo-Segretaria Francesca Antinozzi (che a soli 28 anni è la leader politica più giovane di tutta Italia!). Al congresso hanno partecipato esponenti di ogni estrazione politica e sociale: da Francesco Borgonovo a Hoara Borselli, con tanto di messaggi di auguri e incoraggiamento inviati da Mario Giordano e dal Presidente del Senato Ignazio La Russa! Il programma del partito è chiarissimo e punta a distruggere il bipolarismo Destra/Sinistra: basta invio di armi all’estero (Neutralità Militare), controllo ferreo dei confini e dei migranti, salvataggio della Sanità Pubblica e ritorno alla totale Sovranità Nazionale contro i diktat economici dell’Unione Europea. Leggete tutti i retroscena della giornata storica nel nostro articolo esclusivo (e scoprite il saggio di Marco Rizzo che vi consigliamo di leggere)! 👇

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Italia Domani, Congresso Fondativo

Roma / L’Aquila – Il panorama politico italiano, storicamente frammentato e in perenne evoluzione, si arricchisce ufficialmente di un nuovo, ambizioso e battagliero soggetto istituzionale. Lo scorso sabato 3 ottobre 2026, nella suggestiva e moderna cornice dello Spazio Novecento situato nel cuore dell’Eur a Roma, si è infatti celebrato l’atteso congresso fondativo di “Italia Domani”, il nuovissimo movimento politico ideato, promosso e guidato a livello nazionale dal noto esponente Marco Rizzo. Quella che è andata in scena nella Capitale è stata descritta dai promotori come una giornata storica e fondativa, caratterizzata da una grandissima ed entusiastica partecipazione di iscritti, delegati e simpatizzanti provenienti fisicamente da ogni singola regione d’Italia. In questo neonato organigramma nazionale, che si prefigge l’arduo compito di scardinare il bipolarismo italiano, la regione Abruzzo riveste un ruolo di primissimo piano. L’attivismo politico del territorio abruzzese è stato infatti ampiamente premiato dai vertici del neonato partito: Nicola Di Simone è stato formalmente nominato come nuovo Segretario Regionale per l’Abruzzo, mentre il brillante Shiva Guerrieri (che ricopriva già il ruolo di referente provinciale di Italia Domani per la città dell’Aquila) è stato ufficialmente inserito come componente effettivo all’interno della prestigiosa Assemblea Nazionale del partito. Una doppia nomina di altissimo profilo che certifica il peso specifico della componente abruzzese nella futura cabina di regia del movimento sovranista.

[CONSIGLIO DI LETTURA E POLITICA]
Siete interessati a comprendere le radici politiche di questo nuovo movimento e il pensiero del suo fondatore? CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon l’ultimo saggio scritto da Marco Rizzo intitolato “Biografia di Periferia”!

Il legame speciale con L’Aquila e l’attacco all’Unione Europea

L’asse politico fortissimo e privilegiato instaurato tra i vertici nazionali del partito e la regione Abruzzo ha radici recenti ma estremamente solide.
Non è affatto un caso, come ricordano gli stessi iscritti, che sia stata proprio l’illustre città dell’Aquila, lo scorso 31 luglio, a ospitare in esclusiva il primo annuncio pubblico ufficiale “in presenza” in merito all’imminente nascita del partito. L’annuncio avvenne proprio in occasione dell’affollata presentazione pubblica del libro “Biografia di Periferia”, scritto dallo stesso Marco Rizzo. Un legame territoriale fortissimo, dunque, che il solenne congresso romano ha voluto non solo confermare, ma addirittura rafforzare istituzionalmente, riconoscendo i grandi meriti organizzativi e il certosino lavoro di tesseramento svolto sul territorio abruzzese. “Essere stato chiamato in prima persona a far parte dell’Assemblea nazionale a Roma è un onore immenso e, al tempo stesso, una responsabilità politica gravosa che sento profondamente legata alla mia gente, al territorio aquilano e a tutto l’amato Abruzzo”, ha commentato a caldo un emozionato e combattivo Shiva Guerrieri. L’esponente abruzzese ha poi colto l’occasione per lanciare un durissimo e spietato attacco frontale alle attuali politiche governative ed europee, delineando il perimetro ideologico in cui si muoverà la neo-formazione: “In questo momento storico così drammatico e delicato, la vera politica ha l’obbligo e il dovere sacrosanto di essere fisicamente al fianco dei comuni cittadini e delle imprese in difficoltà. Invece, mentre in pubblico sulle reti televisive prosegue l’indecente teatrino degli schieramenti contrapposti, nei bui palazzi dell’Unione Europea in realtà maggioranza e opposizione votano e firmano sistematicamente all’unanimità le stesse identiche, sciagurate scelte economiche che stanno letteralmente riducendo il nostro povero Paese al lastrico. Il nostro compito è lottare strenuamente per ritrovare la sovranità perduta, con strategie economiche mirate e concrete, abbandonando la mera e inutile propaganda di facciata”.

Il programma: neutralità militare e una leader 28enne

Il congresso fondativo di Roma ha anche definito in modo netto la struttura dirigenziale e l’impianto ideologico di “Italia Domani”, segnando un netto distacco dai partiti tradizionali.
Alla guida suprema del nuovo partito, Marco Rizzo è stato acclamato all’unanimità come leader politico indiscusso. Ma la vera e dirompente novità istituzionale (in un Paese governato storicamente da classi dirigenti molto anziane) è rappresentata dalla scelta coraggiosissima della Segreteria Nazionale: l’incarico operativo più alto è stato infatti affidato alla giovane avvocatessa Francesca Antinozzi che, a soli 28 anni di età, si classifica ufficialmente come la più giovane segretaria nazionale di partito dell’intera storia repubblicana d’Italia. La Presidenza dell’Assemblea Nazionale, a garanzia di autorevolezza internazionale, è stata invece saggiamente affidata all’esperto Ambasciatore Bruno Scapini. Il congresso ha registrato adesioni e appoggi trasversali, a dimostrazione della volontà del movimento di superare concretamente le anacronistiche e logore divisioni ideologiche tra “destra” e “sinistra”. Sul maxi-schermo della sala sono stati proiettati i sentiti videomessaggi di saluto istituzionale inviati dal Presidente del Senato Ignazio La Russa e dal popolare giornalista televisivo Mario Giordano. In platea erano inoltre presenti personalità di spicco e volti noti dell’imprenditoria e della tv: dalla conduttrice Hoara Borselli al brillante giornalista Francesco Borgonovo, passando per il noto chirurgo Roy De Vita e il presidente di Confimi Industria Paolo Agnelli. Il manifesto politico approvato fissa cinque ferrei pilastri non negoziabili: il ripristino assoluto della Sovranità Nazionale (libera dai rigidi diktat di Bruxelles), la ferma Neutralità Militare (ovvero il no categorico all’invio di armi o truppe in conflitti stranieri), la garanzia della Sicurezza urbana (con il blocco e il controllo rigoroso dei flussi migratori clandestini), il rilancio totale e gratuito della Sanità Pubblica statale e, infine, la strenua tutela della famiglia naturale e del mondo del lavoro per fermare l’inarrestabile impoverimento del ceto medio italiano.

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Politica

Camorra e politica, la sfida di Sforzini a Futuro Nazionale: “Basta silenzi, serve una condanna inequivocabile”

Scintille e forti provocazioni politiche a Napoli! ⚡ Oggi il movimento Futuro Nazionale presenta i suoi dirigenti campani, ma viene duramente sfidato da Luca Sforzini (Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale). L’accusa politica è precisa e tagliente: come fa un partito che fa della “tolleranza zero” contro la microcriminalità e l’immigrazione la sua bandiera, a non avere una posizione altrettanto forte, chiara e inequivocabile contro la Camorra e la Mafia? Sforzini non fa sconti e chiede chiarezza immediata: “La legalità non può essere selettiva, le mafie sono le vere nemiche della nostra libertà e dello Stato. Vogliamo parole inequivocabili di condanna!”. Futuro Nazionale raccoglierà la durissima sfida lanciata da Sforzini? Scoprite tutti i dettagli del durissimo scontro politico (e il libro consigliato per approfondire l’argomento) nel nostro articolo! 👇

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Locandina evento Napoli

Napoli – La delicatissima scacchiera politica campana si anima in queste ore di una nuova, profonda e necessaria dialettica interna al mondo del centrodestra e delle formazioni identitarie. Nella giornata odierna, la città di Napoli è infatti il palcoscenico scelto per un appuntamento politico di rilievo: il movimento Futuro Nazionale ha radunato i propri simpatizzanti per la presentazione ufficiale dei propri vertici e dirigenti regionali e provinciali della Campania. Un momento di radicamento territoriale importante, che non è però passato inosservato agli occhi degli attenti analisti politici. A rompere il clima di pura celebrazione interna, lanciando una sfida dialettica forte, argomentata e priva di sconti, è intervenuto Luca Sforzini, intellettuale e Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale. L’intervento di Sforzini non è una banale e sterile polemica elettorale, ma si configura come un richiamo severo all’identità più profonda, etica e morale di chi fa politica. Il nodo cruciale sollevato dal Presidente del Centro Studi riguarda una clamorosa e pericolosa “dimenticanza” nel programma politico del movimento: l’assenza di una posizione dura, centrale e inequivocabile contro il cancro della criminalità organizzata, un tema che, proprio in una terra complessa e meravigliosa come la Campania, non può in alcun modo essere relegato ai margini del dibattito pubblico.

Microcriminalità contro Mafie: la legalità non può essere selettiva

L’analisi lucida e tagliente di Luca Sforzini parte da un paradosso evidente e innegabile nella comunicazione politica di Futuro Nazionale.
“È l’occasione giusta per colmare un’assenza che nel suo messaggio politico e nella sua elaborazione programmatica colpisce particolarmente”, dichiara senza mezzi termini Sforzini. Il paradosso denunciato risiede nel fatto che un partito che ha legittimamente eretto la “tolleranza zero” e la sicurezza a proprie bandiere assolute, dedicando giustamente un’attenzione martellante e quotidiana alla repressione della microcriminalità, al contrasto del degrado urbano e ai problemi legati all’immigrazione clandestina, risulti poi “del tutto marginale, sia nel programma sia nelle dichiarazioni, in merito a una posizione specifica contro mafia, camorra, ’ndrangheta e Sacra Corona Unita”. Si tratta di una cecità politica inaccettabile. Sforzini sottolinea con vigore che proprio da Napoli, cuore pulsante del Mezzogiorno, deve partire un segnale diverso: “La sicurezza e la legalità non possono mai essere selettive. Non si può invocare tolleranza zero soltanto contro lo spacciatore all’angolo della strada, il borseggiatore o il criminale straniero, e contemporaneamente non dedicare almeno la stessa ferrea attenzione alle organizzazioni mafiose capaci di controllare militarmente i territori, infiltrare l’economia sana, condizionare gli appalti pubblici, inquinare le amministrazioni e imporre con la violenza e l’intimidazione un potere illegale alternativo a quello dello Stato centrale”.

[CONSIGLIO DI LETTURA]
Siete interessati ad approfondire la lucida visione politica, economica e sociale dell’autore di questo intervento? CLICCA QUI per acquistare su Amazon il saggio “Rinascimento nazionale. Un’idea, una nazione, un futuro”, l’opera fondamentale scritta da Luca Sforzini per la rinascita dell’Italia!

Le mafie come nemiche assolute della libertà e dello Stato

L’affondo del Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale prosegue poi sul piano strettamente ideologico e culturale, sgombrando il campo da qualsiasi equivoco o attacco personale.
“Non stiamo formulando accuse specifiche nei confronti di nessuno”, precisa con grande onestà intellettuale Sforzini. “Stiamo semplicemente ponendo una questione politica e culturale vitale. Chiediamo a Futuro Nazionale di pronunciare oggi, in questa occasione pubblica, una posizione forte e inequivocabile contro camorra e mafia”. La visione offerta dal Centro Studi è quella di un conservatorismo moderno, liberale e inflessibile. Per gli uomini e le donne che si riconoscono nei veri valori della destra, lo Stato non deve essere un oppressore burocratico o un padre padrone nella vita privata e nelle tasche dei cittadini, “ma proprio per questo motivo deve essere forte, inscalfibile e autorevole nelle funzioni essenziali che soltanto esso può e deve esercitare”. Tra queste funzioni, la difesa inflessibile dei cittadini onesti e delle imprese dalla morsa ricattatoria delle organizzazioni criminali è senza dubbio la priorità assoluta. La conclusione dell’intervento di Sforzini è un vero e proprio manifesto di libertà: “Le mafie non sono soltanto nemiche dello Stato: sono nemiche assolute della libertà. Soffocano la libera impresa, falsano spietatamente la concorrenza, intimidiscono il cittadino e sostituiscono il libero mercato e il diritto costituzionale con il privilegio mafioso e la violenza. Combatterle significa difendere una società veramente libera”. Il guanto di sfida è stato lanciato: ora spetta alla classe dirigente campana di Futuro Nazionale raccoglierlo e pronunciare, finalmente, quella parola inequivocabile di condanna che la società civile attende.

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Politica

Tragedia Arandora Star, Onori (Azione): “Una memoria che appartiene a tutta l’Italia”

Ci sono pagine dolorose della nostra storia che non possiamo assolutamente permetterci di dimenticare! Il 2 luglio 1940, al largo dell’Irlanda, il piroscafo britannico “Arandora Star” venne affondato da un sottomarino tedesco. A bordo c’erano migliaia di civili “internati” dagli inglesi, tra cui tantissimi emigrati italiani fuggiti in Gran Bretagna in cerca di lavoro. Ne morirono annegati ben 446. Oggi, alla Camera dei Deputati, l’On. Federica Onori (Azione) ha presentato il preziosissimo libro dell’autore Francesco Morelli, che ha faticosamente ricostruito questa tragedia restituendo un volto e un nome a quelle vittime innocenti. “La memoria dell’Arandora Star non è solo una nave affondata, ma un pezzo della nostra storia rimasto per troppo tempo in fondo al mare. Il ricordo non appartiene solo alle famiglie in lutto, ma è una precisa responsabilità delle Istituzioni!”, ha tuonato la deputata. Un incontro emozionante in vista dell’11 ottobre, data in cui si celebrerà finalmente la prima Giornata Nazionale per non dimenticare questa strage! Conoscevate questa storia?👇

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Onori, Camera dei Deputati

Roma – Ci sono ferite profonde, inferte dalla crudeltà e dalla follia cieca della Seconda Guerra Mondiale, che il tempo, nella sua inesorabile marcia, ha rischiato colpevolmente di cancellare e seppellire per sempre sotto il peso opprimente dell’oblio istituzionale. Ma la memoria, se coltivata con tenacia, rispetto e rigore storico, possiede la straordinaria capacità di riemergere anche dagli abissi più oscuri dell’oceano. È esattamente questo il caso della dolorosa, immensa e troppo spesso dimenticata tragedia navale dell’Arandora Star, un dramma umano di proporzioni apocalittiche che costò la vita a centinaia di nostri connazionali innocenti. Il piroscafo britannico, convertito in nave da trasporto prigionieri, venne tragicamente e inesorabilmente silurato e affondato il 2 luglio del 1940 da un sottomarino tedesco al largo delle coste irlandesi. A bordo, stipati in condizioni disumane, non c’erano militari nemici, ma migliaia di civili “internati”, tra cui tantissimi emigrati italiani (molti dei quali antifascisti fuggiti in Gran Bretagna in cerca di lavoro e libertà) che il governo britannico di Winston Churchill aveva frettolosamente bollato come “stranieri nemici” (enemy aliens) dopo l’ingresso in guerra dell’Italia mussoliniana. Nel gelido naufragio perirono annegati ben 446 italiani. Oggi, a distanza di decenni, questo pezzo di storia patria dimenticato riaffiora con prepotenza nei palazzi romani della politica, in vista di una ricorrenza che promette di sanare, finalmente, un debito morale nei confronti delle vittime e dei loro discendenti.

Il libro di Morelli: un lavoro prezioso per restituire dignità alle vittime

L’occasione solenne per riaccendere i riflettori su questo capitolo oscuro e tragico del nostro passato è stata offerta dalla presentazione ufficiale, tenutasi nelle prestigiose sale della Camera dei Deputati, dell’intenso libro intitolato “Sulle tracce della nave Arandora Star”.
L’opera, frutto di una certosina e faticosa ricerca storica e documentale, porta la firma dell’autore Francesco Morelli, che ha dedicato anni della sua vita a ricomporre un mosaico umano andato in frantumi nel 1940. A fare gli onori di casa e a presiedere la conferenza stampa è stata la deputata Federica Onori (eletta nelle liste di Azione proprio all’interno della delicata e rappresentativa circoscrizione Estero – Europa). Le parole dell’onorevole hanno risuonato con forza e commozione all’interno dell’aula parlamentare: «L’Arandora Star non è assolutamente e semplicemente solo una nave affondata», ha dichiarato con fermezza la deputata di Azione. «È, al contrario, un pezzo fondamentale e doloroso della nostra storia patria, che per troppo, inaccettabile tempo è rimasto letteralmente intrappolato in fondo al mare, lontano dai libri di scuola e dalla memoria collettiva. Il libro scritto da Francesco Morelli, che abbiamo avuto il privilegio di presentare oggi qui alla Camera, rappresenta un lavoro storico e umano preziosissimo». Il merito assoluto dell’autore, ha spiegato la deputata, è stato quello di non fermarsi ai freddi numeri ufficiali del disastro navale: «Seguendo le difficili tracce del naufragio tra archivi polverosi in giro per l’Europa, luoghi dimenticati e famiglie ancora in lutto, Morelli ha compiuto un miracolo: ha restituito un volto umano, una dignità e un nome preciso ai 446 italiani morti innocenti in quel fatidico 2 luglio 1940. Grazie al suo lavoro sono così emersi i contorni netti di una storia drammatica che tutto il nostro Paese ha il dovere morale di conoscere a fondo».

La prima Giornata Nazionale dell’11 ottobre e l’impegno delle Istituzioni

Ma l’incontro organizzato alla Camera dei Deputati assume un significato politico e istituzionale ancora più forte e denso di responsabilità se inserito nel contesto del calendario imminente.
La conferenza stampa si è infatti svolta, non a caso, a pochissimi giorni di distanza da un traguardo storico tanto atteso: la celebrazione, prevista per l’11 ottobre, della primissima Giornata Nazionale in memoria della tragedia dell’Arandora Star. Un traguardo istituzionale che certifica finalmente la volontà dello Stato italiano di fare pace con il proprio passato migratorio. L’incontro parlamentare ha visto la partecipazione di figure chiave che tengono viva la fiamma del ricordo nei territori d’origine delle vittime. L’onorevole Onori, a margine dell’evento, ha voluto rivolgere un sentito tributo di ringraziamento a tutti gli intervenuti: «Ringrazio di cuore l’autore Francesco Morelli, la professoressa Franca Solfrini e Cesidio Di Ciacca per la loro toccante e fondamentale testimonianza diretta». Un ringraziamento speciale è stato poi rivolto alle autorità locali presenti, veri e propri custodi della memoria civile: «Grazie ai sindaci del comune di Casalattico, Francesco Antonio Di Lucia, e di Cassino, Enzo Salera. Loro rappresentano con onore proprio quei territori e quelle valli del centro e del sud Italia da cui, decenni fa, partirono in cerca di fortuna molte delle vittime di quel naufragio». L’evento ha registrato anche il prezioso contributo istituzionale (tramite collegamento video) del senatore Andrea De Priamo, in qualità di responsabile del Gruppo parlamentare di amicizia Italia-Irlanda, a testimonianza del respiro internazionale della vicenda. La conclusione dell’Onorevole Federica Onori suona come un imperativo categorico per lo Stato e per le future generazioni: «La dolorosa memoria dell’Arandora Star non può e non deve più appartenere esclusivamente al lutto privato delle famiglie colpite dalla tragedia. Il ricordo di quelle 446 vite spezzate è, a tutti gli effetti, una responsabilità ineludibile delle Istituzioni della Repubblica».

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