Redazione-Nei mesi scorsi era stata lanciata la proposta della raccolta firme per chiedere di rivedere l'intero progetto Buona Scuola firmato Renzi - Giannini. Ebbene, la quota da raggiungere era di 500 mila, ma le firme raccolte sono state ben 530.000. Ieri, 7 luglio, sono stati portati in Corte di Cassazione i quattro quesiti più significativi per apportare rettifiche alla legge 107/2015. Di seguito vediamo in cosa consistono i quesiti.

Raccolta firme per abrogazione legge 107/2015

Ci siamo: sono state più di 500 mila le firme raccolte per abrogare la Buona Scuola, o perlomeno una parte di esse chiedendo rettifiche opportune. In particolar modo sono stati depositati quattro quesiti che hanno lo scopo di abrogare quattro articoli di legge per consentire la cancellazione degli stessi, essi sono quelli che riportiamo di seguito:

  • i poteri dei dirigenti scolastici: l'assenza di criteri stabiliti nella valutazione di un docente comporta l'assegnazione di un potere vasto al preside. Quest'ultimo può operare sulla base di criteri soggettivi per la valutazione dei professori, l’assunzione dei nuovi docenti e il possibile spostamento di insegnanti.
  • l'alternanza scuola-lavoro: pone gli studenti a contatto con il mondo esterno e gli dà la possibilità di toccare con mano il mondo del lavoro tramite percorsi orientativi. In molti criticano la mancanza di riferimenti tra rapporto tra le ora da svolgere in aula e quelle in situazione lavorativa di alternanza, non ci sono limiti nel numero di studenti per ogni tutor. Si teme che la priorità assoluta non sia più quella di dare una formazione adeguata nel rispetto della sicurezza e dei diritti dello studente
  • il buono scuola per le private: gli istituti privati possono ricevere finanziamenti togliendoli alle scuole statali. Questo crea un'ingiustizia che risulta non lecita quando si fa un'approfondita analisi dello stato di manutenzione degli istituti pubblici stessi. E' inoltre insensato che istituti privati, frequentati da ragazzi provenienti da famiglie benestanti, che corrispondono una retta, vengano sovvenzionati con soldi dedicati alle scuole pubbliche. Si creerebbe una situazione che va a discapito dei ragazzi meno abbienti, mentre l'istruzione è un diritto di tutti i cittadini.
  • comitati di valutazione per l'assegnazione dei premi ai docenti più meritevoli e chiamata diretta: si vuole ottenere l'abolizione dei comitati di valutazione: è infatti pensiero comune che i docenti vadano retribuiti, il salario degli insegnanti italiani è tra i più bassi d'Europa. L'avere collocato il colloquio come situazione a margine, e l'avere posto come criterio centrale la valutazione dei titoli del docente vuole dare la possibilità ai docenti di ricevere valutazioni quanto più eque possibili sulla base di criteri nazionali.

Le firme raccolte vano a colpire il nucleo della Buona Scuola nel suo più profondo significato: quest'ultimo però non ha riscontrato solo pareri favorevoli. A sostegno di ciò è possibile dire che, pur restando in attesa del parere favorevole o negativo in merito al referendum costituzionale è possibile dire che questo è già stato fissato per via parlamentare. E' lecito affermare che il personale del comparto scuola si è mobilitato per dare corpo ad un malessere che ha visto la loro professionalità lesa ed è quindi loro desiderio non abolire l'intera legge 107/2015, ma solo correggerla in alcuni punti.

(Fonte:http://it.blastingnews.com/lavoro/2016/07/firme-contro-la-buona-scuola-530-mila-chiedono-il-referendum-i-4-punti-da-abrogare-00994617.html)