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LA RICCHEZZA DELLA CONOSCENZA

LA RICCHEZZA DELLA CONOSCENZA Maria e Pierre Curie nel loro laboratorio Fotografia: Ullstein

Redazione-Vorrei dedicare un pò del mio tempo favorendo la divulgazione di articoli che raccontano la vita di GRANDI DONNE (ma non solo) del passato e del presente, che con impegno, forza di volontà, determinazione amore e coraggio hanno saputo dare contributi fondamentali ed essenziali in tanti settori. Questo per il piacere personale della divulgazione  di valori importanti e con la speranza di far nascere curiosità e interesse con approfondimenti personali e continuativi nel tempo da parte di chi per un motivo o per l'altro non ne è a conoscenza. L'unico sforzo richiesto è quello di dedicare e sacrificare un pò del proprio tempo alla lettura.

 

Le grandi invenzioni ....le scoperte....., (che addirittura delle volte sono avvenute anche casualmente durante la  sperimentazione in laboratorio)......, le rivoluzioni......i grandi amori.......le conquiste..... E' affascinante conoscere......., interessarsi....., incuriosirsi.....vedere le immagini di momenti di vita di queste grandi personalità, magari all'interno dei propri laboratori.....immagini che raccontano,.....raccontano un'epoca, la loro, dànno informazioni sull'abbigliamento, su quali erano gli strumenti di lavoro che venivano utilizzati.....e così via....Tutto riconducibile a due uniche grandi gioie: il "sapere" e l'"arricchimento personale".......queste sono tra le poche ricchezze che porterai con te per tutta la vita e che veramente ti daranno la felicità senza deluderti mai. Con queste ricchezze potrai solo che migliorare la tua esistenza e potrai metterle anche a disposizione di altri e delle nuove generazioni contribuendo anche tu ad un miglioramento globale.

E' importante conoscere il passato; quello che oggi diamo per scontato o conosciuto, una volta non lo era. 

Un interessante libro scritto da Rita Levi-Montalcini che si intitola: "Le tue antenate. Donne pioniere nella società e nella scienza dall'antichità ai giorni nostri". L'età di lettura consigliata è dai 13 anni.....perchè no, potrebbe essere il prossimo regalo di compleanno per tuo figlio o per un suo amico. 

 

Veniamo ora (non per ordine cronologico), alla nostra prima Grande Donna del passato, ... ma anche del presente.

 

MARIA CURIE

 

Brillante e Meravigliosa Scienziata fra le più ricche di Genio. 

Prima Donna del passato ha ricevere il Premio Nobel per la fisica nel 1903 (con Pierre Curie e Henri Becquerel) e un secondo Nobel per la chimica nel 1911.

 

 

Ci troviamo a Varsavia ed è il 7 Novembre del 1868 quando nasce Maria Sklodowska. Sin da bambina Maria dimostra un talento precoce ed è proprio suo padre ad avviarla allo studio delle scienze. In un primo momento in casa Sklodowsky si respira aria tranquilla e serena ricca di amore. La madre di Maria dolcemente canta e suona il piano mentre il padre è professore di fisica e vice-direttore del ginnasio della capitale polacca. Ma tutto cambia all'improvviso inesorabilmente. La madre si ammala di tubercolosi e muore, il tifo colpisce e uccide 2 dei 6 figli mentre al padre di Maria viene proibito di insegnare per motivi politici.

 

A Varsavia le donne non erano ammesse all'Università e Maria, ha 23 anni quando, determinata, decide di trasferirsi a Parigi per raggiungere la sorella e frequentare alla Sorbona i corsi di Matematica e Fisica (prenderà poi le due Lauree). Per mantenersi gli studi e per non gravare sul bilancio economico della sorella trova posto in un sottotetto e accetta lavori umili anche saltuari. Quindi di notte pulisce le aule dell'Università che la mattina frequenta da studentessa.

 

Ed è proprio lì che conosce Pierre Curie, docente di Chimica e Fisica industriale. Amore a prima vista. Due Anime che si incontrano e si uniscono a diventarne una soltanto. Gli stessi gusti poveri e sani, l'amore per la natura per lo studio e per la ricerca; saper affrontare insieme dolore e difficoltà, come insieme continuare comunque, ad amare con gioia e sorridere. Al matrimonio non si scambiano le fedi nuziali ma le loro biciclette e decidono di passare la loro vita uno sempre accanto all'altro realizzando i loro sogni. 

Adesso sono "i Curie", due Anime unite, nel vero senso della parola, da un profondo amore e rispetto reciproco 

e la cosa altrettanto interessante è che le loro relazioni scientifiche hanno la doppia firma ma parlano sempre di "noi", senza specificare l'uno o l'altro. Quando invece è proprio richiesta più chiarezza espositiva, allora si, scrivono: "Uno di noi". Ed è meraviglioso come nella loro Unione, scordano i due Io.

 

Dal matrimonio nascono due figlie. Maria Curie riesce a dedicarsi al suo lavoro senza trascurare la vita familiare anche negli anni più difficili e drammatici che verranno. Per povertà ma anche per amore cuce lei stessa gli abiti per le figlie e si occupa della loro educazione e anche della loro istruzione perchè si rifiuta di rinchiuderle nelle scuole purtroppo altamente carenti. Anche il marito, Pierre Curie, ha passato a pieni voti la maturità scolastica, a soli sedici anni, imparando dal padre e senza aver mai frequentato la scuola.

 

Nella loro baracca laboratorio (una vecchia rimessa di carrozze in sfacelo, ricevuta per elemosina, in Via Lhomond, con il tetto in lamiera, pareti in legno, acqua che penetra da ogni punto; in estate si infuoca e d'inverno si gela) trascorrono tutto il tempo che rimane, dopo essersi occupati con amore delle figlie. I soldi mancano quasi sempre e vanno investiti soprattutto per il materiale di ricerca e per gli strumenti spesso inventati da loro stessi. Come ad es la "camera di ionizzazione"; la prima al mondo e ora esposta alla Biblioteca Nazionale di Parigi, composta da vecchi tubi di stufa e barattoli vuoti di conserva.

 

Trascorrono molto tempo in laboratorio e vivono allo stesso tempo il reciproco amore; affrontano fatiche ininterrotte, prove, riprove e fallimenti, quando nel 1898 con una relazione al mondo scientifico internazionale dichiarano di aver isolato un nuovo elemento che in omaggio alla Patria di lei, lo chiamano Polonio ed ha un potere radiante trecento volte superiore a quello dell'Uranio. 

Ma già hanno un secondo elemento misterioso e nella relazione del 26 dicembre 1989 scrivono:

"La nuova sostanza radioattiva racchiude in sè un elemento nuovo, al quale proponiamo di dare il nome di Radium. Abbiamo constatato che nella sostanza è altissima la percentuale di Bario. Nonostante ciò la radioattività è considerevole. La radioattività del Radium deve quindi essere enorme". Ma gli scienziati negano la validità del Radium scoperto dai Curie perchè se fosse vero, andrebbe a contraddire troppe leggi già note, quindi sono stati definiti i due "Pazzi" del laboratorio di Rue Lhomond......

Maria e Pierre continuano nell'Opera definita insensata.

 

Una sera dopo aver messo a dormire la figlia, sfiniti dalla stanchezza decidono comunque di tornare in laboratorio. Pierre appoggia la mano all'interruttore della luce e Maria grida: "Non accenderla!...Guarda!". Nel buio della notte, sul tavolo dove Maria ripone in boccali di vetro il materiale sempre più purificato, una fosforescenza bluastra illumina la stamberga. E' il Radium, e non ha più misteri: i coniugi Curie lo vedono con i loro occhi e presto il mondo confermerà il riconoscimento.

Il Radium sprigiona tre tipi di radiazioni diverse, i raggi alfa, beta e gamma, gli ultimi caratterizzati da una grande potenza penetrativa e distruttiva, simile (ma superiore) a quella dei già sperimentati raggi X. 

Ancor oggi la "Curieterapia" è utilizzata contro i tumori, nonostante all'epoca gli stessi fisici e loro amici, gli dicevano che stavano sbagliando tutto e di lasciar stare. Pierre è stato il primo a sperimentare su sè stesso in

modo intelligente, altruista e con coraggio, le radiazioni di sostanze radioattive concentrate.

 

Poi però...

Un giorno verso le due e mezza Pierre lascia i colleghi e cammina rapido verso casa. E' sovrappensiro; ha la mente piena del lavoro che deve svolgere con Maria. Attraversa distratto la strada, un pesante carro lo urta e le ruote gli maciullano il cranio. La morte è istantanea.

Per Maria è la fine, il mondo cessa di esistere.

Nel suo diario scrive: "Pierre voglio dirti che non amo più il sole nè i fiori. La loro vista mi fà soffrire. E se non sono arrivata ad odiare il bel tempo è solo perchè le bimbe ne hanno bisogno. Pierre, non concepisco più nulla che possa darmi una gioia. Nemmeno il lavoro scientifico: poichè, se riuscissi, non potrei sopportare che tu non lo sappia".

 

Le è stata poi assegnata la cattedra che era di Pierre, la prima che la Sorbona affidi ad una donna.

Il giorno della sua prima lezione, l'anfiteatro era gremito non solo di studenti. Tanti vogliono udire le parole con cui questa piccola donna di nero dolorante ma infaticabile commemorerà il Professore cui succede, che è poi anche l'uomo di tutta la sua vita.

Nel grande silenzio Maria Curie preme con forza i pugni sulla cattedra, per un istante teme che le parole non le arrivino alle labbra. Inizia la sua prima lezione con le ultime parole pronunciate da Pierre come docente. Maria non ha saputo trovare modo più alto per commemorare degnamente il marito, che quello di riprendere la sua parola interrotta e portarla oltre, farlo ancora vivere e insegnare attraverso di lei. Il nome di Pierre non lo ha pronunciato.

 

Durante la guerra và al fronte, dove organizza le ambulanze con i raggi Roentgen e, da semplice infermiera, pratica radiografie ai feriti.

 

Fermi, Einstein, non avrebbero potuto salire oltre se fosse mancato il gradino della scala posto dalla piccola donna che aveva dimostrato per prima il processo di disintegrazione del nucleo dell'atomo.

 

Muore il 4 Luglio del 1934

La causa della morte è indicata come anemia perniciosa a rapidissima evoluzione.

Il midollo osseo non ha opposto alcuna reazione difensiva, perchè alterato da una lunga accumulazione di radiazioni.

IL RADIUM CHE AVEVA SCOPERTO PER IL BENE DEGLI ALTRI, E' STATO LO STESSO AD UCCIDERLA.

 

Hanno detto di lei:

Albert Einstein: Fra tutte le persone celebri che ho conosciuto, Maria Curie è la sola che la gloria non abbia corrotto.

Eva Curie (la figlia in : La vita della Signora Curie): L'avversione alla gloria non è in lei un principio, è un istinto: un'irresistibile timidezza, un penoso irrigidimento la gelano appena uno sguardo curioso si posa su di le, e provocano un turbamento che arriva persino al malessere fisico.

 

Dalle pagine del suo diario:

Pierre, penso a te senza fine, la mia testa scoppia e la mia ragione si turba: non riesco a capire che io debba ormai vivere senza vederti, senza sorridere al dolce compagno della mia vita....

 

Fonti:

Giuliano Ferrieri: Affanno e Gloria - Le Donne Celebri

Giuliano Ferrieri è nato a Milano nel 1923. Durante la guerra partecipa alla lotta partigiana negli Abruzzi; nel '45 è redattore al giornale radio di Radio Roma (futura Rai), poi entra nella redazione dell'"Avanti", che lascia nel '46, per assumere la direzione della United Press, fino al '55, quando cessa il servizio italiano. In quell'anno diventa direttore dell'Ansa per il servizio "articoli speciali"; dal '67 al '99 è caporedattore all'"Europeo" e, dal '79, responsabile della sezione Scienza. Nel '58 ha ideato e realizzato con Giuseppe Trevisani il mensile "Tempo medico", a cui ha collaborato fino al 1993. È stato presidente del collegio dei probiviri dell'Associazione lombarda dei giornalisti. Nel 1983 ha ricevuto dalle mani del presidente Pertini il premio di giornalismo Saint-Vincent per la divulgazione scientifica. Tra le sue pubblicazioni, tre libri monografici, OppenheimerFidel CastroStalin, il volume Il medico, Vallecchi, e l'opera in quattro volumi Cento modi per guarire, scritto con Alberto Lodispoto e uscito negli "Oscar" Mondadori. Dal 1989 è inviato del "Corriere salute" (supplemento settimanale del "Corriere della Sera") su cui tiene la rubrica settimanale Ci guarirà domani.

 

Ultima modifica ilMercoledì, 13 Aprile 2016 15:12

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