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MUSICA E ARTE A TUFO DI CARSOLI, IL PRESIDENTE DEGLI ARTISTI DELLA VALLE DEL CAVALIERE FEDERICA BIANCHI: "CON 'INTONACI' ABBIAMO RIDATO DIGNITA' AL BORGO"

MUSICA E ARTE A TUFO DI CARSOLI, IL PRESIDENTE DEGLI ARTISTI DELLA VALLE DEL CAVALIERE FEDERICA BIANCHI: "CON 'INTONACI' ABBIAMO RIDATO DIGNITA' AL BORGO" Murales

Tufo di Carsoli- Ci siamo fatti, una breve chiacchierata con Federica Bianchi la quale, con il suo solito entusiasmo che la contraddistingue, ci ha spiegato che cosa ha significato per lei e per tutti gli artisti dell'Associazione e non solo, l'esperienza vissuta a Tufo, in questo ultimo periodo, da loro chiamata "Intonaci":<<“Intonaci” nasce dal desiderio della comunità di Tufo, dietro la forte spinta della Proloco, di riqualificare il proprio paese, di trovare una strada per dare una speranza a questo borgo e ai suoi abitanti, per impedire che si spenga. Lo scorso marzo è stata lanciata questa proposta alla nostra associazione. Noi l’abbiamo interpretata subito come una richiesta di aiuto, abbiamo percepito chiaramente la volontà della Proloco di togliere la polvere dai ricordi, per aprire un nuovo orizzonte a questa comunità fiera e fedele custode della propria storia. Così le nostre diverse forme d'arte sono diventate le armi di questa sfida a colpi di creatività e colore, che ha come scopo riqualificare con rispetto i luoghi in cui viviamo, gli spazi della nostra quotidianità che hanno perso identità e valore con il corso del tempo, a causa della noncuranza dell'uomo e di altre logiche che hanno sottratto a luoghi come questo alcuni dei servizi che solitamente riescono a tenere in vita i piccoli borghi, come la scuola, la posta, il medico. Questo “ridare dignità” al luogo lo abbiamo fatto con i mezzi dell'arte, tutti quelli in nostro possesso, dalla pittura alla scultura, dalla vetrata artistica, al mosaico, alla letteratura. Ma non è stato un modo di operare sterile, l'idea ha previsto fin da subito una sinergia tra tutte le parti coinvolte, non solo le varie “arti”, ma soprattutto tra queste e l'identità del luogo. Il nostro compito è stato principalmente quello di ricerca e di dialogo sul territorio con la popolazione, in modo da carpirne i “segreti” e da poterli interpretare sui questi muri. Abbiamo quindi tracciato un percorso fisico e soprattutto ideale tra i vari luoghi di interesse, un percorso che ha portato alla luce la tradizione locale con le sue immagini e i suoi racconti e li ha trasformati in un qualcosa che è ben più di un banale museo a cielo aperto, bensì un vero e proprio viaggio nell'arte attraverso un intero paese che si racconta.

 

Il progetto si è articolato in tre fasi fondamentali.

 

La prima è stata di analisi approfondita del tessuto in cui andavamo ad operare. Abbiamo raccolto informazioni non soltanto visive ma anche testimonianze storiche e di tradizioni e cultura popolare utili alla realizzazione delle singole opere.

La seconda è stata la definizione del progetto visto nella sua totalità. Le singole opere dovevano essere concepite non a sé stanti, ma come parti legate in un’unica trama che doveva essere letta nella sua totalità.

 

La terza fase, sicuramente la più lunga ed impegnativa, è stata la realizzazione. E’ stata anche indubbiamente la fase più partecipata. La messa in opera del progetto è stata possibile grazie anche al supporto della popolazione che ha seguito i singoli artisti dando loro motivazioni e suggerimenti per renderli ancor più vicini alla realtà in cui stavano intervenendo.

 

 

 

Il messaggio fondamentale che vogliamo trasmettere a voi Amministratori è che “Intonaci” si colloca in un progetto più ampio che intendiamo perseguire con costanza e convinzione, cioè la ricerca della “bellezza”, che mira a raggruppare e a dar voce alle arti più disparate presenti nel territorio mettendole al servizio della quotidianità e rendendole mezzo principale della riqualificazione del territorio stesso ed espressione di chi lo abita.In questo abbiamo bisogno di voi, del vostro sostegno che si concretizzi in reale partecipazione. Vogliamo promuovere insieme a voi i principi di bellezza e rispetto, di valore e cura del territorio, e non per renderlo un museo silenzioso, bensì opera d’arte vivente e fruibile per ciascuno dei suoi abitanti preservandolo per le generazioni future.Una cosa è certa… Tufo deve rappresentare il punto d'inizio. Un modello a cui ispirarsi per operare in futuro. Dai risultati che abbiamo ottenuto qui direi che siamo sulla strada giusta!Dopo questa esperienza, che per noi è stata formativa sotto molti punti di vista, vorrei condividere con tutti voi una breve riflessione conclusiva.Intonaci è stato molto di più di un modo di fare arte. Intonaci si è rivelata in queste settimane di lavoro un’esperienza umana unica, forse irripetibile. Ci ha regalato accoglienza, sorrisi, amicizia, conoscenza del territorio che abbiamo scoperto essere ricco di storia. Un modo alternativo e molto efficace di fare cultura. E di riflesso ogni artista ha saputo dare alla popolazione molto di più di un’opera. Ciascuno ha dato il meglio di sé, tecnicamente ed emotivamente. Gli artisti hanno sentito da subito fortissima la responsabilità nei confronti di questa comunità che ha dato loro totale fiducia e che  ha creduto con tanto entusiasmo nel miracolo dell’arte. Io credo che un piccolo miracolo sia stato già compiuto. Gli artisti hanno contagiato i giovani e i bambini, che si sono lasciati travolgere da questa onda creativa di colori ed emozioni. Questo è il segnale che si può e si deve tentare di cambiare, che si può dare colore al grigio, che si può educare alla bellezza e che noi tutti abbiamo il dovere di coltivarla per le generazioni che verranno>>.

 

Intonaci

Ultima modifica ilLunedì, 25 Luglio 2016 21:27

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