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ATTACCO TERRRORISTICO A NIZZA| IL TUNISINO AUTORE DELLA STRAGE ERA STATO ESPULSO DALL'ITALIA: Redazione- L’autore dell’attentato di Nizza si chiama Brahim Aoussaoui, cittadino tunisino di 21 anni. Aoussaoui era arrivato a Lampedusa lo scorso 20 settembre. Quel giorno arrivarono sull’isola siciliana una ventina di barconi con a bordo soprattutto tunisini, tra cui il SEN. DI GIROLAMO| LA FERROVIA VELOCE ROMA-PESCARA SARA' UN'OPERA UTILE: Redazione- Ribadisco quanto già detto alla presentazione del progetto di prefattibilità del potenziamento della linea ferroviaria Pescara-Roma ed il conseguente corridoio trasversale per persone e merci.Una visione ecologica richiede di agire da subito per decongestionare i grandi centri urbani dove MARINELLI| GOVERNO E MAGGIORANZA REGIONALI INADEGUATI: Redazione- Mentre la maggioranza che governa la Regione Abruzzo si occupa di aumentare gli stipendi ai dirigenti e di regolare i conti interni dopo le sconfitte elettorali, confezionando un vero e proprio rimpasto in perfetto stile e in piena pandemia, FESTIVAL DELLA DIPLOMAZIA| IL FUTURO POST COVID: Redazione- La pandemia di Covid-19 ha cambiato radicalmente le vite dei cittadini di tutto il mondo e ha reso urgente la gestione condivisa dell’emergenza. Con i Paesi occidentali e in particolare europei alle prese con la seconda ondata, la “ricostruzione” LUCO DEI MARSI| MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO A RISCHIO IDROGEOLOGICO: Redazione-Salvaguardia del territorio, a Luco dei Marsi circa 200mila euro per la progettazione di messa in sicurezza delle aree a rischio idrogeologico.Proseguono a pieno ritmo i lavori dell'Amministrazione luchese, che incassa l'assegnazione dei fondi per la progettazione definitiva ed esecutiva MARCO CIGNOLI| LA MIA MERCEDES: Redazione- Da martedì 27 ottobre arriva in radio e in digitale il remix de “LA MIA MERCEDES” (Jab Media), il nuovo singolo di MARCO CIGNOLI, realizzato dal Dj spagnolo GAGO.«L'incontro con Marco Cignoli nasce per puro caso grazie al web. EUGENIA SERAFINI| OMAGGIO ALL'ORIENTE: Redazione- Presso il Circolo degli Esteri di Roma (Via dell’Acqua Acetosa 42), fondato nel 1936 con finalità di rappresentanza del Ministero degli Affari Esteri, è stata inaugurata venerdì 16 ottobre 2020, alle ore 18, la mostra personale dal titolo “Sguardo a Oriente” di Eugenia Serafini, AVEZZANO| L’UFFICIO POSTALE DI VIA MARCONI RIPRISTINA L’APERTURA POMERIDIANA: Redazione- Poste Italiane comunica che da oggi, martedì 27 ottobre, in concomitanza con il primo giorno di pagamento delle pensioni di novembre, l’ufficio postale di Avezzano 2 (via Marconi) tonerà disponibile con orario continuato dal lunedì al venerdì, dalle 8.20 MICHELE FINA| L'IDENTITA' DELL'APPENNINO: Redazione- L’identità e le prospettive dell’Appennino nel trentesimo appuntamento di “Un libro, il dialogo, la politica”, la rubrica in diretta Facebook di Michele Fina che ha dialogato con Piero Lacorazza (Fondazione Appennino) e Giuseppe Lupo, autore assieme a Raffaele Nigro PESCARA - IN CENTINAIA IN PIAZZA CONTRO NUOVO DPCM: Redazione- Centinaia dono state le persona riverdate in piazza, e nelle starde limitrofi, a Pescara per protestare contro le chiusure imposte dal Dpcm Conte: c'erano baristi, ristoratori, titolari di palestre, operatori di centri scommesse e sale bingo e rappresentanti di

CARSEOLI E IL BELLUM MARSICUM

CARSEOLI E IL BELLUM MARSICUM I Marsi E Gli Equi

Redazione-L'antico centro abitato, inizialmente dal popolo degli Equi, nel 304 a.C. divenne Colonia latina con il toponimo Carseoli. Agli inizi del I secolo a.C., insieme ad Alba Fucens, Carseoli si schierò apertamente con Roma durante il bellum Marsicum (Guerra Sociale) causando la sconfitta del gruppo marsico guidato dal Console Pompedio Silone, L'area fu, per lungo tempo, causa di dissidio fra gli insorti, soprattutto Marsi e gli eserciti romani. In epoca giulio-claudia il centro divenne municipium retto da quattuorviri, ed iscritto una parte alla tribù Aniensis e una parte alla Regio IV (Sabina et Samnium), come si attesta in numerose epigrafi. Da una iscrizione successiva sappiamo che divenne di nuovo colonia. Limitate sono le attestazioni delle fonti sulla città in età imperiale romana e solamente Ovidio, che era costretto ad attraversarla spesso durante i viaggi verso la nativa Sulmo, la ricorda per il clima freddo, la fertilità del suolo e soprattutto per l'episodio della vulpes carseolana che, con una fascina ardente attaccata sul dorso, avrebbe incendiato le messi, provocando un diretto intervento delle autorità sulle tutte le volpi dell'area marsicana. In realtà nel racconto di Ovidio si riconosce un rituale magico che si compiva sui cereali come azione purificatrice e fecondante. La ricchezza delle messi carseolane viene documentata anche da Columella e Plinio il Vecchio. Quest'ultimo ricorda l'episodio relativo al ricco cavaliere romano M. Anneius Carseolanus che nell'età di Pompeo (106-48 a.C.) aveva diseredato il figlio, episodio che trova riscontro in un'iscrizione locale e che conferma la loro presenza nel centro marsicano. Diverse iscrizioni di età imperiale, rinvenute nel territorio carseolano, segnalano anche la presenza delle corporazioni di boscaioli e falegnami, a testimonianza dell'intenso sfruttamento delle vicine foreste, che dovevano costituire una delle principali risorse economiche della zona. Il territorio, grazie alla sua posizione strategica, ebbe notevole prestigio in epoca tardo antica. Insieme ad Alba Fucens e a Varia, oggi Vicovaro, fu punto cruciale di collegamento tra Roma e l'antica Aternum cioè Pescara, durante la guerra gotico-bizantina del 537-538. Paolo Dicono ricorda la Carseoli romana in una relazione alla provincia Valeria. In località Civita di Oricola, al quarantatreesimo miglio, sono stati riportati alla luce resti di un circuito murario in opera quadrata in pietra tufacea, terrazzamenti in opera poligonale, resti di un tempio e di un acquedotto risalenti all'epoca tardo antica. Un'attenta lettura delle foto aeree ha riscontrato in quest'area anche resti di un teatro e, fuori le mura, di un anfiteatro, mentre ancora visibili sono i resti della poderosa struttura in blocchi di pietra, probabilmente un tempio, ma la cui interpretazione rimane problematica. Devastata dal longobardo Agilulfo e distrutta dai Saraceni, Carseoli riprese vita solamente nel medioevo per la sua ottima posizione strategica. Viene poi ricordata nei registri antichi come possedimento prima degli Orsini e poi dei Colonna. Nel 1982 e nel 1987 gli interventi di scavo da parte della Soprintendenza Archeologica d'Abruzzo hanno riportato alla luce nel pianoro, centrale e sul colle di San Pietro, i resti di un edificio pubblico e di un santuario. Numerosi i resti ceramici riportati alla luce, tra cui bucchero, ceramica d'impasto, intonaco di capanne ed ex voto, che confermano la presenza di un precedente centro fortificato degli Equi in quest'area.

Guerra Sociale

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