BENVENUTI SU CAVALIERENEWS

Arrow up
Arrow down

le vostre notizie a portata di web

Log in
Ultime Notizie
SALERNO| 74° EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA: Redazione- È tutto pronto per la 74esima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Salerno che si terrà, in diretta Fb dalla fanpage della kermesse (https://www.facebook.com/festivaldelcinema/?epa=SEARCH_BOX) per le interviste agli ospiti e sulla piattaforma digitale ufficiale (https://festivaldelcinemadisalerno.teyuto.com) per la visione VILLA TIBERIA HOSPITAL| BREAST CENTER: Redazione-  54.976 casi, pari al 14,6% di tutte le nuove diagnosi: questa è l'incidenza stimata del tumore alla mammella per l'anno 2020. È la neoplasia più frequente nelle donne di qualsiasi età ma oggi, grazie ai progressi della ricerca e MAKER FAIRE ROME| EUROPEAN EDITION 2020: Dal 10 al 13 dicembre 2020 su www.makerfairerome.eu  Redazione- La Maker Faire Rome - European Edition 2020, il più grande spettacolo di innovazioni e creatività al mondo, per la prima volta in versione virtuale, porterà la musica all’attenzione di appassionati e CAOS SANITA' | I SINDACI DE ROSA- DI NATALE- GIOVAGNORIO SI RIVOLGONO ALLA PROCURA: Redazione- La disastrosa emergenza sanitaria, con il triste corollario che l'accompagna, dalla carenza di posti letto a quella del personale, la mancanza di strumentazione adeguata per le diagnosi, che ha condotto all'implosione della linea di individuazione e tracciamento, fondamentale per INTERVISTA ALLA POETESSA E SCRITTRICE ALESSANDRA IANNOTTA: Redazione- È in libreria e negli store digitali “Panni al vento”, il nuovo libro di Alessandra Iannotta pubblicato da L'Erudita. Una raccolta di centouno poesie scritte in questi ultimi cinque anni. Sono tutte fotografie di attimi rubati al divenire delle L’AQUILA| IN TUTTA LA PROVINCIA PER OGNI CINQUE ABITANTI QUATTRO LIBRETTI E OTTO BUONI POSTALI: Redazione- Con 243mila libretti postali attivi al 30 settembre, quella aquilana si conferma la prima provincia abruzzese nel rapporto tra questo storico prodotto di risparmio e il numero degli abitanti. In questa speciale classifica sul risparmio in Abruzzo, L’Aquila si ROMEO E GIULIETTA NEGLI ATER| UN' AMORE POPOLARE: Uno Shakespeare da guardare affacciati alle finestre, nei cortili dei palazzi popolari dell’ATER dal 10 al 13 Dicembre 2020. 10 e 11 dicembre ore 17.00 Ater Quarticciolo, 12 e 13 dicembre ore 17.00 Ater Primavalle, E online su www.facebook.com/lacittaideale Redazione- Il teatro dove ABRUZZO| PD IN ASCOLTO: Redazione- Si terrà giovedì 3 dicembre, a partire dalle 18.30, in diretta Facebook sulla pagina del Partito Democratico abruzzese, l’iniziativa “La voce dei territori”, un confronto con i sindaci e gli amministratori. Interverranno Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e presidente SOTTO LA LENTE - INTERVISTA AL SINDACO DI TAGLIACOZZO: Redazione- Oggi per la rubrica SOTTO LA LENTE, ho il piacere di intervistare il Sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio. I punti dell'intervista sono forti, la sanità marsicana, territoriale, il brutto momento sociale che stiamo vivendo......<< Buonasera Sindaco 1. Come sta gestendo questo TAGLIACOZZO - L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE, OLTRE AL DRIVE-IN NEL CAPOLUOGO, ORGANIZZA LO SCREENING DI MASSA ANCHE CON UNA POSTAZIONE MOBILE PER: Redazione- A Tagliacozzo è in grande attività l’organizzazione del drive-in comunale, coordinato dal Consigliere comunale Danilo Iacoboni, che prosegue lo screening di massa, voluto dalla Regione Abruzzo, con i tamponi gratuiti forniti dal Governo nazionale. La postazione fissa nel capoluogo

GABRIELE D'ANNUNZIO E I SUOI PASTORI

Gabriele D&amp;#039;Annunzio Gabriele D'Annunzio

Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare.

Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori

lascian gli stazzi e vanno verso il mare:

scendono all’Adriatico selvaggio

che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti

alpestri, che sapor d’acqua natìa

rimanga ne’ cuori esuli a conforto

che lungo illuda la lor sete in via.

Rinnovato hanno verga d’avellano.

E vanno pel tratturo antico al piano,

quasi per un erbal fiume silente

su le vestigia degli antichi padri.

O voce di colui che primamente

conosce il tremolar della marina!

Ora lungh’esso il litoral cammina

la greggia. Senza mutamento è l’aria.

Il sole imbionda sì la viva lana

che quasi dalla sabbia non divaria.

Isciacquìo, calpestìo, dolci rumori.

Ah perché non son io co’ miei pastori?

Redazione- Quelli sopra riportati sono i versi di una celebre poesia che Gabriele D’Annunzio (Pescara 1863 – Gardone Riviera 1938) scrisse nel 1903, conosciuta con il titolo “I pastori”. Il titolo autentico della lirica è “Rimembranze”, ed effettivamente ci fa tornare alla mente un Abruzzo ancestrale. Trasuda da questi versi, appresi da bambini sui banchi di scuola, l’atmosfera di quel mondo che i racconti dei nostri nonni ci ha tramandato, quando, nel mese appena entrato, i loro padri partivano con le greggi verso la Puglia, camminando per giorni lungo “il tratturo antico”. Odori, sapori, voci e rumori settembrini sembrano sprigionarsi da ogni parola. Una malinconia infinitamente dolce sgorga dalla penna del poeta, che quasi accarezza da lontano la sua terra madre.

Sembra di vedere la scena, a San Pietro della Jenca, a Chiarino, a Campo Imperatore, o nelle montagne della Maiella, in quei luoghi dell’anima che la memoria ha custodito. Nell’aria frizzante del mattino, ecco i pastori con il cappello, il mantello, anzi “la mantella”, il tascapane rifornito dalle donne di casa a tracolla, e le fanciulle in fiore che salutano il papà che si accinge a partire con il bastone per compagno; mentre i cani abbaiano a lungo prima di correre in aiuto al padrone. E, finalmente, ecco il fiume di lana che inizia a scorrere, tra il belato delle pecore e i fischi ritmati dei pastori. La transumanza: vera epopea! Meriterebbe che ci si scrivesse un romanzo. Chissà…

Gabriele D’Annunzio, illustre conterraneo d’Abruzzo, è senza dubbio un grande poeta. Lo riconosceva anche Benedetto Croce, che pure non lo amava: In un saggio a lui dedicato in uno dei primi numeri di “La Critica”, agli inizi del secolo scorso, così si esprimeva: “Il poeta c’è, a volte manca l’uomo”. Si possono disapprovare certe sue scelte, tanto nella vita privata quanto nella vita pubblica, ma non si può non riconoscere che la poesia fu l’essenza stessa della sua vita, che cercò di costruire sul modello di un’opera d’arte. Originale modello di “dandy” italiano, cercò di incarnare ciò che Oscar Wilde scriveva di sé: “Feci dell’arte una filosofia, e della filosofia un’arte”. E’ sempre opportuno tener separate arte, politica e morale quando si giudica un’artista del calibro di D’Annunzio, se non si vuol correre il rischio di rendere un cattivo servigio all’arte, alla politica e, in ultima analisi, alla morale stessa.

Gabriele D’Annunzio è poeta sempre, non solo quando compone versi, ma anche quando parla, quando passeggia, quando corrisponde con un amico, quando scrive ad una donna, quando scava nel significato delle parole per cavarne suoni nuovi. La poesia, che affonda le sue radici in quella zona misteriosa dello spirito dove la parola si fonde con l’essenza delle cose, è per lui una religione di cui si sente sacerdote. Ad Andrea Sperelli, il protagonista del suo romanzo “Il piacere”, mette in bocca queste parole, attinte da una sua precedente lirica: “O poeta, divina è la parola; nella pura Bellezza il ciel ripose ogni letizia; e il verso è tutto”.

A lui va, non ultimo, il merito di aver rinnovato, insieme a Giovanni Pascoli, il linguaggio stesso della poesia italiana. Poeta sempre, si diceva, in pace e in guerra, nel beffardo volo su Vienna e al comando dell’impresa fiumana: poeta della patria. Ci si potrebbe azzardare a dire, se la cosa non suonasse un po’ cinica, che per lui andare in guerra è un modo per fare poesia con altri mezzi: il poeta-soldato è un poeta che veste i panni del soldato.

C’è un episodio poco noto della sua avventura militare, quando, imbattendosi al fronte in un soldato del quale riconobbe l’accento abruzzese, ebbe con lui il seguente colloquio (che riferisco così come ricordo), in dialetto, in quella lingua che sa andare diritta alle cose, senza tanti giri di parole:

- Ma si abbruzzés tu? (Ma sei abruzzese tu?)

- Scì, e tu chi sì? (Sì, e tu chi sei?)

- So’ Gabriele D’Annunzio (Sono Gabriele D’Annunzio)

- Ah...si D’Annùnzie, e che stì a ffà ècch? (Ah…sei D’Annunzio, e che stai a fare qui?)

- Quéll’ che stì a ffà tu… (Quello che stai a fare tu)

- Statt accort, ka ècch s’ mòr… (Statti accorto, perché qua si muore…)

- Statt accort pur’ tu… (Statti accorto pure tu…)

- Eh...ma s’ mòr ji n’ succéd nnént, ma s’ t’ mòr tu, chi gl’arfà ùn’ cumm’a ti? (Eh… ma se muoio io non succede niente, ma se muori tu, chi lo rifà uno come te?)

Stupendo! Si stenta a capire chi tra i due è il vero poeta in questo dialogo, se il Vate già celebre o l’oscuro fante incolto, ma perfettamente in grado di cogliere il valore dell’arte. Gabriele D’Annunzio, a ottant’anni dalla morte: un gigante della letteratura italiana nato e cresciuto sotto

il cielo del nostro magico Abruzzo.

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.