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Cultura

Dal rigore del Tribunale alla libertà della poesia: i versi potenti dell’ex magistrato Serenella Maria Siriaco contro la violenza sulle donne

“Eppure l’uomo, con lucida follia… ai suoi istinti bestiali osa dar libero sfogo. Non soccombere mai, denuncia con fermezza!”. 👩‍⚖️ ✍️ Una vita intera passata nei tribunali di Napoli, Milano e Roma a giudicare criminali come magistrato. E oggi, in pensione, una nuova vita dedicata al pianoforte e alla poesia. Scopriamo l’incredibile storia di Serenella Maria Siriaco, ex magistrato diventata una pluripremiata poetessa. Vi proponiamo due suoi componimenti: “Frammenti di vita” e, soprattutto, “La forza della donna”, un potentissimo e viscerale grido in versi contro la violenza sulle donne e l’amore malato. Fermatevi un minuto a leggere queste poesie straordinarie nel nostro articolo. Vi toccheranno il cuore! 👇 📖

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Serenella Maria Siriaco

Redazione  – Per decenni ha indossato la toga, sedendo negli scranni più alti e complessi dei tribunali di Milano, Roma e Napoli. Ha guardato negli occhi assassini, truffatori e uomini violenti, applicando la fredda e inesorabile logica della Giurisprudenza per difendere la società civile. Ma quando il sipario della carriera professionale si è chiuso con il meritato pensionamento, Serenella Maria Siriaco non si è fermata. Ha semplicemente cambiato linguaggio. Ha dismesso il rigore del Codice Penale per abbracciare l’infinita, terapeutica libertà della musica e della poesia.

Oggi vi proponiamo un viaggio nell’anima di una donna straordinaria, che ha saputo reinventarsi senza mai perdere la propria bussola morale. Nelle sue poesie, e in particolar modo nel potentissimo testo “La forza della donna”, riecheggia tutta l’esperienza di chi ha visto da vicino i danni devastanti della violenza domestica. I suoi versi sono un inno viscerale al coraggio femminile, un invito perentorio a non soccombere mai agli abusi e a denunciare l’inganno di chi scambia l’amore con il possesso brutale. Ma c’è spazio anche per la tenerezza dei ricordi in “Frammenti di vita”, dove il bilancio di un’esistenza intensa si scioglie in un sorriso all’alba.


Chi è Serenella Maria Siriaco

Serenella Maria Siriaco è nata a Salerno il 1° gennaio 1946. Dotata di un’intelligenza brillante e di una ferrea determinazione, dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Napoli, ha bruciato le tappe vincendo il difficilissimo concorso in magistratura ad appena 23 anni. Ha esercitato con dedizione e rigore la sua professione nelle tre città più grandi e complesse d’Italia: Milano, Roma e Napoli.

Appena andata in pensione, ha deciso di dare finalmente libero sfogo alle sue altre due grandi passioni sopite: la musica e la poesia. Ha pubblicato il libro autobiografico dal titolo “La donna e il giudice”, un’opera intensa che lo scorso anno è stata insignita del prestigioso premio DivinaMente donna. Autrice poliedrica, ha vinto diversi riconoscimenti letterari sia per i suoi racconti che per le sue liriche. Oggi, dimostrando che non è mai troppo tardi per inseguire l’arte, sta studiando pianoforte e composizione, definendo questa nuova fase della sua vita come un’esperienza semplicemente “fantastica”.


LE POESIE

La forza della donna

Sii fiera donna, di essere donna.
Non t’appartiene l’odio, ma l’amore
e da quest’amore, tua vera forza,
nasce la vita.
Tu sola, in un abbraccio,
sai leggere la gioia
negli occhi ridenti del figlio
mentre nei tuoi si tuffano commossi.

Tu sola con un bacio, una carezza,
sai donar felicità a chi ti ama
e il vero amore insegui
a costo di soffrire.

Eppure l’uomo, con lucida follia,
sul corpo tuo che crede fragile
o sul corpo indifeso dei figli
ai suoi istinti bestiali osa dar libero sfogo.

E se, tremando, gridi alla violenza
se al suo inganno con rabbia ti ribelli
se invochi aiuto o cerchi di fuggire
ad uccidere lo porta il suo furore.
Non soccombere mai al suo volere
difendi con coraggio te stessa e i figli tuoi
denuncia con fermezza chi amore non sa dare.
Chi prova amore non può mai ferire;
attimi di gioia vorrà donare
per cogliere sempre il sorriso
nello sguardo, nei silenzi dell’amato
per salutare con gioia ogni nuovo giorno,
per proteggere, con la forza dell’amore,
la bellezza della vita.

Frammenti di vita

Un cielo terso colorava d’azzurro
i miei occhi stupiti che d’incanto
curiosi si aprivano al mondo.
Sempre nell’amor cresciuta,
ancora inseguo quel magico sogno che è la vita,
un treno che veloce si allontana.
E la mente, solo diario dei ricordi,
come album prezioso conserva
gioie dolori conquiste emozioni.
Lo sfoglio e rivedo il volto dei miei cari.
Nel rimpianto che m’assale
una lacrima silente bagna il viso.
Questi frammenti di vita, oramai parte di me,
sono il mio grido di dolore,
il canto vivo di un eterno amore.
D’un tratto sorrido:
tra le braccia dell‘uomo che amo
ammiro la luce di un’alba radiosa.

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Cultura

Narges Ahmed e la voce del silenzio: il coraggio di raccontare la cruda verità in “Una poesia priva di emozione”

Siamo talmente abituati a urlare le nostre opinioni per cercare approvazione, che abbiamo dimenticato il potere dirompente del silenzio e della pura verità. A ricordarcelo è Narges Ahmed, una giovanissima e straordinaria scrittrice irachena all’inizio del suo promettente percorso letterario, che sta conquistando i lettori con il suo componimento intitolato “Una poesia priva di emozione”. Nel nostro approfondimento culturale di oggi, abbiamo analizzato i meravigliosi e taglienti versi dell’autrice, che descrive la verità come un’entità “sfinita dalle interpretazioni” umane, tanto da dover trovare rifugio nel silenzio assoluto. Perché le cose vere non hanno bisogno di urlare per esistere: come scrive la Ahmed in una metafora che vi lascerà senza fiato, “i fiumi non proclamano la propria dolcezza, e il sole non giura ogni mattina di essere il sole”. Leggete l’articolo per scoprire questo potentissimo testo che vi spingerà a guardarvi dentro, abbandonando finalmente le illusioni che ci costruiamo ogni giorno per difenderci. La lettura vi ha fatto venire voglia di rimettere mano a carta e calamaio per appuntare le vostre emozioni più intime? Abbiamo scovato un oggetto d’altri tempi che farà al caso vostro! 👇

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Narges Ahmed

Roma – In una società contemporanea costantemente assordata dal rumore di fondo delle opinioni non richieste, dove chiunque sente l’insopprimibile urgenza di urlare la propria presunta verità sui social network alla ricerca di conferme immediate, la vera letteratura si distingue per la sua capacità di fare esattamente l’opposto: abbassare il volume, ritirarsi nel silenzio e lasciare che sia l’anima del lettore a vibrare. È proprio in questa dimensione intima e riflessiva che si inserisce il potentissimo e delicato lavoro di Narges Ahmed, una giovanissima e talentuosa scrittrice irachena che si trova all’inizio del suo promettente percorso letterario. Il suo ultimo componimento, significativamente intitolato “Una poesia priva di emozione”, sta già facendo breccia nei cuori degli appassionati di poesia contemporanea per la sua disarmante maturità e per la cruda, ineluttabile lucidità con cui affronta il tema più antico e complesso dell’umanità: la Verità. Con uno stile che mescola la tradizione lirica mediorientale a una sensibilità dolorosamente moderna, la Ahmed ci regala un testo che non cerca facili consensi, ma che si presenta spoglio, invernale e tagliente, invitandoci a una profonda introspezione psicologica sui filtri illusori attraverso cui ostinatamente scegliamo di guardare il mondo e le nostre relazioni umane.

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Il gelo dell’inverno e la verità sfiancata dalle illusioni

L’incipit della poesia di Narges Ahmed colpisce il lettore con la forza di una folata di vento gelido: “Una poesia priva di emozione, e l’inverno in tutta la sua freddezza, quando le lettere si ammalano di verità…”.
In questi primi, densissimi versi, la scrittrice irachena capovolge totalmente il paradigma romantico e stereotipato secondo cui la poesia debba necessariamente essere un trionfo di sentimentalismi sdolcinati. Al contrario, quando le parole incontrano la nuda e cruda verità, si “ammalano”, si spogliano di ogni orpello retorico e appaiono spaventose, simili a una tempesta improvvisa. È una verità scomoda, che passa inosservata perché la stragrande maggioranza delle persone non vuole vederla. Come sottolinea magnificamente l’autrice, questa essenza pura non viene mai afferrata dagli “occhi frettolosi” di chi vive in superficie, né tantomeno viene accolta dai “cuori appesantiti dal sospetto”. La genialità del testo risiede nella personificazione della verità stessa: essa viene descritta come un’entità letteralmente “sfinita dalle interpretazioni”. In un mondo che manipola costantemente i fatti e i sentimenti a proprio piacimento, la verità decide di arrendersi, scegliendo il silenzio come unico e ultimo rifugio sicuro. Rinuncia a spiegarsi, rinuncia a farsi comprendere, accontentandosi di lasciare nelle anime di chi è disposto ad ascoltare solo il “tremore della certezza”. Le illusioni umane, ci avverte la Ahmed, agiscono come spesse lenti deformanti: non vediamo mai il volto del significato o la traccia di luce per ciò che sono realmente, ma solo per ciò che i nostri autoinganni ci permettono di tollerare.

La lezione della natura: il sole non giura di essere sole

Nella seconda parte del componimento, lo stile della scrittrice decolla verso vette di lirismo assoluto, affidandosi ad alcune delle metafore naturalistiche più belle e potenti lette negli ultimi anni.
La verità, stanca di giustificarsi con chi non vuole capire, assume l’atteggiamento nobile e maestoso degli elementi naturali. “Non bussa insistentemente alle porte, né supplica nessuno di crederle. I fiumi non proclamano la propria dolcezza, e il sole non giura ogni mattina di essere il sole”. Questa è una vera e propria epifania filosofica. La verità autentica possiede una dignità intrinseca, un’evidenza ontologica che non necessita di avvocati difensori, di campagne marketing o di accese discussioni per essere validata. Il sole sorge ed emana calore, incurante di chi, chiudendo gli occhi, neghi la sua esistenza. Questa autosufficienza del vero si ritrova anche nell’immagine sublime della “pioggia nascosta nelle profondità delle nuvole”. Quando l’acqua tocca finalmente il suolo, la terra la riconosce istantaneamente, tremando di un desiderio antico, “come se qualcosa che un tempo gli apparteneva fosse finalmente ritornato”. È la rappresentazione perfetta di quando, dopo anni di menzogne e inganni verso noi stessi, ci scontriamo improvvisamente con un frammento di pura verità interiore: fa paura, certo, ma al tempo stesso l’anima la riconosce immediatamente, sentendosi improvvisamente a casa. Il messaggio finale della giovane scrittrice irachena Narges Ahmed suona come un monito indimenticabile: il significato più profondo della vita si compie spesso attraverso l’assenza. Quando smettiamo di affannarci per cercare di controllare e afferrare morbosamente ogni segreto, la verità ci appare finalmente nitida, rivelandosi sorprendentemente vicina al nostro vero io.

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Cultura

NeRoma Noir Festival, trenta minuti per accendere il mistero: la live con Segnalazioni Letterarie apre la strada a tre giorni da vivere

Ci sono eventi che entrano nel calendario. E poi ci sono eventi che, prima ancora di iniziare, cominciano a vivere nell’immaginario collettivo. Il NeRoma Noir Festival – IX Edizione, in programma a Roma il 16, 17 e 18 ottobre 2026 , appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Un appuntamento che si prepara a trasformare la Capitale in una grande scena narrativa, dove il noir – o crime che dir si voglia, in tutte le sue declinazioni: qui appaiamo i termini come sinonimi – non sarà soltanto un genere letterario, ma una lente attraverso la quale osservare la realtà, le sue contraddizioni, le sue ombre e quelle domande che spesso preferiamo lasciare senza risposta.

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Alberto Raffaelli

Redazione-  Ci sono eventi che entrano nel calendario. E poi ci sono eventi che, prima ancora di iniziare, cominciano a vivere nell’immaginario collettivo. Il NeRoma Noir Festival – IX Edizione, in programma a Roma il 16, 17 e 18 ottobre 2026 (https://www.neroma.it/neroma/), appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Un appuntamento che si prepara a trasformare la Capitale in una grande scena narrativa, dove il noir – o crime che dir si voglia, in tutte le sue declinazioni: qui appaiamo i termini come sinonimi – non sarà soltanto un genere letterario, ma una lente attraverso la quale osservare la realtà, le sue contraddizioni, le sue ombre e quelle domande che spesso preferiamo lasciare senza risposta.

Il 6 ottobre, a pochi giorni dall’apertura ufficiale, il NeRoma ha vissuto un’importante anteprima digitale grazie alla live realizzata da Alberto Raffaelli della community Segnalazioni Letterarie (https://www.facebook.com/groups/segnalazioniletterarie/?ref=bookmarks; oltre 48.000 i membri), insieme agli ideatori e organizzatori del Festival: Fabio Mundadori, Chiara De Magistris e Simona Teodori.

Trenta minuti di diretta possono sembrare tanti nell’epoca dell’attenzione che dura quanto un battito di ciglia. Eppure, quando a parlare sono le persone che hanno costruito un progetto, una durata simile può diventare una piccola finestra spalancata sul futuro.

È stato proprio questo il senso della live: permettere agli utenti di entrare, seppure virtualmente, dentro il mondo del NeRoma, ascoltando direttamente le voci di chi lo ha ideato e organizzato. Una comunicazione diretta, capace di alternare le diverse prospettive e di offrire al pubblico informazioni vive, immediate, autentiche.

Raffaelli, da sempre particolarmente attento alla valorizzazione della cultura e alla costruzione di occasioni di incontro attraverso Segnalazioni Letterarie, ha accompagnato il pubblico dentro questo viaggio con la naturalezza di chi sa raccontare un evento dialogando apertamente con le persone che lo rendono possibile.

 

Segnalazioni letterarie

“La cultura è di tutti” si può prendere a principio ispiratore del percorso di Segnalazioni Letterarie. Ed è proprio tale principio a trovare nella live una sua concreta applicazione: portare la cultura fuori dagli spazi tradizionali e metterla in comunicazione diretta con il pubblico.

Per Raffaelli il valore di una manifestazione come il NeRoma risiede anche nella capacità di creare incontro, e questo è stato un filo conduttore negli interventi dei tre ospiti. “Quando si dà voce alle persone che costruiscono un progetto culturale, il pubblico non riceve soltanto informazioni: entra dentro una storia”, potrebbe essere un’affermazione che ben riassume lo spirito della live.

E una storia, se raccontata da più voci, assume maggior rilievo. Ecco allora alternarsi Simona Teodori, Chiara De Magistris e Fabio Mundadori, protagonisti di una squadra che ha trasformato una passione per il noir/crime, per la narrativa e per le storie capaci di interrogare il presente in un appuntamento ormai ricorrente, e anche quest’anno pronto a vivere il suo frangente più importante.

“Il NeRoma è un progetto che vuole creare connessioni” si può assumere a slogan riassuntivo dello spirito della puntata condotta da Raffaelli, che ben ribadisce questa importanza di mettere in dialogo autori, lettori, professionisti e pubblico.

E forse è proprio la parola “connessione” a fotografare meglio il significato della serata web del 6 ottobre. Da una parte erano presenti gli organizzatori, dall’altra gli utenti social: come tramite, una diretta. Un dispositivo tecnologico semplicissimo che, per trenta minuti, è riuscito a fare qualcosa di molto antico: mettere le persone nella condizione di ascoltarsi.

E qui sta una delle grandi contraddizioni della nostra epoca. Abbiamo strumenti per comunicare con il mondo intero e, contemporaneamente, rischiamo di non prestare attenzione più a nessuno. Manifestazioni come il NeRoma provano a invertire questa tendenza, calcando sull’esperienza della letteratura come collante universale, e in particolare del noir/crime come lente privilegiata per descrivere e decifrare la realtà odierna.

Perché il noir/crime, prima ancora di essere sangue, mistero, investigazione o delitto, è soprattutto domanda. Chi siamo quando nessuno ci osserva? Quanto può essere fragile la verità? Dove finisce la realtà e dove comincia la nostra interpretazione? E soprattutto: siamo davvero sicuri di conoscere le persone che abbiamo accanto?

E’ un genere letterario che ci costringe a dubitare. Ed è proprio per questo che continua ad avere una forza straordinariamente contemporanea. Anzi, forse è tale sua caratteristica a connotarlo ormai di un carattere centrale nel canone letterario, oltre che nelle preferenze di lettrici e lettori. E in una società che pretende risposte immediate, il noir/crime ha il coraggio di fermarsi davanti alla domanda, spingendo a dubitare e a indagare.

NeRoma

Durante la live, Alberto Raffaelli ha dato spazio alle diverse anime del NeRoma, consentendo a Simona Teodori, Chiara De Magistris e Fabio Mundadori di raccontare il progetto attraverso visioni differenti, che hanno messo in luce le rispettive modalità di partecipazione e i  contributi di ognuno all’iniziativa.

Si è trattato in definitiva non di una semplice presentazione, dunque, ma di una conversazione. Non di un lungo comunicato letto davanti a una webcam, ma di un incontro.

E un elemento del genere fa la differenza. “Una live non deve essere soltanto promozione”, osserva spesso Raffaelli a proposito di momenti social come questo incentrati su contributi plurimi, “deve diventare un’occasione per far conoscere le persone, le idee e il lavoro che esistono dietro un grande evento”: frase che fotografa perfettamente il valore di iniziative siffatte.

Perché dietro ogni festival o manifestazione esiste uno sforzo invisibile fatto di telefonate, riunioni, progettazione, relazioni, scelte, imprevisti e quella dose di follia necessaria per continuare a credere in un’idea anche quando essa sembra più grande dei propri mezzi.

In sostanza il NeRoma si prepara ad alimentare nuove discussioni e bilanci su un genere sempre più pervasivo nelle vendite e nell’immaginario in queste tre giornate dal 16 al 18 ottobre, nelle quali Roma diventerà teatro di incontri, presentazioni, panel, ospiti e storie: il tutto poi con la possibilità, da parte del pubblico, di una partecipazione ravvicinata.

La live del 6 ottobre ha rappresentato una sorta di prologo di tutto ciò: la rassegna deve ancora cominciare, ma il racconto è già partito. E quando un racconto riesce a generare attesa prima ancora di aprire ufficialmente il sipario, significa che qualcosa ha già funzionato. “Il pubblico è parte integrante di appuntamenti simili”, ricorda spesso Raffaelli “La cultura vive davvero quando riesce a creare partecipazione e quando le persone sentono di poter entrare dentro ciò che stanno ascoltando”.

È una concezione della comunicazione culturale che guarda avanti. Una comunicazione 5.0, nella quale la tecnologia non sostituisce la relazione umana, ma la amplifica, e dove lo schermo non è più una barriera ma diventa una porta; e quella porta, il 6 ottobre, si è aperta sul NeRoma.

Alberto Raffaelli

A pochi giorni dall’inizio ufficiale della manifestazione, gli utenti hanno potuto ascoltare direttamente i protagonisti, conoscere meglio il progetto e lasciarsi incuriosire da quello che accadrà nella Capitale. Perché Roma è una città che non ha bisogno di essere inventata. Ha già tutto: i suoi monumenti, le sue piazze, i suoi vicoli, le sue contraddizioni, la sua bellezza e le sue ombre.

Ed è poi una città che in fondo nei suoi elementi monumentali ma anche in quelli antropologici sembra scritta apposta per il noir/crime. Di giorno racconta la storia. Di notte inventa il mistero. E forse è proprio per questo che il NeRoma trova qui una sua collocazione naturale: dal 16 al 18 ottobre prossimi, la Capitale potrà guardarsi allo specchio attraverso gli occhi del noir. La live del 6 ottobre ha semplicemente sollevato il sipario di qualche centimetro.

Il resto arriverà nei tre giorni del Festival. E sarà allora che le parole ascoltate online diventeranno incontri reali, le attese diventeranno presenze, le storie diventeranno voci e il pubblico smetterà di essere soltanto spettatore per diventare parte del racconto. Perché, in fondo, il vero mistero non è mai soltanto quello scritto nei libri. Il vero mistero è la realtà. E la realtà, proprio come il miglior noir/crime, raramente ci racconta tutto al primo capitolo.

Il NeRoma Noir Festival sta per cominciare. Tutto è pronto. E in quella mezz’ora del 6 ottobre – racconto della preparazione ma anche dell’attesa di un festival – in un certo modo il mistero è già iniziato.

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Cultura

Arriva in Italia “Segreti sommersi”: l’atteso e inquietante thriller psicologico dell’autrice bestseller Loreth Anne White

Amanti dei gialli e del mistero, questo è il libro che vi terrà svegli tutta la notte! Da oggi arriva finalmente in Italia “Segreti sommersi” (Indomitus Publishing), il nuovo, attesissimo e adrenalinico thriller psicologico firmato da Loreth Anne White, autrice bestseller mondiale con oltre 4 milioni di copie vendute. Siete pronti a fare la conoscenza di Chloe? Una donna solitaria e invisibile che ha un’unica ossessione: spiare di nascosto la vita dei suoi vicini di casa dalle finestre illuminate. L’arrivo di una nuova coppia nel quartiere — Jemma, una bellissima influencer dalla finta vita perfetta, e Adam, brillante chirurgo — stravolgerà tutto. Una mattina, spiando dalla spiaggia nebbiosa, Chloe assiste all’annegamento di una nuotatrice. È l’inizio di un incubo letale in cui le maschere di cera iniziano a cadere, rivelando che i “segreti sommersi” appartengono a tutti, persino a chi osserva nell’ombra. Un domestic thriller impossibile da mettere giù, ricco di colpi di scena, narratori inaffidabili e atmosfere cupe e claustrofobiche. Leggete la nostra recensione completa e preparatevi a sospettare di tutti, persino dei vostri vicini di casa! Volete iniziare subito la lettura? Cliccate per acquistare la vostra copia (disponibile anche su Kindle Unlimited)! 👇

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Segreti Sommersi, cover

Roma – Sotto la superficie piatta, fredda e apparentemente placida dell’acqua, i segreti più oscuri e inconfessabili non muoiono mai per davvero: si limitano ad aspettare pazientemente sul fondo, pronti a tornare a galla quando meno ce lo si aspetta, travolgendo le vite di chi pensava di averli sepolti per sempre. È con questa inquietante, affascinante e magnetica premessa narrativa che sbarca finalmente nel nostro Paese uno dei romanzi più attesi dell’anno dagli amanti del mistero. A partire da oggi, 8 ottobre 2026, la dinamica casa editrice Indomitus Publishing porta nelle librerie fisiche e digitali italiane “Segreti sommersi” (titolo originale dell’opera anglosassone “The Swimmer”, magistralmente tradotto per il nostro mercato da Roberta Marasco). Si tratta del nuovo, adrenalinico domestic thriller e mystery psicologico nato dalla penna geniale di Loreth Anne White. Per chi non fosse avvezzo al genere, parliamo di una vera e propria fuoriclasse assoluta della letteratura di suspense contemporanea: un’autrice bestseller mondiale capace di vendere, nel corso della sua sfolgorante carriera letteraria, l’incredibile cifra di oltre 4 milioni di libri in tutto il globo, opere tradotte in più di venti lingue, e vincitrice del prestigiosissimo premio Canadian Crime Writers Award. Un romanzo che promette di tenere i lettori incollati alle pagine fino a notte fonda, distruggendo ogni certezza capitolo dopo capitolo.

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Ami i colpi di scena impossibili da prevedere, i vicini di casa dal passato oscuro e i misteri psicologici che tolgono il fiato? CLICCA QUI per acquistare subito la tua copia di “Segreti sommersi” di Loreth Anne White su Amazon (disponibile in eBook e formato cartaceo): inizia subito a leggere il thriller più avvincente dell’autunno!

La Trama: l’ossessione, il voyeurismo e le vite (troppo) perfette

Il vero punto di forza di “Segreti sommersi” risiede nella straordinaria, chirurgica e spietata costruzione dei suoi protagonisti, creature letterarie profondamente danneggiate, ambigue e stratificate.
Al centro della complessa ragnatela narrativa troviamo Chloe Cooper, una donna che si autodefinisce “invisibile” per il resto del mondo. Chloe è una figura solitaria, socialmente impacciata, quasi ai margini della società: passa le sue monotone giornate portando a spasso i cani dei quartieri ricchi, servendo cocktail ai banconi dei bar e accudendo pazientemente una madre gravemente malata. Ma la vera vita di Chloe, quella che pulsa di ossessione e adrenalina, è rigorosamente nascosta nell’ombra, proprio dietro i vetri delle finestre illuminate dei suoi vicini di casa. Chloe osserva le vite altrui in modo maniacale, inventando storie su di loro, nutrendosi delle loro esistenze di riflesso, senza mai avvicinarsi realmente a nessuno per paura di esporsi. Il suo equilibrio voyeuristico viene però irrimediabilmente sconvolto dal nuovo, scintillante arrivo nel quartiere: Jemma Spengler e suo marito Adam. Jemma è una bellissima e celebre influencer dal sorriso perennemente perfetto a favore di telecamera o smartphone; Adam è un chirurgo di grandissimo successo, un marito devoto e innamorato. Sono ricchi, bellissimi e si sono appena trasferiti nelle lussuose e isolate coste del Pacifico Nord-Occidentale per un agognato nuovo inizio. L’obiettivo della coppia è chiaro: salvare un matrimonio in crisi profonda e seppellire un passato tragico e ingombrante che li tormenta. La loro nuova e costosissima casa è dotata di immense vetrate spalancate sull’oceano e sul mondo circostante. Le loro vite patinate sono costantemente esposte, ma risultano al contempo troppo perfette per essere vere, e proprio per questo infinitamente troppo vulnerabili. Fin dal primo momento in cui mette piede nella nuova abitazione, l’influencer Jemma prova subito sulla propria pelle la snervante, gelida e insopportabile sensazione di essere costantemente osservata da qualcuno nell’ombra. La miccia del thriller si accende definitivamente in una fredda e nebbiosa mattina su una spiaggia apparentemente deserta. Nascosta dalla fitta coltre di nebbia, Chloe assiste silenziosamente a un evento traumatico: una nuotatrice solitaria in mezzo alle onde, un corpo che affonda improvvisamente. Un omicidio in piena regola. Nella mente di Chloe il sospetto inizia a insinuarsi prepotentemente come gelida acqua salmastra: quei nuovi e scintillanti vicini forse nascondono qualcosa di profondamente oscuro e letale dietro i loro sorrisi plastificati da copertina. Ma mentre la brillante e tenace detective incaricata del delicato caso inizia a stringere inesorabilmente il cerchio delle indagini attorno ai sospettati, le maschere di cera dei protagonisti iniziano a sciogliersi e a cadere in frantumi, una dopo l’altra. Si scopre ben presto che i proverbiali “segreti sommersi” non appartengono affatto soltanto agli insospettabili coniugi Spengler. Anche la solitaria e sfuggente Chloe è portatrice di verità inconfessabili, dimostrando di non essere soltanto l’unica spettatrice passiva della vicenda. In questo letale e claustrofobico intreccio di sguardi furtivi, morbose ossessioni, finta perfezione social e menzogne reiterate, la domanda che tiene il lettore col fiato sospeso diventa una sola: chi sta davvero osservando chi?

Il parere dell’editore e lo stile inconfondibile dell’autrice

L’arrivo di questo romanzo nel mercato italiano rappresenta un evento editoriale di assoluto rilievo per gli appassionati del genere domestic suspense e dei misteri psicologici.
“I tantissimi lettori di lingua inglese, che hanno già divorato il libro, lo descrivono unanimemente come un romanzo a cui è fisicamente impossibile rinunciare: una storia oscura che tiene il lettore incollato dalla primissima all’ultima pagina, costruita magistralmente su colpi di scena del tutto inaspettati, personaggi curati nei minimi dettagli psicologici e ambientazioni rese con rara maestria visiva”, ha commentato orgogliosamente Davide Radice, il poliedrico editore della casa editrice indipendente Indomitus Publishing, che ha creduto fortemente nel progetto curando l’edizione italiana in ogni dettaglio, dalla scelta della traduzione fino alla raffinata veste grafica. Il pubblico ha dimostrato di apprezzare in modo particolare lo stile narrativo evocativo dell’autrice, profondamente capace di evocare emozioni forti, sensazioni tattili e atmosfere nebbiose cariche di tensione. Una suspense che non nasce dai classici inseguimenti o dall’azione frenetica e caciarona dei film d’azione hollywoodiani, bensì dai sottili legami psicologici che intercorrono tra le persone e dai segreti inconfessabili taciuti all’interno delle mura domestiche. La critica letteraria specializzata e i blog di settore non hanno esitato a definire “Segreti sommersi” un thriller psicologico tagliente come un bisturi, consacrandolo senza dubbio tra i migliori titoli in uscita nel corso dell’anno 2024 (data della pubblicazione originale). Il libro vanta una solida struttura narrativa a punti di vista multipli incrociati e un ritmo serratissimo che non concede un attimo di respiro. Loreth Anne White è a tutti gli effetti un’autrice dotata di una firma stilistica immediatamente riconoscibile, fatta di ossessione patologica, solitudine umana, menzogne stratificate e cruda vendetta. Dopo una lunga carriera come giornalista sul campo, avendo lavorato intensamente sia in Sudafrica che in Canada, oggi vive pacificamente nel Pacifico nord-occidentale, l’esatta ambientazione cupa e piovosa in cui fa muovere i personaggi di questo splendido romanzo. “Segreti sommersi” (386 pagine di pura tensione) è disponibile in formato eBook al prezzo speciale di € 6,99 (in esclusiva su Amazon e incluso gratuitamente nel programma Kindle Unlimited), e in una curatissima edizione paperback (cartaceo) al costo di € 18,99, reperibile nelle migliori librerie fisiche e su tutti gli store online di settore.

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