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Cronaca

Gran Sasso, chiamano il soccorso alpino per il temporale a 2600 metri e poi rifiutano di scendere

🚨 INCREDIBILE SUL GRAN SASSO! Cinque escursionisti sorpresi dal temporale a 2600 metri attivano il 112 per l’emergenza. Il Soccorso Alpino Abruzzo parte a piedi nella notte da Campo Imperatore e li raggiunge alla Conca degli Invalidi, ma una volta arrivati i ragazzi rifiutano il soccorso: “Restiamo qui in tenda”. Scoppia la polemica sullo spreco dei soccorsi 👇#gransasso #soccorsoalpino #campoimperatore #abruzzocronaca #teramo #montagna #sicurezza #pagineutili

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Soccorso Alpino

Il blitz notturno dei tecnici della stazione di Teramo partiti a piedi da campo imperatore

Gran Sasso – Una singolare e complessa vicenda di cronaca montana legata alla gestione dei soccorsi in alta quota e alla responsabilità individuale degli escursionisti ha impegnato duramente gli operatori sanitari e i tecnici specializzati nel cuore del massiccio abruzzese durante la scorsa notte. Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico della macro regione Abruzzo è stato attivato d’urgenza nel corso della tarda serata di ieri da parte degli operatori della Centrale Operativa del cento diciotto della città di Teramo. L’allarme faceva riferimento alla presenza di un gruppo composto da cinque escursionisti italiani che si trovavano in evidente stato di difficoltà e bloccati a circa duemila seicento metri di quota sulle vette del Gran Sasso d’Italia, dopo essere stati sorpresi e accerchiati da un improvviso e violento temporale estivo caratterizzato da forti raffiche di vento e scariche di fulmini.
I cinque ragazzi avevano inizialmente contattato i centralini del Numero Unico di Emergenza centododici per ricevere indicazioni immediate sul comportamento corretto da adottare in mezzo alla tempesta, comunicando successivamente agli operatori di trovarsi in una reale e preoccupante situazione di emergenza ambientale e di non essere più in grado di proseguire lungo il sentiero. La Centrale Operativa del cento diciotto ha prontamente informato gli escursionisti che sarebbero stati ricontattati a breve dagli specialisti del Soccorso Alpino abruzzese allo scopo di acquisire ulteriori dettagli geografici e tecnici fondamentali per la pianificazione dell’intervento di recupero notturno a piedi.

Il mancato contatto telefonico e il raggiungimento della conca degli invalidi sotto la pioggia

Tuttavia, subito dopo aver concluso la prima drammatica telefonata con i soccorritori, il gruppo di escursionisti ha commesso l’errore di spostarsi lungo il crinale montuoso, addentrandosi in un’area completamente priva di copertura e segnale telefonico. Questo spostamento ha reso impossibile qualsiasi successivo contatto radio o telefonico da parte delle squadre di terra, impedendo la geolocalizzazione esatta del punto di stazionamento. In totale assenza di informazioni più dettagliate e non potendo verificare le reali condizioni fisiche e di salute delle persone coinvolte nella bufera, il Soccorso Alpino e Speleologico d’Abruzzo ha dovuto disporre comunque l’invio immediato di una squadra di tecnici alpini per evitare il peggio.
I soccorritori, partiti a piedi nel cuore della notte dalla base logistica di Campo Imperatore sotto la pioggia battente, hanno intrapreso una faticosa marcia di risalita verso le vette, raggiungendo con non poche difficoltà la zona impervia della Conca degli Invalidi. In questo punto i tecnici dell’Arma sono riusciti finalmente a individuare la posizione dei cinque escursionisti, i quali nel frattempo avevano montato le proprie attrezzature da campeggio e avevano trovato un riparo sicuro all’interno delle loro tende personali. Una volta verificato che tutti i componenti del gruppo erano in perfette condizioni di salute e avendo constatato il progressivo miglioramento delle condizioni meteorologiche sulla Marsica, i tecnici hanno invitato il gruppo a rientrare immediatamente con loro verso Campo Imperatore.

Il rifiuto dell’accompagnamento a Campo Imperatore e le regole per la sicurezza in montagna

A quel punto si è consumato l’evento più controverso della notte, poiché gli escursionisti hanno rifiutato categoricamente l’accompagnamento a valle proposto dai professionisti, dichiarando di non avere più alcuna necessità di assistenza medica e di voler trascorrere tranquillamente la notte sul posto all’interno delle tende per poi riprendere il cammino l’indomani. L’intervento delle squadre di terra si è concluso così con il solo rientro dei soccorritori alle prime luci dell’alba di oggi. Questo episodio evidenzia quanto sia fondamentale affrontare la montagna e le escursioni appenniniche con la necessaria preparazione fisica, tecnica e soprattutto con la massima consapevolezza civica.
Una richiesta di soccorso deve essere effettuata solo in presenza di una reale situazione di pericolo per la vita e, una volta attivato il sistema di emergenza dello Stato, risulta indispensabile mantenere i contatti radio con le centrali e seguire le indicazioni fornite dagli operatori. Comportamenti difformi possono compromettere la corretta valutazione dello scenario da parte del cento diciotto e comportare l’impiego e lo spreco di importanti risorse umane ed economiche di soccorso pubblico, senza che sia possibile verificare tempestivamente le reali esigenze delle persone. La redazione del giornale continuerà a sensibilizzare i lettori sulle guide della sicurezza in montagna, riportando i vademecum ufficiali del Soccorso Alpino per prevenire gli incidenti in quota.

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Cronaca

Treviso – Tredicenne si butta dalla finestra della scuola , dietro al gesto estremo possibile bullismo

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scuola

Traviso-  Dramma durante la ricreazione in un istituto medio: il ragazzo si ferisce, sale al primo piano e si lascia cadere. È ricoverato in ospedale con gravi fratture. Gli studenti: «Deriso per il modo di parlare»

n volo di quasi quattro metri dal primo piano di una scuola media nell’hinterland di Treviso, preceduto da tagli autoinflitti e consumato nel silenzio di una mattinata che sembrava uguale a tante altre. È il dramma vissuto lunedì scorso da un tredicenne, alunno dell’ultimo anno, ora ricoverato in ospedale con fratture gravi e sul quale i medici mantengono il massimo riserbo, monitorando in particolare l’entità delle lesioni interne per scongiurare conseguenze permanenti. Sulla vicenda, che ha scosso profondamente la comunità scolastica e le famiglie, si allunga ora in modo netto l’ombra del bullismo.

Secondo quanto ricostruito attraverso le testimonianze raccolte tra i banchi, il ragazzino avrebbe covato un disagio profondo, alimentato da episodi di scherno mai emersi chiaramente prima. «Veniva preso in giro da alcuni compagni per il modo di parlare», raccontano i ragazzi che frequentano lo stesso istituto, delineando il quadro di una sofferenza rimasta silenziosa.

La sequenza dell’accaduto fotografa una dinamica rapidissima. Durante la ricreazione, il tredicenne era rientrato nell’edificio con la scusa di dover andare in bagno. All’interno della toilette si sarebbe procurato delle ferite alle braccia. Poi, eludendo la sorveglianza e passando davanti alla sua classe al piano terra senza essere notato, ha raggiunto le scale, è salito al primo piano e, dopo aver aperto una porta di sicurezza, si è lasciato cadere nel vuoto.

A dare l’allarme sono stati insegnanti, collaboratori scolastici e alcuni compagni che lo hanno visto riverso a terra. L’ambulanza del 118, giunta tempestivamente sul posto insieme ai carabinieri, ha stabilito le condizioni critiche del minore prima del trasferimento al pronto soccorso.

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Cronaca

Addio a Wilma De Angelis , cantante e star della cucina in tv

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Wilma De Angelis

Redazione- Il mondo dello spettacolo e della musica piange la scomparsa di Wilma De Angelis, che si è spenta nella giornata di oggi, domenica 11 ottobre 2026, a 96 anni, A dare l’annuncio della scomparsa è stato il nipote, Fabio De Angelis, a cui era particolarmente legata. L’artista non si era mai sposata e non ha mai avuto figli, da diversi anni era vedova del suo compagno storico.

L’esperienza professionale di Wilma De Angelis è iniziata prestissimo, già negli anni ’50, quando ha iniziato a cantare, la popolarità è coincisa con il suo approdo al Festival di Sanremo, datato 1959, dove si è presentata con “Nessuno” e “Per tutta la vita”. Quella fase l’ha poi portata a partecipare la Festival di Napoli, dove si è esibita con “Cerasella”, affiancata da Gloria Christian, a cui ha fatto seguito un duetto storico con Mina.

La cantante è po tornata sul palco dell’Ariston l’anno successivo, dove si è presentata con “Quando vien la sera”, brano che le consente di ottenere un ottimo terzo posto con “Joe Sentieri”, oltre che con la canzone “Splende l’arcobaleno”. E’ però il 1961 l’anno più significativo, l’anno in cui interpreta, sempre al Festival, quella che può essere considerata la sua canzone simbolo, “Patatina”, un brano di Gianni Meccia ripetuto dallo stesso autore. La canzona non ha raggiunto la finale, ma è ancora amatissima e ricordata anche dai più giovani, non a caso è stata uno spunto per quello che è rimasto il suo soprannome, “Miss Patatina” o “La Patatina della canzone italiana”.

Il curriculum di Wilma De Angelis prevede complessivamente nove partecipazioni a Sanremo.

La carriera di Wilma De Angelis è stata trasversale, le ha permesso di ottenere anche importanti successi sul piccolo schermo.

Lei è stata una delle prime a condurre un programma di cucina, genere oggi onnipresente sui palinsesti. A puntare su di lei è stato Paolo Limiti, che l’ha voluta alla guida di “Telemenù”, poi diventato “Sale, pepe e fantasia”, in onda su Telemontecarlo da fine anni ’70 per ben 18 anni. I fornelli sono così diventati per lei un po’ il suo mondo, a quello hanno fatto seguito altri format amati dal pubblico, come “La spesa di Wilma”, “Complimenti allo chef”,” A pranzo con Wilma”, occasione per mettersi alla prova con ricette interessanti, che lei cucinava in prima persona, ma anche per conoscere diversi Vip, che lei ospitava in ogni puntata.

L’amore per la musica non si è però mai ovviamente del tutto spento in lei, negli anni ’80 ha così deciso di incidere nuovamente alcuni dischi, affiancata da Ricky Gianco e gli Oldies.

Non sono mancate anche alcune esperienze da attrice, come quella nel film “Femmine contro maschi”, diretto da Fausto Brizzi. Tanti ricordano inoltre la sua versione di “Bad Romance” di Lady Gaga, diventata “Dimmi di sì”.

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Paradosso a Trieste, volontari pro-migranti in sciopero: “Sospendiamo gli aiuti, siamo minacciati e aggrediti da loro”

Ha del clamoroso la protesta andata in scena a Trieste: i volontari pro-migranti che da anni presidiano Piazza Libertà per accogliere i profughi della Rotta Balcanica sono entrati in sciopero contro… i migranti stessi! Le storiche associazioni “Linea d’Ombra” e “Fornelli Resistenti” hanno incrociato le braccia, annunciando che per un’intera settimana non forniranno più cibo, cure e assistenza. Il motivo? Sono stati minacciati, insultati e aggrediti fisicamente! Gian Andrea Franchi, vicepresidente di Linea d’Ombra, ha rivelato una situazione fuori controllo: “Un ex detenuto afghano ci ha quasi strattonati e aggrediti verbalmente. Ci accusa assurdamente di essere la causa del suo arresto!”. Questo individuo, spalleggiato da un connazionale, starebbe istigando e influenzando anche un gruppetto di altri migranti presenti nella piazza, rendendo impossibile per i volontari operare in sicurezza senza rischiare l’incolumità personale. Un vero e proprio cortocircuito dell’accoglienza! Leggete il nostro articolo per tutti i dettagli di questo amaro paradosso. E a proposito di aggressioni in strada, non lasciate mai sguarnita la vostra abitazione: proteggete la vostra famiglia con il potentissimo Kit di Videosorveglianza Smart con allarme integrato, oggi in clamoroso sconto su Amazon! 👇

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migranti

Trieste  – Per anni, il piazzale antistante la stazione ferroviaria di Trieste è stato il crocevia disperato e silenzioso di migliaia di esseri umani. Piazza Libertà è storicamente nota alle cronache come il punto di approdo finale, il capolinea italiano della famigerata e durissima “rotta balcanica”. Qui, ogni giorno e ogni notte, esseri umani stremati dai chilometri percorsi a piedi trovano, o meglio trovavano, un primo pasto caldo e medicazioni basilari. A fornire questo fondamentale e instancabile supporto logistico e umano sono sempre state le associazioni di volontariato locale. Eppure, in queste ore, è andato in scena un clamoroso e amaro paradosso che sta facendo discutere l’intera città e la politica nazionale: i volontari hanno deciso di incrociare le braccia, proclamando una sorta di clamoroso “sciopero bianco” dell’assistenza. Il motivo? Sono diventati bersaglio di pesanti aggressioni, minacce fisiche e insulti perpetrati proprio da alcuni dei migranti richiedenti asilo che da anni cercano di aiutare.

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La drastica decisione: stop a cibo e cure per una settimana

A prendere questa drastica, dolorosa ma inevitabile decisione sono state le storiche associazioni Linea d’Ombra e Fornelli Resistenti, i cui membri presidiano instancabilmente Piazza Libertà con banchetti, pentoloni di cibo fumante e kit di primo soccorso. I responsabili hanno comunicato ufficialmente che, per l’intera durata di una settimana, verrà meno il loro encomiabile impegno quotidiano nell’offrire supporto e rifornimenti a chi arriva in Italia. Non si tratta di un passo indietro rispetto ai propri ideali di solidarietà e accoglienza, bensì di un grido di allarme disperato legato alla tutela della propria incolumità personale. La situazione in piazza è infatti drasticamente degenerata negli ultimi tempi: i volontari hanno denunciato pubblicamente, senza mezzi termini, di aver subito ripetute e gravi minacce da parte di pusher stranieri che gravitano nell’area e da un gruppo specifico di immigrati stanziali nella zona.

Il racconto del vicepresidente: “Aggrediti e strattonati”

A fare luce sulle precise dinamiche che hanno portato al blocco delle attività assistenziali è stato Gian Andrea Franchi, storico vice presidente dell’associazione Linea d’Ombra, che ha spiegato la complessa situazione alla stampa locale triestina. «In questi ultimi giorni si sono verificati episodi spiacevoli, gravissimi e del tutto inaccettabili», ha dichiarato Franchi, visibilmente amareggiato per la piega presa dagli eventi. Il vicepresidente ha puntato il dito contro un individuo in particolare, descritto come un soggetto altamente instabile e pericoloso. «Un cittadino afghano, che ha alle spalle un passato da ex detenuto, ci ha ripetutamente minacciati e ci ha aggrediti verbalmente in modo estremamente violento, arrivando quasi a strattonarci fisicamente durante lo svolgimento delle nostre mansioni volontarie».

La dinamica: l’ex detenuto, le accuse e l’influenza sul gruppo

Ma cosa ha scatenato un simile livello di astio nei confronti di chi distribuisce cibo e coperte gratuitamente? La spiegazione, paradossale, risiede nelle logiche distorte della microcriminalità di strada. Secondo quanto riportato, questo cittadino afghano (un volto già ampiamente noto alle forze dell’ordine locali per i suoi trascorsi giudiziari) avrebbe maturato l’insana e infondata convinzione che i volontari stessi siano in qualche modo i diretti responsabili della sua passata incarcerazione, riversando su di loro accuse deliranti e una rabbia cieca. Il problema è che l’individuo non sta agendo in solitaria. «Lui e un altro suo connazionale stanno purtroppo influenzando negativamente anche altri migranti che si trovano in piazza», ha spiegato ancora Franchi. «Si tratta in realtà di un piccolo gruppo di facinorosi, ma la situazione generale è diventata talmente problematica e tesa da non garantirci più i requisiti minimi di sicurezza per poter operare serenamente». Il presidio solidale si ferma, dunque, lasciando un vuoto nell’accoglienza ma accendendo un faro ineludibile sul problema della gestione della sicurezza e della criminalità nelle zone di frontiera, dove la solidarietà rischia, drammaticamente, di trasformarsi in un bersaglio.

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