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L’Aquila Capitale della Pace, il “Medico di Gaza” commuove la città: “Il perdono è l’unica cura contro la guerra”

Come si può sopravvivere alla morte violenta di tre figlie a causa di un bombardamento senza cedere all’odio cieco e alla sete di vendetta? Questa è la straordinaria, tragica e immensa storia del professor Izzeldin Abuelaish, conosciuto in tutto il mondo come “il medico di Gaza” e autore dell’acclamato best-seller “Non odierò”. Questa mattina il professore ha incontrato la stampa a L’Aquila, commuovendo tutti i presenti con parole indimenticabili: “L’unica medicina per curare la malattia della guerra è il perdono, dobbiamo imparare a vedere l’umanità negli altri”. Il medico si trova nel capoluogo abruzzese per partecipare domani mattina all’importantissima Giornata Internazionale del Perdono, organizzata presso la Scuola della Guardia di Finanza di Coppito insieme a ospiti del calibro di Daniel Lumera. La sua presenza è un omaggio fortissimo all’Aquila, città che Papa Francesco ha incoronato “Capitale del Perdono e della Pace” nel segno della storica eredità di Celestino V. Leggete il nostro approfondimento per scoprire la storia di quest’uomo meraviglioso che ha sconfitto la guerra con l’amore. Siete alla ricerca di una storia vera che vi cambi la vita e vi scaldi il cuore? Scoprite l’imperdibile libro autobiografico del Dottor Abuelaish! 👇

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IZZELDIN ABUELAISH

L’Aquila – Ci sono dolori talmente immensi e insopportabili che l’animo umano, per mero istinto di sopravvivenza, tende a trasformare quasi inevitabilmente in odio cieco e desiderio di vendetta. Eppure, nelle pieghe più oscure delle tragedie umane e dei conflitti bellici che insanguinano il nostro presente, emergono figure straordinarie capaci di ribaltare questo paradigma, trasformando il lutto più straziante in un disperato ma potentissimo messaggio di riconciliazione universale. È questo il caso del professor Izzeldin Abuelaish, conosciuto in tutto il mondo come “il medico di Gaza”. Questa mattina, nella splendida cornice del Palazzetto dei Nobili dell’Aquila, Abuelaish ha incontrato la stampa locale e nazionale, portando in dote una testimonianza di vita che ha letteralmente ammutolito e commosso i presenti. Il celebre medico si trova nel capoluogo abruzzese per partecipare alla prestigiosa Giornata Internazionale del Perdono (il cui tema di quest’anno è “Il Perdono nutre il mondo”), che si terrà domani mattina a partire dalle ore 8:30 presso l’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza di Coppito. L’incontro odierno con i giornalisti è stato un momento di altissima riflessione morale, un faro di speranza in un’epoca storica tristemente e pesantemente segnata dal ritorno dei grandi conflitti armati internazionali.

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“Non odierò”: la tragedia personale e la forza del perdono

Durante la conferenza stampa, il professore ha scandito parole che pesano come macigni e che risuonano come un monito per i potenti della Terra: «Grazie per avermi invitato a questo incontro, che è fondamentale soprattutto in questo tempo caratterizzato da sfide complesse e sanguinarie. Stiamo parlando di Perdono e dobbiamo chiederci tutti che cos’è, cosa possiamo fare e quali sono le sue ragioni in un mondo in cui attualmente si scontrano guerre feroci, violenze inaudite e discriminazioni. Abbiamo un disperato bisogno del perdono e della giustizia per curare l’epidemia della guerra con la pace, con l’armonia, con la compassione e con l’uguaglianza. Il perdono è la chiave vitale per muoverci verso un mondo migliore, per non lasciare indietro nessuno. È importante educare l’umanità a guardarsi dentro, affinché ciascuno possa vedere la propria umanità riflessa negli altri. Il perdono è il pilastro per la stabilità del mondo». Parole che assumono una valenza incalcolabile e quasi miracolosa se si conosce la drammatica storia di Izzeldin Abuelaish: medico palestinese, autore dell’acclamato libro “Non odierò”, ha perso tragicamente e brutalmente tre delle sue amate figlie durante un pesantissimo bombardamento. Un evento che avrebbe distrutto la psiche di chiunque, ma che lui ha incredibilmente deciso di incanalare in un instancabile impegno globale e accademico (attualmente vive in Belgio e insegna all’Università di Lovanio) per sradicare l’odio e promuovere la convivenza pacifica tra i popoli del Medio Oriente.

L’Aquila, la Perdonanza e gli ospiti della Giornata Internazionale

La presenza del medico palestinese nel capoluogo abruzzese non è affatto casuale, ma rappresenta un incastro spirituale e civico perfetto. L’Aquila, infatti, si fregia dell’altissimo titolo di Capitale del Perdono, della Riconciliazione e della Pace: una definizione solenne e storica pronunciata dallo stesso Papa Francesco durante la sua memorabile visita del 28 agosto 2022, in occasione della storica Perdonanza Celestiniana. Alla città ferita dal sisma è stata affidata una complessa missione spirituale e universale: attualizzare nel tormentato presente il profetico messaggio di Papa Celestino V, promuovendo gesti e opere concrete di pacificazione tra i popoli e tra gli individui. Dopo l’emozionante incontro con i cronisti, il prof. Abuelaish è stato ricevuto ufficialmente a Palazzo Margherita dal vicesindaco dell’Aquila, Raffaele Daniele, con il quale si è intrattenuto in un lungo e cordiale colloquio privato sulle sue instancabili attività di operatore di pace. Domani mattina, alla Giornata Internazionale del Perdono presso la caserma della Guardia di Finanza, il medico di Gaza non sarà solo: ad accompagnarlo in questo intenso percorso di riflessione collettiva ci saranno altre figure di spicco del panorama culturale e spirituale, tra cui l’autore Daniel Lumera, don Francesco Fiorillo e Davide Simone Cavallo. Un appuntamento imperdibile per chi crede ancora che, nonostante il fragore delle armi, la voce dell’umanità possa ancora essere ascoltata.

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Milano, la musica cura la mente: laboratori, filosofia e il concerto di Sanfilippo per scardinare il tabù sulla salute mentale

La salute mentale non deve più essere un tabù di cui vergognarsi, ma una responsabilità condivisa da affrontare insieme! Con questo spirito rivoluzionario, sabato 24 ottobre 2026, il centro PARCO alla Barona di Milano ospiterà “Divergenze Convergenti”, un evento straordinario e totalmente gratuito inserito nel cartellone del Milano4MentalHealth. Un intero pomeriggio dedicato al benessere psicologico in cui la musica, l’arte e la filosofia diventeranno veri e propri strumenti di cura. Ci saranno laboratori di musicoterapia per bambini (per imparare l’ascolto e la relazione attraverso il suono) e sessioni di consulenza filosofica per adulti, dove la musica si trasformerà nella chiave per sbloccare le emozioni represse. La serata proseguirà con un meraviglioso percorso multimediale dedicato ai grandi e tormentati geni della musica (da Schumann alla compianta Amy Winehouse, analizzando il legame tra genio artistico e fragilità psichiatrica) e si concluderà con il live del raffinato cantautore Claudio Sanfilippo. Presenti anche info-point gratuiti con professionisti pronti a orientare i cittadini sui percorsi di sostegno psicologico. Leggete l’articolo completo per tutti gli orari e le modalità di prenotazione! Sapete che suonare abbassa lo stress e cura l’ansia? Scoprite questo strumento musicale professionale in offerta! 👇

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La consulente filosofica Cristina Alabastro

Milano – In una società contemporanea sempre più frenetica, alienante e iper-competitiva, il tema del benessere psicologico e della salute mentale rappresenta ancora, purtroppo, un gigantesco tabù sociale da nascondere o stigmatizzare. È proprio per abbattere questi anacronistici pregiudizi e per trasformare la fragilità in una potentissima risorsa condivisa che nasce “Divergenze convergenti”, un appuntamento imperdibile e straordinariamente innovativo inserito all’interno del ricco cartellone della quinta edizione di Milano4MentalHealth (la grande iniziativa promossa dal Comune di Milano). L’evento, totalmente gratuito, si terrà sabato 24 ottobre 2026, dalle ore 15.00 fino alle 22.00, presso gli spazi del moderno centro polifunzionale e multidisciplinare PARCO (Polillo ARt COntainer), situato nel cuore del quartiere Barona in via Binda 30. A promuovere questa illuminante giornata di riflessione sono due realtà attivissime sul territorio: l’associazione Genitori e Figli Educational (eGeF), specializzata nella costruzione della salute fin dall’infanzia integrando cultura scientifica e umanistica, e AHUM, storica associazione culturale milanese. L’obiettivo della manifestazione non è quello di calare dall’alto gelide diagnosi o risposte mediche definitive, ma di creare le condizioni umane, emotive e relazionali per porsi nuove domande, imparando a guardare se stessi e gli altri con una rinnovata e profonda empatia attraverso il formidabile potere della musica, dell’arte e della consulenza filosofica.

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Musicoterapia e Filosofia: i laboratori per ritrovare se stessi

Il densissimo programma del pomeriggio milanese si aprirà alle ore 15.30 con uno spazio interamente dedicato ai più piccoli: il laboratorio musicale “Dal caos all’ascolto” (rivolto ai bambini dai 6 ai 10 anni). Guidati dall’esperienza del musicoterapeuta Mirko Banfi, i piccoli partecipanti verranno incoraggiati all’esplorazione libera della voce e del linguaggio corporeo, utilizzando piccoli strumenti e oggetti sonori per dare vita a una vera e propria composizione musicale condivisa, imparando i valori cruciali dell’attesa, dell’attenzione e della relazione. Alle 16.00 (con un’attesa replica alle 17.30) prenderà il via uno dei momenti più profondi della giornata: “Armonie e dissonanze. L’arte di accordar-si”. Si tratta di un laboratorio sperimentale di pratica filosofica e ascolto musicale aperto agli adulti e coordinato da Cristina Alabastro, rinomata esperta delle sottili connessioni tra filosofia e psichiatria. In questo contesto, la musica non sarà un semplice sottofondo, ma fungerà da potente “innesco emotivo” capace di aprire i cassetti della memoria, facendo riaffiorare ricordi, traumi e stati d’animo sopiti. Il dialogo filosofico fornirà poi ai partecipanti gli strumenti cognitivi per riconoscere e interrogare ciò che è emerso dalle note, trasformando l’ascolto in un’occasione concreta di crescita e pacificazione personale. Alle 17.00, Mirko Banfi tornerà in cattedra per animare “Io, tu, noi”, un entusiasmante workshop musicale rivolto ad adolescenti e adulti, basato sull’improvvisazione sonora collettiva come strumento per costruire fiducia reciproca e senso di appartenenza sociale.

Le fragilità dei geni musicali e il concerto di Sanfilippo

L’affascinante confine tra il genio artistico e il tormento psicologico sarà invece esplorato alle ore 19.00 grazie a “Fragili frequenze”, un racconto multimediale (fatto di video, rare fotografie ed estratti cinematografici) sapientemente ideato e condotto da Antonio Ribatti, direttore artistico di AHUM. L’incontro analizzerà come la “divergenza” mentale e la vulnerabilità psicologica si siano trasformate in una miracolosa rivelazione artistica per alcuni dei più grandi, immensi e tormentati protagonisti della storia della musica mondiale: dal compositore romantico Robert Schumann, devastato dalle allucinazioni, al virtuoso del basso Jaco Pastorius, afflitto da un grave disturbo bipolare; dal genio sregolato del jazz Thelonious Monk fino ad arrivare all’anima fragile e dolorosa della compianta Amy Winehouse, la cui voce inarrivabile nascondeva abissi incolmabili di sofferenza e dipendenza. La giornata si chiuderà in bellezza alle ore 20.30 con l’atteso recital dal vivo di Claudio Sanfilippo, nome di punta, raffinatissimo cantautore, scrittore e poeta (nonché storico autore per leggende come Mina ed Eugenio Finardi). Nella sua performance milanese si mescoleranno intime canzoni “fatte a mano” e preziosi momenti di dialogo diretto con il pubblico in sala. Durante l’intero evento, il centro PARCO metterà a disposizione dei cittadini diversi e utili punti informativi per l’orientamento sulla salute mentale, offrendo materiali e indicazioni preziose sui percorsi pubblici e privati di prevenzione, sostegno psicologico e cura. L’ingresso a tutte le attività, in via Binda 30, è completamente gratuito (con prenotazione obbligatoria per i laboratori sul sito ufficiale di Milano4MentalHealth).

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“Oltre la Soglia”: Roma svela i suoi segreti, quattro celebri basiliche aprono al pubblico luoghi nascosti e inaccessibili

La Capitale svela finalmente i suoi segreti più intimi e inaccessibili! Da ottobre a dicembre 2026 prende il via il fantastico progetto “Oltre la Soglia”, promosso dalla Diocesi di Roma in collaborazione con Orpheo. Questa iniziativa straordinaria offre a turisti e cittadini l’occasione irripetibile di partecipare a visite guidate in quattro delle basiliche più belle e importanti del centro storico, esplorando spazi normalmente chiusi al pubblico! Potrete scendere nei sotterranei millenari e nel coro di Papa Pasquale II a San Lorenzo in Lucina, o ammirare la sagrestia più bella di Roma a Sant’Andrea della Valle. Il percorso (condotto da guide professioniste) vi porterà anche nella mistica cripta del martirio a San Lorenzo in Panisperna e alla scoperta delle reliquie nella cripta-confessione della maestosa Basilica dei Santi XII Apostoli. Un viaggio unico tra i capolavori di Bernini e i misteri dell’antica Roma paleocristiana! Trovate tutte le info su biglietti e date nel nostro articolo completo. Avete in programma una vacanza a Roma e volete esplorarla a piedi senza distruggervi le ginocchia? Abbiamo la soluzione che vi salverà il viaggio! 👇

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Basilica di San Lorenzo in Lucina

Roma – Esiste una Roma monumentale, luminosa e conosciuta in tutto il mondo, immortalata da milioni di macchine fotografiche ogni giorno. E poi esiste una Roma segreta, silenziosa e sotterranea, fatta di antiche cripte paleocristiane, sagrestie affrescate inaccessibili al pubblico e cori medievali celati dietro maestosi altari barocchi. È proprio per svelare questo inestimabile patrimonio nascosto che, da ottobre a dicembre 2026, la Diocesi di Roma lancia l’attesissimo progetto culturale “Oltre la Soglia”. Realizzato in stretta e proficua collaborazione con Orpheo, l’iniziativa propone un affascinante e inedito ciclo di visite guidate nel cuore pulsante del centro storico della Capitale. L’obiettivo dell’ambizioso progetto è quello di offrire, sia ai milioni di turisti che affollano la Città Eterna sia ai cittadini romani, percorsi immersivi dedicati alla conoscenza del patrimonio artistico, storico e religioso, garantendo per la prima volta l’accesso esclusivo ad aree archeologiche e spirituali normalmente severamente precluse ai tradizionali percorsi di visita. Questa prima, imperdibile fase autunnale coinvolgerà quattro gioielli assoluti dell’architettura sacra romana: la Basilica di San Lorenzo in Lucina, la Basilica di Sant’Andrea della Valle, la Basilica di San Lorenzo in Panisperna e l’imponente Basilica dei Santi XII Apostoli.

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Da Tosca a Bernini: i tesori di Sant’Andrea e San Lorenzo in Lucina

I partecipanti al progetto “Oltre la Soglia” saranno sempre accompagnati da guide turistiche professioniste e storici dell’arte, pronti a illustrare le vicende millenarie e i segreti celati dietro ogni affresco. Il percorso all’interno della sontuosa Basilica di Sant’Andrea della Valle promette di lasciare i visitatori senza fiato. Oltre a poter ammirare la spettacolare navata, la famosa “Cappella della Tosca” (che ispirò il capolavoro operistico del maestro Giacomo Puccini), l’abside magistralmente dipinta da Mattia Preti e l’immensa cupola affrescata da Giovanni Lanfranco, il vero privilegio sarà l’apertura eccezionale della sagrestia. Questo ambiente monumentale, definito addirittura da Papa Pio IX come “la migliore sagrestia di tutta Roma”, stupirà i presenti per la ricchezza dei suoi decori. L’itinerario culminerà con la salita alla cantoria in controfacciata, un punto di vista rialzato e insolito da cui dominare l’intero spettacolo barocco della navata. Non meno emozionante sarà l’esplorazione della Basilica di San Lorenzo in Lucina. Qui, tra le inestimabili testimonianze paleocristiane e i capolavori pittorici e scultorei lasciati in eredità da giganti come Guido Reni e Gian Lorenzo Bernini, le guide condurranno il pubblico alla scoperta dell’antichissimo coro di Papa Pasquale II, un gioiello architettonico celato proprio alle spalle dell’altare maggiore. Il viaggio proseguirà letteralmente nelle viscere della terra, sbloccando l’accesso ai sotterranei della basilica romana, dove ancora oggi si conservano miracolosamente le affascinanti tracce archeologiche della più antica comunità cristiana legata a questo sacro luogo.

Le Cripte del Martirio: Panisperna e Santi XII Apostoli

La discesa nella storia più profonda e mistica della cristianità romana continua varcando le soglie della Basilica di San Lorenzo in Panisperna, situata nell’omonimo e pittoresco rione romano. Qui l’itinerario conduce direttamente nella cripta sotterranea, il luogo carico di devozione e spiritualità tradizionalmente e storicamente identificato con il sito esatto del crudele martirio di San Lorenzo, arso vivo sulla graticola. Oggi, queste antiche mura sotterranee si sono trasformate in un suggestivo custode di antiche lapidi e reperti provenienti dall’originaria chiesa di epoca medievale. Infine, l’itinerario guidato aprirà le porte della maestosa Basilica dei Santi XII Apostoli, situata nei pressi di Piazza Venezia. Anche in questo caso, il punto forte dell’esperienza sarà la possibilità di scendere nella solenne cripta-confessione: un ambiente dal fascino mistico che non solo custodisce gelosamente le venerate reliquie degli apostoli Filippo e Giacomo il Minore, ma che testimonia dal punto di vista archeologico e architettonico le fasi più antiche, stratificate e affascinanti della storia costruttiva dell’edificio religioso. Per garantire la massima qualità e fruibilità dell’esperienza culturale, l’organizzazione ha previsto che ogni visita si svolga con l’ausilio di speciali sistemi audio radioguida, permettendo così a tutti i partecipanti di ascoltare agevolmente le spiegazioni in qualsiasi ambiente, anche nei sotterranei più stretti. Il progetto, per favorire il turismo internazionale, mette a disposizione (su esplicita richiesta) anche percorsi in lingua inglese, francese, tedesco e spagnolo. Il calendario completo con le date, gli orari, le modalità di prenotazione e tutte le informazioni logistiche è disponibile sul portale web ufficiale www.oltrelasoglia.eu.

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Spazio Rossellini, in scena “Cuna”: l’incredibile viaggio sensoriale di danza nel buio del coreografo non vedente Giuseppe Comuniello

Siete pronti a chiudere gli occhi e a vivere la magia del teatro attraverso i suoni, i profumi e il battito del cuore? Il 13 e 14 ottobre 2026, lo Spazio Rossellini ospiterà un evento culturale straordinario e imperdibile: “CUNA”, una performance immersiva di danza contemporanea e musica dal vivo ideata dal geniale coreografo e danzatore non vedente Giuseppe Comuniello. L’opera (il cui titolo è una parola arcaica che significa “culla”) trasforma il buio in un vero e proprio universo di sensazioni tattili e uditive. Sulle dolci note dell’arpa di Marilia Caso, lo spettatore viene cullato in un paesaggio onirico dove la danza diventa un respiro condiviso. Ma la vera rivoluzione di “Cuna” risiede nella sua profonda anima inclusiva: lo spettacolo è stato costruito integrando l’accessibilità come elemento artistico primario, con percorsi creati appositamente per permettere la totale e perfetta fruizione sia al pubblico sordo che a quello cieco o ipovedente. Leggete il nostro articolo per scoprire tutti i dettagli di questa meravigliosa produzione internazionale svizzero-italiana e la straordinaria carriera del coreografo Comuniello! Volete ricreare la magia dei paesaggi olfattivi per rilassarvi nel salotto di casa vostra? Abbiamo trovato il prodotto che fa per voi! 👇

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Spazio Rossellini

Roma – Esiste un momento primigenio, nascosto nelle pieghe più remote e intime della nostra memoria ancestrale, in cui la percezione del mondo circostante non è ancora stata prepotentemente dominata e monopolizzata dalla vista e dalle immagini, ma si affida fiduciosamente all’avvolgente rassicurazione dei suoni, delle vibrazioni tattili e dei profumi. È esattamente per riconnettere il pubblico moderno a questa dimensione originaria e onirica che lo Spazio Rossellini si prepara a ospitare, nelle serate del 13 e 14 ottobre 2026 alle ore 21.00, uno degli eventi teatrali più innovativi, sperimentali ed emozionanti dell’intera stagione culturale: CUNA. Si tratta di una performance immersiva e totalizzante di danza contemporanea accompagnata rigorosamente da musica suonata dal vivo. Il progetto, che si preannuncia come un vero e proprio gioiello di ricerca performativa, è stato ideato ed è interpretato dal talentuoso danzatore e coreografo cieco Giuseppe Comuniello, magistralmente supportato in scena dalla musica dal vivo (arpa) di Marilia Caso. Lo spettacolo si configura come un’ambiziosa e solida produzione di respiro internazionale, nata dalla virtuosa sinergia tra la compagine svizzera “Teatro Danzabile” e l’italiana “Fuori Contesto”. Il fine ultimo della rappresentazione è invitare ogni singolo spettatore a vivere e destrutturare la danza non più solo come atto visivo da osservare passivamente seduti su una poltrona, ma attraverso una complessa esperienza sensoriale costruita minuziosamente intorno al movimento invisibile, al suono, al profumo, alla luce soffusa e all’intimità della prossimità fisica.

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Il significato di CUNA: un ritorno all’essenza del respiro

Il titolo scelto per l’opera, “Cuna”, non è affatto casuale. Si tratta di una parola antica, dal sapore arcaico, che significa letteralmente “culla”. Questo termine racchiude in sé l’intera poetica dell’esibizione: il desiderio febbrile di Comuniello di regredire e tornare, fisicamente e spiritualmente, a quella dimensione originaria e ovattata della percezione. Dal buio teatrale prende forma, lentamente ma inesorabilmente, un intero universo di sensazioni tattili e uditive: la danza inizia a dondolare, emergendo come un gesto innato, come un respiro che fluisce lento e profondo, capace di abbracciare e avvolgere dolcemente chiunque si trovi nella stanza. In questo spazio scenico totalmente non convenzionale e destrutturato rispetto al classico teatro all’italiana, lo spettatore diviene a tutti gli effetti parte integrante e attiva della scenografia. Ognuno è libero di scegliere autonomamente la propria distanza dai performer e il proprio personale grado di coinvolgimento emotivo, entrando in punta di piedi in un paesaggio sospeso nel tempo. Qui, il cullare si vive sulla propria pelle, e il respiro dei ballerini, piano piano, diventa un respiro comune, collettivo e pacificatore. La danza si fonde magicamente con le note vibranti dell’arpa, con specifiche essenze olfattive (curate da Alice Rita Giugni) e con una progettazione illuminotecnica delicatissima (curata da Marco Santambrogio).

L’accessibilità come elemento artistico e la carriera di Comuniello

L’elemento più rivoluzionario e socialmente rilevante del progetto CUNA è senza dubbio il suo approccio pionieristico al delicato tema dell’accessibilità. Quest’ultima, infatti, non viene in alcun modo intesa come un mero “elemento aggiuntivo”, un obbligo normativo o un freddo servizio di assistenza post-produzione, ma nasce come parte viva, pulsante e integrante della costruzione artistica e coreografica stessa. Lo spettacolo è stato sviluppato attraverso laboratori e specifiche consulenze drammaturgiche rivolte appositamente sia al pubblico cieco e ipovedente (grazie al lavoro di Camilla Guarino e dello stesso Comuniello), sia al pubblico Sordo (con la consulenza fondamentale di Diana Anselmo). Questo approccio inclusivo è il marchio di fabbrica della brillante carriera di Giuseppe Comuniello: nato a Viareggio, il danzatore cieco collabora stabilmente dal 2009 con la prestigiosa compagnia di Virgilio Sieni ed è socio fondatore di Al. Di. Qua Artists, la prima grande associazione di categoria europea formata esclusivamente da artisti e lavoratori dello spettacolo con disabilità. Impegnato a livello internazionale con realtà come Oriente Occidente e la Fondazione Aterballetto, Comuniello continua a dimostrare al mondo intero come la percezione corporea alternativa possa non solo superare le barriere fisiche, ma spalancare le porte a nuove, meravigliose e inesplorate forme di espressione artistica contemporanea. L’appuntamento allo Spazio Rossellini è uno di quegli eventi destinati a lasciare un segno indelebile nell’anima di chi vi parteciperà.

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