Rimani in contatto con noi
#

Spettacolo

Milano, all’Atelier Musicale il jazz europeo d’avanguardia con l’Aphorism Collective: star internazionali e vibrafono alla Camera del Lavoro

Sabato 17 ottobre alle 17:30 la grande musica europea protagonista a Milano: per l’Atelier Musicale alla Camera del Lavoro arriva l’Aphorism Collective in prima esecuzione italiana. Sul palco un super quintetto d’eccezione con Jorge Rossy (storico vibrafonista e batterista di Brad Mehldau), Michael Beck, Domenic Landolf, Arne Huber e Iago Fernandez tra melodie cameristiche e improvvisazione d’élite. E per tutti gli appassionati di jazz e alta fedeltà sonora, scoprite i vinili da collezione e le cuffie per audiofili in offerta su Amazon. Leggete la presentazione del concerto sul nostro giornale 👇

Pubblicato

a

Foto Aphorism Collective

Milano – La concisione illuminante dell’aforisma, la grazia cameristica e l’interplay fecondo tra alcune delle voci più autorevoli e creative della scena musicale continentale. Prosegue con un appuntamento di respiro internazionale la XXXII edizione dell’Atelier Musicale, la prestigiosa rassegna milanese in bilico tra jazz, linguaggi colti contemporanei e classica, promossa dall’Associazione Culturale Secondo Maggio sotto la storica direzione artistica di Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco, con la presidenza di Gianni Bombaci e la vicepresidenza del maestro Enrico Intra. Sabato 17 ottobre 2026, con inizio alle ore 17:30, il palco dell’Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro di Milano (in corso di Porta Vittoria 43) ospiterà la prima esecuzione italiana dell’Aphorism Collective, straordinario quintetto che riunisce fuoriclasse del jazz provenienti da Svizzera, Spagna e Germania.

L’evoluzione di un collettivo: dal trio delle origini al quintetto d’élite

Il progetto Aphorism affonda le proprie radici nel 2013 quando nacque come trio dall’incontro tra il pianista Michael Beck, il sassofonista Domenic Landolf e il polistrumentista Jorge Rossy. Nel 2020 la formazione ha conosciuto una prima e significativa espansione con l’innesto del contrabbassista tedesco Arne Huber — formazione con cui è stato inciso l’acclamato album Portrait nel 2021 —, fino a giungere alla recente e definitiva veste di quintetto grazie all’ingresso del batterista galiziano Iago Fernandez. Una parabola artistica che ha saputo arricchire il tessuto armonico e timbrico del gruppo senza snaturarne la cifra stilistica originaria.

Il nome stesso del collettivo ne sintetizza la poetica fondativa: l’aforisma inteso non come frammento isolato, ma come densità concettuale, pensiero fulmineo ed essenzialità espressiva. Nel loro dialogo strumentale i ruoli gerarchici tradizionali vengono superati: non vi è la classica dicotomia tra solista accompagnato e sezione ritmica, ma una circolazione continua e osmotica dell’idea musicale. Il discorso sonoro si sviluppa attraverso strutture aperte ma rigorosamente coerenti, dove l’improvvisazione non scade mai nel gesto radicale e fine a se stesso, ma si pone al servizio della melodia, della trasparenza acustica e del racconto narrativo.

I protagonisti sul palco: Jorge Rossy e le punte di diamante europee

Tutti i membri dell’Aphorism Collective vantano carriere di primissimo piano nel panorama jazzistico mondiale, a partire dal catalano Jorge Rossy, qui impegnato al vibrafono. Figura leggendaria per aver ridefinito il drumming moderno militando per oltre un decennio nello storico trio di Brad Mehldau, Rossy vanta collaborazioni storiche con mostri sacri del calibro di Chick Corea, Carla Bley, Wayne Shorter e Lee Konitz. La sua transizione al vibrafono ha regalato alla scena iberica ed europea una voce solistica di straordinaria morbidezza e inventiva timbrica.

Accanto a lui alla batteria siederà il connazionale Iago Fernandez, ribattezzato dallo stesso Rossy “il poeta della batteria”, musicista raffinato e inventivo tra i più richiesti del jazz contemporaneo. Il nucleo elvetico è guidato dal pianista e compositore Michael Beck, mente progettuale, didatta e autore di colonne sonore per il cinema, il cui pianismo unisce il rigore formale mitteleuropeo alla flessibilità dell’improvvisazione afroamericana. Al sax tenore e al clarinetto basso troviamo Domenic Landolf, virtuoso dal suono profondo e avvolgente già al fianco di Joe Lovano e Bill Holman, mentre a tessere le trame armoniche al contrabbasso è il solido talento tedesco di Arne Huber, già collaboratore di figure d’avanguardia come Nils Petter Molvær e Julien Lourau.

Esperienza audiofila e capolavori del jazz

Per assaporare ogni sfumatura acustica del jazz contemporaneo e dell’interplay strumentale, scoprite i Vinili da Collezione di Jorge Rossy e Brad Mehldau e le Cuffie Hi-Fi Aperte per Audiofili ad Alta Risoluzione (Sennheiser / Audio-Technica) in promozione su Amazon.

👉 Scopri i migliori vinili jazz da collezione e le cuffie Hi-Fi su Amazon

Il programma: brani inediti e introduzione di Maurizio Franco

Il concerto milanese presenterà un programma interamente costituito da composizioni originali scritte dai componenti del gruppo, attingendo sia dalle tracce dell’album Portrait sia da pagine composte appositamente per questa nuova formazione a cinque. A introdurre la serata e a guidare il pubblico all’ascolto delle architetture sonore sarà il musicologo e critico musicale Maurizio Franco, la cui guida all’ascolto costituisce da oltre tre decenni uno dei tratti distintivi e formativi della rassegna.

Informazioni, biglietti e orari del concerto

L’appuntamento è per sabato 17 ottobre 2026 alle ore 17:30 presso l’Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro di Milano (Corso di Porta Vittoria 43). Il biglietto d’ingresso al singolo concerto è fissato alla cifra popolare di 10 euro, a cui si aggiunge il tesseramento annuale all’Associazione Secondo Maggio (tessera ordinaria 5 euro, sostenitore 10 euro). È inoltre possibile sottoscrivere l’abbonamento all’intera stagione concertistica al costo di 80 euro consultando il sito ufficiale www.secondomaggio.org. Un’occasione imperdibile per vivere a Milano una serata di autentica eccellenza artistica europea.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Spettacolo

Lemuri il Visionario: dal 9 ottobre in radio e in digitale “Dragostea Din Tei”

Pubblicato

a

DRAGOSTEA DIN TEI, cover

Redazione- Da venerdì 9 ottobre 2026 sarà disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali “Dragostea Din Tei” (Azzurra Music), il nuovo singolo di LEMURI IL VISIONARIO. L’artista è la voce maschile della cover interpretata da Haiducii.

“Dragostea Din Tei” torna in una veste completamente nuova con Lemuri il Visionario, nome d’arte di Vittorio Centrone, che per la prima volta reinterpreta da solista, in chiave acustica e rock, il celebre brano dance-pop in lingua rumena pubblicato nel 2003 dal gruppo moldavo O-Zone. Il pezzo, caratterizzato da un ritmo vivace, da un ritornello molto orecchiabile e da sonorità elettroniche, è diventato un grande successo internazionale.

Nel 2004 lo stesso Vittorio Centrone e la cantante rumena Haiducii ne hanno realizzato una propria versione, ottenendo anche loro una grande popolarità in Europa. Le due interpretazioni presentavano la stessa melodia e il celebre ritornello, ma con arrangiamenti e interpretazioni vocali differenti.

Dichiara l’artista a proposito del brano: «Dragostea Din Tei è ormai una parte importante della mia vita e della mia carriera artistica. Ricordo ancora il momento in cui, circa ventidue anni fa, fui chiamato a cantare il brano dall’etichetta discografica Universo per fare un duetto con l’artista rumena Paula Mitrache. Fu un momento di grande stupore ed emozione perché seppi soltanto una volta giunto in studio che avrei dovuto cantare in una lingua che non conoscevo. Alla fine, il risultato fu sorprendente così come fu sorprendente la scoperta che dopo pochi mesi la canzone sarebbe diventata virale in tutte le radio al punto da far partecipare Paula con il nome d’arte di Haiducii al Festival di Sanremo come ospite internazionale. Io all’epoca non fui incluso nel progetto perché il mio percorso artistico da cantautore strideva troppo con il tono dance della canzone e vissi la strana sensazione di ascoltare dappertutto la mia voce senza che nessuno sapesse che ero io. Raccontai per anni questa strana storia durante i miei concerti ma dopo vent’anni fu il destino a rendermi giustizia. Nella prima puntata del format televisivo di Rai 1 “The Voice Senior” 2024 di cui sono stato finalista, la redazione, conoscendo la storia mi fece una sorpresa. Invitò senza dirmelo Haiducii e alla fine della mia esibizione raccontammo pubblicamente il “segreto” e cantammo insieme per la prima volta dal vivo “Dragostea”. Fu un’emozione bellissima condivisa con milioni di telespettatori. Ora, proprio perché questa fortunata canzone fa parte della mia vita e molte persone sanno che sono la voce maschile, è arrivato il momento di condividere con il pubblico la mia personale visione musicale del brano. Sono sicuro che l’arrangiamento arriverà al cuore del pubblico e farà anche capire che “Dragostea Din Tei” non è soltanto una canzone nata per ballare e divertirsi ma può anche far sognare e viaggiare con la fantasia».

Giovedì 8 ottobre dalle ore 18.00, Lemuri il Visionario presenterà “Dragostea Din Tei” allo Studio Orizzonte Gallery di Roma, in via Antonio Bertoloni 1/C. L’appuntamento prevede un live acustico dell’artista e sarà disponibile anche un’edizione speciale e limitata in vinile 45 giri, autografata dall’artista, contenente “Dragostea Din Tei” (cover) e “Brigitta Vampira” (brano originale).

Il videoclip della nuova versione di “Dragostea Din Tei” di Lemuri il Visionario, prodotto dall’etichetta Azzurra Music, è stato realizzato in una suggestiva location nel cuore di Roma ed evoca atmosfere sognanti e ottocentesche, in linea con il nuovo arrangiamento. La partecipazione della giovane attrice Claudia Borgacci sottolinea la forza transgenerazionale del brano che, diventato un successo internazionale nel 2004, continua a distanza di ventidue anni ad emozionare e divertire il pubblico di ogni età e provenienza, confermandosi un evergreen musicale.

Il 2 dicembre 2026 alle ore 20.30 al Teatro Ghione di Roma, debutterà “Sarò Diverso”, lo spettacolo nato da un’idea di Vittorio Centrone e Antonio La Rosa. Un’opera pop che racconta, attraverso canzoni, disegni e immagini, la storia di Victor, un ragazzo timido, occhialuto e introverso che, grazie a un viaggio visionario, si trasforma in Lemuri, l’eroe dei suoi sogni. Nel corso del 2027 sono previste altre repliche in tutta Italia.

Sul palco Lemuri e Victor, interpretati rispettivamente da Vittorio Centrone e Antonio La Rosa, insieme a quattro musicisti, interagiscono con le illustrazioni del fumettista Marco Foffano e le immagini di Roberto Manfredi.

«“Sarò Diverso” è la rappresentazione artistica della mia vita. Ogni testo recitato, ogni disegno e ogni canzone evocano un momento del mio percorso. Non poteva quindi mancare “Dragostea Din Tei”, il brano che, nella versione di Haiducii, ha reso la mia voce famosa in tutto il mondo e che oggi reinterpreto in una mia personale versione. Forse c’è un piccolo Victor in ognuno di noi: quella parte ingenua e passionale che ci spinge verso le nostre mete. “Sarò Diverso” è una storia di formazione che invita a osare, a inseguire i propri sogni e a scoprire quanto sia importante perdersi per poi ritrovarsi. Perché la paura non è negativa di per sé: anche le persone veramente coraggiose hanno paura», dichiara Lemuri Il Visionario.

LEMURI IL VISIONARIO | BIOGRAFIA

Lemuri il Visionario, nome d’arte di Vittorio Centrone, è un cantautore e artista italiano. Cresciuto a Pordenone negli anni del movimento musicale del Great Complotto, dal 1983 al 1992 è tastierista dei Futuritmi, una delle band rock italiane più apprezzate del periodo, con cui pubblica dischi e partecipa a importanti trasmissioni televisive e manifestazioni nazionali.

Dal 1992 intraprende la carriera solista. Si trasferisce a Milano, vince un concorso per autori indetto da EMI, DDD e Warner, pubblica l’album Il Porto dei Santi e nel 2003 firma il brano Chi sei non lo so, presentato al Festival di Sanremo. Nel 2004 presta la voce maschile alla versione italiana di Dragostea Din Tei del progetto Haiducii.

Parallelamente sviluppa un’intensa attività teatrale, interpretando ruoli legati al mondo della musica e partecipando a produzioni di teatro musicale, esperienze che arricchiscono il suo linguaggio artistico e confluiscono nella creazione dell’opera rock Lemuri il Visionario.

Lo spettacolo, che unisce musica, teatro, illustrazione e animazione, viene rappresentato in Italia, Francia, Stati Uniti e Canada, fino al Festival Internazionale del Fumetto di Angoulême.

Negli ultimi anni ottiene importanti riconoscimenti: vince il premio per la miglior performance a Musicultura (2020), pubblica l’album Viaggio al centro di un cuore blu (2021), riceve il premio Rock Targato Italia (2021), è finalista de L’artista che non c’era (2022) e di The Voice Senior su Rai 1 (2024).

Nel 2025 e 2026 è in tour in Italia ed è testimonial per Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027. Dal 2026 collabora con Azzurra Music e Red&Blue e continua l’attività di autore e interprete, pubblicando nuovi singoli e lavorando al nuovo spettacolo musicale “Sarò Diverso” che debutterà il 2 dicembre 2026 a Roma al Teatro Ghione.

“Dragostea Din Tei” (Azzurra Music) è il nuovo singolo di Lemuri il Visionario disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 9 ottobre.

Instagram | TikTok | Facebook | YouTube

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Spettacolo

“Terra Piatta”, dal 9 ottobre il nuovo singolo

Dal 9 ottobre 2026 sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming e in rotazione radiofonica “Terra piatta” , il nuovo singolo di Veronica Del Vecchio, in arte VDV, pubblicato per l’etichetta AltaVibe Music. 

In “Terra Piatta”, VDV alza lo sguardo verso il cielo per raccontare una sensazione profondamente terrena: quella di sentirsi fuori posto in un mondo che sembra funzionare al contrario. Attraverso immagini cosmiche e richiami al contemporaneo — tra buchi neri, luna, metaverso e desideri espressi soffiando sul passato — il brano non cerca una via di fuga, ma una chiave per interpretare la realtà.

Pubblicato

a

Terra Piatta, cover

Redazione-  Dal 9 ottobre 2026 sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming e in rotazione radiofonica “Terra piatta” , il nuovo singolo di Veronica Del Vecchio, in arte VDV, pubblicato per l’etichetta AltaVibe Music. 

In “Terra Piatta”, VDV alza lo sguardo verso il cielo per raccontare una sensazione profondamente terrena: quella di sentirsi fuori posto in un mondo che sembra funzionare al contrario. Attraverso immagini cosmiche e richiami al contemporaneo — tra buchi neri, luna, metaverso e desideri espressi soffiando sul passato — il brano non cerca una via di fuga, ma una chiave per interpretare la realtà.

Al centro del pezzo c’è la frizione tra ciò che dovrebbe avere senso e ciò che si percepisce davvero: la luna è piena mentre dentro ci si sente vuoti, si ride mentre il soffitto trema, si cerca autenticità in una società costruita sulle apparenze. L’immagine paradossale della “terra piatta” diventa così la metafora perfetta di quei momenti in cui ogni certezza crolla all’improvviso. Un brano che affronta il disorientamento senza mai trasformarlo in resa, dosando ironia e tensione sincera nel tentativo di capire dove finisce la narrazione del mondo e dove comincia la nostra verità.

Spiega l’artista commenta a proposito del brano: «In questo brano ho usato metafore spaziali e immagini paradossali non per scappare dalla realtà, ma per provare a capirla. A volte mi capita di guardarmi intorno e sentirmi completamente fuori posto, come se tutto ciò che ho sempre dato per scontato improvvisamente non avesse più senso: è da questa sensazione che nasce l’idea assurda della “terra piatta”. Nel pezzo ammetto i miei blocchi, cerco una rotta e spesso mi fermo “a metà verso”, tra ciò che sembra reale e ciò che è solo illusione. Non ho risposte definitive né la pretesa di aver trovato la verità; preferisco continuare a cercarla osservando il mondo da una prospettiva un po’ storta, abbastanza lontana per metterlo in discussione, ma abbastanza vicina da sentirne ancora tutto il peso.»

Il videoclip di “Terra Piatta” traduce in immagini quel senso di alienazione che attraversa la traccia, costruendo uno spazio sospeso dove gesti ordinari e suggestioni cosmiche convivono a stretto contatto.

VDV si muove all’interno di paesaggi surreali — tra cieli mutevoli, nuvole e visioni del globo — in cui l’ambiente perde stabilità e smette di essere un mero fondale per farsi specchio del dubbio. La sua presenza resta l’unica ancora tangibile: il netto contrasto visivo tra il corpo reale dell’artista e una scenografia deliberatamente artificiale e fuori scala sottolinea la fatica di trovare un baricentro quando le coordinate attorno sembrano svanire.

Osservato da fuori, il pianeta appare quasi come un corpo estraneo. È la messa in scena del ritornello — «come se la terra oggi fosse piatta» —, un paradosso che assume senso non appena le nostre certezze interiori iniziano a incrinarsi. Lungi da qualsiasi richiamo letterale a teorie cospirative, il video sceglie il registro dell’assurdo come chiave espressiva, rendendo lo spazio profondo il riflesso di un disorientamento intimo.

Ne scaturisce una dimensione in cui reale e irreale finiscono per confondersi: un contesto che sembra assemblato al contrario e che racchiude il cuore del brano, perché quando ti senti fuori posto, spesso è il mondo intero a sembrarti improvvisamente storto.

Pre-salva il brano: https://saifam.lnk.to/vdv_terrapiatta 

Biografia

Veronica Del Vecchio, in arte VDV, è nata e cresciuta a Zibido San Giacomo (Mi) e vive a Cernusco Sul Naviglio (Mi). Veronica è una rapper emergente le cui radici affondano nel mondo del rap, ma con uno sguardo rivolto alla tradizione cantautorale italiana. La sua musica esplora a fondo l’animo umano, cercando di restituire un significato profondo e autentico in un’epoca dominata dalla superficialità. I suoi testi sono un viaggio verso la riscoperta della profondità e dell’autenticità, caratteristiche che contraddistinguono le grandi storie e che VDV intende portare nella scena musicale contemporanea.

Nel 2025 VDV pubblica i primi singoli “Spara bambina”, “1+1=3”, “Misoginia” e “Amore clandestino” supportata dall’etichetta AltaVibe Music.

A gennaio 2026 pubblica il brano “Sempre vuote le mie tasche” e a maggio “Il mondo da un iphone”.

“Terra piatta” è il nuovo singolo di VDV disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 9 ottobre 2026 per AltaVibe Music.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Spettacolo

Rocco Panzanelli lancia “Zona di Transito”: il nuovo disco digitale tra jazz, emozioni e cambiamento

La grande musica d’autore italiana si arricchisce di un nuovo, imperdibile capitolo! Da venerdì 9 ottobre 2026 sbarca su tutte le piattaforme digitali (prodotto dall’etichetta indipendente Wow Records) il nuovo disco del batterista, cantante e compositore Rocco Panzanelli, intitolato “Zona di Transito”. Affiancato da un quartetto di musicisti eccezionali (Daniele Del Gobbo, Michele Porcu, Tommaso Petri e Roberto Panzanelli), l’autore umbro d’adozione ci regala sei brani originali e un meraviglioso riarrangiamento di un classico di Lennie Tristano. Un album intimista e profondo, incentrato sull’esplorazione del cambiamento e sulle zone di transito emotive dell’anima, composto durante l’ultimo anno di Conservatorio a Perugia. Panzanelli vanta un curriculum internazionale pazzesco: laureato alla Siena Jazz University, è batterista e tenore per ensemble corali vincitori di Grammy Awards! “Creare vuol dire scoprirsi, ci vuole coraggio per darsi al mondo”, ha dichiarato l’artista. Leggete la genesi completa dell’album nel nostro articolo dedicato. Volete ascoltare questo capolavoro jazzistico con una qualità audio insuperabile? Scoprite il nostro suggerimento tech per voi! 👇

Pubblicato

a

Rocco Panzanelli

Roma – Nel panorama musicale contemporaneo, dominato troppo spesso da sonorità sintetiche e produzioni realizzate in serie, il jazz italiano continua ostinatamente a rappresentare un’oasi di inestimabile creatività, ricerca tecnica e profonda introspezione emotiva. Una nuova, luminosa conferma di questa straordinaria vitalità artistica porta il nome di un giovane e talentuosissimo musicista umbro d’adozione accademica. A partire da venerdì 9 ottobre 2026, infatti, sarà ufficialmente disponibile sulle principali piattaforme di streaming il nuovo disco di Rocco Panzanelli, intitolato “Zona di Transito”. Prodotto con cura dall’etichetta indipendente Wow Records, l’album rappresenta un passo fondamentale nella maturazione artistica del leader, che si propone al grande pubblico non solo nell’inedita veste di batterista dal tocco raffinato, ma anche come eccellente cantante e raffinato compositore. Una poliedricità rara, che affonda le sue radici in un solido e lungo percorso di studi accademici e in una spiccata sensibilità umana. Per la realizzazione di questa nuova e ambiziosa avventura discografica digitale, Panzanelli non ha voluto essere solo, ma ha scelto di farsi affiancare in studio di registrazione da un affiatatissimo quartetto di valenti partner di note, musicisti capaci di tradurre in suono le sue visioni interiori: Daniele Del Gobbo al pianoforte, Michele Porcu alla chitarra, Tommaso Petri al basso elettrico e Roberto Panzanelli al sax (ospite d’eccezione nella traccia Ritornare).

[ASCOLTA LA GRANDE MUSICA CON UNA QUALITÀ AUDIO INSUPERABILE]
Ami perderti nelle sfumature del jazz o ascoltare i tuoi dischi preferiti in alta definizione ovunque ti trovi? CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon le migliori Cuffie Bluetooth ad Alta Fedeltà (Hi-Fi): goditi ogni singola nota del nuovo album digitale di Rocco Panzanelli con un suono cristallino e avvolgente!

Le sette tracce: un viaggio emozionale e il tributo a Lennie Tristano

Dal punto di vista prettamente compositivo e strutturale, “Zona di Transito” si presenta come un’opera estremamente coesa e intimista.
Il CD digitale contiene complessivamente sette tracce, di cui ben sei brani originali scaturiti direttamente dall’estro compositivo e dalla penna del leader. C’è però spazio anche per un omaggio colto e reverenziale ai grandissimi maestri del passato: la tracklist include infatti Crosscurrent, un celeberrimo standard a firma del leggendario pianista jazz statunitense Lennie Tristano, riarrangiato per l’occasione dallo stesso Panzanelli con un tocco moderno e personale. Ma qual è il cuore pulsante di questo nuovo disco? Come suggerisce il titolo stesso, “Zona di Transito” è un concept album profondamente incentrato sull’idea del movimento, inteso non dal punto di vista fisico, bensì a livello strettamente emotivo e psicologico. Le sette tracce della tracklist accendono una luce interiore volta a indagare profondamente, e senza alcun timore, nei luoghi emozionali e nei territori dello spirito incontrati durante l’intenso percorso di vita di Rocco Panzanelli. Il tema universale del cambiamento rappresenta il vero e inequivocabile leitmotiv dell’intero album, in quanto l’autore è intimamente convinto che la forza motrice generata dalla musica e dalla creazione artistica produca proprio un cambiamento spirituale, un’evoluzione strettamente legata al concetto filosofico del movimento e della scoperta di sé.

La dedica di Panzanelli e una biografia da fuoriclasse

È lo stesso autore del disco a svelarci i retroscena più intimi e la genesi che hanno portato alla creazione di questo nuovo lavoro.
«Zona di Transito è dedicato a tutti coloro che, come me, credono che vivere sia continuare a svelare noi stessi», racconta un emozionato Rocco Panzanelli descrivendo il mood dell’album. «A volte, per tirarsi fuori qualcosa e darsi al mondo, ci vuole davvero un coraggio immenso. Ho composto e arrangiato questi brani nel mio ultimo anno di studio in conservatorio, un momento molto delicato nel quale, per la prima volta nella mia vita, mi chiesi che posto potessi avere nel vasto mondo della musica. In quel frangente sono stato accompagnato da un gruppo di amici veri e da un insegnante speciale. È anche grazie al loro immenso supporto che, infine, ho compreso che creare vuol dire scoprirsi, mettersi a nudo, e che vale assolutamente tutta la fatica e il lavoro spesi nell’impresa. Non credo si possa mai davvero raggiungere in via definitiva il proprio posto nella musica, però continuo a essere mosso e ispirato da un’inequivocabile voce interiore che mi sussurra “incontriamoci là”. Dedico con tutto il cuore questo mio nuovo lavoro discografico a Fabrizio Sferra e Yavanna». Parole che riflettono la statura morale e la caratura artistica di un musicista sensibile, comunicativo e immensamente creativo. Nonostante la giovane età, Panzanelli vanta un curriculum di assoluto prestigio internazionale: dal 2025 canta stabilmente da tenore per il celebre ensemble corale vincitore di premi “Grammy Awards” Anùna, ed è batterista per l’ensemble vincitore dell’European Celtic Contest 2025, Trinaluna. Il suo percorso accademico è impeccabile: nel 2018 è entrato nel triennio di alta formazione della prestigiosa Siena Jazz University (laureandosi nel 2022), studiando con maestri del calibro di Alessandro Paternesi, Enrico Morello, Francesco Petreni ed Ettore Fioravanti. Infine, nel 2025, ha conseguito la laurea al biennio di batteria jazz presso lo storico Conservatorio Morlacchi di Perugia, studiando prima con il docente Lorenzo Tucci e poi con il maestro Fabrizio Sferra. Ora, con “Zona di Transito”, è arrivato il momento di spiccare il volo da leader.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza