INTERVISTA ESCLUSIVA AD A. PETRICCA| LA CULTURA E' UN ATTO D'AMORE
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NELLA SALA DEL TRONO DI ROMA ANDREA PETRICCA RICEVE IL PREMIO SPECIALE PER IL SUO LIBRO
Redazione- Andrea Petricca, 20 anni, violinista e poeta aquilano, si è diplomato in Violino con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio “A. Casella” dell'Aquila, ha conseguito la maturità scientifica con il massimo dei voti e la lode ed è inserito nell'Albo Nazionale delle eccellenze. Frequenta Scienze Politiche all'Università di Teramo. Ha un'intensa attività concertistica come violinista e ha svolto anche attività come attore cinematografico e teatrale. Dal 2014 ha ricevuto più di 60 premi in concorsi internazionali e nazionali di poesia e letteratura, classificandosi primo numerose volte. È membro di giuria di diversi concorsi letterari. Nel 2018 e nel 2019 ha scritto due libri di poesia che hanno ricevuto importanti riconoscimenti internazionali. Il suo secondo libro bilingue “La coscienza di Euterpe – The conscience of Euterpe” ha ricevuto, nel 2020, il prestigioso “Premio Speciale Giovani” al Concorso Internazionale di Poesia “Don Luigi Di Liegro” a Roma ed è arrivato finalista al Premio Internazionale “Michelangelo Buonarroti” in Toscana. Il libro è esposto in Inghilterra, nella prima Poetry Pharmacy al mondo, della scrittrice Deborah Alma; inoltre è stato letto da importanti personaggi come Dacia Maraini, Vittorio Sgarbi, Nuccio Ordine, Ezio Bosso, Jacopo Sipari, Ilya Grubert, Roberto Giacobbo, Flavio Insinna. È stato donato a Papa Francesco ricevendo una lettera personale di ringraziamento e alla Casa Bianca, tramite l'Ambasciata degli USA. Con il suo secondo libro, Andrea Petricca ha ideato l'Euterpe International Project for Art and Culture, un progetto volto alla promozione e diffusione della cultura sopratutto tra le nuove generazioni e, nella forma didattica, tra i bambini.
Andrea, come ci si sente dopo aver ricevuto più di 60 premi in 14 regioni d'Italia, tra cui numerosi ori e i recentissimi Premio Speciale Giovani al Concorso Internazionale “Don Luigi di Liegro” di Roma per il tuo libro e il secondo premio al Concorso di Poesia e Letteratura “Città di Arcore”?
“È sicuramente una grande emozione che ripaga l'intenso lavoro e il grande sacrificio speso nella ricerca poetica e culturale. Spesso molti pensano che la poesia sia qualcosa di facile e immediato da comporre quando si ha l'ispirazione. In realtà, come accade anche nella musica, ogni verso è frutto di una profonda ricerca culturale e stilistica; certamente, come facevano gli impressionisti nella pittura, nel momento dell'ispirazione bisogna scrivere di getto, ma una volta tornati a casa, bisogna studiare, rifinire, cambiare frasi, parole, riflettere, snellire, aggiungere significati. Proprio Giuseppe Ungaretti affermava tutto questo dicendo che la poesia finale è il prodotto di un faticoso lavoro di limatura. È poi una grande felicità poter visitare nuovi luoghi in occasione delle cerimonie di premiazione in cui ho sempre portato la mia testimonianza di aquilano e abruzzese facendo conoscere le meraviglie e i profondi segreti della mia città e della mia regione.”
A proposito di “limatura”... il tuo secondo libro “La coscienza di Euterpe”, che ha appena ricevuto nella Sala del Trono di Palazzo Falletti a Roma il Premio Speciale Giovani, è frutto di un intenso lavoro di ricerca culturale e letteraria e anche di traduzione linguistica.
“Sì, “La coscienza di Euterpe” è frutto di intensissimi mesi di dettagliato lavoro, di studio filosofico, scientifico e linguistico. Il libro, inoltre, ha un impianto innovativo e moderno: in esso si intrecciano le mie poesie con i quadri della straordinaria pittrice, mia corregionale, Alessia Pignatelli, con i disegni dell'artista di Las Vegas Katlyn Breene, che ha lavorato anche ad Hollywood, con i cortometraggi sulle poesie accessibili tramite un codice QR all'interno del libro, caricati su YouTube e realizzati da me e da alcuni miei amici, con la musica del M° Andrei Popescu che ha musicato la mia poesia “Il fiume”, con le foto da me scattate e rielaborate e con le citazioni e le narrazioni delle poesie. Questo intreccio crea un'opera che non è una semplice raccolta di poesie, ma un libro organico che guida il lettore in un viaggio nella bellezza artistica, scientifica e filosofica, attraverso la poesia.
Uno dei fini del tuo progetto Euterpe International è quello di rendere accessibile la cultura a tutti. Come stai affrontando questa difficile e ambiziosa impresa?
“Il progetto è nato con il libro nel maggio 2019 e, sin dal primo grande spettacolo di presentazione, il pubblico ne è rimasto molto affascinato. Nel dicembre 2019 ho poi portato il progetto nelle scuole elementari di Paganica e anche lì i bambini sono rimasti straordinariamente entusiasti. Il progetto ha in sé il principio fondamentale di rendere accattivante la cultura, che viene invece trattata spesso come un prodotto di nicchia riservato a pochi. Credo, al contrario, che bisogna aprire e rendere accessibile a tutti la bellezza della cultura. Questo non significa assolutamente svilire la qualità dei contenuti, ma, anzi, significa aggiungere un valore lavorando in modo tale che anche una musica o una poesia “difficile” possa entrare dritta anche nel cuore, ad esempio, di un ragazzo abituato alla discoteche o alla trap. Siamo purtroppo di fronte ad una crisi culturale devastante e dobbiamo cercare di arginarla in ogni modo possibile.”
Come siamo arrivati secondo te a questa “crisi culturale”?
“Sicuramente questa è una crisi che progressivamente si è sempre di più amplificata nel tempo. Dietro ci sono certamente manovre e interessi politici, commerciali, economici: evitare che la popolazione acquisisca un forte pensiero e senso critico tramite la cultura è un principio che risale già ai tempi del “panem et circenses” testimoniati da Giovenale. Anche la tecnologia, comunque, gioca un ruolo chiave in questa decadenza culturale. Stanno cambiando radicalmente i ritmi della nostra vita e della nostra percezione generale e, perciò, secondo le ricerche di una mia cara amica scrittrice a cui ho avuto il piacere di scrivere la prefazione del suo libro, Lucia Magistro, per l'uomo si sta verificando un cambiamento epocale, anche a livello fisiologico-cerebrale. Come sostiene Lucia, l'uomo, da “analogico”, sta diventando “digitale”, il che significa che la sensibilità umana e i valori classici, umanistici, romantici della bellezza e dell'armonia spirituale e materiale stanno completamente decadendo. Ovviamente anch'io utilizzo la tecnologia per i miei progetti; se infatti essa viene utilizzata nel giusto modo, può essere un mezzo straordinario per diffondere bellezza.”
Questa crisi culturale riguarderà tutti noi?
“Io penso che riguarderà tutti perché crescere culturalmente significa anche crescere umanamente; se invece non c'è cultura non c'è umanità, e se non c'è umanità una società vive nel completo sbando e nella totale perversione. In Italia questa crisi sta portando intanto ad un impoverimento impressionante di tutto il settore artistico. Come musicista vivo in prima persona questa gravissima situazione. Accade infatti troppo spesso che musicisti classici professionisti si ritrovino a suonare in condizioni vergognose, non vengano pagati per un lavoro che richiede settimane di prove, continuo studio ed esercizio, che in molti casi vengano sfruttati e considerati, da alcuni, semplici “giullari”. Moltissime orchestre rischiano di chiudere, nei Conservatori c'è carenza di iscritti nelle classi di strumento classico e perciò vengono adottati provvedimenti che progressivamente stanno allontanando le nuove generazioni dalla formazione alla musica classica. Il livello artistico generale si sta abbassando e soprattutto le nuove generazioni non conoscono più la musica classica; del resto quando ci sono poche risorse si avvia una regressiva reazione a catena inarrestabile. Nell'ambito dei concorsi pubblici, poi, la situazione è drammatica: come aspirante docente di violino mi ritrovo attualmente danneggiato dai nuovi provvedimenti ministeriali riguardo a possibilità lavorative nell'insegnamento della musica e dello strumento sia nella scuola che nei conservatori. Tutta questa situazione, comunque, dipende anche da incompetenza governativa che sta rendendo agonizzante tutto il settore artistico, tra cui quello musicale.”
La poesia e la musica potranno “salvare il mondo”, per dirla alla Dostoevskij?
“Dipende se noi decideremo di salvare noi stessi preservando la poesia e la musica. Il problema è che se i finanziamenti per la cultura non ci sono, se i giovani artisti non vengono sostenuti e tutelati in Italia, se la scuola e l'istruzione vengono massacrati e se si rendono volutamente “onorabili”, come diceva Seneca, quei pericolosi personaggi e prodotti-spazzatura della perversa cultura di massa, oggi pericolosamente veicolata tramite i social, è assolutamente normale che la situazione culturale in Italia sia diventata tragica e ingestibile. L'assuefazione al brutto e al male è molto più facile di quanto si possa immaginare. Come diceva Socrate, “esiste un solo bene, la conoscenza e un solo male, l'ignoranza”.”
30 anni fa il magistrato Angelo Rosario Livatino era vittima di un attentato mafioso. La tua poesia “Il fiume” ha vinto in Sicilia il primo Premio ad un Concorso letterario che porta proprio il suo nome.
“Questo è forse il premio a cui sono più affezionato. Il premio è stato peraltro organizzato dal poeta e scrittore Rosario La Greca, persona di grandissima sensibilità e religiosità. Aver ricevuto questo riconoscimento che porta il nome di un giovane magistrato che si è immolato per la legalità nella lotta contro la mafia mi onora e soprattutto mi spinge a impegnarmi ancor di più per realizzare i fini del mio progetto culturale. La lotta alla mafia rientra ovviamente in questo contesto di lotta culturale. Eugenia Carfora, preside della scuola di Caivano, una delle peggiori piazze di spaccio del Paese, ha fatto di una scuola completamente immersa nel male e nel “cancro” della criminalità organizzata un simbolo di bellezza e di riscatto tramite l'istruzione e l'acculturamento dei giovani, molti dei quali erano baby-criminali o ragazze madri. Diceva Paolo Borsellino: “La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.”
Credi che questi nobili fini di “attivismo culturale” siano condivisi da tutti gli artisti?
“Certamente questi fini sono perseguiti da moltissimi artisti, ma purtroppo non da tutti. Ezio Bosso diceva, ad esempio, che anche noi musicisti abbiamo la nostra parte di responsabilità in questa decadenza culturale. Conosco infatti musicisti e poeti che purtroppo sono completamente accecati dal loro ego. Quando il successo, la superbia, il narcisismo e l'esaltazione di sé stessi diventano l'unico scopo del proprio operato e del proprio studio, credo che non si faccia più arte, ma anzi che si vada a danneggiare l'arte stessa facendola diventare di nicchia e allontanando inevitabilmente, così, il grande pubblico. L'arte necessita in primo luogo di umanità e umiltà a cui deve imprescindibilmente unirsi la preparazione, il sacrificio e lo studio. La competizione non è mai con gli altri, ma sempre con noi stessi. Lo scopo dell'arte è perciò la condivisione, il dono. Ogni artista o scienziato è investito di una fondamentale missione, che è quella di innalzare spiritualmente sé stessi e gli altri e di donare bellezza al prossimo. Come diceva sempre Ezio Bosso, che per me è stato e continua ad essere un immenso maestro di vita con cui ho avuto il privilegio di suonare poco meno di un anno prima della sua scomparsa, “la musica è un atto d'amore”. Conosco, altresì, tantissimi altri artisti e uomini di cultura che ammiro moltissimo e che lavorano secondo i miei stessi principi, a partire dalla mie maestre delle elementari Luisa Salutari, Valentina Valente e Michela Faiella; Alessia Pignatelli, eccezionale pittrice con cui collaboro, premiata e selezionata in moltissimi premi e mostre d'arte internazionali, con cui ho condiviso esperienze artistiche indimenticabili; Emanuela Marulli, straordinario soprano con cui abbiamo in progetto un lavoro su un tema a cui teniamo entrambi più di ogni altra cosa: “la missione della bellezza”; Deborah Alma, scrittrice inglese che cura interiormente le persone con la poesia nella sua Poetry Pharmacy; il mio editore Armando Iadeluca, che come suo padre Pietro, si è sempre impegnato nella diffusione della cultura; infine desidero nominare ancora Ezio Bosso, che per me è il massimo modello di umanità, filosofia, saggezza e bellezza musicale.”
Possiamo dire quindi che tutta la cultura è un bellissimo atto d'amore che ognuno di noi deve tutelare con i mezzi che ha a disposizione. Andrea, per finire... cosa hai in mente per il futuro e soprattutto, c'è una Musa ispiratrice in tutti questi tuoi progetti?
“Beh, posso dire intanto che l'unica mia vera Musa ispiratrice che mi sostiene da sempre è mia madre. Per il resto sto avviando progetti culturali, letterari e cinematografici che spero potranno realizzarsi nei prossimi mesi. Tutto dipenderà ovviamente dalla situazione dei miei studi universitari e anche dalle future possibilità lavorative nel campo musicale che verranno a verificarsi. Non nego che il futuro che mi ritrovo davanti è davvero molto incerto e forse questo è uno dei momenti storici più critici. La mia filosofia attuale è però quella di una preghiera di Reinhold Niebuhr: “Dio mi dia la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che possono essere cambiate e la saggezza per conoscerne la differenza.””
Bellissima frase, grazie Andrea. Per seguire Andrea Petricca, la sua musica, la sua poesia e i suoi progetti tra cui l'Euterpe International Project for Art and Culture, potete seguirlo su Facebook digitando Andrea Petricca, su Instagram digitando andreapetriccaofficial o su YouTube digitando Euterpe International. Per qualunque domanda, richiesta o curiosità potete contattarlo direttamente scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Grazie ancora Andrea e in bocca al lupo per il tuo futuro.
“Grazie a voi, viva il lupo e, come mi disse una mia cara amica, la Professoressa Carla Barlese, Ad sidera semper.”
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