BENVENUTI SU CAVALIERENEWS

Arrow up
Arrow down

le vostre notizie a portata di web

Log in
Ultime Notizie
NUOVO DPCM - MA I RISTORI DOVE SONO: Redazione- Si parlava di cambio istituzionale, ed invece il DPCM è uguale a quelli frmati da Conte , ma a differenza Conte ci metteva la faccia. Ne l uovo DPCM , non si parla di ristori per quelle attività che TAGLIACOZZO - IL MINISTERO DELL'ECONOMIA CONFERISCE AL COMUNE LA PATENTE DI ENTE VIRTUOSO: Redazione- Un grande encomio quello che arriva al Comune di Tagliacozzo. Il Comune di Tagliacozzo non ha debiti e il Ministero dell’Economia e della Finanze gli conferisce la patente di Ente virtuoso.Il Comune ha ridotto il proprio debito commerciale del 10% rispetto all’anno precedente ed ha effettuato i CARSOLI - NUOVA SANIFICAZIONE DEL TERRITORIO: Redazione- Nuova campagna di sanificazione del territorio carseolano, tra la sera del 2 Marzo e la sera del 3 Marzo. Nella notte del 2 sarà sanificato Carsoli, tutti i punti di maggior affluenza, e nella serata del 3 tutte le ARMANDO IADELUCA| IN ORDINE SPARSO: Commenti critici sulla scrittura di Claudia Piccinno, Il cuscino di stelle, Pereto, 2020 Redazione- In una pregiata veste grafica, per le edizioni di Cuscino di Stelle, è stata recentemente pubblicata una raccolta di testi critici – tra lettere, commenti, recensioni e CONFARTIGIANATO| AL VIA I RIMBORSI DEGLI AFFITTI UNIVERSITARI: Redazione- Confartigianato Imprese Avezzano apre uno sportello per affiancare lo studente nella richiesta del rimborso degli affitti universitari.È stato pubblicato sul sito della Regione Abruzzo e sui siti delle Adsu regionali l'avviso pubblico che dà alle famiglie la possibilità di SEN. DI GIROLAMO: 173 MILIONI AI COMUNI ABRUZZESI PER MESSA IN SICUREZZA: Redazione- Sono stati assegnati i primi 1,85 miliardi di euro previsti dai Governi Conte I e II per finanziare opere programmate dalle Amministrazioni comunali per la messa in sicurezza di edifici, strade e territori. Complessivamente, gli interventi finanziati per il NELLA RIFONDAZIONE DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE L'UOMO GUIDA SARA' GIUSEPPE CONTE: Redazione- Al conclave c'è l'intero stato maggiore governista. Quello che ha detto sì a Draghi e al ministero della Transizione Ecologica. E che, in una calda domenica di febbraio, dice sì a Giuseppe Conte. L'ex premier è al tavolo con VACCINI - SI PARLA DI 500 MILA DOSI AL GIORNO AD APRILE, E MARZO CHE FACCIAMO: Redazione- Credo che sia un vero e proprio FAR WEST ITALIANO, storie dal terzo mondo, con tutto rispetto per le nazioni in povertà, ma in Italia sembra una MANICOMIO DI STATO. Si parla, notizia di oggi dell'ANSA, che ad Aprile ITALIA - CAOS VACCINI, NON SI SA SE ARRIVERANNO E QUALI: Redazione- Un mese fa eravamo la nazione al terzo posto per vacciazione, ora siamo al tredicesimo posto. Non si capisce. la logica, del sistema di gestione della distribuzione nazionale, e tanto mena dell'approvigionamento. Molte sono le segnalazioni degli anziani, che CAOS RISTORI 5 - ANCORA SENZA BOZZA DI DECRETO, E LE ATTIVITA' CHIUDONO: Redazione- Il governo Conte, aveva preparato al bozza ad inizio Gnnaio e doveva esser approvato subito, ma lo zampino di Renzi, ha amdato tutto a ............Il nuovo governo, Draghi, anche se aveva comunicato un immediato sostegno alle attività chiuse, etro

ITALIA FUORI DALL'EURO, ECCO IL PIANO: COME FARLO SENZA FARSI MASSACRARE

In evidenza ITALIA FUORI DALL'EURO, ECCO IL PIANO: COME FARLO SENZA FARSI MASSACRARE Eurocrisi

Redazione-Per restare nell’euro o uscirne, evitando danni, comunque l’Italia dovrebbe fare le stesse cose entro un periodo di 5 anni. Questo è il risultato di una simulazione macro svolta dal mio gruppo di ricerca, che qui semplifico. In questo momento l’Italia non può né restare nell’euro né uscirne senza danni e c’è bisogno di un tempo tecnico per rinforzarla affinché o possa stare più comodamente nell’euro stesso oppure tornare con tranquillità alla sovranità monetaria e di bilancio.

La priorità è ridurre il debito. Le regole dell’Eurozona impongono di farlo con metodi deflazionistici, per esempio il rigore inteso come più tasse e meno spesa per investimenti, creando un paradosso: se l’Italia riducesse il debito seguendo le euroregole cadrebbe in una decrescita inarrestabile. Prima del burrone, dove si sfracellerebbe anche l’euro, l’Italia sarebbe “salvata” da un commissariamento europeo, cioè dalla Germania, che garantirebbe la sua finanza pubblica, ma in cambio di una ascarizzazione geopolitica, di un’accettazione del rigore estremo e del dominio tedesco sul sistema economico italiano.

La Germania, però, potrebbe non trovare vantaggi in tale operazione, preferendo una crisi totale dell’Italia che farebbe implodere l’euro, imputando a Roma la catastrofe, sapendo che poi l’Italia se la conquisterebbe comunque senza dovere spendere soldi di garanzia, cosa alla quale l’elettorato tedesco è totalmente ostile. La priorità per Berlino sarebbe di evitare una svalutazione competitiva che darebbe impulso alla residua ma ancora robusta potenza industriale italiana a danno di quella tedesca, motivo per il quale ha voluto l’Italia nell’euro nonostante non rispettasse i parametri. Certamente nei think tank tedeschi, a porte chiuse, si valuta con simulazioni simili a quella qui accennata se convenga dare un po’ di euroflessibilità all’Italia per allungarne l’agonia senza farla morire, tenendola sotto controllo con lo strumento europeo, oppure far crollare l’euro e annettere un’Italia in ginocchio nell’area del nuovo marco. Ma, appunto, la flessibilità che la Germania può accettare senza rivolte interne è poca e pertanto le alternative per l’Italia sono l’agonia lenta oppure l’implosione indotta strumentalmente.

Sarebbe meglio uscire, quindi? Se si trovasse un modo, ora come ora, il mercato finanziario globale pretenderebbe un premio di rischio insostenibile per rifinanziare il debito italiano, il sistema bancario perderebbe capitali e le imprese si troverebbero senza credito, la lira resterebbe svalutata a lungo inducendo barriere doganali negli altri europei, e l’inflazione distruggerebbe il potere d’acquisito di salari e pensioni, ecc., nonostante la possibilità di stampare moneta, e monetizzare il debito, fornita dal ritorno alla sovranità monetaria. Interverrebbe l’America a salvarci perché pilastri della Nato? Un po’, ma non a sufficienza perché avrebbe come interlocutore principale la Germania - le potenze si accordano tra pari - e lascerebbe a Berlino il compito di sistemare il casino italiano.

Alla fine, se l’Italia non risolve il problema del debito non potrà né restare nell’euro né uscirne senza danni fatali. Ma come farlo entro l’eurogabbia che impedisce stimolazioni in deficit della crescita?

L’unica è vendere patrimonio pubblico per ridurre almeno di un 20% il debito complessivo, circa 450 miliardi. Il patrimonio disponibile (immobili, concessioni e partecipazioni) è superiore a questa cifra e gli immobili trasferiti agli enti locali possono essere ricollocati in un fondo centrale. Si tratta di conferire il patrimonio in un fondo con la missione di valorizzarlo sia facendolo rendere di più sia vendendolo in tempi lunghi, ma subito emettendo obbligazioni con sottostante il rendimento di tale operazione.

Queste obbligazioni, poi, potranno essere date in pagamento dei titoli di Stato giunti a maturazione a una platea globale di investitori istituzionali, senza dover fare nuovo debito per ripagarli. E così si ridurrebbe il debito, anche in soli 3 anni, con un risparmio di circa 18 miliardi all’anno sulla spesa per interessi e di altri 4 almeno sul costo di rifinanziamento grazie al miglioramento del rating. Con circa 22 miliardi in più all’anno un governo potrebbe avviare una detassazione più spinta, più investimenti modernizzanti e allo stesso tempo arrivare al pareggio di bilancio. La crescita in Italia aumenterebbe migliorando ulteriormente il rapporto debito/Pil. Al quarto o quinto anno, in questo scenario, potremmo sia stare a nostro agio e più potenti nell’Eurozona, de-germanizzandola, sia, grazie a più solidità, tornare alla sovranità monetaria ottenendo fiducia dal mercato internazionale. Solo così potremmo scegliere.

La finanziarizzazione del patrimonio per ridurre il debito è operazione difficilissima? Certo, ma non impossibile con una buona ingegneria. Proviamoci, invece di euroagonizzare giulivi, a sinistra, e di straparlare come galline senza testa, a destra e tra le stelle.(di Carlo Pelanda da liberoquotidiano.it)

Eurocrack

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.