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LA RECENSIONE DI ALESSANDRA DELLA QUERCIA ALLA POETESSA GIUSEPPINA POMPETTI E AL SUO LIBRO - AGHI DI VETRO -

  • Scritto da Dott.ssa Alessandra Della Quercia
  • Pubblicato in POPOLARI
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Redazione - Carissimi lettori e carissime lettrici.con grande piacere condivido con voi la recensione che ho dedicato a Giuseppina Pompetti, poetessa e scrittrice pluripremiata, originaria di Casoli di Atri e ora residente a Pineto, con un’importante formazione letteraria e una specializzazione in Gestione Condominiale che ha messo a frutto dirigendo tuttora uno Studio di Amministrazione Condominiale da circa trent’anni. Ci troviamo, quindi, dinanzi ad una personalità elevata e spirituale e, allo stesso tempo, concreta e pragmatica.

Quando parli con Giuseppina ti senti subito a casa, la sua cordialità mai affettata e la sua estrema naturalezza sciolgono il cuore e trasmettono quel senso di serenità a di affidabilità che si avverte con le persone che conosci da sempre. È una donna che fa della riservatezza la sua cifra, non ama mettersi in evidenza e a favore dei riflettori, adora la sobrietà, ma è proprio per questo che emerge nella folla: la sua umiltà la rende luminosa in una società che sovente si caratterizza per dei lustrini sfolgoranti che celano un buio interiore dilagante. In questa realtà che tende sempre di più all’impoverimento culturale e al privilegiare l’artificiale, c’è bisogno di umanità. E Giuseppina ne ha in abbondanza. Trasuda autenticità da ogni poro. Detesta i fronzoli e va dritta al punto, con una schiettezza coraggiosa che la rende determinata e ben strutturata. Sa far valere le sue opinioni, con fermezza e, al contempo, con educazione e garbo, rispettando anche i punti di vista divergenti e mostrando un’apertura mentale a trecentosassanta gradi. La sua empatia spicca come un’oasi in un deserto arso dal sole, è acqua salvifica che lenisce e rigenera, ripudiando l’aridità in ogni sua forma. Giuseppina odia le ingiustizie e le ipocrisie, lotta per contrastarle ed è molto vicina alla gente che soffre, la sua sensibilità speciale l’aiuta a immedesimarsi a fondo nei drammi e nelle difficoltà che angustiano l’era odierna.

Nel suo libro di poesie “Aghi di vetro” edito Hatria Edizioni esplora con incisività assoluta, esattezza descrittiva e delicatezza innata un tema duro e scomodo, a cui molti voltano le spalle: ossia la guerra, che lei definisce più volte come la sconfitta più grande che possa esistere. Già, perché anche una vittoria porta sempre con sé una tragica e vergognosa carneficina: un numero ingente di esseri innocenti che perdono la vita nell’indifferenza più totale dei potenti, ma anche purtroppo degli altri popoli della terra che non si sono trovati coinvolti e si girano dall’altra parte, ignorando l’enorme problema. Giuseppina concepisce la sua raccolta come uno “scatto fotografico” in cui mira a fornire al lettore dettagliate istantanee di quei contesti così dolorosi, dove la precarietà e il terrore sono all’ordine del giorno, creando un clima surreale in cui è arduo districarsi perché in ogni istante possono mutare gli scenari quotidiani. Ci riesce appieno a centrare il suo obiettivo: immergendomi nei suoi versi ho proprio l’impressione di vedere nitidamente ciò che lei racconta, in modo essenziale, amaro, asciutto e, al contempo, con una delicatezza sopraffina che le proviene dalla sua essenza compassionevole e caritatevole, che fa suoi i disagi di chi versa in condizioni disperate, con un amore puro e incondizionato per il prossimo.

Giuseppina vuole ribaltare il classico stereotipo che alberga, ahimè, nella mente di tanti: ossia che la poesia sia una forma di scrittura contorta e poco masticabile, riservata unicamente a pochi eletti e a ristrette cerchie. Il suo stile non è aulico o pomposo, lei desidera arrivare a tutti, con un linguaggio elegante, esauriente e accurato, ma nello stesso tempo chiaro, diretto, accessibile e comprensibile, senza filtri e orpelli. E ci riesce alla perfezione. Le sue poesie entrano nella carne, fendono l’anima, aggrovigliano il cuore in un tripudio di emozioni dal sapore forte e deciso, che attraversano i più variegati stati d’animo: dolore, sconforto, paura, solitudine, senso di colpa, nostalgia, inadeguatezza di chi si sente inerme dinanzi a eventi così catastrofici e disumani e che cerca in ogni pertugio un anelito di speranza a cui aggrapparsi per continuare ad andare avanti.

La sua raccolta dipinge, senza edulcoranti e sconti, l’obbrobrio della guerra in ogni suo frangente per poi lasciare spazio, sul finale, a deliziosi versi di rinascita dal buio, con l’anima trafitta da ciò che si è sperimentato sulla propria pelle, ma più consapevoli del vero senso della vita, che è immensa e va onorata tutti i giorni, con profondo rispetto e gratitudine perché è un dono di inestimabile valore e mai scontato.

Alessandra Della Quercia

Ultima modifica ilVenerdì, 09 Gennaio 2026 21:52

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