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QUEI CONSIGLI CHE TI CAMBIANO LA VITA!

Alessandra Hropich Alessandra Hropich

Redazione- Settembre,con la ripresa delle attività lavorative per molti, anche per me inizierà una stagione di impegni nuovi che vanno ben oltre la mia scrittura sui giornali. Ma su Cavalierenews continuerò a pubblicare interviste ad Esperti  e gli articoli verteranno soprattutto su argomenti legati ai miei libri: cattiveria, Mostri, felicità e simili, questo per evitare doppioni perché molti argomenti li affronto già nei miei Convegni universitari come Relatore.Continuerò a dare consigli al mio pubblico su questioni di interesse sociale e considero  meravigliosa la fiducia che anche i miei lettori  nutrono verso di me.Spesso mi hanno chiesto cosa ispiri le persone ad avere tanta fiducia in me ela stessa domanda me la pongo anche io talvolta. Sicuramente mi aiuta la gioia di vivere, la mia capacità di ascoltare molto ed un certo equilibrio che traspare (mi dicono)la stessa gioia che mi ha portato a scrivere il fortunato libro: "La felicità?  Ve la do io!" Nulla avviene per caso, la felicità é uno stato d' animo costante di chi riesce a comprendere e fare tesoro dei consigli altrui, accettando anche le critiche se costruttive.Non nascondo tuttavia il fatto che, su dieci critiche, almeno nove sono rivolte a me da persone malevole ed in malafede, mi riferisco a quelle critiche che mirano ad annientare l' altro, ad umiliarlo ma le riconosco ormai subito e di questo mi occuperò in un mio prossimo articolo dedicato alla cattiveria.Precisando che, chi vuole umiliare, non dà consigli e, se mai lo facesse, li darebbe del tutto sbagliati.Lo dico a quanti ( e non sono pochi) reagiscono ad una critica su di loro o osservazione,  sentendosi umiliati, feriti e/o sprofondati per la vergogna ma sono quelli che hanno dei problemi.Ma se una critica é accompagnata da un vero consiglio, per una mente equilibrata, dovrebbe esserci solo una spiegazione ovvero che quel consiglio proviene da una persona che analizza ed é autentica.Mi concentro ora però su pochissime critiche costruttive che ho ricevuto nel tempo e che hanno rappresentato dei veri consigli di vita, non potrei qui raccontare tutto ma una critica la ricordo da anni quando Marcello Pera, all' epoca Presidente del Senato, a colloquio privato con me disse che non gli piaceva come  impostai il mio discorso a lui, mi fece delle critiche ed osservazioni mirate per aiutarmi ad impostare diversamente in futuro qualsiasi discorso analogo con chiunque altro e, da buon Professore qual' era, mi riprese con il giusto piglio   leggermente severo e tassativo adatto al suo ruolo. All' epoca non ero ancora laureata ma mi occupavo solo di Convegni.Da quel colloquio imparai ad impostare i miei discorsi con le persone in modo diverso, misi in atto il consiglio del Presidente Pera e notai la differenza nel mio approccio con gli altri, cosa che mi serve ancora oggi e che penso prima di ogni mio colloquio privato.Qualche anno dopo, ormai laureata, conobbi l' Editorialista Rossana Rossanda, colei che illuminò con i suoi consigli la giornalista Lucia Annunziata agli inizi, ebbene quella severa Editorialista, ebbe con me un atteggiamento non aspro ma nemmeno troppo tenero.Ricordo i suoi consigli che mi portarono dritta al lavoro e a scrivere libri ed articoli ma anche le sue critiche."Lei é troppo modesta, é laureata in Legge e non lo dice, ha fatto una bella tesi sul giornalismo e non lo dice, ha esperienze in ambito televisivo e tace. Intende tenere nascoste le sue esperienze o titoli tutti nel cassetto?"Mi ricordo quella paternale come fosse ieri ma avevo una sorta di chiusura caratteriale epoi, ancora l' ultimo consiglio di colei che considerai la mia Maestra,  fu quello di appuntarmi ogni mattina alcuni pensieri al volo perché, altrimenti, mi disse che si sarebbero perduti nel corso della giornata e gettati quindi nel dimenticatoio.Beh, iniziai davvero a scrivere e ad amare la scrittura di cui ero prima terrorizzata.Se Camilleri continuava ad esercitarsi fino all' ultimo ogni mattina come fosse per lui un allenamento,  figuriamoci se non avrei dovuto farlo io che, al massimo scrivevo atti di citazione e querele nel periodo della pratica legale.Ho continuato a ricevere consigli e critiche, anche se non credo molto ai consigli  sdolcinati, del resto, come dice  qualcuno: "É meglio una verità che ti piglia a schiaffi che una falsità che ti accarezza!"Ovviamente preferisco non dilungarmi nel raccontare i consigli di tutti ma solo di qualcuno soffermandomi solo su due dei miei attuali amici più noti come il giornalista Paolo Liguori e Giancarlo Magalli. Mentre ascolto affascinata i delicati consigli di Magalli che sa analizzare il mondo in ogni suo aspetto, resto sempre stupefatta dei modi decisamente più diretti di Paolo Liguori che non usa mezzi termini nel darmi consigli accompagnati da critiche anche alla mia persona. Ecco, il modo di Paolo mi fa capire che veramente mira ad aiutarmi, non importa se mi dice: "Svegliati! Tira fuori le unghie!  Ma come ragioni? " Se poi segue puntuale il consiglio, non posso che tacere ed ascoltare chi ne sa più di me.


Ecco le persone migliori per me sono quelle che sembra quasi che ti maltrattino vedendoti inesperta su qualcosa ma che in fondo, pur con modi non smielati, mirano alla sostanza e te ne rendi conto quando metti in pratica poi i loro consigli. Mio padre, poliziotto, mi diceva: "Attenzione, il ladro ti tiene aperto il portone, ti saluta, é gentile quando ti vede, si inchina al tuo passaggio e magari é proprio colui ti ha appena svaligiato la casa!"E come dare torto alla diffidenza che aveva mio padre? Lui non si faceva di certo convincere dai modi dolci di qualcuno.Abbandonando questa divagazione su mio padre, vorrei anche farei un ardito accostamento tra Paolo Liguori e mia mamma perché é lei la mia più feroce consigliera, una che non usa con me mezzi termini, capace da sempre di dare consigli che sembrano pugni se non le piace qualcosa che faccio.Se Liguori mi dice al massimo che debbo svegliarmi su certe questioni, mia madre, é capace invece di dirmi chiaramente e con ben poca grazia che un vestito da me scelto per andare ospite in un programma Tv ad esempio, mi predispone a ricevere il lancio di pomodori su di me, che vesto come una collegiale oppure dice che mi manca lo specchio per rendermi conto di cosa indosso.  Una donna buona, mia mamma ma dai modi estremamente rudi e severi come quando mi consigliò con tono imperativo  aggiungere particolari scandalosi e veri nel libro "Quando il Mostro é il proprio padre!"Beh, quei particolari di cui avevo una certa vergogna a scrivere ( non avevo mai osato farlo prima) mia madre lì definì il condimento essenziale del libro."Se non scrivi tutte le porcate del Mostro nel dettaglio, il libro puoi buttarlo nel secchione perché non vale niente senza i particolari, o le cose le dici tutte come stanno esattamente o taci. Se scrivi di un porco, descrivi tutto perbene, non ha senso scrivere un libro lasciando ai lettori il compito di dover capire dove volevi arrivare, sei una scrittrice o una che lascia tutto in balia dell' altrui immaginazione? "E fu chiara e tassativa come sempre mia madre, fino a farmi provare imbarazzo perché dovevo scendere negli ulteriori particolari raccontando il sesso di un Mostro, cosa per me dura da digerire. Ma quel modo vero di raccontare appartiene ad una donna che sa colpirti allo stomaco con le sue parole e questo l' ho ereditato in pieno da mia madre. Diciamo pure, per concludere sulla personalità di una donna originale come mia mamma, che lei é stata sempre per me la ciliegina sulla torta arrivando sempre corredata dei suoi consigli saggi, colei che mi ha insegnato  a non credere quasi mai ai modi gentili e molto spesso ingannevoli, colei che sa anche far diventare un albero ciò che era un seme, una donna che sembra racchiudere in sé 1000000 di donne e non é opinione mia ma di quanti la conoscono ed oggi, ammetto, avrei imbarazzo ad averla in prima fila ad un mio Convegno, forse non riuscirei nemmeno a parlare vedendo i suoi occhi  puntati su di me come riflettori e prevedendo le critiche successive che ancora oggi mi fa sul vestiario o su qualche mia distrazione mentre parlo.Tornando all' importanza dei consigli in genere, quanto ho fin qui raccontato vale per tutti ed ho raccontato di qualcuno che mi ha guidato nella vita ma reputo vitale in molti casi farsi consigliare su qualsiasi cosa.Consigli di natura professionale, quelli che riguardano la sfera psicologica e, chi dice di non aver bisogno di consigli, mente.Ho amici che ritengono di non avere bisogno di nessuno, invece nella vita si ha bisogno di chi ci corregge quando parliamo in pubblico o di esperti psicologi se abbiamo problemi di relazione o di depressione o altro, troppe persone sentono di saper vivere senza seguire mai qualche consiglio altrui e sono un fallimento vivente. Il mio libro dedicato alla felicità é pieno di consigli per tutti, questo significa che non esiste ceto sociale che non conosca l' infelicità, anzi oggi é l' essere infelici, la regola perché si vive in condizioni di eterni insoddisfatti e perché ci si vergogna persino di raccontare a chi di dovere i propri malesseri dell' anima e sono i peggiori.Ma mi rendo conto che, qualche problema lo creo proprio io quando, i consigli, non li ricevo ma li dò perché, la veste di consigliera, é quella più difficile da indossare.Solo nel libro: "La felicità? Ve la do io!" Sembra proprio che i miei consigli per ogni situazione siano graditi dai miei lettori, perché mai? Un motivo c'è e mi corre in aiuto Renato Carosone quando, in una intervista disse: "La gente é buffa, paga il biglietto per venire ad ascoltare me in teatro che li sfotto!"Ed aveva ragione perché "Tu vuò fà l' americano" era una presa in giro, sotto forma di canzone, ai tantissimi italiani con il pallino di sentirsi quasi americani perché sapevano dire: "ok. Take away. Fast food, money, ecc ecc, compresi quelli in sala che lo ascoltavano.Ma il grande Carosone poteva metterci tuttal' ironia che desiderava quando cantava, tanto non faceva nomi ma li citava tutti in un solo colpo esattamente come quando io dò consigli a tutti nel mio libro sulla felicità, senza che nessuno si offenda.Mentre i consigli che mi chiedono o dò spontaneamente dal vivo mi portano non di rado ad incappare in persone che rimangono poi intrappolate in una reazione di chiusura ostinata ma sono persone che non riescono a reagire e ad analizzare con lucidità i miei consigli seppur dati con battute ironiche, certo mi rendo conto che non é mai piacevole ascoltare l'ironia altrui su noi stessi anche se il fine dei miei consigli non é mai quello di umiliare qualcuno ma é quello che poi  talvolta accade. Ed anche se ho solo l' intenzione di aprire la mente di qualcuno indirizzandola verso pensieri ed obiettivi migliori, resta, ogni consiglio, spesso la cosa più difficile da dare perché subentra in chi lo riceve la paura, la vergogna, il timore di ogni cambiamento ed allora te ne rendi conto quando quella persona sparisce e/o non si fa più sentire o si riaffaccia dopo anni, come mi é appena successo. Non mi stancherò mai di dire che bisogna ascoltare sempre i propri sentimenti, le proprie speranze e paure, solo così siamo aperti almeno ad ascoltare i consigli, non sempre a seguirli ma già solo recepirli. Non dimentichiamo  nemmeno che occorre mettersi nella condizione di ascoltare anche gli altri e non temere il prossimo solo perché ci fa notare ciò che non va in noi, impariamo tutti ad essere in pace con il nostro Io, non rifiutiamo noi stessi silenziosamente e non chiudiamoci come i ricci perché un consiglio non ci piace o ci impone di riflettere, siamo tutti esseri fallimentari su qualcosa e ci sono molti che gioiscono dei nostri fallimenti senza mai criticarci ma quelli sono Mostri di cui parlerò prossimamente.Credo sia chiaro come io sia cresciuta a pane e consigli sia umanamente che professionalmente,  ci sono del resto consigli capaci di dare un senso alla vita, non a caso oggi me li chiedono anche persone con ruoli importanti nella società, perché tutti abbiamo bisogno di aiuto, per un problema di qualsiasi natura e la vergogna non deve mai prendere il sopravvento sennò lei ci schiaccia, non i miei consigli.Ogni consiglio vero vale a patto però di essere in pace con noi stessi, imparando a volerci bene senza giudicarci noi per primi finendo con il vergognarci poi di noi stessi.

Concludo con una citazione di Seneca: " Mi chiedi qual' é stato il mio progresso? Ho cominciato ad essere amico di me stesso

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