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Territorio

Ricostruzione post-sisma, il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo chiede un piano per il dopo cantiere

🏠 Il segretario Uil Abruzzo Lombardo avverte: la ricostruzione post-sisma deve puntare sui servizi e sul lavoro di qualità per evitare il declino definitivo dei nostri borghi. Non lasciamo che i cantieri diventino solo un ricordo momentaneo.

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#Ricostruzione #Abruzzo #Lavoro #Sisma2016

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Michele Lombardo

Redazione- Il cuore dell’Appennino centrale sta vivendo una trasformazione profonda, segnata dai numeri del Rapporto annuale 2026 sulla Ricostruzione. Se da un lato l’economia legata ai cantieri del sisma 2016-2017 mostra segnali di vitalità, dall’altro emerge la necessità urgente di guardare oltre le impalcature. Il segretario generale della Uil Abruzzo, Michele Lombardo, ha espresso una visione cauta ma propositiva, sottolineando come il balzo dell’occupazione registrato nel cratere non debba trasformarsi in un fuoco di paglia, bensì diventare il volano per una rinascita duratura di aree storicamente fragili, dai borghi del teramano sino alle zone interne aquilane.

I numeri dell’occupazione e il peso dei cantieri pubblici

I dati elaborati al 31 maggio 2026 offrono una fotografia chiara di un territorio in fermento. Con oltre 36 mila richieste di contributo presentate per la ricostruzione privata, che rappresentano un valore economico di 17,82 miliardi di euro, l’impatto sul tessuto sociale è tangibile. Gli oltre 23 mila cantieri autorizzati hanno generato una domanda di manodopera senza precedenti. Il dato più sorprendente rimane l’aumento del 17% dei nuovi posti di lavoro nel cratere ristretto, un valore che oscura il 4% registrato su base nazionale.

Il tasso di occupazione ha raggiunto la soglia del 66,1%, un traguardo che riflette anche una crescita dell’occupazione femminile e una contrazione del fenomeno dei Neet, quei giovani che non studiano e non lavorano. Tuttavia, Michele Lombardo invita a non abbassare la guardia. Gran parte di questo dinamismo economico è alimentato da risorse straordinarie, in particolare dal programma NextAppennino e dalle ingenti somme destinate alla ricostruzione pubblica, la quale ha visto già avviato il 97,5% dei 3.667 interventi programmati. Il rischio, avverte il sindacato, è che al termine delle opere infrastrutturali il sistema economico locale possa subire una frenata brusca, privando le comunità residenti di quel sostegno occupazionale necessario per sopravvivere.

La sfida per evitare lo spopolamento dei borghi

Il problema dello spopolamento nell’entroterra abruzzese precede di molto gli eventi sismici. Comuni che si snodano lungo l’asse appenninico vivevano già una fase di decadenza demografica, con l’invecchiamento della popolazione e la chiusura di presidi scolastici e sanitari. Secondo la Uil, la ricostruzione deve necessariamente evolvere in una politica di coesione territoriale di ampio respiro. Non basta riparare le mura delle case o ripristinare il decoro di piazze e monumenti storici se mancano i servizi essenziali.

L’agenda proposta da Lombardo poggia su pilastri chiari: il rafforzamento della rete sanitaria territoriale, il potenziamento dei trasporti verso i centri maggiori come Pescara o L’Aquila e la garanzia di un’istruzione di qualità. Senza infrastrutture sociali moderne, il rischio è che i centri abitati tornino a svuotarsi, diventando contenitori architettonicamente perfetti ma privi di anima e di residenti. La sfida, dunque, è traslare le competenze acquisite dagli operai nei cantieri verso un piano nazionale di manutenzione del territorio, puntando sulla prevenzione del dissesto idrogeologico e sull’efficientamento energetico delle aree montane.

Legalità e sicurezza nel lavoro del futuro

Un elemento cardine della discussione promossa dal sindacato riguarda la tutela dei lavoratori nel lungo periodo. La Uil insiste sulla necessità di mantenere standard elevati di legalità e sicurezza, contrastando il dumping contrattuale che spesso caratterizza i picchi di attività edilizia. L’obiettivo è integrare le professionalità maturate negli ultimi anni in un modello di sviluppo sostenibile che valorizzi le filiere produttive locali, dalle eccellenze agroalimentari del territorio alle piccole imprese artigiane che rappresentano l’ossatura economica delle province coinvolte.

Secondo Lombardo, le risorse stanziate devono essere viste come un investimento sulle persone e non soltanto sulle pietre. La ricostruzione deve rappresentare il punto di partenza per una gestione delle grandi transizioni ambientali, dove il lavoro di qualità diventi l’argine principale contro l’abbandono delle aree interne. Solo garantendo un futuro occupazionale stabile sarà possibile trasformare il cantiere del sisma in un modello virtuoso per l’intero Appennino, permettendo ai residenti di restare sul territorio con prospettive concrete, in una cornice di modernità che rispetti la storia e l’identità delle comunità colpite.

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Territorio

Allarme ecologico e solidarietà: in Abruzzo sbarcano le papere di gomma per salvare i fiumi

Un’invasione pacifica di papere di gomma nel Parco Sirente-Velino per salvare l’ambiente. Giovedì 8 ottobre va in scena il World Duck Race Championship, una corsa solidale sul fiume Aterno che unisce imprenditori da tutto il mondo per promuovere la tutela della natura e sconfiggere l’inquinamento da plastica nei nostri corsi d’acqua. Iscrizioni aperte fino a martedì 👇

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Papere

L’Aquila – Immaginate lo scorrere lento e limpido di un fiume di montagna che, all’improvviso, si colora dell’innocenza e della leggerezza dell’infanzia per lanciare un grido d’aiuto disperato e globale. C’è un legame profondo, viscerale e troppo spesso dimenticato che incatena la nostra salute fisica all’equilibrio biologico dei territori che calpestiamo ogni giorno. Quando un ecosistema si ammala sotto i colpi dell’indifferenza e della plastica, a soffrire non sono soltanto le piante o le specie animali, ma è l’umanità intera che perde un pezzo della propria anima e del proprio futuro, lasciando ferite aperte nel tessuto delle generazioni che verranno.

Proprio per risvegliare le coscienze assopite attraverso un linguaggio di pura gioia e partecipazione popolare, le valli abruzzesi si preparano a fare da palcoscenico a un evento senza precedenti storici. Ben 197 papere di gomma sono già sbarcate ufficialmente in Abruzzo, pronte a sfidarsi nella primissima edizione del World Duck Race Championship. Questo spettacolare e insolito cammino di solidarietà prenderà il via giovedì 8 ottobre 2026, a partire dalle ore 16:00, nei pressi della stazione ferroviaria di Beffi, un territorio di frontiera situato tra i Comuni di Tione degli Abruzzi e Acciano, nella cornice verde del Parco Naturale Regionale Sirente-Velino.

Una mobilitazione globale per la terra nel cuore del Parco Sirente-Velino

La flotta di piccoli ambasciatori gialli racchiude in sé un valore simbolico potentissimo: 195 papere rappresentano altrettante nazioni del nostro pianeta, affiancate da una dedicata alle Nazioni Unite e una interamente riservata all’Europa. L’iniziativa, promossa con tenacia dal Comitato pro MuDi a sostegno del Museo Diffuso del Parco Sirente-Velino, trasformerà per un intero pomeriggio un angolo di Abruzzo interno nel centro del mondo. Sulle sponde del fiume Aterno si radunerà infatti anche una delegazione internazionale di imprenditori della fitness industry provenienti da ben 23 nazioni e cinque continenti, arrivati in Italia per il 38° REX Fitness International Gathering.

La presenza di questa delegazione mondiale inserisce l’evento in una dimensione strategica: il mondo dello sport e del benessere si unisce per lanciare un messaggio universale. Prendersi cura del proprio corpo attraverso il movimento e sani stili di vita non ha alcun senso se non ci si prende cura contemporaneamente dell’ambiente in cui viviamo. Questo concetto cardine si sposa perfettamente con l’approccio scientifico internazionale denominato One Health, che riconosce come la salute umana, quella degli animali e la salvaguardia degli ecosistemi siano strettamente interconnesse all’interno di un unico, fragile equilibrio biologico che non possiamo più permetterci di spezzare.

La pulizia del fiume prima della corsa: un gesto concreto di restituzione

I partecipanti e i visitatori saranno chiamati all’azione ben prima del fischio d’inizio della gara agonistica. A partire dalle ore 14:30 scatterà infatti The World Duck Hour, un’ora interamente dedicata al movimento all’aria aperta e a un’azione ecologica concreta: la raccolta dei rifiuti plastici lungo il percorso e sulle sponde dell’Aterno. Il primo gesto della giornata non sarà quindi immettere qualcosa nell’acqua, ma togliere il marciume lasciato dall’incuria umana. L’invito a ripulire i propri territori e a condividere lo scatto sui social con l’hashtag #1health1duck è stato esteso contemporaneamente a livello planetario da tutti i 23 Paesi partner.

L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di raggiungere la quota di 1.000 papere totali coinvolte entro la chiusura delle iscrizioni, tassativamente fissata per followupButton(query=”””Add the World Duck Race Championship entry deadline on October 6 to my calendar”””, label=”””martedì 6 ottobre 2026″””, variant=FOLLOWUP_BUTTON_VARIANT_DATE_DROPDOWN). La sfida si dividerà tra le 300 pronte a sfidare le correnti del fiume e le 700 che parteciperanno da ogni angolo del globo attraverso la Duck Photo Challenge. Le modalità di sostegno e adozione partono dalla formula “Porta Gioia” da 10 euro, passando per la “Supporter” da 50 euro, fino alla “Ambassador” da 500 euro. Anche chi non potrà raggiungere fisicamente l’Aquilano potrà seguire la propria papera numerata grazie alle dirette streaming sui canali social ufficiali del MuDi.

La cultura della memoria contro lo spopolamento dei borghi

Il fondatore del MuDi, Fausto Di Giulio, ha spiegato con parole cariche d’umanità lo spirito profondo che muove l’intera macchina organizzativa: l’intenzione è utilizzare la gioia e il sorriso per trattare temi di una serietà assoluta, legati alla Lifestyle Medicine e alla prevenzione quotidiana. Il ricavato economico dell’evento sarà interamente devoluto alla missione del Museo Diffuso per recuperare gli oggetti storici, custodire i ricordi e tramandare l’eredità culturale dei piccoli borghi abruzzesi che lottano quotidianamente contro lo spettro dell’abbandono e dello spopolamento.

Il traguardo finale della pazza corsa fluviale è stato fissato presso il suggestivo ponte romano sull’Aterno, un punto d’intersezione storico tra il Cammino di San Francesco e il Cammino del Perdono di Celestino V. Dopo l’arrivo, a partire dalle 16:45 si terranno le premiazioni dei 50 riconoscimenti in palio, seguite dalla visita guidata alle sale del MuDi di Goriano Valli e da una cena di beneficenza. L’organizzazione, che ha incassato il patrocinio dei Comuni di Tione degli Abruzzi e Acciano, dell’USRC e del Parco, assicura la massima sicurezza ambientale: ogni singola papera sarà tracciata e recuperata grazie all’aiuto di speciali cani labrador “salvapapere”, perché l’unica regola insindacabile della giornata è che tutto ciò che entra nel fiume deve uscirne intatto.

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Patata del Fucino IGP: scatta l’assedio all’Aquila per salvare l’identità dell’oro giallo

3. L’eccellenza della terra scende in piazza: il Consorzio di Tutela Patata del Fucino IGP lancia l’appello ai produttori per invadere il Villaggio Coldiretti all’Aquila. Una tre giorni straordinaria in Piazza Duomo per difendere l’identità dell’agricoltura abruzzese, raccontare la fatica dei campi e valorizzare il marchio IGP nell’anno di L’Aquila Capitale della Cultura. Scopri l’evento 👇

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Patate

L’Aquila – Immaginate la terra umida che si spacca sotto il peso delle mani callose, quelle mani che da generazioni ripetono lo stesso antico gesto per estrarre dal suolo un tesoro nascosto. Esiste una fatica silenziosa, fatta di albe gelide e pomeriggi infuocati, che non si arrende davanti alle sfide del mercato e della modernità selvaggia. È il lavoro nei campi del Fucino, un legame viscerale e indissolubile tra l’uomo e la natura, dove ogni singolo solco racconta una storia di sacrificio, di riscatto e di orgoglio contadino che rischia di perdersi se non viene protetto e gridato a gran voce.

Questo patrimonio di identità e resistenza rurale è pronto a scendere in piazza nel capoluogo abruzzese in una cornice straordinaria. Il Consorzio di Tutela Patata del Fucino IGP ha annunciato ufficialmente la sua presenza al Villaggio Coldiretti dell’Aquila, la grande kermesse intitolata “La piazza dell’agricoltura, dei Territori e delle comunità rurali”. La manifestazione si svolgerà da venerdì 9 a domenica 11 ottobre 2026, accendendo i riflettori nel cuore pulsante di Piazza Duomo dalle ore 9.00 fino alle 22.00, per una tre giorni che si preannuncia ad altissima intensità emotiva e culturale.

La vetrina d’Abruzzo nell’anno della Capitale della Cultura

L’appuntamento assume una rilevanza strategica senza precedenti poiché cade proprio nell’anno di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Questa coincidenza temporale trasforma l’evento in un palcoscenico unico, capace di dimostrare al mondo intero come la vera cultura di un territorio non sia fatta solo di monumenti e musei, ma risieda soprattutto nelle sue radici agricole, nelle sue filiere e nelle comunità che custodiscono i segreti della terra. Portare l’oro giallo del Fucino nel centro storico aquilano significa rivendicare il valore sacro del cibo come elemento identitario inscindibile dalla storia locale.

La partecipazione attiva del Consorzio rappresenta la risposta più forte per far conoscere, valorizzare e difendere la Patata del Fucino IGP dalle minacce delle contraffazioni e della svalutazione commerciale. Il prodotto diventa così il simbolo e l’espressione massima di un territorio vocato, una piana fertile che trova nei suoi agricoltori il primo e fondamentale presidio di legalità, qualità e cura del paesaggio. Il Villaggio Coldiretti si trasformerà in un punto d’incontro diretto, dove cittadini e visitatori potranno toccare con mano l’eccellenza e ascoltare le storie di chi la terra la vive davvero.

L’appello del Consorzio: i produttori soci chiamati al fronte

Per dare forza a questa narrazione umana, il Consorzio ha lanciato una vera e propria chiamata alle armi per i propri associati, invitando i produttori soci a partecipare in prima persona e a metterci la faccia durante le tre giornate della kermesse. Non si tratta di una semplice operazione di marketing, ma di una testimonianza collettiva e necessaria. Nessun depliant o spot pubblicitario potrà mai sostituire lo sguardo fiero e le parole autentiche di chi trascorre la propria vita nei campi, curando il prodotto dalla semina fino al confezionamento.

Le parole del direttore del Consorzio, Mario Nucci, fotografano perfettamente l’urgenza e l’importanza di questo passaggio istituzionale: sono proprio le aziende e le persone che ogni giorno lavorano nel Fucino a dover testimoniare in maniera diretta l’origine e l’autenticità di una produzione che porta il nome del territorio sui mercati italiani ed europei. I soci interessati a partecipare possono già manifestare la propria disponibilità alla Direzione, che sta raccogliendo le adesioni per coordinare al meglio la logistica e la presenza sul campo, per dimostrare la compattezza dell’intera filiera.

Il valore della certificazione contro l’indifferenza del mercato

Esibirsi compatti al Villaggio Coldiretti significa trasformare una semplice partecipazione fieristica in un’occasione corale di riscatto per la Patata del Fucino IGP. Al centro del racconto che verrà offerto ai visitatori ci sarà il valore inestimabile della certificazione IGP, uno scudo normativo che garantisce al consumatore la tracciabilità totale e la qualità assoluta del prodotto, tutelando al contempo il reddito degli agricoltori dalle speculazioni che spesso affliggono il settore primario.

Il Fucino, con la sua storia millenaria di bonifiche e fatica umana, si riappropria del suo ruolo centrale nell’economia della regione. Questa tre giorni aquilana non sarà solo una celebrazione festosa, ma un momento di riflessione profonda sul futuro dell’agricoltura abruzzese. Quando i produttori e il territorio si uniscono sotto un unico vessillo, la Patata del Fucino IGP cessa di essere un semplice prodotto da banco per diventare l’emblema di un’intera comunità che non vuole arrendersi, decisa a difendere con i denti il proprio futuro economico e la propria dignità professionale.

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La forza delle parole che abbattono i cancelli: così la poesia entra nel carcere di Pescara per curare l’anima e accendere la speranza oltre le sbarre

3. La poesia varca i cancelli della casa circondariale di San Donato con il progetto “La poesia oltre le mura”. Sei incontri settimanali intensi ed emozionanti per dare voce, anima e speranza a chi vive dietro le sbarre, trasformando il verso in uno strumento di riscatto e libertà interiore. Scopri la bellezza di questa straordinaria iniziativa sociale 👇

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Locandina evento Pescara

Pescara – Ci sono luoghi dove il tempo sembra congelarsi, dove lo spazio si restringe fino a diventare una misura invisibile ma pesantissima per la mente. Le mura di una casa circondariale non custodiscono soltanto storie interrotte o percorsi complessi, ma racchiudono, sopra ogni cosa, persone. Ed è proprio lì, dove il silenzio delle stanze può diventare un rumore assordante, che un gruppo di sognatori ha deciso di portare la più fragile e potente delle rivoluzioni umane: la parola scritta, la musicalità di un verso, la libertà profonda che solo la letteratura sa regalare a chi ha smesso di guardare l’orizzonte.

L’iniziativa, significativamente battezzata “La poesia oltre le mura. La parola che libera, il verso che unisce”, sta per varcare la soglia dell’istituto penitenziario di Pescara San Donato. Non si tratta di un semplice passatempo, né di una serie di lezioni calate dall’alto, ma di un cammino condiviso nato dalla sinergia profonda tra la struttura carceraria e l’associazione I Borghi della Riviera Dannunziana. Il progetto ha trovato fin da subito il sostegno e il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura guidato da Maria Rita Carota, una scelta amministrativa e umana che dimostra come l’arte possa e debba essere uno strumento di inclusione concreto, capace di arrivare anche nei luoghi apparentemente più lontani e dimenticati dalla bellezza quotidiana.

La costruzione di un ponte invisibile tra dentro e fuori

Dietro ogni grande progetto ci sono volti, passioni e un lavoro silenzioso che dura mesi. In questo caso, l’architettura dell’iniziativa ha preso forma grazie alla dedizione e alla sensibilità della dottoressa Ylenia Di Febo, collaboratrice della casa circondariale, che ha saputo tessere la trama di un percorso articolato in sei appuntamenti settimanali. Durante questi incontri, lo spazio della reclusione si trasformerà in un laboratorio di idee e di emozioni, un porto franco dove l’unica legge valida sarà quella dell’espressione personale, dell’ascolto e del rispetto reciproco.

A guidare i partecipanti in questo viaggio emotivo e letterario saranno tre figure di spicco del panorama culturale locale, ognuna portatrice di un bagaglio unico di esperienze umane e professionali: Florideo Matricciano, già dirigente scolastico abituato da sempre al dialogo aperto e alla formazione delle coscienze; Gabriele Di Camillo, scrittore capace di scavare nelle pieghe dell’animo umano attraverso la narrazione emotiva; e Francesca Di Giuseppe, giornalista attenta alle sfumature della realtà e alla forza della comunicazione sociale. Insieme, guideranno i laboratori stimolando la conoscenza del mondo poetico, non come una materia accademica, ma come uno specchio in cui riflettersi senza paura.

Il verso come specchio dell’anima e strumento di riscatto

La vera anima degli incontri non risiederà però soltanto nella lettura dei grandi classici, ma nel protagonismo assoluto dei partecipanti. Gli ospiti della casa circondariale non saranno spettatori passivi di un racconto altrui, ma diventeranno gli autori stessi della propria rinascita. Attraverso la produzione di elaborati personali, la scrittura spontanea e la lettura condivisa dei propri versi, ognuno avrà la reale possibilità di esplorare i propri vissuti, di dare finalmente un nome a nostalgie, speranze e rimpianti che spesso rimangono soffocati nella routine della vita detentiva.

L’analisi collettiva dei testi e il confronto aperto genereranno un clima di stimolo intellettuale e culturale unico nel suo genere. In una stanza dove le differenze si annullano davanti alla pagina bianca, la poesia diventa lo strumento per ritrovare la propria identità profonda. È un modo per ricordare al mondo che, anche dietro una barriera di cemento, il pensiero rimane intimamente libero e la dignità umana continua a pulsare intatta, cercando strade nuove e inesplorate per ricominciare a camminare verso la luce.

La politica che ascolta e valorizza la marginalità sociale

L’eco di questo progetto sociale così intimo e potente è destinata ad arrivare anche nelle stanze della politica cittadina, segno di una comunità che sceglie di non voltare lo sguardo dall’altra parte. L’iniziativa sarà infatti presentata ufficialmente durante la seduta della Commissione Cultura, Turismo e Attività Produttive del Comune di Pescara, presieduta dal consigliere comunale Simone D’Angelo. L’incontro istituzionale servirà a sancire l’importanza fondamentale delle attività culturali come motori di crescita personale e partecipazione attiva, specialmente quando sono rivolte a contesti segnati dalla marginalità e dal disagio sociale.

L’audizione vedrà la partecipazione dei principali promotori dell’iniziativa, uniti per testimoniare l’urgenza di progetti simili sul territorio. Accanto agli organizzatori e ai docenti dei laboratori, saranno presenti l’editore Marco Solfanelli e la vice presidente dell’associazione organizzatrice, Maria Pellicciotta. Il loro obiettivo comune sarà quello di dimostrare che la cultura non è un lusso per pochi, ma un diritto fondamentale di ogni individuo, una luce capace di infiltrarsi anche nelle fessure più strette delle mura per illuminare il cammino verso un futuro di autentico riscatto sociale.

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