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Politica

Riforma elettorale, la proposta di Sforzini per restituire il voto agli italiani

⚖️ Luca Sforzini chiede una rivoluzione elettorale: proporzionale puro, voto di preferenza e premier indicato sulla scheda per restituire la sovranità al popolo italiano. Basta rassegnarsi a parlamentari scelti dalle segreterie di partito. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

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Luca Sforzini

Redazione-  Lucca, città che spesso funge da osservatorio privilegiato per il dibattito politico nazionale, diventa oggi il palcoscenico di una riflessione che punta a scuotere le fondamenta del sistema elettorale vigente. Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank legato a Futuro Nazionale, ha lanciato una sfida aperta ai vertici dei partiti, chiedendo una revisione radicale delle modalità con cui i cittadini scelgono i propri rappresentanti nelle aule di Montecitorio e Palazzo Madama. Il nodo centrale del contendere risiede nella natura stessa della rappresentanza, definita da Sforzini come gravemente compromessa dall’attuale meccanismo delle liste bloccate.

Il ritorno alle preferenze per superare la crisi della rappresentanza

La proposta avanzata dal Centro Studi Rinascimento Nazionale si articola su tre pilastri fondamentali: il ritorno al sistema proporzionale puro, l’abolizione definitiva di qualsiasi soglia di sbarramento e, soprattutto, la reintroduzione del voto di preferenza. Secondo l’analisi proposta, l’attuale configurazione elettorale ha trasformato il Parlamento in un organo popolato da soggetti nominati dalle segreterie di partito, piuttosto che da esponenti scelti direttamente dai territori.

Questa dinamica ha progressivamente allontanato gli elettori dalle urne, creando una frattura profonda tra chi siede in Parlamento e le istanze reali della popolazione. Quando il potere di selezione dei candidati viene esercitato esclusivamente dai vertici delle formazioni politiche attraverso il blocco delle liste, il parlamentare risponde prima alla struttura interna che lo ha inserito in posizione eleggibile e solo marginalmente al cittadino. Sforzini sostiene che un sistema basato sulle preferenze permetterebbe di ricucire questo strappo, obbligando i politici a un confronto diretto con gli elettori nei collegi, rivalutando così il radicamento territoriale e il merito personale rispetto alla fedeltà alle gerarchie di partito.

Trasparenza e responsabilità per il governo del Paese

Un ulteriore punto di rottura rispetto allo status quo riguarda la figura della guida del governo. Il Centro Studi Rinascimento Nazionale propone di inserire l’indicazione del Presidente del Consiglio direttamente sulla scheda elettorale. Questa misura punta a garantire agli italiani una maggiore consapevolezza riguardo agli assetti di governo che scaturiranno dal voto. Non si tratta di una violazione o di un superamento dell’articolo 92 della Costituzione, che riserva al Capo dello Stato il compito di nominare il Presidente del Consiglio, bensì di un orientamento politico chiaro che impegna le coalizioni o le singole forze politiche a presentarsi agli elettori con una piattaforma di governo definita e una leadership riconoscibile.

L’assenza di una soglia di sbarramento, inoltre, viene presentata come l’unica via per permettere a tutte le istanze presenti nel corpo sociale di trovare una voce nelle istituzioni. In un contesto in cui il pluralismo è spesso sacrificato in nome di una governabilità intesa come controllo centralizzato, Sforzini invita i decisori politici a riscoprire lo spirito originario della rappresentanza democratica. La critica è diretta verso quelle che vengono definite “ingegnerie elettorali” costruite appositamente per sottrarre sovranità al popolo. Il linguaggio adottato dal think tank è volutamente netto: si parla di “impiegati della politica” e di “parlamentari telecomandati”, termini che descrivono una condizione di sudditanza che, a giudizio del presidente del centro studi, sta svuotando di significato il lavoro legislativo e il controllo democratico.

L’obiettivo di questa mobilitazione di idee è quello di avviare una stagione di riforme in cui il Parlamento torni a somigliare in modo speculare alla volontà espressa dagli italiani nei seggi. La democrazia, nel pensiero di Sforzini, non può essere intesa come proprietà privata delle lobby o delle segreterie, ma deve tornare a essere un esercizio di partecipazione limpida e senza intermediari. Resta ora da vedere se le forze politiche presenti in Parlamento accoglieranno questo appello o se le dinamiche di conservazione del potere avranno ancora una volta la meglio sulle spinte di rinnovamento. Con l’avvicinarsi di nuovi scenari elettorali, il dibattito su come gli italiani debbano eleggere i propri rappresentanti sembra destinato a diventare uno dei temi caldi dell’agenda politica, ponendo interrogativi non più eludibili sulla salute della nostra democrazia rappresentativa e sul futuro del legame tra elettori ed eletti.

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Politica

Camorra e politica, la sfida di Sforzini a Futuro Nazionale: “Basta silenzi, serve una condanna inequivocabile”

Scintille e forti provocazioni politiche a Napoli! ⚡ Oggi il movimento Futuro Nazionale presenta i suoi dirigenti campani, ma viene duramente sfidato da Luca Sforzini (Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale). L’accusa politica è precisa e tagliente: come fa un partito che fa della “tolleranza zero” contro la microcriminalità e l’immigrazione la sua bandiera, a non avere una posizione altrettanto forte, chiara e inequivocabile contro la Camorra e la Mafia? Sforzini non fa sconti e chiede chiarezza immediata: “La legalità non può essere selettiva, le mafie sono le vere nemiche della nostra libertà e dello Stato. Vogliamo parole inequivocabili di condanna!”. Futuro Nazionale raccoglierà la durissima sfida lanciata da Sforzini? Scoprite tutti i dettagli del durissimo scontro politico (e il libro consigliato per approfondire l’argomento) nel nostro articolo! 👇

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Locandina evento Napoli

Napoli – La delicatissima scacchiera politica campana si anima in queste ore di una nuova, profonda e necessaria dialettica interna al mondo del centrodestra e delle formazioni identitarie. Nella giornata odierna, la città di Napoli è infatti il palcoscenico scelto per un appuntamento politico di rilievo: il movimento Futuro Nazionale ha radunato i propri simpatizzanti per la presentazione ufficiale dei propri vertici e dirigenti regionali e provinciali della Campania. Un momento di radicamento territoriale importante, che non è però passato inosservato agli occhi degli attenti analisti politici. A rompere il clima di pura celebrazione interna, lanciando una sfida dialettica forte, argomentata e priva di sconti, è intervenuto Luca Sforzini, intellettuale e Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale. L’intervento di Sforzini non è una banale e sterile polemica elettorale, ma si configura come un richiamo severo all’identità più profonda, etica e morale di chi fa politica. Il nodo cruciale sollevato dal Presidente del Centro Studi riguarda una clamorosa e pericolosa “dimenticanza” nel programma politico del movimento: l’assenza di una posizione dura, centrale e inequivocabile contro il cancro della criminalità organizzata, un tema che, proprio in una terra complessa e meravigliosa come la Campania, non può in alcun modo essere relegato ai margini del dibattito pubblico.

Microcriminalità contro Mafie: la legalità non può essere selettiva

L’analisi lucida e tagliente di Luca Sforzini parte da un paradosso evidente e innegabile nella comunicazione politica di Futuro Nazionale.
“È l’occasione giusta per colmare un’assenza che nel suo messaggio politico e nella sua elaborazione programmatica colpisce particolarmente”, dichiara senza mezzi termini Sforzini. Il paradosso denunciato risiede nel fatto che un partito che ha legittimamente eretto la “tolleranza zero” e la sicurezza a proprie bandiere assolute, dedicando giustamente un’attenzione martellante e quotidiana alla repressione della microcriminalità, al contrasto del degrado urbano e ai problemi legati all’immigrazione clandestina, risulti poi “del tutto marginale, sia nel programma sia nelle dichiarazioni, in merito a una posizione specifica contro mafia, camorra, ’ndrangheta e Sacra Corona Unita”. Si tratta di una cecità politica inaccettabile. Sforzini sottolinea con vigore che proprio da Napoli, cuore pulsante del Mezzogiorno, deve partire un segnale diverso: “La sicurezza e la legalità non possono mai essere selettive. Non si può invocare tolleranza zero soltanto contro lo spacciatore all’angolo della strada, il borseggiatore o il criminale straniero, e contemporaneamente non dedicare almeno la stessa ferrea attenzione alle organizzazioni mafiose capaci di controllare militarmente i territori, infiltrare l’economia sana, condizionare gli appalti pubblici, inquinare le amministrazioni e imporre con la violenza e l’intimidazione un potere illegale alternativo a quello dello Stato centrale”.

[CONSIGLIO DI LETTURA]
Siete interessati ad approfondire la lucida visione politica, economica e sociale dell’autore di questo intervento? CLICCA QUI per acquistare su Amazon il saggio “Rinascimento nazionale. Un’idea, una nazione, un futuro”, l’opera fondamentale scritta da Luca Sforzini per la rinascita dell’Italia!

Le mafie come nemiche assolute della libertà e dello Stato

L’affondo del Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale prosegue poi sul piano strettamente ideologico e culturale, sgombrando il campo da qualsiasi equivoco o attacco personale.
“Non stiamo formulando accuse specifiche nei confronti di nessuno”, precisa con grande onestà intellettuale Sforzini. “Stiamo semplicemente ponendo una questione politica e culturale vitale. Chiediamo a Futuro Nazionale di pronunciare oggi, in questa occasione pubblica, una posizione forte e inequivocabile contro camorra e mafia”. La visione offerta dal Centro Studi è quella di un conservatorismo moderno, liberale e inflessibile. Per gli uomini e le donne che si riconoscono nei veri valori della destra, lo Stato non deve essere un oppressore burocratico o un padre padrone nella vita privata e nelle tasche dei cittadini, “ma proprio per questo motivo deve essere forte, inscalfibile e autorevole nelle funzioni essenziali che soltanto esso può e deve esercitare”. Tra queste funzioni, la difesa inflessibile dei cittadini onesti e delle imprese dalla morsa ricattatoria delle organizzazioni criminali è senza dubbio la priorità assoluta. La conclusione dell’intervento di Sforzini è un vero e proprio manifesto di libertà: “Le mafie non sono soltanto nemiche dello Stato: sono nemiche assolute della libertà. Soffocano la libera impresa, falsano spietatamente la concorrenza, intimidiscono il cittadino e sostituiscono il libero mercato e il diritto costituzionale con il privilegio mafioso e la violenza. Combatterle significa difendere una società veramente libera”. Il guanto di sfida è stato lanciato: ora spetta alla classe dirigente campana di Futuro Nazionale raccoglierlo e pronunciare, finalmente, quella parola inequivocabile di condanna che la società civile attende.

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Politica

Tragedia Arandora Star, Onori (Azione): “Una memoria che appartiene a tutta l’Italia”

Ci sono pagine dolorose della nostra storia che non possiamo assolutamente permetterci di dimenticare! Il 2 luglio 1940, al largo dell’Irlanda, il piroscafo britannico “Arandora Star” venne affondato da un sottomarino tedesco. A bordo c’erano migliaia di civili “internati” dagli inglesi, tra cui tantissimi emigrati italiani fuggiti in Gran Bretagna in cerca di lavoro. Ne morirono annegati ben 446. Oggi, alla Camera dei Deputati, l’On. Federica Onori (Azione) ha presentato il preziosissimo libro dell’autore Francesco Morelli, che ha faticosamente ricostruito questa tragedia restituendo un volto e un nome a quelle vittime innocenti. “La memoria dell’Arandora Star non è solo una nave affondata, ma un pezzo della nostra storia rimasto per troppo tempo in fondo al mare. Il ricordo non appartiene solo alle famiglie in lutto, ma è una precisa responsabilità delle Istituzioni!”, ha tuonato la deputata. Un incontro emozionante in vista dell’11 ottobre, data in cui si celebrerà finalmente la prima Giornata Nazionale per non dimenticare questa strage! Conoscevate questa storia?👇

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Onori, Camera dei Deputati

Roma – Ci sono ferite profonde, inferte dalla crudeltà e dalla follia cieca della Seconda Guerra Mondiale, che il tempo, nella sua inesorabile marcia, ha rischiato colpevolmente di cancellare e seppellire per sempre sotto il peso opprimente dell’oblio istituzionale. Ma la memoria, se coltivata con tenacia, rispetto e rigore storico, possiede la straordinaria capacità di riemergere anche dagli abissi più oscuri dell’oceano. È esattamente questo il caso della dolorosa, immensa e troppo spesso dimenticata tragedia navale dell’Arandora Star, un dramma umano di proporzioni apocalittiche che costò la vita a centinaia di nostri connazionali innocenti. Il piroscafo britannico, convertito in nave da trasporto prigionieri, venne tragicamente e inesorabilmente silurato e affondato il 2 luglio del 1940 da un sottomarino tedesco al largo delle coste irlandesi. A bordo, stipati in condizioni disumane, non c’erano militari nemici, ma migliaia di civili “internati”, tra cui tantissimi emigrati italiani (molti dei quali antifascisti fuggiti in Gran Bretagna in cerca di lavoro e libertà) che il governo britannico di Winston Churchill aveva frettolosamente bollato come “stranieri nemici” (enemy aliens) dopo l’ingresso in guerra dell’Italia mussoliniana. Nel gelido naufragio perirono annegati ben 446 italiani. Oggi, a distanza di decenni, questo pezzo di storia patria dimenticato riaffiora con prepotenza nei palazzi romani della politica, in vista di una ricorrenza che promette di sanare, finalmente, un debito morale nei confronti delle vittime e dei loro discendenti.

Il libro di Morelli: un lavoro prezioso per restituire dignità alle vittime

L’occasione solenne per riaccendere i riflettori su questo capitolo oscuro e tragico del nostro passato è stata offerta dalla presentazione ufficiale, tenutasi nelle prestigiose sale della Camera dei Deputati, dell’intenso libro intitolato “Sulle tracce della nave Arandora Star”.
L’opera, frutto di una certosina e faticosa ricerca storica e documentale, porta la firma dell’autore Francesco Morelli, che ha dedicato anni della sua vita a ricomporre un mosaico umano andato in frantumi nel 1940. A fare gli onori di casa e a presiedere la conferenza stampa è stata la deputata Federica Onori (eletta nelle liste di Azione proprio all’interno della delicata e rappresentativa circoscrizione Estero – Europa). Le parole dell’onorevole hanno risuonato con forza e commozione all’interno dell’aula parlamentare: «L’Arandora Star non è assolutamente e semplicemente solo una nave affondata», ha dichiarato con fermezza la deputata di Azione. «È, al contrario, un pezzo fondamentale e doloroso della nostra storia patria, che per troppo, inaccettabile tempo è rimasto letteralmente intrappolato in fondo al mare, lontano dai libri di scuola e dalla memoria collettiva. Il libro scritto da Francesco Morelli, che abbiamo avuto il privilegio di presentare oggi qui alla Camera, rappresenta un lavoro storico e umano preziosissimo». Il merito assoluto dell’autore, ha spiegato la deputata, è stato quello di non fermarsi ai freddi numeri ufficiali del disastro navale: «Seguendo le difficili tracce del naufragio tra archivi polverosi in giro per l’Europa, luoghi dimenticati e famiglie ancora in lutto, Morelli ha compiuto un miracolo: ha restituito un volto umano, una dignità e un nome preciso ai 446 italiani morti innocenti in quel fatidico 2 luglio 1940. Grazie al suo lavoro sono così emersi i contorni netti di una storia drammatica che tutto il nostro Paese ha il dovere morale di conoscere a fondo».

La prima Giornata Nazionale dell’11 ottobre e l’impegno delle Istituzioni

Ma l’incontro organizzato alla Camera dei Deputati assume un significato politico e istituzionale ancora più forte e denso di responsabilità se inserito nel contesto del calendario imminente.
La conferenza stampa si è infatti svolta, non a caso, a pochissimi giorni di distanza da un traguardo storico tanto atteso: la celebrazione, prevista per l’11 ottobre, della primissima Giornata Nazionale in memoria della tragedia dell’Arandora Star. Un traguardo istituzionale che certifica finalmente la volontà dello Stato italiano di fare pace con il proprio passato migratorio. L’incontro parlamentare ha visto la partecipazione di figure chiave che tengono viva la fiamma del ricordo nei territori d’origine delle vittime. L’onorevole Onori, a margine dell’evento, ha voluto rivolgere un sentito tributo di ringraziamento a tutti gli intervenuti: «Ringrazio di cuore l’autore Francesco Morelli, la professoressa Franca Solfrini e Cesidio Di Ciacca per la loro toccante e fondamentale testimonianza diretta». Un ringraziamento speciale è stato poi rivolto alle autorità locali presenti, veri e propri custodi della memoria civile: «Grazie ai sindaci del comune di Casalattico, Francesco Antonio Di Lucia, e di Cassino, Enzo Salera. Loro rappresentano con onore proprio quei territori e quelle valli del centro e del sud Italia da cui, decenni fa, partirono in cerca di fortuna molte delle vittime di quel naufragio». L’evento ha registrato anche il prezioso contributo istituzionale (tramite collegamento video) del senatore Andrea De Priamo, in qualità di responsabile del Gruppo parlamentare di amicizia Italia-Irlanda, a testimonianza del respiro internazionale della vicenda. La conclusione dell’Onorevole Federica Onori suona come un imperativo categorico per lo Stato e per le future generazioni: «La dolorosa memoria dell’Arandora Star non può e non deve più appartenere esclusivamente al lutto privato delle famiglie colpite dalla tragedia. Il ricordo di quelle 446 vite spezzate è, a tutti gli effetti, una responsabilità ineludibile delle Istituzioni della Repubblica».

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Politica

Centro politico frammentato, l’accusa di Mazzocchi: “Micro-sigle solo per elemosinare poltrone”

La politica italiana è malata di personalismo e il “Centro” è diventato un grande bluff, un enorme “specchietto per le allodole” per ingannare gli elettori delusi! A lanciare questa pesantissima bomba politica è l’Onorevole Mazzocchi, Presidente del “Movimento dei Cristiano Riformisti”, che smaschera pubblicamente il trucco: “Assistiamo alla nascita caotica di finte micro-formazioni moderate che non hanno alcun progetto reale per l’Italia, ma nascono solo perché i loro leader vogliono farsi notare da Destra e Sinistra per mendicare e negoziare un seggio sicuro alle prossime elezioni!”. Mazzocchi lancia poi un attacco feroce, senza fare sconti, ai vecchi dinosauri della Prima Repubblica che continuano a fondare partitini pur di non mollare la poltrona: “Chi ha già calcato i palchi del potere in passato e ha fatto il suo tempo, ora deve farsi da parte! Fate spazio ai giovani e smettetela di rincorrere le candidature personali a tutti i costi!”. Parole durissime! Voi siete d’accordo con lui?👇

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antonio-mazzocchi

Roma – Il “Grande Centro” italiano, da decenni autentica chimera, miraggio elettorale e crocevia di infinite e spesso sterili ambizioni personali, torna prepotentemente, prepotentemente e caoticamente ad animare il dibattito politico nazionale. Man mano che le nubi elettorali si addensano all’orizzonte e il richiamo delle urne si fa sempre più vicino, si assiste infatti, come da triste e consolidata tradizione nostrana, a una vera e propria e grottesca moltiplicazione dei pani e dei pesci sotto forma di nuove, minuscole e fantomatiche sigle partitiche. Un pullulare disordinato di sedicenti movimenti moderati che, a parole, promettono di resuscitare i fasti della gloriosa Balena Bianca e di riportare alle urne i milioni di cittadini moderati delusi e rifugiatisi nell’astensionismo. Ma dietro questa sbandierata e nobile rinascita centrista si nasconderebbe, in realtà, una strategia cinica, calcolatrice e spietatamente personalistica. A scoperchiare il vaso di Pandora di questa ipocrisia elettorale e a lanciare un durissimo, inequivocabile e rovente atto d’accusa contro i “finti” centristi è l’Onorevole Mazzocchi, attuale e agguerrito Presidente del Movimento dei Cristiano Riformisti. Attraverso una durissima nota ufficiale, Mazzocchi analizza senza peli sulla lingua e con “profonda amarezza” la recente e caotica proliferazione di nuove forze politiche, smascherandone pubblicamente i veri e meschini obiettivi e bollandole, senza appello, come dei veri e propri e pericolosi “specchietti per le allodole” progettati per ingannare gli elettori moderati e barattare consensi con seggi sicuri in Parlamento.

Il bluff delle micro-formazioni: non c’è progetto, solo ricerca del seggio

L’analisi chirurgica tracciata dall’Onorevole Mazzocchi non fa prigionieri e colpisce dritto al cuore della miseria tattica e del trasformismo che affligge il panorama politico odierno.
«Si tratta, a ben vedere, di un’operazione illusoria», esordisce il Presidente dei Cristiano Riformisti, smontando pezzo per pezzo la narrazione dei nuovi paladini del Centro. «Questa moltitudine di micro-formazioni non nasce affatto da un reale progetto politico a lungo termine per la salvezza e il rilancio del Paese, ma risponde esclusivamente al bisogno patologico ed egocentrico dei singoli organizzatori di mettersi in luce a tutti i costi». Mazzocchi svela il trucco, il “segreto di Pulcinella” che si cela dietro la nascita di queste sigle improvvisate: il loro unico e inconfessabile obiettivo non è quello di governare o di proporre leggi per le famiglie e le imprese, ma semplicemente quello di alzare la voce e fare “ammuina” per «farsi notare dai due schieramenti principali, la corazzata di destra e il campo largo di sinistra». Lo scopo finale? Semplice e desolante: «Negoziare un posto sicuro in lista in vista delle prossime imminenti scadenze elettorali». Il leader dei Cristiano Riformisti denuncia apertamente e senza timore reverenziale un’operazione di puro, freddo e spietato «posizionamento personale», un tatticismo esasperato che, per l’ennesima volta, «rischia di tradire vigliaccamente e svendere l’aspettativa e la fiducia dei milioni di cittadini moderati», condannandoli definitivamente a disertare le urne in preda al disgusto per una politica ridotta a mero poltronificio.

Il monito ai dinosauri della Prima Repubblica: “Scendete dal palco!”

Ma l’affondo politicamente più duro, affilato e pesante dell’intervento dell’Onorevole Mazzocchi è riservato a una specifica e ben riconoscibile categoria di politici: i cosiddetti “dinosauri”, i vecchi notabili, i volti arcinoti che, dopo decenni ininterrotti di potere accumulato durante la Prima e la Seconda Repubblica, rifiutano ostinatamente e pateticamente di farsi da parte.
Rivolgendosi direttamente e accoratamente a questi organizzatori in là con gli anni, Mazzocchi rispolvera e lancia come un macigno la celebre, lucidissima e lungimirante sentenza pronunciata in passato da uno dei più autorevoli, carismatici e ascoltati leader storici della Democrazia Cristiana. Una massima che ammoniva severamente: «Quando si scende dal palco, si può fare solo o il regista o il produttore di qualsiasi forma organizzativa». Il messaggio di Mazzocchi è fortissimo e non lascia spazio a interpretazioni diplomatiche: «Chi ha già calcato da protagonista assoluto i palchi del potere e ha fatto il suo tempo, non può pretendere, con arroganza e presunzione, di essere ancora l’attore protagonista al centro della scena odierna». Il ruolo fisiologico e onorevole per chi ha “già dato” e per chi sostiene di voler davvero bene al Paese e alla nobile tradizione della cultura cattolico-democratica, dovrebbe essere quello di un saggio e disinteressato mentore. Il compito della vecchia guardia è, o dovrebbe essere, esclusivamente quello di «favorire concretamente il rinnovamento generazionale, la nascita e la crescita di nuove energie», e non certamente quello patetico di «rincorrere disperatamente una candidatura personale a tutti i costi pur di mantenere il potere». A differenza di queste meteore personalistiche, conclude fieramente Mazzocchi, il Movimento dei Cristiano Riformisti continuerà il suo lavoro quotidiano e silenzioso «per costruire un Centro serio, coerente e radicalmente alternativo ai personalismi». Un centro reale e solido, che rimetta davvero come priorità assoluta «i bisogni tangibili delle famiglie schiacciate dalla crisi e delle imprese italiane, lontano anni luce da logiche di puro, cinico e desolante spartito elettorale».

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