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Roma, al via i Premi Tuttoteatro.com 2026: svelati i semifinalisti del “Dante Cappelletti” tra avanguardia e masterclass

La grande avanguardia teatrale invade la Capitale! Dal 12 ottobre fino al 29 novembre, Roma ospiterà le fasi pubbliche e sceniche degli attesissimi Premi Tuttoteatro.com 2026 (spalmati tra lo Spazio Rossellini, il Teatro PignetOff e il Caffè Letterario). Al centro del programma c’è la 20esima, storica edizione del Premio alle arti sceniche “Dante Cappelletti”, dedicato alla ricerca, alla sperimentazione indipendente e al superamento dei confini tra danza, recitazione e arti visive! Una giuria di altissimo livello ha appena svelato i 18 progetti semifinalisti provenienti da tutta Italia: gli artisti si sfideranno a colpi di corti scenici da 15 minuti dal 30 ottobre, per conquistare uno dei 7 posti per la finalissima di fine novembre! Accanto al Cappelletti, si terranno anche la 13esima edizione del Premio “Renato Nicolini” e l’8a edizione del Premio “Miglior Teaser” (dedicato ai trailer audiovisivi degli spettacoli). Non mancheranno masterclass d’autore, laboratori, e un grande omaggio alla memoria di Dante Cappelletti nel trentennale della sua morte. Per tutte le info e il calendario leggete il nostro articolo! Appassionati di regia e riprese audiovisive teatrali? Trasformate i vostri video in capolavori cinematografici con la portentosa videocamera 4K targata Sony oggi in forte sconto! 👇

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Roma – Il fermento culturale della Capitale si accende con uno degli appuntamenti più attesi e prestigiosi per le arti performative e la ricerca indipendente. Dopo la rigorosa fase di selezione dei progetti su carta, il Premio Tuttoteatro.com 2026 entra finalmente nel vivo del suo percorso pubblico e scenico. Dal 12 ottobre fino al 29 novembre, un calendario fittissimo di residenze artistiche, masterclass di alta formazione, mostre, laboratori e spettacoli trasformerà Roma (tra lo Spazio Rossellini, il Teatro PignetOff e il Caffè Letterario) nel cuore pulsante dell’avanguardia teatrale italiana. Al centro dell’imponente programma troviamo la XX edizione del Premio alle arti sceniche “Dante Cappelletti”, storico baluardo della sperimentazione, orgogliosamente affiancato dalla VIII edizione del Premio Miglior Teaser e dalla XIII edizione del Premio “Renato Nicolini”. Il progetto, promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, è vincitore dell’Avviso Pubblico “Roma Creativa 365” ed è realizzato in sinergia con Regione Lazio, Zètema, i fondi Otto per mille della Chiesa Valdese e Atcl/Spazio Rossellini.

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Le residenze artistiche e le masterclass d’autore

Il percorso di avvicinamento alle fasi competitive è costellato da preziose occasioni di studio e perfezionamento. Al Teatro PignetOff, dopo la residenza di Francesca Astrei, arriva Giulia Scotti per lavorare alla sua nuova creazione, La vita normale. Lo stesso teatro ospiterà (17 e 18 ottobre) la Masterclass di Laura De Marchi intitolata La poesia dell’attimo, un’esplorazione profonda dei linguaggi del comico e della reazione all’imprevisto scenico. Allo Spazio Rossellini, invece, il 2 e 3 novembre andrà in scena la luce, vera materia drammaturgica e filosofica, grazie alla Masterclass Pensare, fare, scrivere della luce condotta da Gianni Staropoli e Michelangelo Bellani. Ad arricchire il dibattito critico, il 29 ottobre si terrà l’incontro Agire la parola: scrivere per il teatro guidato da Massimo Marino e Attilio Scarpellini, seguito dall’apertura della suggestiva mostra fotografica di Michele Tomaiuoli che ripercorre diciannove edizioni del Premio.

Il “Dante Cappelletti”: la sfida dei diciotto semifinalisti

Ideato nel 2004 da Mariateresa Surianello e co-diretto da Massimo Marino e Attilio Scarpellini, il Cappelletti difende strenuamente l’indipendenza degli artisti. «Il “rischio artistico” è sempre più trascurato», denuncia Scarpellini, «ma ledere l’indipendenza in nome di un’arte fatta solo di risultati significa vessare ulteriormente gli artisti». Quest’anno il bando ha garantito totale libertà formale, abbattendo gli steccati tra danza, parola, musica e arti visive. La giuria ha selezionato ben 18 progetti semifinalisti provenienti da tutta Italia: da Mattia Favaro (Venezia) a Claudia A. Marsicano (Roma), passando per Federico Espositi (Milano), Omar Giorgio Makhloufi (Trieste), Mosaico Errante (Ve) e molti altri giovani talenti. Tra il 30 ottobre e il 1° novembre, allo Spazio Rossellini, questi artisti presenteranno i propri studi scenici (max 15 minuti ciascuno) da cui emergeranno i magici sette finalisti. La fase scenica, come sottolineano i direttori, serve proprio a “scommettere sulle forme allo stato nascente”, accompagnando le opere dal loro primissimo concepimento su carta fino alla realizzazione reale.

Miglior Teaser e la valorizzazione della memoria

Oltre alla recitazione dal vivo, il Premio guarda con attenzione al rapporto tra spettacolo e linguaggi audiovisivi attraverso il Miglior Teaser. I video dei nove semifinalisti in concorso (tra cui opere da Rimini, Trento, Bologna, Cagliari e Genova) saranno proiettati il 31 ottobre, seguiti da un dibattito tra registi e pubblico. Ma l’edizione 2026 è anche un profondo esercizio di memoria: il 26 novembre, nel trentennale della sua scomparsa, verrà onorato Dante Cappelletti con la presentazione di un numero monografico di Culture Teatrali (Università di Bologna), accompagnato dall’esibizione al pianoforte del maestro francese Denis Cohen. Seguiranno installazioni site-specific di Areta Gàmbaro e l’omaggio a Massimo Staich con la presentazione del volume Con la febbre tra le ali.

Il gran finale: inclusione e accessibilità

Le tre giornate conclusive (27-29 novembre) allo Spazio Rossellini consacreranno i vincitori dell’edizione 2026 e ospiteranno le acclamatissime esibizioni dei trionfatori dell’anno precedente, tra cui Valentina Dal Mas, la Compagnia Longhini/Mangheras e la compagnia Quotidianacom. Un dettaglio di civiltà e progresso tecnico nobilita ulteriormente la manifestazione: per garantire che il “teatro d’arte sia un diritto di tutti”, gli spettacoli serali, le fasi finali e la cerimonia di premiazione saranno integralmente sovratitolati in diretta (fruibili su smartphone) per le persone sorde e ipoudenti, con traduzione simultanea in LIS per le premiazioni. Una dimostrazione lampante di come il Premio Tuttoteatro.com continui a essere un laboratorio vitale, capace di difendere l’arte dal mero intrattenimento commerciale.

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“Art in Music” al Castello Aragonese di Taranto: quando il colore diventa suono nella pittura di Pasquale Colucci

Si è chiusa con uno straordinario successo di pubblico la mostra “Art in Music” dell’artista Pasquale Colucci, ospitata nella magica cornice della Galleria Comunale del Castello Aragonese di Taranto! L’esposizione, curata dai grandi Patrick Djivas e Shou Kobayashi, ha regalato ai visitatori un viaggio sensoriale incredibile in cui la pittura e la musica si fondono in un unico linguaggio. Nelle tele di Colucci, infatti, le sensazioni musicali si trasformano magicamente in colori e forme, permettendo allo spettatore di “ascoltare” un quadro semplicemente guardandolo! A dare una chiave di lettura affascinante è stato il curatore giapponese Kobayashi, che ha paragonato l’arte di Colucci all’antica filosofia nipponica del “Kintsugi” (l’arte di riparare la ceramica rotta con l’oro): sulla tela, colori e forme diverse e contrastanti si uniscono senza perdere la loro identità, creando una nuova e meravigliosa armonia. La bellezza non sta nell’uniformità, ma nell’esaltare le differenze! Leggete il nostro articolo per immergervi nel mondo di questo artista visionario. Se anche voi amate il fascino inestimabile del suono analogico, della musica e dell’eleganza estetica, scoprite il lussuoso giradischi professionale in super offerta su Amazon per ascoltare i vostri vinili come non li avete mai sentiti prima! 👇

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Pasquale Colucci

Taranto – Esiste una linea di confine invisibile, sottile ed estremamente affascinante, dove le onde sonore smettono di vibrare nell’aria per materializzarsi direttamente sulla tela, trasformandosi in pura esplosione cromatica. È esattamente in questo spazio magico, sospeso tra visione e ascolto, che si è mossa la straordinaria mostra personale dell’artista Pasquale Colucci, intitolata emblematicamente Art in Music. L’esposizione, che ha chiuso i battenti lo scorso 4 ottobre 2026 registrando un grandissimo successo di pubblico e critica, è stata ospitata nella suggestiva e solenne cornice della Galleria Comunale del Castello Aragonese di Taranto. Curata magistralmente da due giganti della cultura e dell’arte internazionale come Patrick Djivas e Shou Kobayashi, e patrocinata attivamente dal Comune di Taranto e dall’Associazione Turistica Pro Loco di Taranto APS, la mostra ha offerto ai visitatori molto più di una semplice galleria visiva: ha proposto un vero e proprio viaggio immersivo, un percorso sensoriale nel quale pittura e musica si sono fuse in un abbraccio indissolubile, dando vita a un dialogo ininterrotto tra colore, ritmo e profonda sensibilità umana.

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La sinestesia creativa: trasformare il suono in pigmento

Al centro della complessa e affascinante ricerca artistica di Pasquale Colucci c’è una visione granitica dell’arte intesa come linguaggio puramente universale, uno strumento primordiale capace di superare con grazia i rigidi confini accademici tra le diverse discipline. Le sue opere, tele cariche di energia e dinamismo, si propongono di tradurre le vibrazioni e le sensazioni musicali in forme geometriche e armonie cromatiche inedite. L’artista attua una vera e propria “sinestesia”, un processo neurologico e creativo che invita lo spettatore non soltanto a osservare passivamente il quadro appeso al muro, ma a “percepire” e “ascoltare” la melodia intrappolata nel colore attraverso il senso della vista. Ogni pennellata diventa una nota, ogni sfumatura di colore un accordo, creando sinfonie visive che danzano sotto gli occhi del fruitore in un crescendo emotivo travolgente.

La filosofia del Kintsugi: la bellezza delle differenze

A fornire una chiave di lettura eccezionalmente suggestiva ed esotica di questa complessa ricerca è intervenuto il critico d’arte internazionale Shou Kobayashi. Il curatore ha tracciato un parallelismo geniale richiamando il Kintsugi, l’antichissima e venerata arte giapponese che consiste nel riparare la ceramica frantumata valorizzandone le crepe e le fratture attraverso l’inserimento di colate d’oro o d’argento. Si tratta di una potentissima metafora filosofica che, applicata in modo magistrale alla pittura di Colucci, suggerisce come elementi apparentemente disomogenei, forme spezzate e colori contrastanti possano incontrarsi e fondersi sulla tela senza mai perdere la propria intrinseca identità. Anzi, proprio come le venature d’oro del kintsugi, queste differenze si uniscono per comporre un’armonia nuova, infinitamente più preziosa e ricca di significati stratificati. Come ci insegna la saggezza giapponese, infatti, la vera bellezza non nasce quasi mai dalla banale uniformità o dalla perfezione assoluta, ma dalla rara capacità di accogliere le differenze, i traumi e i contrasti, per trasformarli in una nuova, meravigliosa unità espressiva.

Il Castello Aragonese: tra memoria storica e avanguardia

Nelle ipnotiche opere di Pasquale Colucci, il colore diventa così il “non-luogo” d’incontro privilegiato tra sensibilità diametralmente diverse, mentre la musica sotterranea che permea i quadri ne amplifica le risonanze emotive, dando vita a un’esperienza spirituale in cui l’atto del vedere e quello dell’ascoltare diventano gesti assolutamente complementari. In questo contesto, l’allestimento della mostra ha trovato nel Castello Aragonese di Taranto una cornice di inestimabile valore simbolico. Questa possente fortezza sul mare si è rivelata il contenitore perfetto: un luogo solenne in cui l’antica memoria storica della città dei due mari ha saputo incontrare e abbracciare l’avanguardia e la contemporaneità della ricerca artistica moderna. Con la chiusura definitiva di Art in Music, si conclude felicemente un percorso espositivo che riafferma con prepotenza la forza guaritrice dell’arte come irrinunciabile spazio di dialogo, contaminazione e armonia sociale. La ricerca di Colucci lascia in dono al pubblico pugliese e nazionale un invito prezioso: quello di imparare a guardare ben oltre la superficie delle forme e dei colori, per riuscire finalmente a scoprire le connessioni invisibili e magiche che uniscono inestricabilmente le arti e le emozioni umane.

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I segreti della mente in palestra: Claudio Belardo svela come trovare la motivazione perfetta a Città Parthenope

Quante volte vi siete iscritti in palestra per poi abbandonare dopo appena un mese? Se pensate che il problema sia la mancanza di “forza di volontà”, vi sbagliate di grosso! A svelare i veri segreti della mente in sala pesi è stato il Dott. Claudio Belardo, popolarissimo psicologo dello sport e ospite fisso di “Radio Radio Fitness Club”. Intervenendo in diretta da Scampia per il grande evento “Città Parthenope Sport in Tour” (inserito nel calendario di Napoli Capitale Europea dello Sport 2026), l’esperto ha spiegato che l’entusiasmo iniziale svanisce per tutti. Il vero trucco per ottenere un fisico da urlo e non arrendersi mai è costruire abitudini sostenibili, prefissarsi obiettivi realistici e imparare a godere dei piccoli progressi quotidiani! Nel nostro articolo vi sveliamo tutti i trucchi psicologici spiegati dal Dott. Belardo per trasformare l’allenamento in un vero momento di benessere, conoscendo più da vicino la storia e l’incredibile curriculum accademico di questo eccezionale professionista campano. Se però gli orari della palestra sono il vostro ostacolo principale, portate l’allenamento a casa vostra! Scoprite questo straordinario e lussuoso Tapis Roulant Smart professionale oggi in super sconto su Amazon! 👇

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Claudio Belardo

Napoli (Scampia) – Quante volte abbiamo iniziato un percorso di allenamento in palestra carichi di entusiasmo e buoni propositi, salvo poi abbandonare tutto dopo pochissime settimane, sconfitti dalla pigrizia o dalla mancanza di risultati immediati? Il segreto per non arrendersi non risiede nei muscoli, ma esclusivamente nella mente. A spiegarlo con grande chiarezza ed efficacia divulgativa è stato il Dott. Claudio Belardo, stimato psicologo dello sport e presenza fissa ogni sabato sulle frequenze nazionali del seguitissimo programma Radio Radio Fitness Club, magistralmente condotto da Alessio De Paolis. Nel corso dell’ultima, entusiasmante puntata trasmessa in diretta, i microfoni dell’emittente si sono accesi direttamente da Scampia, nel cuore pulsante dell’evento Città Parthenope Sport in Tour. Questa straordinaria manifestazione, sapientemente organizzata da Marianna Perruno e Massimiliano Esofaco, si inserisce di diritto e con grande orgoglio nel ricchissimo calendario ufficiale delle celebrazioni per “Napoli Capitale Europea dello Sport 2026”, confermando la città partenopea come un centro nevralgico per la promozione del benessere psico-fisico.

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Il falso mito della forza di volontà in sala pesi

Il cuore dell’intervento del Dott. Belardo ha toccato un nervo scoperto per milioni di appassionati di fitness: il delicatissimo tema della motivazione in sala pesi. Con un approccio analitico e rassicurante, lo psicologo ha smontato uno dei luoghi comuni più diffusi nel mondo dello sport amatoriale, evidenziando come la continuità e la resilienza nell’allenamento non possano e non debbano dipendere esclusivamente dalla pura forza di volontà. «La motivazione non è una condizione costante: può aumentare o diminuire fisiologicamente. Per questo motivo è estremamente pericoloso affidarsi soltanto all’entusiasmo iniziale, che tende a svanire rapidamente», ha spiegato Belardo al pubblico di Napoli e agli ascoltatori collegati in tutta Italia. Il vero segreto per non mollare è la pianificazione strategica della propria routine: costruire un percorso basato su obiettivi concreti, misurabili e realistici, puntando tutto sulla gradualità. Saper riconoscere e celebrare i propri piccoli progressi quotidiani è fondamentale per costruire abitudini sostenibili nel lungo periodo, trasformando l’allenamento da “dovere gravoso” a irrinunciabile momento di benessere personale e consapevolezza.

L’importanza della divulgazione sportiva a 360 gradi

La prestigiosa cornice di Città Parthenope Sport in Tour ha rappresentato il palcoscenico ideale per portare i contributi teorici e applicativi della psicologia dello sport fuori dalle austere aule accademiche, calandoli direttamente all’interno di una manifestazione popolare interamente dedicata al movimento, alla socialità e alla promozione della cultura sportiva sul territorio. Ogni sabato, all’interno degli studi di Radio Radio Fitness Club, il Dott. Claudio Belardo porta avanti questa precisa missione divulgativa: proporre approfondimenti verticali dedicati agli aspetti psicologici dello sport, offrendo riflessioni ed elementi informativi sempre rigorosamente fondati su un approccio scientifico, ma tradotti in un linguaggio accessibile al grande pubblico. La sua autorevole presenza nel programma radiofonico consolida l’impegno quotidiano nella diffusione di una cultura sportiva moderna, che non sia ossessivamente attenta soltanto alla mera prestazione fisica o all’estetica del corpo, ma che metta al centro la stabilità emotiva, la motivazione profonda e il benessere psicologico complessivo della persona.

Chi è il Dott. Claudio Belardo: un curriculum d’eccellenza

Il profilo del Dott. Claudio Belardo spicca nel panorama nazionale per la sua eccezionale multidisciplinarietà. Iscritto all’Albo degli Psicologi della Regione Campania (Sezione A, n. 10728) e specializzato con un prestigioso Master in Psicologia dello Sport, Belardo ha dedicato la sua intera carriera accademica e professionale allo studio dell’integrazione tra benessere psicologico, scienze motorie e delicati processi pedagogici. Il suo percorso di studi è a dir poco impressionante: vanta ben quattro Lauree Magistrali (in Psicologia, Scienze Pedagogiche, Scienze dell’Esercizio Fisico per il Benessere e la Salute, e Management dello Sport e delle Attività Motorie). Accanto all’intensa attività professionale e di consulenza privata, il dottore è da sempre in prima linea nella divulgazione scientifica sui principali media nazionali, dove combatte quotidianamente la disinformazione promuovendo una cultura della salute basata su solide evidenze scientifiche. (Nota editoriale a tutela dei lettori: si specifica che gli interventi divulgativi del Dott. Claudio Belardo e i contenuti informativi riportati in questo articolo hanno uno scopo esclusivamente culturale, formativo e di orientamento generale. Non costituiscono, né possono in alcun modo sostituire, un atto professionale di valutazione psicologica, consulenza specialistica, diagnosi o trattamento clinico personalizzato).

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Premio Letterario Clara Sereni 2026: svelati i finalisti in Campidoglio. Letteratura, donne e impegno civile

La grande letteratura e la storia dell’emancipazione femminile si incontrano a Roma! Nella splendida cornice della Protomoteca del Campidoglio, Benedetta Tobagi ha annunciato i libri finalisti della VII edizione del Premio Letterario Nazionale Clara Sereni, la cui solenne cerimonia di premiazione si terrà sabato 7 novembre a Perugia. Quest’anno il Premio assume un valore simbolico pazzesco: si celebrano infatti gli 80 anni dalla nascita della scrittrice e l’80° anniversario dal primissimo voto delle donne italiane nel 1946! All’evento romano hanno partecipato giganti della cultura e della politica come Dacia Maraini e Livia Turco, ricordando l’infinito impegno civile e femminista di Clara Sereni. I libri Editi in finale sono grandi capolavori pubblicati da L’Orma, Neri Pozza e La Nave di Teseo, pronti a contendersi la vittoria sotto l’attento occhio della Giuria Specialistica e della vastissima Giuria Popolare (formata anche dagli studenti dell’Università di Perugia). Leggete l’articolo completo per scoprire tutti i retroscena di questo meraviglioso evento culturale e la lista completa degli scrittori finalisti! Avete una casa invasa da libri bellissimi ma non sapete più dove metterli? Trasformate la vostra libreria in un’opera d’arte moderna con questo capolavoro di design italiano oggi in offerta speciale! 👇

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Clara Sereni

Roma – L’impegno civile, la grande letteratura contemporanea e le radici profonde dell’emancipazione femminile si sono incontrati ieri nel cuore di Roma. All’interno della suggestiva Protomoteca del Campidoglio, Benedetta Tobagi ha ufficialmente svelato i nomi dei finalisti della VII edizione del prestigiosissimo Premio Letterario Nazionale Clara Sereni. Un annuncio attesissimo dal mondo dell’editoria, che fa da preludio alla solenne Cerimonia di Premiazione che si terrà sabato 7 novembre nella suggestiva cornice della città di Perugia. La scelta di queste due città non è affatto casuale: Roma rappresenta il luogo delle radici storiche, familiari e degli affetti giovanili della compianta scrittrice, mentre il capoluogo umbro è la città di adozione in cui Clara Sereni scelse di trascorrere gli ultimi, intensi vent’anni della sua vita, servendo la comunità anche nell’importante veste istituzionale di Vicesindaca.

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1946: l’anno storico delle donne e la nascita di Clara

Questa VII edizione del Premio assume un valore simbolico e storiografico di portata eccezionale, poggiandosi su una coincidenza temporale straordinaria. Il 1946, infatti, non segna soltanto la nascita di Clara Sereni, ma rappresenta anche l’anno storico per eccellenza per le donne italiane, chiamate per la primissima volta alle urne per esercitare il diritto di voto. Un unico, formidabile filo rosso unisce queste due ricorrenze: l’intera vita, la produzione letteraria e l’incessante attivismo di Clara Sereni si legano in modo indissolubile e militante alla storia della nostra Repubblica e al faticoso ma inarrestabile processo di emancipazione femminile. Proprio per celebrare questa doppia ricorrenza, l’edizione di quest’anno è stata arricchita da una lunga serie di eventi speciali, reading, convegni e dibattiti racchiusi sotto il titolo “I giorni del Premio Clara Sereni”. Le celebrazioni sono iniziate l’8 ottobre a Perugia, dove la Presidente di Giuria, Benedetta Tobagi, ha tenuto una lectio magistralis seguitissima dal titolo emblematico: “Da suddite a cittadine. La lunga marcia delle donne verso il voto del 1946”. Il culmine, come accennato, è stato raggiunto il 9 ottobre a Roma, con il convegno “Clara Sereni. La scrittura e l’impegno”, volto a celebrare gli 80 anni dalla sua nascita.

Gli ospiti d’eccezione e i libri finalisti

L’annuncio in Campidoglio si è trasformato in un vero e proprio simposio culturale. Accanto a Benedetta Tobagi e alla coordinatrice del Premio, Francesca Silvestri, sono intervenuti esponenti di primissimo piano del mondo culturale e politico italiano. Figure del calibro di Dacia Maraini, Livia Turco, Filippo La Porta, Claudia Durastanti, Giovanni Grasso e Lia Tagliacozzo hanno offerto le loro testimonianze sui molti “mondi” abitati da Clara: la scrittura, l’amore per il cinema e la musica, le battaglie femministe e la difesa incondizionata dei soggetti più fragili della società. Magistrale è stata la moderazione di Tiziana Bartolini, direttora della storica rivista femminista “Noidonne” (alla cui fondazione, alla fine degli anni Trenta, partecipò anche Xenia, la madre di Clara). Di fronte a una platea gremita, sono stati quindi annunciati i libri che si contenderanno la vittoria il prossimo 7 novembre. Per la Sezione EDITI (terzina finalista), concorrono: “La bottega del pane” di Lucio Di Cicco (L’Orma editore), “Un amore socialista” di Perfrancesco De Robertis (Neri Pozza) e “Primamà” di Laura Pariani (La Nave di Teseo). La combattuta Sezione INEDITI (cinquina finalista) vede invece in lizza: Giampiero Attanasio (La seconda vita), Giada Cassini (Stellaerrante), Renzo Maltoni (Come due gocce d’acqua), Eleonora Rugolo (111C Guida Psichiatrica) e Tiziana Plebani (La prima volta).

Un Premio di rilievo nazionale (e il coinvolgimento dei giovani)

Il Premio Letterario Nazionale Clara Sereni si è consolidato nel tempo come la manifestazione letteraria più prestigiosa legata alla città di Perugia, tanto da ricevere nel 2020 la prestigiosa Medaglia del Presidente della Repubblica per il suo “elevato valore culturale e sociale”. Sostenuto dalla Fondazione Perugia e dal Centro per le Pari Opportunità della Regione Umbria, il Premio vanta dal 2021 un fiore all’occhiello assoluto: la Giuria Popolare. Questa giuria parallela coinvolge attivamente studenti dei licei, circoli di lettura e, soprattutto, gli studenti dell’Università degli Studi di Perugia (ai quali vengono riconosciuti 3 CFU accademici per la lettura e recensione delle opere in gara). A suggellare questa sinergia virtuosa tra letteratura e formazione, l’Università di Perugia ha istituito quest’anno un Concorso speciale per un Premio di Laurea a titolo onorifico, destinato a celebrare proprio l’80° anniversario del voto alle donne in Italia. Un’iniziativa meravigliosa che proietta nel futuro, passandolo di mano alle nuove generazioni, il patrimonio di valori, coraggio e impegno civile tramandato dall’indimenticabile figura di Clara Sereni.

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