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SARAH GIOMI 3^ (2^ ITALIANA) ALLA 100KM DEL PASSATORE 2026 IN 8H02’24”

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SARAH GIOMI 3^ (2^ ITALIANA) ALLA 100KM DEL PASSATORE 2026 IN 8H02’24”

Redazione-  Sabato 23 maggio 2026, ha avuto luogo la 100km del Passatore e tra le donne ha vinto Nikolina Sustic Stankovic (CRO) 7h28’22”, precedendo Daniela Valgimigli 7h55’32” e Sarah Giomi 8h02’24”.

Il vincitore assoluto è stato Alessio Miliani in 6h47’42”, precedendo Enrico Bartolotti 6h55’46 e il francese Julien Nison (FRA) 6h57’35”.

Di seguito approfondiamo l’esperienza di Sarah Giomi (Atl. Castello) attraverso risposte ad alcune mie domande.

Complimenti per il 3° posto al Passatore, che effetto ti fa?

Era la prima volta al Passatore, una gara storica e leggenda dell’Ultramaratona. Salire sul podio è un onore e simbolo di un percorso e viaggio di crescita importante. 

 

Davvero una grande prestazione salire sul podio alla 100km del Passatore come 3^ donna assoluta ed essendo campionato italiano anche come vicecampionessa italiana.

Te l’aspettavi?

‘Aspettarsi’ qualcosa nell’ultramaratona è una parola grossa. In 100km può succedere di tutto. Ci ho voluto credere dall’inizio alla fine, gestendo fatica e imprevisti. 

 

In effetti si tratta di una grandissima e lunghissima fatica per 100km che prevedono anche altimetrie importanti di circa 900 metri sul Passo della colla e in una giornata a fine maggio molto calda, affrontando ogni imprevisto credendoci fin dall’inizio e fino alla fine.

Quando hai capito che non potevi vincere?

Alla partenza. Nikolina è fortissima e da subito ha imposto un passo importante. Nikolina ha esperienza sulle 100k e al Passatore, sa gestirsi e impostare un’ottima gara. Sapevo che non avrebbe avuto crolli. Di fatto ha battuto il suo stesso record femminile del percorso.

 

È importante avere la consapevolezza di quanto si vale, di cosa si può fare in una durissima gara di 100km e di quanto valgono le altre atlete. Nikolina da diversi anni è un fenomeno vincendo il Passatore altre 5 edizioni dal 2015 al 2019 con tempi da record, il precedente miglior tempo la sua ultima partecipazione nel 2019 di 7h31’05 e arrivando sempre tra i primi 7 assoluti. Inoltre, vanta un personal best di 7h20’34” ottenuto il 24 luglio 1987ai campionati mondiali di Sveti Martin na Muri (CRO) e recentemente, lo scorso 7 marzo 2026 ha vinto la “Polojska ultra 100km NC (CRO)” in 7h25’25” (3^ assoluta).

Come ne sei uscita?

Emozionata, ancora più matura e consapevole rispetto ai miei punti di forza e quelli di cui lavorare di più, conscia del viaggio e delle persone che mi hanno accompagnato.

 

Ogni gara può lasciare un segno positivo o negativo ed è bene considerare entrambi e lavorarci con entrambi per potenziare la fiducia in sé, l’autoefficacia e la voglia di far meglio la prossima volta e per potenziare eventuali aspetti critici.

Cosa ti ha aiutato e chi ti ha aiutato?

Mio marito in primis. Preparare ultramaratone impone dei ‘sacrifici’ anche a chi vive con te la quotidianità. Allenamenti, viaggi, energie. Le persone che ti stanno vicino devono comprendere profondamente la passione che ti muove per esserti di supporto in tutta la preparazione e in gara. Mio marito mi ha anche seguito in bici dandomi supporto ai ristori. Devo ringraziare anche Monica Casiraghi e la coinvolgente passione che comunica per l’ultramaratona femminile. Ringrazio il mio preparatore atletico, fisioterapisti e amici che mi incoraggiano e supportano sempre. Ma anche tutti gli amanti della corsa e appassionati che lungo il percorso del Passatore mi hanno emozionato con tifo e sorrisi. 

 

Trattasi di gare molto faticose da preparare bene e necessita il supporto di familiari e professionisti, per essere sereni coltivando la propria passione e raggiungendo obiettivi importanti che fanno bene al cuore e alla mente e cercando di far sempre meglio grazie a consigli di esperti e supporto di persone care.

Monica Casiraghi sa cosa significa preparare e correre una ultramaratona per andare a podio, per vincerla, per fare un record essendo stata una delle più forti ultramaratonete della storia italiana con vittorie, podi e record e continua a invogliare atlete a dedicarsi a questa disciplina faticosa ma remunerativa dal punto di vista della crescita e conoscenza personale.

A chi lo dedichi?

A me stessa, a tutti, alla vita. Emozioni uniche in un paesaggio incantevole che troppo spesso non viviamo appieno se non in momenti che ci scuotono tanto dentro.

Allenamenti e gare decisive?

Questo anno ho fatto diverse gare con dislivello per abituarmi a un percorso così duro per altimetria. 50km di Romagna, Maratona dell’Elba, Monza-Montevecchia Ultratrail. Le gambe si sono abituate ad assorbire i traumi delle discese e io a gestire l’energia e lo sforzo in salita. Inoltre, due allenamenti mi hanno dato sicurezza: un weekend in cui ho corso 33k forti al sabato per poi correre una maratona alla domenica, e un lunghissimo di 72km. 

 

Una gara durissima che non si può improvvisare se si hanno ambizioni di podio ma che bisogna preparare con allenamenti mirati e sostenuti di qualità e di quantità, simulando parti di gare importanti come le lunghe salite e le lunghe discese per abituare corpo e mente allo sforzo fisico ritenuto quasi estremo ma non impossibile perché il corpo e la mente si adatta a tutto con gradualità, assorbendo carichi di lavoro e ricordando in gara quanto si vale.

Cosa dicono la famiglia, gli amici, i fan?

Sono fortunata, ricevo tanto sostegno e incoraggiamento. Mi piace condividere e cercare di trasmettere quello che vivo nello sport per renderlo materiale e strumento per tutti. Si vede che in qualche modo arrivo alle persone, comprendono l’amore e l’impegno che ci metto. 

 

Belle parole, in effetti, lo sport di fatica può essere considerato anche uno strumento di conoscenza di se stessi e di coinvolgimento della propria passione in altri per mettersi in moto se non nelle ultramaratone in altro di fattibile e possibile ognuno con proprie risorse, qualità, capacità, modalità.

Come festeggi?

Niente di particolare, io celebro e festeggio ogni giorno. Sono grata per quello che ho, riconosco e ringrazio quotidianamente. 

Ogni giorno e momento si vive e bisogna apprezzare di volersi bene e voler bene qualcun altro, la vita è veloce e bisogna sapersela godere, ognuno a modo suo, praticando sport, essendo in relazione con qualcuno.

I momenti più difficili?

Dal km 86/87. Le gambe incominciavano a farmi sentire la fatica. Ma la testa era in controllo e focalizzata. Il ritmo ha iniziato a calare, sapevo che dovevo solo gestire fino alla fine senza perdere troppo. 

 

Le crisi fanno parte del pacchetto di gara, si possono riconoscere e dargli la giusta importanza con la consapevolezza che altre volte può essere successo e si è potuto superare il momento peggiore e ognuno gestisce nel migliore dei modi prendendo le redini del proprio corpo, riconoscendo quanto e come osare senza strafare portando a casa il meglio per sé.

Alimentazione prima, durante e dopo?

Prima delle gare io sempre riso in bianco con olio e miele. Per questa gara, avendo molte ore per digerire, ho aggiunto proteine in forma uova sode, mangiando solo l’albume. Poi carboidrati in forma liquida fino a poco prima della partenza e in gara gel e maltodestrine sciolte in acqua, coca cola al bisogno. Subito dopo le gare assumo un integratore completo di carboidrati e aminoacidi per uno stimolo di recupero immediato.

Il carburante è importante, necessario, essenziale e ognuno ha il suo in base ai gusti e alle precedenti esperienze.

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Sport

Michela Giacomuzzi bronzo italiano 24 ore (Lupatotissima) 2026

Il 19 e 20 settembre 2026 ha avuto luogo la “32^ Lupatotissima – 24h”, corsa su strada, valida come Campionato Italiano. Tra le donne il titolo italiano è andato a Elsie Cargniel Bergamasco (9^ assoluta) totalizzando 184,677 km, precedendo  Marcella Martini 177,653 km e Michela Giacomuzzi 176,037 km. Il vincitore assoluto è stato Alberto Furlan 235,805 km precedendo Antonio Zaini 228,643 km e Vittorio Silva 225,525 km.

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Backyard Monselice ottobre 2023 (prima esperienza di backyard) ultima donna in piedi con 28 ore di gara (187nazionale assoluta e di cat

Redazione-  Il 19 e 20 settembre 2026 ha avuto luogo la “32^ Lupatotissima – 24h”, corsa su strada, valida come Campionato Italiano. Tra le donne il titolo italiano è andato a Elsie Cargniel Bergamasco (9^ assoluta) totalizzando 184,677 km, precedendo  Marcella Martini 177,653 km e Michela Giacomuzzi 176,037 km. Il vincitore assoluto è stato Alberto Furlan 235,805 km precedendo Antonio Zaini 228,643 km e Vittorio Silva 225,525 km.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Michela Giacomuzzi (Atletico Bastia) attraverso risposte ad alcune mie domande.

Complimenti per il bronzo italiano 24 ore, te l’aspettavi?

Puntavo più che altro al titolo di categoria.

Soddisfatta? Potevi fare meglio?

Molto soddisfatta perché dopo 22 ore e mezza ero quarta, poi sono riuscita a fare il sorpasso e lasciare un km di distanza. Ho dato tutto anche considerando i grossi problemi fisici insorti.

 

Un bel prestigio e una bella soddisfazione ottenere un bronzo assoluto a un campionato italiano. Michela si è classificata 3^ donna assoluta precedendo Antonella Feltrin 175,020 km e 1^ della sua categoria W50 precedendo Azzurra Agosti 158,335 e Romina Moro 148,805.

A chi lo dedichi?

 A mio marito che mi assiste durante la gara e ai miei adorati figli.

Cosa e chi ti ha aiutato?

Oltre all’assistenza di mio marito, la mia capa tosta, la capacità di darsi obiettivi più piccoli all’interno del grande obiettivo, l’abitudine a tenere la mente impegnata in mille pensieri, programmi, calcoli, elaborazioni…ho anche avuto molto tempo per ripassare mentalmente la tesi che dovevo esporre il giorno successivo!

 

Una gara lunghissima di 24 ore, dove si ha bisogno di sostengo, comprensione, gesti, parole, abbigliamento tecnico di ricambio, qualcosa da sgranocchiare o assaporare.

Criticità? I momenti più difficili?

Dolori articolari, muscolari già dalla quinta ora, forse per le caratteristiche del percorso (giro di pista) e per l’assurdità delle calzature approvate dalla WA che non sono per nulla adatte alle ultradistanze! Poi da metà gara circa forte mal di pancia, urgenza minzionale (mi sono fermata circa 40 volte ai chimici!) con urine bordeaux (cistite? mioglobinuria?), problemi emorroidari, insomma non mi sono fatta mancare niente!

Una gara considerata quasi estrema di un circuito di circa 1500 metri, compreso un giro di pista, da percorrere tantissime volte, di giorno e di notte, fino alla fine.

 

Gli allenamenti più importanti?

Nessuno in particolare, mi alleno per le prossime gare facendo gare!

Cosa cambia ora?

Assolutamente nulla, tranne che questa settimana mi riposo portandomi dietro dolori e strascichi. Mi riposo dalla corsa, vado a lavoro comunque!

Qual è stato il tuo percorso nello sport?

Ho iniziato 18 anni fa con le maratone, cominciando da zero in 6 mesi ho fatto la prima maratona. Dopodiché ho mantenuto una media di due maratone l’anno più diverse mezze maratone e gare più corte, sui 10 km, 10 miglia, qualche trail, qualche staffetta, ecc. Dopo la pandemia mi sono data anche alle ultramaratone e attualmente faccio circa una gara al mese alternando maratone ad ultramaratone, che possono essere le prove a tempo (6-12-24 ore), le 100 km con diversi dislivelli, le Backyard… Mi piace variare!

Cosa pensano familiari e amici di questo bronzo?

Chi mi è vicino nella vita di tutti i giorni ha celebrato con me questo bronzo con entusiasmo ed emozione sinceri. In ambito lavorativo invece, pur conoscendo il mio impegno, passione e risultati, vige la politica del silenzio sportivo!  Ma va bene così, ho imparato a separare nettamente i due ambienti. L’energia e il calore a cui attingo per le mie imprese sportive le trovo nella mia cerchia più stretta, quella che conta davvero!

Cosa hai scoperto di te stessa in questa gara?

Mi si conferma sempre di più come ci siano delle risorse dentro di me (di noi) inesplorate, che anche quando pensi di non potercela più fare basta un pensiero giusto, una parola gentile, uno stimolo nuovo, per farmi tirare fuori una forza e una freschezza per andare avanti ancora e ancora! Sta tutto nella testa!

In gare di ultramaratona conta tanto più la testa rispetto al corpo, bisogna allenare la mente a non mollare, a saper aspettare, a crederci fino alla fine nonostante dolori, pensieri negativi.

Hai sperimentato il limite nelle tue gare?

Beh, si, quando nelle Backyard (che potenzialmente sono gare infinite) decido di fermarmi vuol dire che ho raggiunto il mio limite per quel giorno, o che non voglio farmi male oltre…

Quali sensazioni sperimenti nello sport?

La corsa mi fa sentire libera, mi scarica e mi svuota piacevolmente, mi permette di rielaborare le situazioni complicate e mi dà lucidità di pensiero! Dovrebbero prescriverla i medici, altro che pastiglie! E parlo da infermiera…

 

La pratica della corsa aiuta a svagarsi, progettare, riflettere, risolvere situazioni aperte, organizzarsi mentalmente sul da farsi prossimamente.

 

La tua gara più estrema o più difficile?

La Backyard di Castellaneta l’anno scorso in cui ho corso per 29 ore (mio personal best in backyard), o la Tuscany Crossing fatta ad aprile di questo anno, 100 km con 3800 mt di dislivello. Anche questa 24 ore Lupatotissima è stata una prova tosta!

 

Il 29 marzo 2025 si è svolta la Backyard Ultra: “L’ultimo sopravvissuto”, vinta da una donna, Francesca Ferraro, ultima atleta rimasta in gara alla 39^ ora totalizzando 261,534 km. A seguire un’altra donna, a dimostrazione che nello sport di endurance le donne si avvicinano alle prestazioni degli uomini e a volte superano gli uomini, Elsie Cargniel Bergamasco 38 ore/254,828 km, poi Giuseppe Matteucci 34 ore/228,004 km. La terza donna (4^ assoluta) è stata Michela Giacomuzzi 29 ore/194,474 km.

Tra il 18 e il 19 aprile 2026 Michela Giacomuzzi ha portato a termine la “13^ Tuscany Crossing 103km” in 16h35’26”. La prima donna è stata Elisabetta Gallo 11h30’24”, precedendo Monica Affaticati 12h32’54” e Silvia Coriele 12h38’30”. Il vincitore assoluto è stato Gabriele Orazi 9h38’58”, precedendo Alberto Ferretto 10h12’49” e Alberto Smaniotto 10h27’08”.

 

Un tuo messaggio per avvicinare i ragazzi allo sport?

Tutto quello che non usi del tuo corpo (compreso il cervello) si atrofizza! E anche una bella frase che ho letto oggi di E. Smith-Stanley: “coloro che pensano di non avere tempo per l’esercizio fisico dovranno prima o poi trovare tempo per la malattia”.

 

La pratica dello sport è un ottimo investimento per la propria salute fisica, mentale, relazionale. C’è sempre una modalità, un tempo, uno spazio per praticare sport, per salire su un treno dello sport che rende felici, fiduciosi e resilienti.

Ritieni utile lo psicologo nello sport?

Si, per quanto mi riguarda come aiuto per gestire l’ansia pre-gara. E in generale anche per le strategie per non mollare durante le ultra.

Sogni realizzati e da realizzare?

Nessuno in particolare, mi sarebbe piaciuto correre la Milano-Sanremo ma sono arrivata tardi e l’hanno sospesa.

Prossimi obiettivi?

Ecomaratona del Chianti Classico a ottobre, poi forse Giro del Lago di Garda (Garda Riviera Run Tour) a novembre e Maratombola a Ostia (RM) a dicembre, ma faccio sempre un passetto alla volta. Mi iscrivo ad una gara per volta, non amo i programmi a lungo termine, vediamo come va…

 

Gli ultramaratoneti hanno sempre programmi di gare, le più strane, difficili, bizzarre in ogni parte d’Italia e del mondo.

Ti ispiri a qualcuno?

Quando vedo gli anziani che fanno ancora gare mi danno molta fiducia e speranza, perché purtroppo nel mio lavoro la maggior parte degli anziani che vedo non sono certo in ottima forma. Il mio motto è ‘così voglio arrivarci alla terza età!’, vedi Emma Mazzenga in pista e Fiorenza Simion nell’ultramaratona.

 

Emma Maria Mazzenga (Padova, 1º agosto 1933) è una velocista italiana che ha conquistato oltre dieci titoli mondiali e più di venti titoli di campionessa europea, oltre a 115 titoli di campionessa italiana master, nelle diverse categorie di età da SF70 a SF90.

Fiorenza Simion (16 febbraio 1943), U.S. Primiero ASD, continua a correre le ultramaratone, quest’anno ha corso la 24 ore Lupatotissima, la 24 ore Ultramarathon Festival Venice, la 12 ore Cinisello Balsamo Running Festival e tanto altro.

Cosa dà e cosa toglie lo sport?

Mi dà: benessere, sane endorfine, libertà, contatto con la natura, salute, lucidità mentale, soddisfazioni. Ovvio che toglie tempo che si potrebbe dedicare ad altro ma è una questione di scelte e di priorità!

Nel mio lavoro di infermiera quando mi imbatto in persone con problemi di obesità, diabete, pressione e tutto il corredino della sindrome metabolica – che non fanno nessun tipo di attività fisica – io la consiglio sempre vivamente come prima terapia naturale per la salute. Spesso mi sento dare delle scuse insulse, tipo dolori alle ginocchia o alla schiena (ovvio che ti vengano non muovendo un muscolo e dovendoti portare appresso il tuo peso), o le temperature troppo alte o troppo basse, o il fatidico ‘”Beata lei che ha tempo!”; allora lì devo proprio contare fino a 100 per mantenere la calma!

Se trovo tempo io, con un lavoro a tempo pieno, due figli che ormai sono grandicelli, ma io corro dal 2008, quando ce n’era solo uno dei 2 e non ho mai smesso tranne che per i 9 mesi di gravidanza (in cui ho sostituito la passeggiata alla corsa) e per 3 mesi dopo la frattura del malleolo nel 2023. Ho sempre corso e fatto gare (e pure palestra) durante i 3 anni di università e relativi tirocini tra il 2012 e 2015; faccio anche 45 minuti di ginnastica tutte le mattine da molti anni, e qualche giro in bici; ho una casa da gestire, un giardino ed un piccolo orto e non ho mai avuto una domestica, ho un cane e due gatti da seguire, leggo circa 50 libri all’anno (altra mia grande passione), e ho anche appena conseguito un master universitario.  Può bastare?

Ma ‘Beata lei che ha il tempo di fare attività fisica’… e magari te lo dice un pensionato!

Il tempo si trova   per le cose per cui si vuole trovare il tempo!!

Che significato ha per te la vittoria e la sconfitta?

La vittoria mi dà soddisfazione per i sacrifici fatti e mi dà un ritorno sul mio stato di salute. Ma non è tanto la vittoria quanto sapere di aver fatto una buona gara, aver dato il massimo e possibilmente senza farmi male, arrivando col sorriso, finora è sempre stato così!

La sconfitta? Cosa si intende per sconfitta? Ecco… non mi sono mai ritirata prima del traguardo, questa per me è sempre una vittoria.

Quali sono gli ingredienti del successo?

Costanza, determinazione, visualizzare gli obiettivi e credere nei propri sogni.

 

Bisogna avere tanta passione e motivazione, impegnarsi con costanza e credere sempre di poterlo fare con fiducia e resilienza.

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Calcio

Magia dello sport a Esperia: politici e avvocati uniti per la solidarietà

Una giornata semplicemente indimenticabile e ricca di grandissime emozioni ad Esperia! Davanti a una folla esultante di famiglie e bambini, è andata in scena la tanto attesa “Partita del Cuore”, il match di solidarietà che ha visto scontrarsi amichevolmente sul campo la squadra dei Politici e quella degli Avvocati del Foro di Frosinone. Un bellissimo 1-1 finale all’insegna del fair play! Tantissima emozione per il Consigliere Gianluca Quadrini: “Oggi hanno vinto lo sport e il nostro bellissimo territorio, vedere gli spalti così gremiti ci riempie di un orgoglio immenso”. Che dire, complimenti a tutti!👇

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politici e avvocati uniti per la solidarietà

Esperia (Frosinone) – Il calcio, quando si spoglia delle sterili e accese polemiche domenicali legate al campionato, degli eccessi di protagonismo e degli interessi puramente economici, è ancora in grado di dimostrarsi il più potente, immediato e straordinario aggregatore sociale di cui disponiamo. La magnifica e incontestabile dimostrazione di questo miracolo sportivo è andata in scena, sotto un cielo carico di entusiasmo, nella splendida cornice cittadina di Esperia. Il ridente comune della provincia di Frosinone ha avuto il grandissimo onore di ospitare sul manto erboso del proprio impianto sportivo la tanto attesa e celebrata “Partita del Cuore”, un evento di beneficenza che ha rapidamente trasceso i confini del semplice match amichevole per trasformarsi in una vera e propria, scoppiettante e commovente festa della comunità ciociara. A incrociare amichevolmente i tacchetti sul terreno di gioco non c’erano due squadre di professionisti abituati ai riflettori, bensì due rappresentative d’eccezione, pronte a sfidarsi a colpi di fair play: da un lato la compatta selezione dei Politici e degli amministratori della provincia di Frosinone, e dall’altro lato del centrocampo l’agguerrita formazione composta dagli Avvocati appartenenti all’orgoglioso Foro locale.

Una festa comunitaria: spalti gremiti e intere famiglie sugli spalti

Il vero spettacolo, ancor prima che l’arbitro fischiasse il tanto atteso calcio d’inizio, è andato in scena sulle gradinate e tutt’intorno al perimetro del rettangolo di gioco.
L’evento benefico ha infatti registrato una straordinaria, inaspettata e calorosissima partecipazione di pubblico. Gli spalti dell’impianto sportivo si sono rapidamente e magicamente gremiti di colore, voci e sorrisi: tantissime famiglie, anziani e bambini festanti sono arrivati in massa non solo da Esperia, ma anche da moltissimi altri Comuni del vasto territorio provinciale. L’obiettivo comune di questa enorme folla non era certo quello di assistere a gesti tecnici di altissima scuola o a schemi tattici esasperati, ma di sostenere fisicamente e moralmente un’iniziativa lodevole e preziosa, capace nel suo piccolo di coniugare il sano agonismo atletico, il puro e semplice divertimento pomeridiano e i fondamentali valori sociali della fratellanza. Il boato gioioso del pubblico ha accompagnato e incoraggiato incessantemente l’ingresso in campo delle due formazioni, creando un’atmosfera magica e vibrante che ha riscaldato i cuori di tutti i presenti, ricordando che la vera forza di una comunità si misura proprio dalla sua innata capacità di mobilitarsi spontaneamente quando c’è da tendere una mano in favore di progetti solidali.

Fair play e correttezza in campo: l’equilibrio regna fino al novantesimo

Nonostante la nobilissima e condivisa causa di fondo, una volta indossati i pantaloncini e scesi sul rettangolo verde, le due rappresentative non si sono certo risparmiate o tirate indietro agonisticamente, onorando fino in fondo l’impegno sportivo preso.
Sul terreno di gioco l’assoluto e sostanziale equilibrio tecnico, fisico e tattico ha fatto inesorabilmente e costantemente da padrone, regalando al pubblico sugli spalti continui ribaltamenti di fronte, azioni corali e salvataggi eroici. Al termine dei tiratissimi ma divertenti novanta minuti regolamentari, il match si è concluso con un giustissimo e salomonico pareggio fissato sul risultato di 1-1. Un punteggio che, al di là delle reti segnate, rispecchia in maniera assolutamente fedele e inequivocabile il magnifico clima di assoluta lealtà, profondo rispetto reciproco, cavalleria e totale fair play che ha meravigliosamente caratterizzato ogni singolo istante, contrasto o rincorsa della gara, senza mai che il nervosismo prendesse il sopravvento sulla gioia di stare assieme e giocare a pallone.

Il ringraziamento di Quadrini: “Ha vinto il nostro amato territorio”

A tracciare un bilancio emozionato e politicamente profondissimo della riuscita dell’evento è intervenuto a bordocampo Gianluca Quadrini, instancabile Consigliere Provinciale di Frosinone e attivissimo Dirigente di ANCI Lazio.
Con le parole cariche di comprensibile e sincera soddisfazione, Quadrini ha voluto esaltare il valore formale e prettamente sociale dell’iniziativa, esprimendo una gratitudine che va ben oltre i saluti istituzionali di rito. “Oggi ha vinto senza dubbio la solidarietà, ha trionfato il nostro territorio e hanno vinto a mani basse i valori più autentici e genuini dello sport”, ha esclamato il consigliere. Nel suo discorso, Quadrini ha voluto poi rivolgere un sentito, caloroso e doveroso ringraziamento pubblico al collega Consigliere Provinciale Luca Fardelli per l’impeccabile, titanico e meticoloso lavoro organizzativo svolto dietro le quinte. Parole di enorme e profondo apprezzamento sono state indirizzate anche al Sindaco di Esperia, Giuseppe Villani, e a tutta la sua infaticabile e accogliente Amministrazione Comunale per la splendida e logistica ospitalità garantita, e per l’impegno massiccio profuso affinché ogni singolo ingranaggio dell’evento girasse per il verso giusto e in totale sicurezza.

Fare rete tra istituzioni e cittadini: il grande abbraccio del terzo tempo

A conclusione della splendida domenica all’insegna dello sport, le istituzioni hanno voluto lanciare un messaggio di forte e coesa prospettiva politica e sociale.
“Vedere un pubblico così numeroso, caloroso ed empatico qui ad Esperia ci riempie letteralmente il cuore di orgoglio”, ha continuato Quadrini nel suo lungo e vibrante intervento. Per il consigliere, questa oceanica partecipazione popolare conferma matematicamente e inconfutabilmente quanto la fiera comunità provinciale della Ciociaria sia profondamente unita, solidale e incredibilmente reattiva di fronte alle richieste d’aiuto e ai progetti di solidarietà mirata. Ringraziando i colleghi amministratori, la delegazione degli avvocati scesa umilmente e coraggiosamente in campo e i tantissimi, meravigliosi cittadini presenti sugli spalti, Quadrini ha ricordato a tutti che la fondamentale e imprescindibile missione di “fare rete sul territorio” passa necessariamente, obbligatoriamente e felicemente attraverso questi preziosissimi e vitali momenti di condivisione pubblica, sudore e vicinanza umana. La memorabile e perfetta giornata comunitaria si è poi conclusa felicemente e a tarallucci e vino con le foto, le sentite premiazioni di rito e un affollato, rumoroso e gigantesco “terzo tempo” conviviale organizzato a bordo campo, a definitiva e meravigliosa dimostrazione di come lo sport, vissuto con la giusta e nobile prospettiva, sappia ancora essere lo straordinario e imbattibile veicolo di dialogo costruttivo e interazione pacifica tra le fredde istituzioni, i severi professionisti in giacca e cravatta e la calda, bellissima e insostituibile cittadinanza.

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Sport

Spettacolo giallonero ad Avezzano: doppio test match al Trombetta contro San Benedetto

Pomeriggio di grandissimo sport e pura adrenalina allo stadio “Angelo Trombetta” di Avezzano! L’orgoglio cittadino dell’Isweb Avezzano Rugby è pronto a scaldare i motori in vista dell’attesissima stagione sportiva 2026/2027 con un doppio, spettacolare e durissimo test match amichevole contro l’Unione Rugby San Benedetto. Alle 16:00 scenderà in campo la prima squadra (Serie A1) guidata dal tecnico Rotilio, mentre alle 17:45 toccherà ai giovani talenti della formazione cadetta (Serie C). Un momento cruciale per testare la forma fisica in una stagione epica: quest’anno il club celebra i suoi favolosi 50 anni di storia!👇

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Isweb Avezzano rugby

Avezzano  – L’aria frizzante e inconfondibile dell’autunno marsicano si mescola magicamente con il profumo dell’erba tagliata e con la sana, robusta e leale adrenalina agonistica che solo il nobile sport della palla ovale sa regalare. Il prestigioso e storico manto erboso dello stadio “Angelo Trombetta” si appresta infatti a vivere e ospitare un intero, intensissimo e spettacolare pomeriggio interamente dedicato al grande rugby. La gloriosa formazione dell’Isweb Avezzano Rugby, autentico orgoglio sportivo dell’intero capoluogo marsicano, è pronta a riallacciarsi gli scarpini e a tornare a lottare con tenacia in campo per un imperdibile e fondamentale “doppio test match” amichevole. Gli avversari di giornata, scelti accuratamente per testare concretamente i progressi fisici e tattici dei padroni di casa, saranno i temibili e fisici ragazzi dell’Unione Rugby San Benedetto. Una doppia, entusiasmante e durissima sfida amichevole che rappresenta uno snodo cruciale per l’intera società giallonera: si tratta infatti di appuntamenti tecnici fondamentali, preziosi e utilissimi per iniziare a mettere minuti preziosi e benzina pesante nelle gambe degli atleti, verificando minuziosamente l’enorme e silenzioso lavoro di preparazione atletica svolto in queste lunghe e faticose settimane estive, in vista dell’imminente e agguerrito inizio degli impegni ufficiali della nuovissima stagione sportiva 2026/2027.

Il pomeriggio di grande sport: la Serie A1 scalda i motori

Il ricchissimo e serrato palinsesto agonistico di questo appassionante pomeriggio marsicano verrà ufficialmente e fragorosamente inaugurato a partire dalle ore 16:00.
A scendere per prima sul glorioso terreno di gioco del “Trombetta” sarà la prima squadra assoluta, magistralmente, severamente e sapientemente allenata e guidata dal tecnico Pierpaolo Rotilio. I giganti gialloneri, che avranno l’arduo e prestigiosissimo compito di difendere i colori della città nel durissimo e competitivo campionato nazionale di Serie A1, affronteranno a viso aperto la rispettiva formazione maggiore dell’Unione Rugby San Benedetto. Questa amichevole di lusso rappresenterà un nuovo, decisivo e probante passaggio obbligato nel lungo percorso di avvicinamento e rodaggio in vista della stagione ufficiale. I preziosi ottanta minuti di battaglia sul campo permetteranno all’intero, attento e scrupoloso staff tecnico abruzzese di valutare con lucidità e precisione clinica l’effettiva condizione fisica dell’intera rosa, di affinare e oliare i complessi meccanismi tattici di gioco (sia in fase di spinta che in fase difensiva) e, soprattutto, di testare dal vivo il progressivo, delicato e fondamentale inserimento dei nuovi elementi e dei nuovi acquisti all’interno del granitico spogliatoio storico.

Spazio ai giovani talenti: la formazione cadetta scende in campo

Ma la lunga e spettacolare giornata di sport all’ombra del Velino non si esaurirà certamente con il fischio finale della squadra maggiore, ma proseguirà a ritmi ancora più incalzanti.
Immediatamente a seguire, con fischio d’inizio fissato rigorosamente per le ore 17:45, il palcoscenico del “Trombetta” verrà interamente e meritatamente lasciato a disposizione del campionato di Serie C. Sarà infatti il turno della giovanissima e agguerrita formazione cadetta dell’Isweb Avezzano Rugby, che incrocerà i tacchetti in una bellissima sfida speculare contro la squadra cadetta dei marchigiani dell’Unione Rugby San Benedetto. Anche in questo specifico e importantissimo frangente, non si tratterà affatto di una banale sgambata di fine allenamento, ma di un appuntamento tattico di straordinaria importanza in vista del durissimo campionato minore. Questo test match serale rappresenterà infatti un’ulteriore, gigantesca e preziosissima occasione per lo staff tecnico di dare respiro, spazio e visibilità ai tanti giovani promettenti del vivaio, per valutarne la tenuta psicologica sotto pressione e per proseguire inesorabilmente il lungo e virtuoso percorso di crescita e maturazione dell’intero gruppo cadetto.

I 50 anni di storia e la chiamata a raccolta per la tessera

Questo meraviglioso e faticosissimo doppio confronto amichevole odierno non fa altro che accompagnare fisicamente ed emotivamente il glorioso club giallonero verso l’avvio ufficiale di una stagione agonistica che si preannuncia letteralmente epica e indimenticabile.
L’annata sportiva 2026/2027 coincide infatti con un anniversario di portata colossale per lo sport abruzzese: l’Avezzano Rugby si prepara a celebrare in pompa magna i primissimi, favolosi e ininterrotti cinquant’anni della propria nobile storia (la cui nascita ufficiale e romantica è datata lontanissimo 1977). In vista di questo traguardo monumentale, la dirigenza ha deciso di chiamare prepotentemente a raccolta l’intera città e la fedelissima tifoseria. Per tutti i sostenitori marsicani è infatti già ufficialmente possibile richiedere e sottoscrivere la speciale “tessera giallonera” relativa all’imminente campionato nazionale di Serie A1 maschile. Sottoscrivere l’abbonamento non rappresenta un semplice gesto economico, ma un modo concreto, viscerale e appassionato per supportare attivamente il club nell’ardua attività di gestione quotidiana, restando fisicamente e moralmente sempre al fianco dei giganteschi giocatori in campo, dello staff tecnico e di tutti i silenziosi e instancabili componenti di una meravigliosa società sportiva che, proprio quest’anno, si appresta a tagliare con enorme orgoglio e vanto il prestigiosissimo traguardo del mezzo secolo di gloriosa attività sul territorio.

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