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Spazio Rossellini, in scena “Cuna”: l’incredibile viaggio sensoriale di danza nel buio del coreografo non vedente Giuseppe Comuniello

Siete pronti a chiudere gli occhi e a vivere la magia del teatro attraverso i suoni, i profumi e il battito del cuore? Il 13 e 14 ottobre 2026, lo Spazio Rossellini ospiterà un evento culturale straordinario e imperdibile: “CUNA”, una performance immersiva di danza contemporanea e musica dal vivo ideata dal geniale coreografo e danzatore non vedente Giuseppe Comuniello. L’opera (il cui titolo è una parola arcaica che significa “culla”) trasforma il buio in un vero e proprio universo di sensazioni tattili e uditive. Sulle dolci note dell’arpa di Marilia Caso, lo spettatore viene cullato in un paesaggio onirico dove la danza diventa un respiro condiviso. Ma la vera rivoluzione di “Cuna” risiede nella sua profonda anima inclusiva: lo spettacolo è stato costruito integrando l’accessibilità come elemento artistico primario, con percorsi creati appositamente per permettere la totale e perfetta fruizione sia al pubblico sordo che a quello cieco o ipovedente. Leggete il nostro articolo per scoprire tutti i dettagli di questa meravigliosa produzione internazionale svizzero-italiana e la straordinaria carriera del coreografo Comuniello! Volete ricreare la magia dei paesaggi olfattivi per rilassarvi nel salotto di casa vostra? Abbiamo trovato il prodotto che fa per voi! 👇

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Spazio Rossellini

Roma – Esiste un momento primigenio, nascosto nelle pieghe più remote e intime della nostra memoria ancestrale, in cui la percezione del mondo circostante non è ancora stata prepotentemente dominata e monopolizzata dalla vista e dalle immagini, ma si affida fiduciosamente all’avvolgente rassicurazione dei suoni, delle vibrazioni tattili e dei profumi. È esattamente per riconnettere il pubblico moderno a questa dimensione originaria e onirica che lo Spazio Rossellini si prepara a ospitare, nelle serate del 13 e 14 ottobre 2026 alle ore 21.00, uno degli eventi teatrali più innovativi, sperimentali ed emozionanti dell’intera stagione culturale: CUNA. Si tratta di una performance immersiva e totalizzante di danza contemporanea accompagnata rigorosamente da musica suonata dal vivo. Il progetto, che si preannuncia come un vero e proprio gioiello di ricerca performativa, è stato ideato ed è interpretato dal talentuoso danzatore e coreografo cieco Giuseppe Comuniello, magistralmente supportato in scena dalla musica dal vivo (arpa) di Marilia Caso. Lo spettacolo si configura come un’ambiziosa e solida produzione di respiro internazionale, nata dalla virtuosa sinergia tra la compagine svizzera “Teatro Danzabile” e l’italiana “Fuori Contesto”. Il fine ultimo della rappresentazione è invitare ogni singolo spettatore a vivere e destrutturare la danza non più solo come atto visivo da osservare passivamente seduti su una poltrona, ma attraverso una complessa esperienza sensoriale costruita minuziosamente intorno al movimento invisibile, al suono, al profumo, alla luce soffusa e all’intimità della prossimità fisica.

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Il significato di CUNA: un ritorno all’essenza del respiro

Il titolo scelto per l’opera, “Cuna”, non è affatto casuale. Si tratta di una parola antica, dal sapore arcaico, che significa letteralmente “culla”. Questo termine racchiude in sé l’intera poetica dell’esibizione: il desiderio febbrile di Comuniello di regredire e tornare, fisicamente e spiritualmente, a quella dimensione originaria e ovattata della percezione. Dal buio teatrale prende forma, lentamente ma inesorabilmente, un intero universo di sensazioni tattili e uditive: la danza inizia a dondolare, emergendo come un gesto innato, come un respiro che fluisce lento e profondo, capace di abbracciare e avvolgere dolcemente chiunque si trovi nella stanza. In questo spazio scenico totalmente non convenzionale e destrutturato rispetto al classico teatro all’italiana, lo spettatore diviene a tutti gli effetti parte integrante e attiva della scenografia. Ognuno è libero di scegliere autonomamente la propria distanza dai performer e il proprio personale grado di coinvolgimento emotivo, entrando in punta di piedi in un paesaggio sospeso nel tempo. Qui, il cullare si vive sulla propria pelle, e il respiro dei ballerini, piano piano, diventa un respiro comune, collettivo e pacificatore. La danza si fonde magicamente con le note vibranti dell’arpa, con specifiche essenze olfattive (curate da Alice Rita Giugni) e con una progettazione illuminotecnica delicatissima (curata da Marco Santambrogio).

L’accessibilità come elemento artistico e la carriera di Comuniello

L’elemento più rivoluzionario e socialmente rilevante del progetto CUNA è senza dubbio il suo approccio pionieristico al delicato tema dell’accessibilità. Quest’ultima, infatti, non viene in alcun modo intesa come un mero “elemento aggiuntivo”, un obbligo normativo o un freddo servizio di assistenza post-produzione, ma nasce come parte viva, pulsante e integrante della costruzione artistica e coreografica stessa. Lo spettacolo è stato sviluppato attraverso laboratori e specifiche consulenze drammaturgiche rivolte appositamente sia al pubblico cieco e ipovedente (grazie al lavoro di Camilla Guarino e dello stesso Comuniello), sia al pubblico Sordo (con la consulenza fondamentale di Diana Anselmo). Questo approccio inclusivo è il marchio di fabbrica della brillante carriera di Giuseppe Comuniello: nato a Viareggio, il danzatore cieco collabora stabilmente dal 2009 con la prestigiosa compagnia di Virgilio Sieni ed è socio fondatore di Al. Di. Qua Artists, la prima grande associazione di categoria europea formata esclusivamente da artisti e lavoratori dello spettacolo con disabilità. Impegnato a livello internazionale con realtà come Oriente Occidente e la Fondazione Aterballetto, Comuniello continua a dimostrare al mondo intero come la percezione corporea alternativa possa non solo superare le barriere fisiche, ma spalancare le porte a nuove, meravigliose e inesplorate forme di espressione artistica contemporanea. L’appuntamento allo Spazio Rossellini è uno di quegli eventi destinati a lasciare un segno indelebile nell’anima di chi vi parteciperà.

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“Oltre la Soglia”: Roma svela i suoi segreti, quattro celebri basiliche aprono al pubblico luoghi nascosti e inaccessibili

La Capitale svela finalmente i suoi segreti più intimi e inaccessibili! Da ottobre a dicembre 2026 prende il via il fantastico progetto “Oltre la Soglia”, promosso dalla Diocesi di Roma in collaborazione con Orpheo. Questa iniziativa straordinaria offre a turisti e cittadini l’occasione irripetibile di partecipare a visite guidate in quattro delle basiliche più belle e importanti del centro storico, esplorando spazi normalmente chiusi al pubblico! Potrete scendere nei sotterranei millenari e nel coro di Papa Pasquale II a San Lorenzo in Lucina, o ammirare la sagrestia più bella di Roma a Sant’Andrea della Valle. Il percorso (condotto da guide professioniste) vi porterà anche nella mistica cripta del martirio a San Lorenzo in Panisperna e alla scoperta delle reliquie nella cripta-confessione della maestosa Basilica dei Santi XII Apostoli. Un viaggio unico tra i capolavori di Bernini e i misteri dell’antica Roma paleocristiana! Trovate tutte le info su biglietti e date nel nostro articolo completo. Avete in programma una vacanza a Roma e volete esplorarla a piedi senza distruggervi le ginocchia? Abbiamo la soluzione che vi salverà il viaggio! 👇

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Basilica di San Lorenzo in Lucina

Roma – Esiste una Roma monumentale, luminosa e conosciuta in tutto il mondo, immortalata da milioni di macchine fotografiche ogni giorno. E poi esiste una Roma segreta, silenziosa e sotterranea, fatta di antiche cripte paleocristiane, sagrestie affrescate inaccessibili al pubblico e cori medievali celati dietro maestosi altari barocchi. È proprio per svelare questo inestimabile patrimonio nascosto che, da ottobre a dicembre 2026, la Diocesi di Roma lancia l’attesissimo progetto culturale “Oltre la Soglia”. Realizzato in stretta e proficua collaborazione con Orpheo, l’iniziativa propone un affascinante e inedito ciclo di visite guidate nel cuore pulsante del centro storico della Capitale. L’obiettivo dell’ambizioso progetto è quello di offrire, sia ai milioni di turisti che affollano la Città Eterna sia ai cittadini romani, percorsi immersivi dedicati alla conoscenza del patrimonio artistico, storico e religioso, garantendo per la prima volta l’accesso esclusivo ad aree archeologiche e spirituali normalmente severamente precluse ai tradizionali percorsi di visita. Questa prima, imperdibile fase autunnale coinvolgerà quattro gioielli assoluti dell’architettura sacra romana: la Basilica di San Lorenzo in Lucina, la Basilica di Sant’Andrea della Valle, la Basilica di San Lorenzo in Panisperna e l’imponente Basilica dei Santi XII Apostoli.

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Da Tosca a Bernini: i tesori di Sant’Andrea e San Lorenzo in Lucina

I partecipanti al progetto “Oltre la Soglia” saranno sempre accompagnati da guide turistiche professioniste e storici dell’arte, pronti a illustrare le vicende millenarie e i segreti celati dietro ogni affresco. Il percorso all’interno della sontuosa Basilica di Sant’Andrea della Valle promette di lasciare i visitatori senza fiato. Oltre a poter ammirare la spettacolare navata, la famosa “Cappella della Tosca” (che ispirò il capolavoro operistico del maestro Giacomo Puccini), l’abside magistralmente dipinta da Mattia Preti e l’immensa cupola affrescata da Giovanni Lanfranco, il vero privilegio sarà l’apertura eccezionale della sagrestia. Questo ambiente monumentale, definito addirittura da Papa Pio IX come “la migliore sagrestia di tutta Roma”, stupirà i presenti per la ricchezza dei suoi decori. L’itinerario culminerà con la salita alla cantoria in controfacciata, un punto di vista rialzato e insolito da cui dominare l’intero spettacolo barocco della navata. Non meno emozionante sarà l’esplorazione della Basilica di San Lorenzo in Lucina. Qui, tra le inestimabili testimonianze paleocristiane e i capolavori pittorici e scultorei lasciati in eredità da giganti come Guido Reni e Gian Lorenzo Bernini, le guide condurranno il pubblico alla scoperta dell’antichissimo coro di Papa Pasquale II, un gioiello architettonico celato proprio alle spalle dell’altare maggiore. Il viaggio proseguirà letteralmente nelle viscere della terra, sbloccando l’accesso ai sotterranei della basilica romana, dove ancora oggi si conservano miracolosamente le affascinanti tracce archeologiche della più antica comunità cristiana legata a questo sacro luogo.

Le Cripte del Martirio: Panisperna e Santi XII Apostoli

La discesa nella storia più profonda e mistica della cristianità romana continua varcando le soglie della Basilica di San Lorenzo in Panisperna, situata nell’omonimo e pittoresco rione romano. Qui l’itinerario conduce direttamente nella cripta sotterranea, il luogo carico di devozione e spiritualità tradizionalmente e storicamente identificato con il sito esatto del crudele martirio di San Lorenzo, arso vivo sulla graticola. Oggi, queste antiche mura sotterranee si sono trasformate in un suggestivo custode di antiche lapidi e reperti provenienti dall’originaria chiesa di epoca medievale. Infine, l’itinerario guidato aprirà le porte della maestosa Basilica dei Santi XII Apostoli, situata nei pressi di Piazza Venezia. Anche in questo caso, il punto forte dell’esperienza sarà la possibilità di scendere nella solenne cripta-confessione: un ambiente dal fascino mistico che non solo custodisce gelosamente le venerate reliquie degli apostoli Filippo e Giacomo il Minore, ma che testimonia dal punto di vista archeologico e architettonico le fasi più antiche, stratificate e affascinanti della storia costruttiva dell’edificio religioso. Per garantire la massima qualità e fruibilità dell’esperienza culturale, l’organizzazione ha previsto che ogni visita si svolga con l’ausilio di speciali sistemi audio radioguida, permettendo così a tutti i partecipanti di ascoltare agevolmente le spiegazioni in qualsiasi ambiente, anche nei sotterranei più stretti. Il progetto, per favorire il turismo internazionale, mette a disposizione (su esplicita richiesta) anche percorsi in lingua inglese, francese, tedesco e spagnolo. Il calendario completo con le date, gli orari, le modalità di prenotazione e tutte le informazioni logistiche è disponibile sul portale web ufficiale www.oltrelasoglia.eu.

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Roma celebra il genio del Pontormo: alle Scuderie del Quirinale la mostra del secolo sostenuta da PwC Italia

La Capitale si prepara ad accogliere l’evento culturale e artistico più importante dell’anno! Da oggi e fino al 7 febbraio 2027, le maestose sale delle Scuderie del Quirinale a Roma ospiteranno la prima, monumentale mostra monografica mai allestita fuori da Firenze dedicata al genio di Jacopo da Pontormo, uno dei padri assoluti del Manierismo del Cinquecento. Per la prima volta dal lontano 1956, il pubblico potrà ammirare 130 opere inestimabili (di cui 84 del maestro toscano), giunte appositamente dai musei più importanti del pianeta, tra cui gli Uffizi, il Louvre di Parigi e il Metropolitan Museum di New York! Potrete ammirare capolavori assoluti come la Visitazione di Carmignano e opere appena restaurate per l’occasione. Questa immensa operazione artistica e logistica è stata resa possibile grazie al preziosissimo sostegno di PwC Italia, che prosegue nel suo progetto di mecenatismo culturale per rendere l’arte italiana un bene sempre più accessibile e condiviso con la collettività. Leggete l’articolo completo per tutti i dettagli su questo evento epocale! Siete affascinati dalle opere cupe e geniali del Cinquecento ma non avete modo di viaggiare fino a Roma? Abbiamo il catalogo illustrato perfetto per rifarvi gli occhi! 👇

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Alessandro Grandinetti Clients & Industries Leader di PwC Italia e Chiara Carotenuto Partner Responsabile Comunicazione di PwC Italia

Roma – Il panorama culturale della Capitale si arricchisce di un evento espositivo di portata storica, destinato a catalizzare l’attenzione dei critici d’arte e dei turisti di tutto il mondo. A partire da oggi, 9 ottobre 2026, e fino al 7 febbraio 2027, le prestigiose sale delle Scuderie del Quirinale aprono le porte alla prima, monumentale mostra monografica mai allestita fuori da Firenze dedicata a Jacopo da Pontormo (Pontorme, Empoli, 1494 – Firenze, 1557), il maestro assoluto e tormentato del Cinquecento fiorentino, nonché uno dei massimi esponenti del Manierismo pittorico. L’eccezionalità di questo progetto espositivo risiede non soltanto nell’inestimabile valore delle opere in mostra, ma anche nella grandiosa rete istituzionale e privata che ne ha permesso la realizzazione. Promossa da Ales – Scuderie del Quirinale in solida partnership con le celeberrime Gallerie degli Uffizi e prodotta in sinergia con Electa (editore ufficiale del catalogo), la mostra vanta la curatela di un team di esperti di primissimo piano, composto da Cristina Acidini con Elena Capretti, Philippe Costamagna, Bruce Edelstein e Carlo Falciani. Ma un evento di tale magnitudo non avrebbe mai potuto vedere la luce senza il fondamentale supporto del mecenatismo privato: a sostenere questa imponente operazione culturale è scesa in campo PwC Italia, che rinnova così il suo profondo impegno nella valorizzazione e tutela del patrimonio artistico nazionale attraverso il consolidato progetto “PwC per la Cultura”.

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Oltre 130 capolavori riuniti per la prima volta dal 1956

Riuscire a organizzare una monografica sul Pontormo fuori dalla Toscana rappresenta una vera e propria impresa logistica e diplomatica che non ha eguali nella storia recente dell’arte italiana.
Basti pensare che un simile raduno di capolavori non si verificava dal lontanissimo 1956, anno in cui Palazzo Strozzi a Firenze ospitò l’ultima grande retrospettiva sull’artista. Le Scuderie del Quirinale sono riuscite nel miracolo di riunire sotto lo stesso tetto oltre 130 opere complessive, di cui ben 84 realizzate direttamente dalla mano di Jacopo da Pontormo. Per farlo, è stato necessario attivare prestiti di inestimabile valore dai più importanti musei e dalle più esclusive collezioni private del pianeta, tra cui spiccano prestiti diretti dal Museo del Louvre di Parigi e dal Metropolitan Museum of Art di New York, oltre ovviamente all’immenso contributo delle Gallerie degli Uffizi. Il percorso espositivo romano permetterà ai visitatori di ammirare da vicino l’evoluzione cromatica e stilistica del pittore, capace di deformare ed esasperare le figure classiche per restituire un’intensa drammaticità psicologica. Tra i tesori inestimabili in mostra figurano capisaldi assoluti come la Visitazione di Carmignano e opere che, per l’occasione, sono state sottoposte a delicatissimi e lunghi interventi di restauro conservativo, tra cui il Noli me tangere, la Madonna Corsini e il maestoso ciclo di affreschi raffiguranti la Passione di Cristo provenienti dalla Certosa del Galluzzo.

Il mecenatismo di PwC Italia: l’arte come bene condiviso

L’ingresso di PwC Italia in questo progetto non è un episodio isolato, ma rappresenta un nuovo, prestigioso tassello all’interno di una strategia aziendale che considera il patrimonio culturale italiano non come una reliquia polverosa, ma come un bene vivo, pulsante e, soprattutto, da condividere con l’intera collettività.
«La mostra sul Pontormo rappresenta un’occasione fondamentale per avvicinare il grande pubblico al percorso di una delle figure più geniali e originali del Cinquecento italiano», ha commentato con orgoglio Chiara Carotenuto, Partner Responsabile Comunicazione di PwC Italia. «Sostenere questa iniziativa significa contribuire a valorizzare un grande artista, ampliando le prospettive attraverso cui la sua opera può essere riletta. È un impegno che portiamo avanti da anni nella ferma convinzione che rendere il patrimonio accessibile significhi renderlo un bene sempre più condiviso». In effetti, l’impegno di PwC si è tradotto negli anni in una serie di straordinari “regali” artistici alle principali città italiane. A Milano, con l’iniziativa “Sguardi dalla Torre”, l’azienda ha aperto ai visitatori il 27° piano della propria sede (la celebre Torre Libeskind), esponendo gratuitamente capolavori come il Ritratto di Giuliano de’ Medici del Botticelli e La loge di Picasso. A Bergamo ha finanziato il recupero vitale degli splendidi “Giardini PwC” dell’Accademia Carrara, mentre a Venezia ha recentemente contribuito al restauro dell’ipnotico Labirinto Borges della Fondazione Giorgio Cini. Dalla pittura di Rubens a Brera fino al sostegno musicale alla Riccardo Muti Italian Opera Academy, l’alleanza tra capitali privati e istituzioni museali si conferma l’unica vera strada percorribile per salvare e promuovere le meraviglie del nostro Paese.

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Il Senato premia l’aquilano Angelo De Nicola: trionfo per il suo saggio su Dante, Ignazio Silone e il mistero della Perdonanza

La cultura abruzzese trionfa nelle aule del Parlamento! Lo scrittore e giornalista aquilano Angelo De Nicola è stato insignito ieri del prestigioso Premio Speciale della Giuria (Premio Internazionale “Città del Galateo”) direttamente nella Sala Capitolare del Senato a Roma. A valergli il riconoscimento è stato il suo illuminante saggio intitolato “Dante, Silone e la Perdonanza” (One Group Edizioni), un’opera geniale capace di intrecciare la figura del Papa eremita Celestino V (fondatore della Perdonanza Aquilana), la condanna spietata del Sommo Poeta Dante Alighieri per il “gran rifiuto” e la moderna e struggente riabilitazione firmata dallo scrittore marsicano Ignazio Silone nel suo capolavoro “L’avventura di un povero cristiano”. Il libro affronta i grandissimi dilemmi umani della colpa, del perdono e della riconciliazione, portando l’identità dell’Aquila (Capitale della Cultura 2026) ben oltre i confini regionali. Leggete il nostro approfondimento per scoprire il legame misterioso e affascinante che unisce Dante e Celestino V! Siete appassionati dei segreti e degli intrighi del Medioevo e del Vaticano? Non potete perdervi i romanzi storici dedicati al Papa del Gran Rifiuto! 👇

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Angelo De Nicola, premiazione Senato

Roma  – L’anno di grazia 2026, che vede la meravigliosa città dell’Aquila fregiarsi dell’ambitissimo titolo di Capitale Italiana della Cultura, continua a regalare immense soddisfazioni e prestigiosi riconoscimenti di caratura nazionale al capoluogo abruzzese e ai suoi intellettuali di spicco. Nella giornata di ieri, giovedì 8 ottobre, la solenne e storica cornice della Sala Capitolare di Palazzo della Minerva a Roma (sede istituzionale del Senato della Repubblica) ha fatto da palcoscenico al trionfo del noto giornalista e scrittore aquilano Angelo De Nicola. L’autore ha infatti ricevuto l’ambito Premio Speciale della Giuria nella sezione “Libri di Saggistica” in occasione della XIII edizione del Premio Internazionale d’Eccellenza “Città del Galateo – Antonio De Ferrariis”. Il riconoscimento, promosso dall’associazione VerbumlandiArt APS e intitolato al celebre umanista salentino, ha voluto premiare l’ultima fatica letteraria di De Nicola, l’illuminante volume intitolato “Dante, Silone e la Perdonanza” (pubblicato con successo dalla casa editrice One Group Edizioni). Un saggio che non è un semplice libro di storia locale, ma un formidabile viaggio letterario, filosofico e spirituale capace di unire tre dei simboli più potenti dell’identità abruzzese e italiana, portando il nome e la cultura dell’Aquila ben oltre i confini regionali, fino ad approdare nelle aule del Parlamento.

[IL MISTERO DEL PAPA CHE RINUNCIO’ AL TRONO]
Siete affascinati dalla figura enigmatica di Pietro da Morrone, il Papa eremita che istituì la Perdonanza prima di compiere il “Gran Rifiuto”? CLICCA QUI per acquistare in offerta su Amazon i migliori Libri e Romanzi Storici su Celestino V: scopri gli intrighi medievali, i segreti del Vaticano e il profondo messaggio di perdono che ha cambiato la storia della Chiesa!

Il filo rosso tra il Sommo Poeta e il “Povero Cristiano”

Il grande merito del volume scritto da Angelo De Nicola, che gli è valso la standing ovation al Senato, risiede nella sua geniale capacità di intrecciare le fila di un dibattito storico-letterario secolare.
La motivazione ufficiale della Giuria recita testualmente: “Per l’originale capacità di mettere in dialogo figure e momenti fondamentali della cultura italiana, attraverso il tema della Perdonanza quale esperienza spirituale, storica e civile”. Ma cosa unisce esattamente tre elementi apparentemente così distanti? Il fulcro di tutto è la figura di Papa Celestino V (Pietro Angelerio, l’eremita del Morrone), che nel 1294, proprio all’Aquila, istituì la prima indulgenza plenaria della storia (la Perdonanza) aperta a tutti i fedeli, poveri e diseredati. Una rivoluzione spirituale che, poco dopo, culminò con le sue clamorose e dimissioni dal soglio pontificio. È qui che entra in scena il Sommo Poeta, Dante Alighieri, che nella sua Divina Commedia condannò (secondo l’interpretazione storica più diffusa) Celestino V al girone degli Ignavi, etichettandolo senza pietà come “colui che fece per viltade il gran rifiuto”. A distanza di secoli, lo scrittore marsicano Ignazio Silone ha riabilitato e trasfigurato la figura del Papa eremita nel suo celeberrimo dramma teatrale “L’avventura di un povero cristiano”. Silone non vede in Celestino un vigliacco, ma l’eroe supremo della coscienza individuale, l’uomo puro che rinuncia al potere corruttore per restare fedele a se stesso. L’opera di De Nicola si insinua in questo dibattito affascinante, costruendo un percorso di riflessione che unisce letteratura, storia e pensiero, e restituendo una straordinaria attualità a uno dei dilemmi più grandi dell’esistenza umana: il tormentato rapporto tra colpa, perdono e riconciliazione.

Un trionfo condiviso: il ruolo di One Group Edizioni

La premiazione al Senato di Angelo De Nicola, già autore di innumerevoli pubblicazioni e infaticabile divulgatore della storia aquilana e del messaggio di Celestino V, rappresenta un punto esclamativo sulla vocazione culturale dell’Abruzzo in questo 2026.
La Perdonanza Celestiniana, già riconosciuta dall’UNESCO come preziosissimo Patrimonio culturale immateriale dell’umanità, trova in queste opere letterarie un veicolo fondamentale per non essere relegata a mero folklore, mantenendo intatta la sua dirompente forza civica. Come ha sottolineato lo stesso autore, analizzando a fondo le fonti e le testimonianze letterarie, il libro contribuisce a mantenere viva l’attenzione su una delle eredità più significative e universali dell’Aquila. Ma il Premio “Città del Galateo” assume un significato particolarissimo e profondamente meritato anche per la casa editrice aquilana One Group Edizioni. L’editore ha infatti creduto ciecamente nel progetto, accompagnando il lungo e fruttuoso percorso editoriale dell’autore attraverso la pubblicazione di diverse sue opere. Un rapporto di solida fiducia che si inserisce nel più ampio e lodevole impegno dell’azienda locale nella promozione quotidiana della cultura e nella valorizzazione sistematica del patrimonio storico, artistico e sociale del territorio. Quando un autore appassionato e un editore coraggioso uniscono le forze per raccontare l’identità della propria terra, i risultati non possono che essere vincenti, arrivando dritti nei palazzi istituzionali più prestigiosi d’Italia.

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