Rimani in contatto con noi
#

Cronaca

Terrore a Noicattaro, bimba azzannata da un lupo. La madre sotto choc: “Un millimetro in più e sarebbe stata la fine”

“Bastava un millimetro in più e sarebbe stata la fine”. 🐺 🩸 Choc e terrore in provincia di Bari, a Noicattaro, dove una bambina è stata brutalmente aggredita da un lupo in strada. Dopo i continui avvistamenti, il sindaco ordina la chiusura del parco comunale nelle ore serali. L’opposizione attacca: “I nostri allarmi ignorati per troppo tempo”. Leggi la cronaca di un dramma sfiorato che sta scuotendo l’intera comunità. 👇

Pubblicato

a

Lupo Italico

Noicattaro (BA) – Ci sono momenti in cui la tranquilla routine di una cittadina di provincia viene squarciata da un evento così imprevedibile e drammatico da sembrare uscito dalle pagine di un vecchio racconto del terrore. Ma a Noicattaro, nel cuore pulsante della campagna barese, il terrore ha preso una forma reale, fisica e spaventosa: quella di un lupo che si aggira indisturbato tra le strade. Quella che doveva essere una normale giornata d’estate si è trasformata in un incubo a occhi aperti per una famiglia del posto, segnando uno spartiacque per l’intera comunità e riaccendendo un dibattito rovente sulla sicurezza dei cittadini di fronte all’avanzata inarrestabile della fauna selvatica nei centri abitati.

L’agguato e il terrore di una madre: “Poteva essere una tragedia”

È una vicenda che fa raggelare il sangue nelle vene, non solo per la gravità del fatto in sé, ma per la dinamica con cui si è consumata. Al centro di questa drammatica storia c’è una bambina, finita nel mirino di un esemplare di lupo spintosi ben oltre i confini del proprio habitat naturale. Un incontro ravvicinato e brutale, culminato in un’aggressione che lascerà cicatrici indelebili, soprattutto nell’anima della piccola e della sua famiglia.

Le parole della madre della bambina, ancora comprensibilmente sotto choc, sono pietre pesantissime che restituiscono l’esatta dimensione del dramma sfiorato: «Bastava un millimetro in più e sarebbe stata la fine». Una frase breve, spezzata dall’angoscia, che racchiude tutto il senso di impotenza e il terrore puro provato da un genitore costretto a vedere la propria figlia minacciata dalle zanne di un predatore selvatico. Quel “millimetro” è l’esile filo che ha separato il brutto spavento, seppur con ferite da curare, da una vera e propria tragedia irreparabile. Il coraggio di questa madre e l’istinto di protezione hanno fatto scudo, ma la paura resterà a lungo tra le mura di quella casa.

Allarme in città: scatta il coprifuoco al parco comunale

L’aggressione alla bambina non è, purtroppo, un fulmine a ciel sereno, ma il culmine di una situazione che stava sfuggendo di mano. Da diverse settimane, infatti, si moltiplicavano le segnalazioni e gli avvistamenti documentati di lupi o ibridi selvatici che si spingevano con sempre maggiore sfrontateezza non solo nelle campagne circostanti, ma fin dentro le strade periferiche di Noicattaro, alla ricerca di cibo e prede facili.

Di fronte all’escalation della situazione e all’aggressione diretta a un essere umano, l’Amministrazione locale è stata costretta a correre rapidamente ai ripari. Il sindaco di Noicattaro, Raimondo Innamorato, ha firmato un’ordinanza d’urgenza drastica ma necessaria per tutelare l’incolumità pubblica: la chiusura tassativa del parco comunale nelle ore serali e notturne, precisamente dalle 21:00 alle 6:00 del mattino. Il parco, solitamente cuore pulsante dello svago estivo per famiglie, anziani e ragazzini in cerca di refrigerio, diventa così una zona interdetta. Un vero e proprio “coprifuoco” che dà la misura di quanto la minaccia sia percepita come reale e imminente.

La rabbia della politica: “I nostri allarmi inascoltati per troppo tempo”

Come spesso accade quando si sfiora il dramma, la paura si trasforma rapidamente in rabbia e in uno scontro politico senza esclusione di colpi. La tensione in Consiglio Comunale è altissima. A farsi portavoce dell’esasperazione di molti cittadini è la consigliera di opposizione Tritto, che punta l’indice contro le istituzioni accusandole di immobilismo e cecità amministrativa.

«I nostri allarmi sono rimasti inascoltati per troppo tempo», ha tuonato la consigliera, sottolineando come le continue denunce dei residenti e degli agricoltori siano state precedentemente sottovalutate o minimizzate. Secondo l’opposizione, si è aspettato che ci scappasse il sangue prima di prendere provvedimenti seri. Un’accusa pesante, che riflette il senso di abbandono provato da chi abita in periferia e nelle zone rurali, sentendosi lasciato solo a fronteggiare branchi di animali affamati che non temono più la presenza dell’uomo.

Un difficile equilibrio tra natura e sicurezza urbana

La vicenda di Noicattaro apre uno squarcio su un problema enorme che sta investendo non solo la Puglia, ma gran parte dell’Italia. L’espansione urbana da un lato e la proliferazione incontrollata della fauna selvatica dall’altro stanno creando pericolose zone di sovrapposizione. Se da una parte è doveroso tutelare specie protette e fondamentali per l’ecosistema come il lupo, dall’altra lo Stato e le Regioni non possono voltarsi dall’altra parte quando in gioco c’è la vita dei cittadini e dei bambini che giocano sotto casa.

Oggi Noicattaro fa i conti con un parco chiuso e con la paura che scende calando il sole. La famiglia della piccola aggredita cerca di superare un trauma inimmaginabile. E mentre le istituzioni cercano soluzioni tampone, resta un’unica, raggelante consapevolezza: quel “millimetro in più” evocato da una madre disperata deve essere il monito definitivo affinché tragedie annunciate come questa non si debbano mai più raccontare.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cronaca

Terrore nel Salernitano: bimbo di 5 anni morso da una vipera nascosta nello stivaletto. Papà eroe scatta la foto che gli salva la vita

Il terrore di ogni Genitore si è trasformato in realtà! Bimbo di 5 anni infila il piedino nello stivaletto in giardino e viene MORSO DA UNA VIPERA NASCOSTA! 🐍 😱 È ricoverato in rianimazione. Un comunissimo pomeriggio di giochi all’aria aperta si è trasformato nel peggiore degli incubi in Campania! A Oliveto Citra (Salerno), un vivacissimo bambino di 5 anni voleva uscire a giocare in giardino. Ma appena ha infilato il piede nel suo stivaletto di gomma lasciato fuori dalla porta, ha sentito un dolore lancinante! Al buio, dentro lo stivale, si era rintanata una velenosissima vipera! La mamma (in dolce attesa e terrorizzata) ha preso il figlio e si è fiondata in ospedale senza sapere cosa lo avesse morso. Il papà, rientrato in fretta e furia da lavoro, ha agito da vero EROE: ha ispezionato la veranda, ha trovato il serpente e lo ha fotografo con il cellulare! Quella FOTOGRAFIA ha letteralmente salvato la vita al bambino, permettendo ai medici di riconoscere la Vipera e somministrare immediatamente l’Antidoto giusto! Attualmente il piccolo guerriero si trova ricoverato al Santobono di Napoli: la situazione resta critica e non è fuori pericolo, ma i medici parlano di “sensibili miglioramenti” e il gonfiore si è fermato! Un caso spaventoso che segue di pochi giorni quello accaduto nel Cilento alla consigliera milanese Elisa Scarano, finita al Cardarelli dopo un morso di vipera che l’ha costretta addirittura alle trasfusioni di sangue! REGOLE SALVAVITA: Se si viene morsi, chiamare SUBITO il 112! NON tagliate assolutamente la ferita e, a differenza dei film, NON succhiate mai via il veleno con la bocca! Leggi il racconto da brividi e i consigli medici nel nostro articolo! 👇 🥾 Questa storia ci ricorda di NON LASCIARE MAI LE SCARPE FUORI LA PORTA in campagna! A voi è mai capitato di trovare animali o insetti pericolosi rintanati in posti assurdi intorno a casa? Lasciate un messaggio di preghiera e incoraggiamento per questo bimbo coraggioso nei commenti e CONDIVIDETE l’articolo per diffondere i consigli salva-vita a tutti i vostri amici!

Pubblicato

a

Vipera

Oliveto Citra (SA) – Quello che doveva essere un tranquillo e sereno pomeriggio di fine estate, trascorso a giocare spensieratamente all’aria aperta, si è trasformato in una frazione di secondo nel peggiore degli incubi per una giovane famiglia salernitana. Un dramma silenzioso e strisciante che ha tenuto, e tiene tuttora, un’intera comunità col fiato sospeso, pregando per la vita di un bambino innocente.
La tragedia sfiorata si è consumata nel pomeriggio di sabato 5 settembre nella ridente località di Oliveto Citra. Un vivacissimo bimbo di appena 5 anni si trovava nella sua accogliente casa di campagna insieme alla madre, una donna attualmente in dolce attesa. Desideroso di correre in giardino, il piccolo è uscito sull’uscio e ha infilato innocentemente i suoi stivaletti di gomma, che erano stati lasciati all’esterno dell’abitazione. Proprio in quel momento, il buio: un dolore lancinante e improvviso lo ha fatto urlare di terrore.

Il panico della madre e l’intuizione salvavita del papà

Nascosta nel buio angusto dello stivaletto, si era infatti rifugiata una vipera, che sentendosi schiacciata dal piede del bimbo ha sferrato il suo morso velenoso e micidiale. La mamma, comprensibilmente terrorizzata e in preda al panico, ha agito guidata dall’istinto materno, prendendo il figlio tra le braccia e correndo a folle velocità verso il pronto soccorso più vicino.
Ma una volta arrivati in ospedale, i medici si sono trovati di fronte a un bivio drammatico: per somministrare l’antidoto corretto, avevano assoluto bisogno di sapere che razza di serpente avesse attaccato il bimbo. La donna, sconvolta, non aveva visto nulla. È qui che il destino ha cambiato rotta: il padre del piccolo, avvisato e rientrato di corsa dal lavoro, ha ispezionato la veranda e ha trovato il rettile ancora letargico vicino allo stivaletto. Con una lucidità invidiabile e una freddezza da padre-eroe, l’uomo ha ucciso il serpente e gli ha scattato una nitida fotografia col cellulare. Mostrata l’immagine ai medici, la diagnosi è stata immediata: vipera. E il siero antivipera è stato iniettato tempestivamente nel sangue del bambino, salvandogli di fatto la vita.

Le condizioni al Santobono: “Sensibile miglioramento”

Attualmente, il piccolo guerriero è ricoverato sotto strettissima osservazione presso l’ospedale pediatrico Santobono di Napoli. Le sue condizioni cliniche sono ancora definite critiche e il bimbo non è stato ufficialmente dichiarato fuori pericolo, ma è vigile e lotta come un leone.
Le ultime dichiarazioni dei medici accendono però una luce di enorme speranza in fondo al tunnel: «Le sue condizioni sono in sensibile miglioramento. Da ben 24 ore non si registra alcuna progressione dell’edema dei tessuti molli a livello locale, e questo per noi è un segnale clinico fortemente positivo», ha spiegato un dottore dell’equipe partenopea.

Il precedente nel Cilento e il calvario di Elisa Scarano

L’episodio di Oliveto Citra, ricostruito in diretta tv da Morning News, si aggiunge purtroppo a un altro spaventoso caso di cronaca avvenuto in Cilento. A Pioppi, infatti, un altro esemplare di vipera aveva attaccato Elisa Scarano (consigliera comunale a Milano e presidente del Municipio 6), attualmente ricoverata al Cardarelli di Napoli.
Il suo drammatico racconto fa ben capire la potenza distruttiva del veleno: «Ero in condizioni pessime, vomitavo, evacuavo continuamente e la gamba si gonfiava a dismisura. Adesso non riesco ancora a camminare e ho dovuto addirittura fare delle trasfusioni di sangue».

Regole d’oro: cosa (non) fare in caso di morso

Questi drammatici fatti di cronaca impongono un richiamo fondamentale alle norme di sicurezza, specialmente per chi vive in campagna. Se ci si imbatte in un serpente velenoso, bisogna mantenere la calma assoluta, fermarsi, non fare movimenti bruschi e indietreggiare molto lentamente. Non bisogna MAI tentare di toccarlo o schiacciarlo, ma è utile fare rumore battendo forte per terra con un bastone, poiché i serpenti sono sordi ma fuggono per le vibrazioni del suolo.
Infine, l’avvertenza salva-vita: se si viene sfortunatamente morsi, la prima cosa da fare è allertare immediatamente il 112. Dimenticate i falsi miti cinematografici: non bisogna assolutamente incidere la ferita con lame e, soprattutto, non bisogna mai tentare di succhiare via il veleno con la bocca. La freddezza, proprio come quella dimostrata dal papà di Oliveto Citra, è l’unica vera arma per sconfiggere il veleno e salvarsi la vita.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Cronaca

Tragedia all’alba tra i pascoli svizzeri: cacciatore fa fuoco e uccide per sbaglio un bellissimo cavallo. “Credevo fosse un cervo”. Licenza revocata

“Ho mirato credendo che fosse un grosso Cervo… non volevo farlo!”. 😭 🐎 Tragedia all’alba in Svizzera: un cacciatore spara per sbaglio a un bellissimo Cavallo uccidendolo sul colpo. Subito ritirata la Licenza! Una notizia che stringe letteralmente il cuore e che riaccende le fortissime polemiche sulla sicurezza della Caccia! Ieri mattina, domenica 6 SETTEMBRE, intorno alle 6:00 del mattino, si è consumato un dramma surreale nei tranquilli pascoli montani di Avers (nel Canton Grigioni, in Svizzera). Un cacciatore appostato tra la nebbia mattutina ha visto muoversi un grosso animale in un prato. Ingannato dalla pochissima luce dell’alba e credendo si trattasse di un Cervo, ha preso la mira e ha fatto fuoco. Il colpo è stato fatale. Ma quando l’uomo si è avvicinato per controllare, ha fatto una scoperta raccapricciante: aveva appena ammazzato un maestoso e dolcissimo Cavallo domestico! Sconvolto e disperato per il terribile equivoco visivo, l’uomo (a differenza dei tanti bracconieri che scappano di nascosto) ha avuto perlomeno il coraggio di prendere il telefono, chiamare immediatamente la Guardia Forestale e autodenunciarsi, assumendosi tutta la colpa della morte dell’animale. Sul posto è intervenuta subito la Polizia svizzera: il cacciatore è stato denunciato alla Procura e gli è stata immediatamente REVOCATA la licenza di caccia. Un errore gravissimo che è costato la vita a una creatura innocente. Leggi tutti i tristi dettagli dell’incidente nel nostro articolo completo! 👇 🦌 Voi cosa ne pensate di questa assurda tragedia? Ritenete giusto che a quest’uomo sia stata tolta la licenza nonostante abbia ammesso subito la sua colpa piangendo? E non credete anche voi che sparare all’alba, con poca luce e con il rischio di colpire l’animale o la persona sbagliata, sia un’attività ormai troppo pericolosa da permettere? Diteci la vostra nei commenti e condividete la notizia per far riflettere sulla sicurezza!

Pubblicato

a

Cacciatore

Avers (Svizzera) – Ci sono errori umani così fatali e drammatici da non poter in alcun modo essere riparati, sbagli che in una frazione infinitesimale di secondo spezzano via una vita innocente lasciando dietro di sé soltanto sgomento, rabbia e un senso di colpa incancellabile. L’alba della giornata di ieri, domenica 6 settembre 2026, ha fatto da gelido palcoscenico a un episodio di cronaca tanto surreale quanto doloroso, consumatosi nel silenzio incontaminato dei pascoli montani di Avers, una tranquilla e pittoresca località incastonata nel cuore del Canton Grigioni, in Svizzera.
Ciò che doveva essere una normale e silenziosa battuta di caccia tra i boschi elvetici, si è infatti trasformata in una vera e propria tragedia emotiva: un cacciatore, ingannato dalla scarsa luce del mattino, ha aperto il fuoco con il proprio fucile abbattendo e uccidendo sul colpo un bellissimo cavallo che stava pacificamente pascolando in un prato.

Lo sparo che ha spezzato il silenzio dell’alba

La drammatica dinamica dei fatti si è svolta intorno alle 6:00 del mattino. A quell’ora la luce del sole non ha ancora squarciato del tutto la nebbia e l’oscurità della notte, rendendo i contorni della natura sfocati e ingannevoli. Il cacciatore, appostato in attesa della preda, ha notato un grosso animale muoversi lentamente all’interno di un prato poco distante.
Tradito dalla silhouette imponente dell’animale e dalla tensione del momento, l’uomo si è convinto di avere di fronte al proprio mirino un grosso esemplare di cervo. Ha trattenuto il respiro, ha preso la mira e ha premuto il grilletto. Il colpo è stato fatale. Ma quando l’uomo si è avvicinato per recuperare quella che credeva essere la sua legittima preda silvestre, il sangue gli si è letteralmente gelato nelle vene: riverso sull’erba umida del mattino non c’era un cervo, ma il corpo senza vita di un maestoso cavallo domestico.

La disperazione e l’immediata ammissione di colpa

In casi del genere, purtroppo, la cronaca ci ha tristemente abituati a cacciatori senza scrupoli che, pur di non pagare le conseguenze dei propri errori, fuggono via nascondendo le prove e abbandonando la carcassa dell’animale. Questa volta, però, è andata diversamente.
L’uomo, resosi immediatamente conto dell’orribile ed enorme equivocò visivo in cui era caduto, è stato assalito dalla disperazione e dal rimorso. Senza perdere un solo secondo, ha preso il telefono e ha contattato lui stesso la Guardia Forestale locale, autodenunciandosi, spiegando la dinamica dell’incidente e assumendosi fin dal primo istante la totale, incondizionata e gravissima responsabilità per l’errore commesso.

Il sequestro dell’arma e la revoca della licenza

Nonostante la sua encomiabile onestà nell’ammettere subito la colpa, la Legge svizzera (così come quella italiana in casi simili) non ammette sconti o leggerezze quando si maneggiano armi da fuoco in natura. Sul posto è intervenuta prontamente la Polizia Cantonale dei Grigioni per effettuare tutti i rilievi del caso.
Il cacciatore, visibilmente scosso per l’accaduto, è stato immediatamente denunciato e deferito alla Procura competente dei Grigioni. Come prima, immediata e inevitabile sanzione disciplinare e preventiva, le autorità gli hanno notificato la revoca formale della licenza di caccia. Un errore di valutazione visiva che è costato la vita a una creatura nobile e del tutto indifesa, e che riaccende prepotentemente (sia in Svizzera che in Italia) l’eterno, accorato ed emotivo dibattito sulla sicurezza dell’attività venatoria e sul rischio, sempre latente, che uno sparo esploso nella penombra possa colpire il bersaglio sbagliato.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Cronaca

Il mistero inquietante dei Lupi di Noicàttaro: trappole rubate, un cucciolo orfano e il terrore di una città murata nel silenzio

Il mistero inquietante dei LUPI di Noicàttaro: avvistato di notte un dolcissimo (e spaurito) cucciolo da solo. Ma se la madre non lo abbandonerebbe mai, significa che l’hanno uccisa? E scoppia il giallo della TRAPPOLA rubata! 🐺 🚨 La situazione nelle campagne tra Noicàttaro e Torre a Mare sta diventando degna di un thriller, e i cittadini (terrorizzati dai recenti attacchi ai bambini nei parchetti) esigono risposte immediate! L’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente ha rilasciato un comunicato durissimo per denunciare le troppe “ombre” di questa vicenda. Da giorni vaga per le strade, di notte, un piccolo cucciolo di lupo di 5 mesi completamente DA SOLO. Una cosa innaturale: i lupi non abbandonano mai i cuccioli! La terribile ipotesi è che i genitori siano stati uccisi illegalmente da qualcuno! E il mistero si infittisce: lo scorso 26 agosto, dei ladri hanno RUBATO un’attrezzatura costosissima della “Task Force” della Regione (una trappola speciale che manda segnali Gps se cattura l’animale). Chi l’ha rubata? Sono stati gli animalisti estremisti per sabotare la cattura, oppure un lupo è stato catturato, ucciso illegalmente e seppellito di nascosto insieme alla trappola? Di fronte a questo clima da far west, la Task Force si è chiusa in un assurdo “silenzio stampa”, non spiegando nulla alla popolazione! Nel frattempo emergono retroscena shock: sembra che i lupi si siano avvicinati alle case perché un’azienda (ora chiusa) buttava abusivamente quintali di scarti di MACELLERIA nelle campagne. Finiti quegli scarti, i lupi (ormai abituati) avrebbero prima sterminato i cani della zona, per poi passare ad attaccare l’uomo per la fame disperata! Leggi tutta la paurosa ricostruzione dei fatti nel nostro articolo completo! 👇 🌑 Voi da che parte state in questo scontro durissimo? Credete che i Lupi vadano abbattuti per proteggere i nostri bambini che giocano per strada, oppure pensate (come le associazioni animaliste) che andrebbero solo catturati e portati altrove, visto che l’avvicinamento al paese è stata colpa dell’uomo che lasciava gli scarti di carne? Diteci la vostra nei commenti e condividete il post per rompere il silenzio stampa!

Pubblicato

a

Lupo

Noicàttaro (BA) – C’è un mistero dai contorni sempre più oscuri e inquietanti che si aggira famelico nelle campagne e nelle strade periferiche del Barese. Una vicenda che ha smesso da tempo di essere una semplice “questione ambientale” per trasformarsi in un vero e proprio incubo a occhi aperti per le famiglie del territorio. Il paese ha paura, e quando un’intera cittadinanza vive nel terrore che i propri figli vengano attaccati, il silenzio delle Istituzioni diventa un peso insopportabile.
A lanciare una vera e propria bomba mediatica su questa intricatissima faccenda è l’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali, che attraverso un comunicato svela retroscena drammatici e solleva interrogativi pesantissimi su ciò che sta accadendo realmente nella zona tra Noicàttaro e Torre a Mare.

Il cucciolo smarrito nella notte: un presagio drammatico

Il racconto dell’Associazione parte da un’immagine che stringe il cuore ma che, al tempo stesso, fa suonare un gravissimo campanello d’allarme. Negli ultimi giorni è stato avvistato a più riprese (e filmato nitidamente da un automobilista la sera del 28 agosto nei pressi dell’Agri Coop) un bellissimo ma spaurito cucciolo di lupo di circa 5 mesi d’età e 18 kg di peso. Il problema è che questo cucciolo vaga completamente da solo.
Nella rigida e sacra legge del branco, un lupetto di pochi mesi non viene mai e poi mai abbandonato dalla madre, né si allontana volontariamente dalla famiglia (cosa che accade solo verso i due anni di età). Il fatto che questo animale, disorientato e terrorizzato, vaghi in solitudine di notte tra i vigneti, porta gli esperti a una conclusione spaventosa e drammatica: uno o entrambi i genitori potrebbero essere morti, presumibilmente uccisi per mano dell’uomo ancor prima dell’apertura della stagione di caccia.

Il giallo della trappola rubata: sabotaggio o bracconaggio?

Ma è sul fronte della Task Force Regionale (incaricata di monitorare e catturare i lupi) che il mistero si tinge di nero. Il 26 agosto scorso, ignoti hanno rubato l’attrezzatura di cattura posizionata dagli esperti: una fototrappola e un costosissimo “laccio di Aldrich” dotato di allarme radio GPS (uno strumento in grado di avvisare i tecnici ogni 3 minuti in caso di cattura).
Cosa è successo davvero in quella campagna? Le ipotesi avanzate dall’Associazione sono due, entrambe inquietanti. La prima è che un commando di estremisti animalisti abbia sabotato e rubato le attrezzature per impedire la cattura. La seconda, molto più macabra, è che nel laccio sia effettivamente finito un lupo e che qualcuno lo abbia ammazzato silenziosamente, facendo poi sparire il cadavere e la trappola sotto terra prima dell’arrivo della Task Force.

Il muro di gomma della Task Force e il passato oscuro

Di fronte a questo clima da far west, l’Associazione denuncia duramente l’assurdo comportamento della Task Force, chiusa in un blindatissimo e ingiustificabile “silenzio stampa”. I cittadini, che ad agosto hanno vissuto il terrore di tre lupi che hanno attaccato i bambini nei parchi gioco (con due bimbi feriti in modo grave), hanno il sacrosanto diritto di sapere quali risultati concreti siano stati ottenuti in un mese di lavoro. I lupi, purtroppo, sono ancora liberi di circolare.
Ma da dove nasce questo incubo? Secondo diverse segnalazioni, la miccia che ha fatto esplodere la bomba sarebbe legata al comportamento illecito di un’azienda locale (oggi chiusa) che per anni avrebbe abbandonato abusivamente scarti di macelleria nelle campagne. Quegli scarti avrebbero alimentato, fatto riprodurre e avvicinato i lupi alle case. Finita la carne illegale, i predatori affamati avrebbero prima sterminato i cani randagi della zona e poi, spinti dalla disperazione, avrebbero iniziato a puntare l’essere umano. Una convivenza, oggi, drammaticamente impossibile.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza