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Salute

Tumore al pancreas: le nuove frontiere della ricerca e l’importanza della prevenzione. Ne parliamo con il Prof. Vincenzo Bianco Dirigente Medico Oncologo, Policlinico Umberto I di Roma

Intervista di Marialuisa Roscino

Il ruolo della prevenzione e della ricerca nel tumore al pancreas è fondamentale, soprattutto perché questa neoplasia è spesso diagnosticata in fase avanzata. L’obiettivo primario in entrambi ambiti, è quello senz’altro, di migliorare significativamente la prognosi.
I progressi della ricerca offrono in particolare, una grande

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Prof. Vincenzo Bianco Dirigente

Redazione-  Il ruolo della prevenzione e della ricerca nel tumore al pancreas è fondamentale, soprattutto perché questa neoplasia è spesso diagnosticata in fase avanzata. L’obiettivo primario in entrambi ambiti, è quello senz’altro, di migliorare significativamente la prognosi.

I progressi della ricerca offrono in particolare, una grande speranza per il futuro, orientandosi verso una medicina sempre più personalizzata, che integra diagnosi precoce, chirurgia, chemioterapia e nuove terapie biologiche.

Qual è l’importanza di un approccio multidisciplinare nella gestione di questa complessa patologia? Quanto conta nella nostra vita quotidiana, la Prevenzione, l’Alimentazione ed un corretto stile di vita?

Di questo e molto altro, ne parliamo con il Prof. Vincenzo Bianco, Dirigente Medico Oncologo del Policlinico Umberto I di Roma e Co-Direttore Dipartimento di Oncologia –Consorzio Universitario Humanitas di Roma.

 

Prof. Bianco, cosa riferiscono i dati di incidenza e mortalità attuali del tumore al pancreas in Italia? In particolare, oggi assistiamo ad una forte incidenza di casi nei giovani, cosa può dirci al riguardo?

In Italia, attualmente assistiamo ad oltre 15.000 nuove diagnosi (maschi = 6900; femmine = 8100) di casi con con carcinoma del pancreas, a dimostrarlo sono gli ultimi dati AIRTUM (Associazione Italiana dei Registri Tumori). L’andamento temporale dell’incidenza di questa neoplasia è in crescita significativa in entrambi i sessi. Nel 2023, sono stati stimati 14.900 decessi per carcinoma del pancreas (uomini = 7000; donne = 7900). Il carcinoma del pancreas resta una delle neoplasie a prognosi più infausta con una sopravvivenza a 5 anni dell’11% negli uomini e del 12% nelle donne.

Quali fattori, secondo Lei, influenzano maggiormente queste statistiche negative?

Il fumo di sigaretta rappresenta il fattore di rischio più chiaramente associato all’insorgenza del cancro del pancreas. I fumatori presentano un rischio di incidenza da doppio a triplo rispetto ai non fumatori. Tra gli altri fattori di rischio chiamati in causa troviamo fattori dietetici ed abitudini di vita, nello specifico, l’obesità, la ridotta attività fisica, l’alto consumo di grassi saturi e la scarsa assunzione di verdure e frutta fresca favoriscono un più alto rischio di sviluppare un carcinoma del pancreas. Inoltre, fino al 10% dei pazienti con tumori pancreatici si evidenzia una storia familiare, Il rischio eredo-familiare si suddivide in due diversi profili: la familiarità propriamente detta e la presenza di mutazioni a carico di geni di suscettibilità per carcinoma pancreatico, con o senza familiarità .

Qual è l’importanza della diagnosi precoce in questa patologia e quali sono i principali ostacoli in tal senso?

La diagnosi precoce non solo aumenta i tassi di sopravvivenza, ma offre anche una migliore qualità della vita per coloro ai quali è stato diagnosticato un cancro al pancreas. Il problema è che per questo tipo di tumore fare diagnosi precoce è estremamente complicato. Spesso la neoplasia viene scoperta con troppo ritardo quando il tumore ha formato già molte metastasi. Una possibile strategia per individuare precocemente il tumore pancreatico nelle persone ad alto rischio.

Stili di vita scorretti, fumo, pancreatiti ricorrenti, abuso di alcol e predisposizione genetica come le mutazioni nei geni BRCA sono solo alcuni dei fattori di rischio associati al tumore del pancreas.

L’identificazione di particolari casi, in cui può esserci un alto rischio e la sorveglianza condotta con i giusti mezzi e con la tempistica adeguata risulta determinante per una diagnosi precoce di tumori del pancreas e una migliore sopravvivenza dei pazienti.

In particolare, dovrebbero sottoporsi allo screening, i pazienti affetti dalla sindrome di Peutz-Jeghers (PJS), una malattia causata da una mutazione a carico del gene STK11 e caratterizzata dalla presenza di polipi a livello gastrointestinale e lesioni cutanee, che predispone al rischio di sviluppare tumori gastrointestinali e non gastrointestinali. Altri pazienti esposti a rischio aumentato e a cui dovrebbe essere rivolto lo screening includono: soggetti con pancreatite familiare cronica, causata dalla mutazione nel gene PRSS1; soggetti con almeno un parente di primo grado affetto da sindrome di Lynch, la causa più comune di tumore al colon ereditario; soggetti portatori di una variante patogenetica nei geni CDKN2A, BRCA1, BRCA2, PALB2 e ATM.

Quali sono i recenti progressi o le nuove frontiere di ricerca che stanno dimostrando risultati promettenti nel trattamento del tumore al pancreas?

Attraverso le analisi istopatologiche, possiamo mettere in evidenza un legame tra adenocarcinoma e alterazioni genetiche, nei casi permissivi si  ricorrerà alla cosiddetta target therapy per cercare di colpire direttamente le cellule tumorali. Una terapia trasversale, ma mirata al singolo paziente, al singolo caso. Terapie in cui è previsto l’utilizzo di  farmaci ingegnerizzati  come PAXG e l’irinotecano liposomiale pegilato, basato sulle nanotecnologie.

Le speranze maggiori contro l’adenocarcinoma pancreatico sono affidate all’immunoterapia. Si tratta di prelevare dal paziente un tipo di cellule immunitarie naturali, i linfociti T, modificarle geneticamente in superlinfociti, le cosiddette CAR-T, e reinfonderle nello stesso paziente.

Qual è l’importanza di un approccio multidisciplinare nella gestione di questa complessa patologia?

Un team di esperti nei vari aspetti delle cure è cruciale per l’ottimizzazione della gestione dei pazienti oncologici. Questi pazienti devono essere gestiti in maniera ottimale da un gruppo multidisciplinare costituito da gastroenterologi, chirurghi, radiologi, oncologi e radioterapisti,
genetista medico, anatomopatologo, palliativista.

Quanto conta la Prevenzione ed un corretto stile di vita?

Moltissimo, attraverso le misure di prevenzione di cui abbiamo detto poco fa, si potrebbero salvare il 30% dei pazienti con un  meno decessi dovuti al carcinoma pancreatico.

Qual è la speranza più grande offerta dalla ricerca nei prossimi 5-10 anni per i pazienti affetti da tumore al pancreas?

Terapie mirate e innovativa in mono o in associazione a schemi codificati , come le terapie a bersaglio molecolare che agiscono specificamente sulle cellule tumorali, e da strategie innovative come la “letalità sintetica”, che sfrutta le alterazioni genetiche del tumore per rendere più efficaci certi trattamenti. La ricerca si sta anche focalizzando sul migliorare la diagnosi precoce attraverso screening più efficaci e sulla personalizzazione delle cure in base alle caratteristiche genetiche del singolo tumore.

Quali consigli si sente di dare ai Suoi pazienti?

Seguire un’alimentazione equilibrata e ricca di vegetali, praticare attività fisica moderata, gestire gli effetti collaterali con il medico e cercare un supporto psicologico.

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Salute

Salute a rischio, allarme oculisti: la vista svela diabete e gravi malattie silenziose

Sapevi che una semplice visita dall’oculista potrebbe letteralmente salvarti la vita? I nostri occhi non sono solo una telecamera, ma una vera e propria finestra spalancata sulla salute di tutto il corpo! In occasione della Giornata Mondiale della Vista, il prestigioso Congresso nazionale AIMO di Roma (8 e 9 ottobre) lancia un allarme chiaro e fortissimo: esaminando la retina e i piccoli vasi sanguigni dell’occhio, gli oculisti possono intercettare con grandissimo anticipo i segnali silenziosi di diabete, ipertensione, sclerosi multipla e gravi malattie reumatiche o autoimmuni. Solo in Italia, 6 milioni di persone convivono con problemi visivi, e il glaucoma silenzioso minaccia 1 milione di cittadini senza dare sintomi. Fare prevenzione è un dovere verso noi stessi!👇

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Alessandra Balestrazzi, presidente AIMO

Roma – Troppo spesso, nella frenesia della nostra complessa vita quotidiana e nella rincorsa agli impegni, commettiamo il gravissimo e fatale errore di considerare i nostri meravigliosi occhi come un organo puramente isolato, una semplice e distaccata “telecamera” biologica deputata esclusivamente a farci percepire le immagini del mondo esterno. Niente di più profondamente sbagliato, superficiale e medicalmente pericoloso. Il nostro preziosissimo apparato visivo è, a tutti gli effetti clinici e scientifici, un vero e proprio e formidabile “finestrino” trasparente spalancato direttamente sullo stato di salute generale e profondo del nostro intero organismo. Piccolissime e apparentemente insignificanti alterazioni dei microscopici vasi sanguigni della retina, ad esempio, possono far sospettare precocemente a un medico attento la presenza di malattie sistemiche silenziose e letali come il diabete, l’ipertensione arteriosa cronica o gravi problemi circolatori latenti. Allo stesso modo, una fastidiosa ma banale infiammazione oculare trascurata può paradossalmente rivelarsi come il primissimo e prezioso campanello d’allarme biologico di una complessa malattia autoimmune, reumatologica o neurologica. Questo profondo, vitale e rivoluzionario messaggio di prevenzione sanitaria è il cuore pulsante e assoluto del sedicesimo e prestigioso Congresso nazionale dell’Associazione Italiana Medici Oculisti (AIMO).

Il Congresso AIMO e la Giornata Mondiale: la prevenzione che salva la vita

Il grande summit scientifico e accademico, che riunisce le eccellenze mediche del settore, andrà in scena proprio all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma nei giorni dell’8 e 9 ottobre 2026.
La scelta di questa specifica e nevralgica data sul calendario non è affatto una banale o fortuita coincidenza temporale: l’8 ottobre si celebra infatti solennemente la fondamentale Giornata Mondiale della Vista, accompagnata dal forte e inequivocabile slogan globale #LoveYourEyes (Ama i tuoi occhi). Come ha giustamente, energicamente e lucidamente sottolineato la dottoressa Alessandra Balestrazzi, attuale presidente dell’AIMO: “Abbiamo scelto e fortemente voluto queste date proprio per la magica e strategica concomitanza con la Giornata Mondiale. Ad oggi, oltre 6 milioni di cittadini italiani convivono quotidianamente e faticosamente con una qualche patologia oculare, e purtroppo circa un terzo di queste subdole condizioni cliniche può arrivare a provocare riduzioni visive gravissime e irreversibili. Sensibilizzare massicciamente l’opinione pubblica sulla cultura della prevenzione e sull’importanza vitale della diagnosi precoce è quindi un nostro imperativo medico e morale assoluto”.

Il pericolo silenzioso del glaucoma e le patologie in agguato

L’insidia più grande, spaventosa e letale per la nostra amata vista è purtroppo rappresentata proprio dal silenzio clinico: alcune delle malattie oculari più aggressive e invalidanti possono infatti progredire subdolamente e inesorabilmente per anni senza dare alcun minimo sintomo o fastidio evidente al paziente.
Il caso medico in assoluto più emblematico, drammatico e diffuso è purtroppo il glaucoma, tristemente noto in ambito scientifico come “il ladro silenzioso della vista”. “Il glaucoma è storicamente una di quelle patologie che più frequentemente arrivano alla diagnosi in uno stadio troppo tardivo, e questo accade semplicemente perché i sintomi evidenti vengono percepiti dal malato solo quando il danno alle strutture nervose può essere già profondamente avanzato e irreversibile”, avverte con toni severi la presidente Balestrazzi. Le fredde stime statistiche nazionali fanno letteralmente tremare i polsi: si calcola infatti che circa un milione di italiani sia attualmente e clinicamente affetto da glaucoma, ma che la drammatica metà di essi sia totalmente e spaventosamente all’oscuro di averlo. Ma la raccomandazione alla prudenza e ai controlli periodici non riguarda certo solo gli anziani: anche i giovanissimi devono fare estrema attenzione al cheratocono, mentre per i bambini una diagnosi tardiva del comune “occhio pigro” rischia di lasciare strascichi e conseguenze funzionali purtroppo permanenti per tutto il resto della vita adulta.

La retina come specchio del corpo: i segnali di diabete e malattie autoimmuni

La straordinaria, unica e inimitabile peculiarità dell’occhio umano risiede nel fatto che permette allo specialista oculista di osservare direttamente, dal vivo e in modo assolutamente non invasivo o doloroso, la fitta rete dei piccolissimi vasi sanguigni in piena attività pulsante.
Esaminando scrupolosamente e tecnologicamente il fondo oculare, il medico può intercettare con largo anticipo le minuscole ma fatali spie rosse di allarme di ben altre patologie. Come evidenzia lucidamente anche il professor Massimo Accorinti, presidente della Società Italiana Uveiti e Malattie Infiammatorie Oculari (SIUMIO), una semplice infiammazione come l’uveite o l’apparentemente innocua sindrome dell’occhio secco possono nascondere origini ben più oscure e complesse. Basti pensare, a titolo di allarmante esempio clinico, che l’occhio secco interessa e affligge dolorosamente fino al 30% dei pazienti affetti da grave artrite reumatoide, e quasi il 90% di chi soffre della rara Sindrome di Sjögren. Inoltre, la stragrande maggioranza dei pazienti malati di diabete tende inesorabilmente a sviluppare gravi forme di retinopatia nel corso del tempo. È dunque di vitale, assoluta e primaria importanza che il medico oculista non si limiti alla semplice misurazione delle diottrie, ma collabori attivamente e tempestivamente con reumatologi, diabetologi e cardiologi. L’occhio non è un mondo a sé stante, ma l’avamposto più luminoso e prezioso per proteggere strenuamente l’intera salute dell’uomo.

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Territorio

La corazzata sindacale della sanità assedia i tavoli contrattuali e blinda 50mila deleghe: a Montesilvano si riunisce il Consiglio Nazionale FIALS

I camici bianchi della sanità pubblica salgono in trincea contro l’asfissia dei tagli aziendali e il tomorrow del welfare ospedaliero celebra un Consiglio Nazionale da record assoluto di numeri e deleghe dello Stato! Dal 2 al 4 ottobre 2026, Montesilvano (PE) si trasforma nella capitale sindacale d’Italia ospitando l’attesissima assise d’area vasta della FIALS. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito nei monitor dei delegati che vede il Segretario Generale Giuseppe Carbone sbloccare i dati bomba di uno sviluppo storico: oltre 50.066 deleghe, 55.440 voti e una rappresentatività del 13,54% nel Comparto Sanità. In asse con le segreterie provinciali, la FIALS mette a terra un manifesto d’avanguardia per l’agenda contrattuale del CCNL 2025-2027, pretendendo risposte flessibili su indennità, buoni pasto e uno scudo impenetrabile contro la piaga inospitale delle aggressioni nei rioni ospedalieri per sconfiggere l’isolamento da smartphone. Leggete l’intero reportage nel nostro articolo! 👇

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FIALS

Montesilvano – Un’ondata di prorompente fermento sindacale, rigore macroeconomico e fiera determinazione civile attraversa i laboratori della sanità pubblica per invadere l’intero Paese, trasformando i perimetri del dibattito contrattuale dello Stato in un’autentica officina di riscatto professionale, risorsa terapeutica ed edicola di legalità. I diritti dei lavoratori ospedalieri e la saggistica del welfare contrattuale, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della finzione commerciale di plastica e dell’asfissia protettiva degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare il merito e i soft skill delle professioni mediche e infermieristiche, offrendo alle famiglie delle tute bianche un’oasi di sicurezza stanziale. Da venerdì 2 a domenica 4 ottobre 2026, la splendida e fiera cornice costiera di Montesilvano (PE) ospiterà il fischio d’inizio e il ruolino di marcia delle fitte giornate di lavoro del solenne Consiglio Nazionale della FIALS (Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità).

La monumentale assise d’area vasta si configura come un appuntamento strategico d’alto profilo istituzionale programmato in totale trasparenza e privo di filtri protettivi, in cui il sindacato metterà a terra la propria nuova ed incisiva agenda contrattuale per il Comparto Sanità dello Stato. Con un portfolio e un ordito di numeri andati letteralmente a rubato nelle statistiche della rappresentatività sindacale, la FIALS si impone sui monitor nazionali come la scuderia d’avanguardia a ridosso del territorio capace di far collidere le istanze aziendali dei rioni popolari alle grandi decisioni ministeriali. L’opera di squadra eccezionale punta ad azzerare le distanze burocratiche tra i vertici e le strutture territoriali per edificare una coesione sociale impenetrabile contro lo spopolamento delle corsie e l’isolamento dei presìdi di periferia, taccuino alla mano e passioni calde.

La parabola ascendente della rappresentatività: i dati dello sblocco storico

I dati dello sviluppo associativo parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi o ipocrisie interpretative: il salto di qualità registrato dalla federazione negli ultimi dieci anni certifica una crescita ingegneristica millimetrica, consolidando una reale piattaforma di fiducia biologica. Il monitoraggio ispettivo dei registri sindacali mette a verbale un cortocircuito di consensi mozzafiato:

  • Nel triennio 2013–2015: La FIALS blindava nei propri database un portfolio di 26.401 deleghe contrattuali e 33.373 voti fisici, con una percentuale di rappresentatività legale ancorata al 9,23%.
  • Nel triennio 2025–2027: La scuderia ha quasi raddoppiato i propri flussi operativi, sbloccando la cifra record di 50.066 deleghe attive, 55.440 voti complessivi e un tasso di rappresentatività che espugna il tetto del 13,54%.

Questo ruolino di marcia ascendente costituisce lo scudo più potente e la linfa meccatronica per governare le vertenze locali a tutela dei lavoratori contro l’asfissia dei mercati globali. «Dietro ogni singola delega dello Stato si nasconde la scelta consapevole di un operatore; dietro ogni scheda c’è una voce viva che esige tutele e presenza biologica nei quartieri della cura», sottolinea con assoluta fermezza civile e spavaldo ottimismo il Segretario Generale Nazionale, Giuseppe Carbone, pianificando i prossimi contratti. «Questi traguardi monumentali premiano il merito e il lavoro sul campo svolto dalle nostre Segreterie Provinciali e dai delegati di corsia. Ma questa forza ci carica di responsabilità severe: dobbiamo convertire i numeri in un peso contrattuale d’acciaio, rifiutando i moralismi di facciata per dare risposte flessibili a chi opera negli ospedali della penisola, scacciando il torpore».

Il focus sul CCNL Aran e la trincea contro le aggressioni nei rioni sanitari

Il Consiglio Nazionale di Montesilvano giunge a poche settimane esatte dalle scadenze del 29 luglio scorso, quando la cabina di regia sindacale ha siglato presso l’ARAN l’ipotesi di accordo contrattuale per il CCNL Comparto Sanità 2025–2027. Per la FIALS, tuttavia, la firma del testo non costituisce un punto di arrivo burocratico al ribasso, ma il fischio d’inizio e il mezzo flessibile da cui far partire le riforme del domani. Ogni clausola conquistata deve tramutarsi in una leva per le battaglie aziendali che le segreterie combattono quotidianamente nelle province, esigendo un comfort funzionale perfetto per le tute bianche under 30 e limitando al massimo il doloroso esodo e la fuga all’estero delle migliori intelligenze mediche del Mezzogiorno e delle smart land.

I laboratori del festival sindacale chiameranno a raccolta i quadri territoriali attorno a un’agenda programmatica densa di suspense e onestà delle idee, focalizzata su pilastri inalienabili della dignità operaia: l’erogazione dei buoni pasto e del servizio mensa nei rioni sanitari, le progressioni economiche verticali e orizzontali ad alto tasso di merito, la remunerazione del faticoso lavoro nei giorni festivi e lo sblocco di risorse stanziali per le indennità e la ricerca scientifica. Un focus di assoluto rigore e determinazione civile sarà interamente consacrato all’attivazione di misure ingegneristiche per il contrasto sistematico al drammatico fenomeno delle aggressioni ai danni del personale sanitario, erigendo barriere protettive a tutela della sicurezza e della salute pubblica dei lavoratori, senza paternalismi.

La Mappa di un Percorso multimediale e le info della segreteria FIALS

L’assise d’ottobre si aprirà sui monitor della sala con la proiezione dell’esclusivo racconto multimediale intitolato “La mappa di un percorso – La strada fatta. La strada davanti”, un affresco visivo, saggistico e iper-emotivo che intreccerà i volti della trincea ospedaliera alle tappe storiche delle vertenze dello Stato. La direzione logistica comunica che i controlli tecnici sulle amplificazioni volumetriche del polo congressuale abruzzese sono ultimati per assicurare un’accessibilità universale a tutta la cittadinanza rionale e ai viandanti del sindacato autonomo. I database informativi sono caldi e i canali della stampa sintonizzati per registrare i verbali dei lavori d’autunno.

Questo fine settimana d’inizio autunno spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e prestate attenzione ai laboratori di Montesilvano: i delegati della sanità pubblica si battono per proteggere i vostri diritti negli ospedali della provincia. Scoprirete che finché il sindacato saprà unire la competenza dello studio all’onestà delle idee per pretendere tutele reali e sicurezza per medici e infermieri, il domani del Servizio Sanitario Nazionale sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero, efficiente e profondamente umano. Il motore del cambiamento ha appena acceso i suoi cilindri, ed è un cammino di futuro che aspetta solo di essere vissuto.

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Salute

Roma, Il mare entra al Policlinico Umberto I: la realtà virtuale nei reparti oncologici

Il mare entra in ospedale e lo fa grazie alla tecnologia per alleviare le sofferenze dei malati. Al Policlinico Umberto I di Roma è stato presentato il progetto “Immersione nel Benessere”, in collaborazione con l’ente RomaNatura. Attraverso l’uso della Realtà Virtuale a 360 gradi, i pazienti del Day Hospital Oncologico e i bambini del reparto di Pediatria potranno “tuffarsi” per qualche minuto tra i meravigliosi fondali delle Secche di Tor Paterno, abbassando i livelli di ansia e stress durante le cure mediche e la chemioterapia👇

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Locandina evento Roma Policlinico Umberto I

Roma – Portare fisicamente e visivamente la purezza, l’incantevole bellezza, i colori sgargianti e la profonda suggestione del mare aperto direttamente all’interno delle asettiche e fredde corsie di un ospedale, trasformando un semplice paesaggio naturale in una formidabile e tangibile esperienza di benessere psicologico, scoperta ed evasione mentale durante il difficile, doloroso e logorante percorso di cura. È questo lo straordinario, ambizioso e nobilissimo obiettivo terapeutico di “Immersione nel Benessere – Le Secche di Tor Paterno al Policlinico Umberto I”, l’innovativo e pionieristico progetto pilota nato dalla stretta e felice collaborazione istituzionale stipulata tra la direzione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Umberto I di Roma e l’Ente Regionale RomaNatura (il prestigioso ente pubblico gestore della magnifica Area Marina Protetta Secche di Tor Paterno). Lo storico e fondamentale Protocollo d’Intesa che ha gettato le basi operative dell’intera iniziativa solidale è stato presentato ufficialmente nella giornata odierna, martedì 29 settembre 2026, presso l’elegante Salone della Direzione Generale dell’ospedale capitolino. A fare gli onori di casa e a illustrare i dettagli tecnici del piano sono intervenuti in prima persona il Direttore Generale della struttura sanitaria, Fabrizio d’Alba, e il Presidente in carica dell’ente RomaNatura, Marco Visconti.

Immersione nel Benessere: la VR per i pazienti oncologici e pediatrici

Il progetto tecnologico e sanitario è rivolto in modo specifico e mirato alle categorie di degenti ritenute psicologicamente più fragili e bisognose di conforto.
L’iniziativa coinvolgerà attivamente i tantissimi pazienti adulti in cura presso il delicato reparto di Day Hospital Oncologico e i piccolissimi pazienti ricoverati nel complesso e sempre affollato reparto di Pediatria del Policlinico Umberto I. Sfruttando le immense e recenti potenzialità offerte dalla modernissima tecnologia della Realtà Virtuale (VR), il progetto mira a trasferire simbolicamente, visivamente e acusticamente il mare cristallino e i meravigliosi e brulicanti fondali delle Secche di Tor Paterno direttamente all’interno dei rigidi percorsi ospedalieri. L’obiettivo medico e psicologico di base è quello di riuscire a offrire concretamente ai pazienti un’esperienza sensoriale immersiva capace di favorire un rapido rilassamento muscolare, una distrazione positiva dalla malattia e un ritrovato benessere emotivo, contribuendo fattivamente alla profonda umanizzazione degli spazi clinici e dei lunghi percorsi di cura. Nel Day Hospital Oncologico, la magica esperienza virtuale sottomarina potrà accompagnare e distrarre positivamente i pazienti adulti durante le interminabili e stressanti sedute di infusione dei farmaci chemioterapici. In Pediatria, invece, i visori VR di ultima generazione potranno essere utilizzati efficacemente dai bambini per superare la paura durante i ricoveri brevi, nei momenti di snervante attesa per i referti, durante le procedure mediche ritenute dolorose o altamente stressanti e, ovviamente, nel corso delle normali attività educative e ludiche di reparto.

Le parole di Fabrizio d’Alba: “L’umanizzazione delle cure ospedaliere”

L’introduzione massiccia della Realtà Virtuale in corsia non rappresenta un semplice “gioco” ricreativo, ma un vero e proprio e modernissimo strumento terapeutico integrato.
«Prendersi cura quotidianamente e profondamente di una persona malata», ha dichiarato con orgoglio Fabrizio d’Alba, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, «significa indubbiamente dover garantire in primis altissima qualità clinica ed estrema sicurezza sanitaria, ma vuol dire anche e soprattutto prestare un’attenzione maniacale a come il singolo paziente vive e percepisce emotivamente il difficilissimo tempo della malattia e della cura medica. Con l’avvio del progetto “Immersione nel Benessere” andiamo a introdurre formalmente uno strumento tecnologico innovativo che arricchisce e rivoluziona la tradizionale relazione di cura: poter uscire simbolicamente e visivamente dalla fredda stanza d’ospedale e immergersi letteralmente per qualche minuto nella sconfinata bellezza del mare aperto, può contribuire ad abbattere drasticamente i livelli di tensione emotiva e rendere molto più sostenibile l’intero percorso assistenziale, specialmente nei reparti più duri come l’Oncologia e la Pediatria».

Il ruolo di RomaNatura e la meraviglia delle Secche di Tor Paterno

Il grande partner istituzionale che ha reso materialmente e visivamente possibile questo vero e proprio miracolo virtuale è l’Ente Regionale RomaNatura, custode di un tesoro ecologico inestimabile e unico nel suo genere.
L’Area Marina Protetta delle Secche di Tor Paterno, istituita legalmente nel lontano 2000, rappresenta infatti una particolarissima realtà geologica e biologica di immenso valore: si tratta dell’unica area marina protetta italiana a essere situata in mare aperto, risultando completamente sommersa e del tutto priva di affioramenti ed emergenze costiere. Un gigantesco laboratorio naturale sottomarino dedicato alla biodiversità. «Con questo splendido e toccante progetto», ha sottolineato visibilmente emozionato Marco Visconti, Presidente dell’Ente Regionale RomaNatura, «vogliamo fortemente portare un piccolo ma significativo momento di sollievo mentale a chi sta affrontando a testa alta un duro percorso di cura in corsia. Grazie all’ausilio dei nuovi visori e all’utilizzo di riprese e immagini reali girate a 360 gradi dai nostri operatori subacquei, i pazienti potranno staccare la spina, distogliere totalmente per qualche minuto i pensieri dalle angoscianti preoccupazioni cliniche e “volare” magicamente tra i fondali e i pesci delle Secche. Ringrazio sentitamente il Policlinico Umberto I per aver voluto aderire in prima fila a questo bellissimo progetto pilota, che contiamo di replicare presto anche in altre strutture sanitarie regionali».

Tecnologia VR e biologi marini: come funziona l’esperienza per i bimbi

Da un punto di vista puramente logistico, tecnico e pratico, l’organizzazione dell’attività terapeutica in corsia richiederà protocolli severi e rigidi standard igienici a tutela della salute dei pazienti più immunodepressi.
Il progetto prevede attualmente l’utilizzo quotidiano di un parco tecnologico composto da 10 visori VR di altissima risoluzione, affiancati da potenti cuffie audio immersive in grado di trasmettere e replicare fedelmente i suoni naturali dell’acqua e del mare profondo. Per garantire la totale e assoluta sicurezza batteriologica dei pazienti oncologici e dei bambini, l’utilizzo dei delicati dispositivi tecnologici avverrà esclusivamente sotto la costante supervisione del personale medico e, soprattutto, previa una rigorosa, profonda e certificata sanificazione e sterilizzazione delle plastiche e delle lenti dopo ogni singola esperienza virtuale. Inoltre, per i bambini ricoverati nel reparto di Pediatria, la strabiliante e giocosa esperienza virtuale a 360 gradi non sarà mai fine a sé stessa: la proiezione subacquea sarà costantemente affiancata e arricchita da importanti momenti di educazione ambientale e da laboratori con attività ludico-didattiche specifiche, guidate dalla presenza rassicurante e fisica in reparto di esperti biologi marini e di un animatore ambientale fornito da RomaNatura.

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