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CALABRIA - DAD PER LA SCUOLA DELL'INFANZIA, ASSURDITA' O NORMALITA': Da due anni, che il covid ci funesta, tra positivi e assurde avversità di gestione. La scuola, è quella che ha avuto piu' varianti, ma non del virus, ma di gestione, dai banchi a rotella, sfrattati dopo un mese, fino MESSINA - IL SINDACO CONTRO IL GREEN PASS: "Lo Stato ci ha posto sotto sequestro violando il  principio di continuità territoriale! Sì al Super Green Pass per prendere i traghetti ma con gradualità. Io da Villa San Giovanni vado in tutta Europa senza Super Green pass. Dalla Sicilia rimango CONTINUANO GLI AUMENTI, ZUCCHERO E CAFFE', AL BAR CAFFE' AD UN EURO E MEZZO: E' un contnuo di rincari, dall'energia elettrica all'alimentare, senza che il gverno freni questa ecalation asurda. Le quotazioni del caffè arabica sono aumentate dell’80% mentre quelle del robusta sono salite del 70% lo scorso anno ma a crescere sono i prezzi CAMPO FELICE - 2' TROFEO APPENNINO CUP: In questo weekend di metà gennaio si sta tenendo la seconda edizione dell’Appennino Cup di sci alpini, che vedrà oltre 300 ragazzi competere nelle specialità di slalom e gigante.Questa iniziativa è stata organizzata e voluta dagli sci club Livata e Orsello-Magnola CARSOLI - SONO 219 GLI ATTUALI POSITIVI, DI CUI SEI IN OSPEDALE: Ancora in aumento i èpstovo al covid nel territorio Carseolano, infatti sono 219 i positivi, di cui 6 in ospedale. Si parla di circa 200 persone in quarantena, e tra positivi e quarantena, il paese si svuota, con molte attività ROCCA DI BOTTE - ATTUALMENTE SONO 23 I POSITIVI NEL TERRITORIO: Nel territorio comunale di Rocca di Botte risultano 23 persone positive al Covid-19, di cui 14 residenti e 9 domiciliati. Alle persone, già in isolamento da tempo, l'amministrazione comunale una pronta guarigione e raccomandiamo a tutta la popolazione, massima attenzione e RINVIO SPETTACOLI PRESSO IL CASTELLO ORSINI COLONNA DI AVEZZANO E IL TEATRO COMUNALE DI CIVITELLA ROVETO: Redazione- A causa dell’aumento dei contagi da Covid 19 e per permettere a tutto il pubblico di poter vivere con maggiore serenità le diverse programmazioni teatrali previste, la direzione artista del Teatro OFF di Avezzano ha deciso di rinviare la CARSOLI - LUNEDÌ 17 GENNAIO SI TORNA A SCUOLA IN PRESENZA: Redazione- Oggi scadeva l'ordinanza del Sindaco Nazzarro, che le lezioni, dopo la pausa natalizia, sarebbero state in DAD.Da lunedì 17, il dirigente scolastico ha disposto le elezioni in presenza. ABRUZZO - LA REGIONE RESTA IN ZONA GIALLA: Redazione- L’Abruzzo resta in zona gialla, anche se sinceramente sarebbe difficile capire la differenza con quella arancione anche per chi ha scritto i decreti legge. Anche per questo tutte le Regioni stanno chiedendo al Governo di modificare questa classificazione. Chiediamo EFFETTO DRAGHI - A FEBBRAIO ARRIVANO LE " BOLLETTE RAPINA ": Una stangata, per alcuni definitiva, quella delle prossime bollette di luce e gas, che dal primo Gennaio sono aumentate per alcuni casi, addirittura il 58 %. Si parla addirittura di un esborso, per le famiglie, di circa 1300 euro annui.

NO VAX SI VAX :LE GIUSTE DIMENSIONI DEL PROBLEMA

No Vax No Vax

Redazione- Il problema non sono i no vax. Possono dimostrare in piazza ,parlare di complotti, attentati alle libertà,rifiutarsi di adempiere a disposizioni o inviti. Lasciate loro la libertà di non vaccinarsi , di opporsi al green pass,lasciate loro il compito di aprire spiragli di dubbio e di consigliare cautele,di tentare di infrangere certezze. Fa parte del nostro vivere insieme e anche se qualcuno afferma, specialmente in presenza di questa ulteriore ondata di pandemia ( a causa di una variante contagiosissima) che occorrerebbe essere più severi non solo con i no vax ma anche con i si vax, non possiamo prendercela solo con i no vax. Probabilmente anche i si vax sono stati lasciati a presidiare uno spazio neutro di contagio che forse tanto neutro non era. Anche i si vax avrebbero dovuto o dovrebbero adottare ulteriori precauzioni come per esempio la mascherina sempre al chiuso e all’aperto, ridurre il numero di persone che si riuniscono insieme ,lavarsi le mani sempre,insomma adottare le precauzioni che malgrado la vaccinazione di massa, restano ancora un presidio di ulteriore salvaguardia .Il problema non sono i no vax.Il problema è di tutt’altro genere.

Quello che voglio dire con questa specie di sermone è che il problema no vax , si vax, con le loro posizioni diametralmente opposte , va sicuramente ridimensionato. Ed è sicuramente una specie di guerra insensata, una “guerra dei poveri”(intesi come” pover-uomini “ come li chiamava Alessandro Manzoni, e non solo ) che serve a rendere ancora più indecifrabile il percorso di uscita da questa pandemia. Perché sicuramente i no vax sono una minoranza sempre più esigua. Potrebbero diventarla ancora di più attraverso informazione corretta, convincimento, lavoro psicologico. Si possono allontanare paure e difficoltà ( quando il rifiuto del vaccino è motivato appunto solo da questi stati d’animo e da queste condizioni ), insomma ridurre ancora di più quella minoranza. Ma soprattutto il problema va ridimensionato perché stando ai numeri la stragrande maggioranza degli italiani ha accettato e si è sottoposta alla vaccinazione..Sono 103 milioni.681 mila e 440 le dosi somministrate che hanno raggiunto almeno l’85,17 della popolazione over 12. La macchina logistica delle vaccinazioni ha funzionato bene e anzi potrebbe essere di esempio. Certo da molte parti si chiede di cambiare le modalità di comunicazione sui numeri di questo fenomeno. Un modo più rispondente ad una rilevazione reale dei contagi, dei vaccini e altri dati che concorrono quotidianamente ad un bollettino a volte deprimente . Ma a proposito della vaccinazione con i numeri che abbiamo ricordato,mi domando come potrebbe essere questo paese se la stessa efficienza, messa in atto con le vaccinazioni ,( una macchina organizzativa, promotiva, attuativa che ha aggredito il problema con i risultati che vediamo anche grazie alla collaborazione degli italiani ) si dispiegasse in altri settori della nostra vita da quella economica a quella politica. Compreso la politica che spesso fa sentire ,la su assenza o la sua funzione di parte. Come più volte dimostrato . Mi limito a questo proposito ad un solo esempio negativo : un Parlamento che rincorre continuamente i provvedimenti da adottare in alcuni campi ( dove la sensibilità e le necessità dei cittadini hanno già operato delle scelte ) come per quello della vita e alla morte delle persone quando parliamo di quello che è avvenuto in tema di morte assistita. Una Consulta che non si esprime sollecitando appunto il Parlamento a farlo, un Parlamento che si fa sopravanzare da una proposta di referendum e che quando arriva a discutere uno striminzito articolato di legge vede la Camera dei deputati vuota.

Dunque un paese che ha dimostrato di saper scegliere tra non vaccinarsi e vaccinarsi a favore di quest’ultima soluzione e che non può essere sottoposto al continuo bombardamento , sui mass media e social ,a manifestazioni di dissenso ( seppure ammesse fino ad un certo punto ) di chi grida all’attentato alla libertà, di chi disconosce conquiste fondamentali della scienza, i vaccini, di chi guarda solo a se stesso. Tanto che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso in occasione della cerimonia per lo scambio degli auguri di fine anno con i Rappresentanti delle Istituzioni, delle Forze Politiche e della Società Civile ha dovuto affermare   :”La prima difesa dal virus è stata la fiducia della stragrande maggioranza degli italiani nella scienza, nella medicina. Vi si è affiancata quella nelle istituzioni, con la sostanziale, ordinata adesione a quanto indicato nelle varie fasi dell’emergenza. Le poche eccezioni – alle quali è stato forse dato uno sproporzionato risalto mediatico – non scalfiscono in alcun modo l’esemplare condotta della quasi totalità degli italiani”.Poche eccezioni a cui è stato dato uno spropositato risalto .

Perché come scrive Chiara Sgrecci il 14 dicembre 2021 su L’Espresso : “Mangiano bio, si illudono di curare il Covid-19 con le vitamine, sono convinti di disintossicarsi dal vaccino con dei kit contro i “metalli pesanti”. Usano capsule vegetali a base di coriandolo, zinco, selenio, curcuma perché – sostengono – liberano il corpo dalle «conseguenze tossiche del siero terrificante».

Sono solo alcuni dei trattamenti consigliati dagli utenti “bio no vax” sui social. Bacche di Goji per rafforzare le difese immunitarie, infusi di tarassaco e aghi di pino per bloccare la proteina spike, frullati di barbabietola, mele e carote per irrobustire gli anticorpi. La lista è quasi infinita. A descrivere le procedure di preparazione e gli effetti, con minuzia, sono medici veri e improvvisati, omeopati, chi ha provato i rimedi e si sente meglio, chi l’ha visto fare a un amico, sconosciuti che condividono la stessa visione del mondo. Tutti metodi che, vale la pena ricordarlo, sono scientificamente inutili e, in alcuni casi, persino dannosi.” (1) Insomma un modo tutto personale, fortemente individualista di affrontare la vita e di definire il mondo che li circonda, legittimo ed ammesso, fino a quando non sconfina con la violenza e con la limitazione delle libertà altrui, con la negazione della sicurezza e della salvaguardia degli altri.

Ma non è il tema di questa riflessione. Quando parlo di ridimensionamento del “ problema no vax , si vax “ voglio dire che sicuramente , secondo quando indica la scienza, da questa pandemia da coronavirus che si replica attraverso infinite varianti , si esce solo tutti insieme. Tutti insieme voglio dire a livello mondiale.E’ questo il problema. Come uscirne tutti assieme. La omicron , l’ultima variante ha la capacità di raddoppiare i contagi in ventiquattro ore. Altro che esponenziale. I centomila contatti di oggi sono duecentomila domani e quattrocentomila dopodomani e così via. Posto che la vaccinazione sia uno strumento efficace per controllare l’andamento della pandemia ,il problema sta dunque in quella insufficiente vaccinazione delle popolazioni di interi continenti , come l’Africa, per esempio, la cui percentuale oscilla verso il 3% delle fiale disponibili .

B.1.1.529 ribattezzata Omicron proviene da un continente poco monitorato. I dati sono scarsi, spesso poco affidabili. Gli unici numeri certi sono quelli, preoccupanti, sui vaccini consegnati. Con l’aggiunta che soltanto 1 caso di Covid su 7 viene individuato in Africa come dice, anche qui con una stima, l’Organizzazione mondiale della sanità. Il problema sta nella scarsa disponibilità di tamponi e quindi in una altrettanto scarsa capacità di diagnosi. . In un recente report, l’Oms calcola che dall’inizio della pandemia i Paesi africani hanno riferito di 70 milioni di tamponi su una popolazione complessiva di 1,3 miliardi di persone. Gli Usa con un terzo degli abitanti hanno somministrato più di 550 milioni di test: 8 volte tanto.

Omicron sta dimostrando inconfutabilmente la necessità assoluta di una vaccinazione di tutti i paesi insieme, indistintamente al fine di creare una rete omogenea e diffusa su tutto il pianeta. Perché interi continenti non immunizzati significano “ libertà di movimento” per il virus e proliferazione di mutazioni. Uno scenario non solo preoccupante ma pieno di incognite anche per chi si è immunizzato in quanto sicuramente , attraverso le varie repliche , arriverà una variante capace di bucare i vaccini in uso. E’ vero che la Pfizer afferma che per la tecnologia del suo vaccino occorrono solo due mesi per adeguarlo ma è spaventoso pensare a quante vittime potrebbero esserci ancora in due mesi .

Nel continente africano vive il 17% della popolazione mondiale, ma finora ha avuto accesso solo al 3% delle fiale globali. Attualmente al mondo si somministrano più terze dosi che prime: le nazioni ricche stanno erogando più richiami rispetto alle prime dosi somministrate dalle nazioni povere. Il risultato è preoccupante: solo 15 dei 54 Paesi africani hanno così raggiunto l’obiettivo di immunizzare almeno il 10% della popolazione entro settembre, valuta l’Oms. Questo soprattutto perché Covax, il programma nato per la distribuzione equa dei vaccini, non è stato in grado di reperire dosi al ritmo necessario.

In merito al problema della vaccinazione globale sono sorte in questi mesi alcune questioni che è il caso di ricordare .Finora è stato coperto solo il quattro per cento dei due miliardi di dosi di vaccino promesse entro il 2021 dalla collaborazione internazionale COVAX. ( 2) Al G7 questa promessa è stata rinnovata dalle nazioni ricche ma restano i problemi .

Scrive Sara Reardon/Scientific American sull’edizione italiana di Scienze il 17 giugno 2021 : “Una delle complicazioni è stata la velocità con cui COVAX ha iniziato ad acquistare le dosi, dice Alain Alsalhani, vaccinologo dell’Access Campaign di Medici senza frontiere. Anche se Gavi consegna abitualmente altri vaccini a molti paesi a basso reddito, l’organizzazione ha dovuto stringere nuovi accordi con altre nazioni e capire di quanti vaccini COVID avessero bisogno prima di potersi avvicinare alle case farmaceutiche. Quando è entrata in gioco, i paesi ricchi avevano già comprato la maggior parte delle dosi ancora da produrre. “Non puoi pretendere di essere un meccanismo di approvvigionamento globale se rappresenti il quattro per cento delle forniture nel mondo”, sottolinea Alsalhani.

Il secondo problema è quello dell’attuazione di strategie rischiose . “Oltre ad aspettare COVAX, molti paesi a basso e medio reddito hanno stretto i propri accordi direttamente con le aziende e altre nazioni. Può essere una strategia rischiosa: alcuni critici hanno accusato paesi come la Cina di impegnarsi nella “diplomazia dei vaccini” donando i suoi vaccini Sinovac e Sinopharm, per esempio, in cambio di influenza politica in una regione, dice Udayakumar. Ma i paesi poveri che non possono comprare i propri vaccini potrebbero avere poca scelta se non quella di accettare queste donazioni.”

Il Presidente degli Ordini dei Medici (FNOMCeO), Filippo Anelli dice : ““I virus non hanno confini e si diffondono, e mutano, più rapidamente se esistono popolazioni in gran parte non vaccinate. È per questo che, sia per ragioni etiche, sia per ragioni di politica sanitaria, è necessaria una campagna che raggiunga tutti i popoli”.

“Chiediamo dunque all’Europa un’azione forte, per vaccinare anche i paesi che non sono nelle condizioni di produrre o comprare grandi quantità di vaccini – conclude Anelli -. Penso alla liberazione dei brevetti, certo, ma anche ad aderire alle sollecitazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità e destinare una parte delle dosi già acquistate in vista del booster ai paesi più poveri, somministrando la terza dose, per ora e dopo le opportune valutazioni epidemiologiche, solo ai soggetti fragili o più esposti al virus. Solo così riusciremo a vaccinare il mondo, proteggendoci tutti”. (3 )

L’altro problema che appare a tratti in questa discussione sulla necessità di vaccinare l’intera popolazione del globo terrestre è quello della liberalizzazione della proprietà dei brevetti. Un soluzione che sembrerebbe utile e praticabile oltre che profondamente giusta. Il problema però sta nella capacità di produzione alcuni paesi e nella capacità di conservazione di alcuni dei vaccini come il Pfaizer che va conservato all’interno della catena del freddo, a circa -75/80° C ,mentre il Moderna , necessita di una conservazione in frigorifero a una temperatura compresa tra 2 e 8° C. Anche se “il vaccino di BioNTech/Pfizer, una volta scongelato, potrà essere conservato in un frigorifero normale fino a un mese. L’annuncio è dell’Agenzia europea del farmaco (Ema), il cui Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) ha raccomandato una modifica alle condizioni di conservazione approvate per il prodotto, rendendole più flessibili. Una novità che faciliterà la gestione del vaccino a mRna nei centri vaccinali di tutta l’Ue, sottolinea l’ente regolatorio. “Questa modifica estende da 5 giorni a un mese (31 giorni) il periodo di conservazione della fiala scongelata e non aperta a 2-8°C, le temperature di un normale frigorifero”. ( 4 )

Al G7 però ha vinto” la linea inizialmente adottata dalla Commissione europea. Non saranno messe a disposizione le licenze dei vaccini ma le dosi. Un miliardo entro il 2022, di cui 500 milioni in arrivo dagli Usa e 100 dalla Gran Bretagna.”Perchè  “la proposta americana di sospendere per un anno i brevetti per accrescere la produzione in tutto il globo non era stata recepita con entusiasmo in Europa perché considerata più una trovata propagandistica che una proposta reale da parte di un Paese che, in netto contrasto con l’Unione europea, ha in vigore da oltre un anno il divieto di esportazione dei suoi vaccini.

Il Parlamento europeo, alla vigilia del G7, aveva approvato la risoluzione sulla moratoria, con 355 voti a favore e 263 contrari, ma alla fine ha prevalso la linea del realismo.” Ma non solo per questo. Proprio l’europarlamentare tedesco del gruppo dei popolari europei, Sven Simon, dice a questo proposito in una intervista a L’Espresso : “ Dunque il motivo per non concedere a tutti l’utilizzo dei brevetti è che i Paesi che ne hanno bisogno non sarebbero comunque in grado di avvantaggiarsene?«Questo è un motivo. Il secondo è che non è così facile sospendere i brevetti perché non c’è un brevetto per vaccino ma 55mila fasi della produzione e 200 brevetti, dai principi attivi ai macchinari. Nessuno sa quali di quei 200 brevetti sono i più importanti per fabbricare i vaccini. Infine c’è la motivazione di lungo periodo, che riguarda gli investimenti in ricerca delle aziende. Perché farli se poi ne saranno espropriate? Perché investire nella lotta contro il cancro o l’Alzheimer? Il rischio è che se il sistema di protezione dei brevetti è compromesso le aziende cominceranno a produrre segretamente, senza chiedere l’approvazione del brevetto e non è una strada che finisce bene». (5)

Una sintesi eloquente quella sopra citata .Anche se i motivi di polemica su questo tema non mancano e anche qui in sostanza si riducono a : “ Come dimostra il caso di Moderna, liberalizzare i brevetti detenuti dalle grandi case farmaceutiche è solo il primo passo per aumentare la nostra capacità di produrre vaccini: bisogna anche investire in nuovi impianti e condividere i dettagli dei processi di produzione

  • Liberalizzare i brevetti senza condividere tecnologie e processi produttivi è come «una ricetta che non contiene istruzioni né la quantità degli ingredienti».
  • Serve maggior collaborazione da parte delle società farmaceutiche, ma anche investimenti in maggiore capacità produttiva.
  • Con nuove varianti potenzialmente resistenti ai vaccini che continuano a nascere, l’unica soluzione alla pandemia è una fornitura di vaccina molto superiore all’attuale. (6)

La prima presa di posizione eclatante sul punto è stata quella del Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che si è da subito espresso a favore della revoca dei brevetti di titolarità delle Big Pharma .Dall’Eurocamera, in risposta alla risoluzione parlamentare, è giunta la dichiarazione di Charles Michel, presidente del Consiglio Ue, secondo il quale la sospensione dei vaccini non sarebbe la “panacea”,

Scrive quifinanza.it :”Andando ad analizzare in profondità il tema, da qualunque angolo di prospettiva lo si inquadri, risulta evidente come nello specifico caso dei brevetti farmaceutici – ed in particolare degli ultimi ritrovati anti Covid- 19 – una delle criticità è rappresentata dalla scarsità di aziende farmaceutiche dotate di strutture, tecnologie di produzione, competenze e capacità produttiva necessaria a soddisfare il fabbisogno vaccinale, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo.

Non bisogna, infatti, sottovalutare la questione inerente all’efficacia e alla sicurezza dei vaccini: sono stati sperimentati in tempi record, non mancano dubbi sui loro effetti collaterali, pertanto, un occhio di riguardo ulteriore deve essere dato alla questione sicurezza.

In tal contesto, la liberalizzazione dei brevetti, se da un lato consentirebbe una più ampia diffusione e capacità produttiva, dall’altro rischia di determinare una produzione incontrollata e potenzialmente pericolosa per la salute pubblica.

Liberalizzare significa consentire a chiunque di copiare l’invenzione altrui con riflesso negativo sulle future sperimentazioni, in quanto, l’eliminazione dell’esclusiva a favore dell’inventore disincentiva gli investimenti in nuove, costose, ricerche. ( 7 )E continua : “ Un’altra strada da percorrere è quella di abolire i divieti di esportazione di vaccini e materie prime presenti in USA e UK, incrementare i fondi da destinare all’Organizzazione Mondiale della Sanità e, soprattutto, negoziare con le case farmaceutiche titolari dei brevetti la riduzione del prezzo degli stessi.

La strada è dunque quella di calmierare i prezzi favorendo la gara competitiva tra le aziende farmaceutiche inventrici dei brevetti, aumentare i livelli di produzione spingendo le Big Pharma a concedere in licenza i propri ritrovati, così al contempo spingendo le aziende stesse ad impegnarsi in nuove ricerche necessarie a sconfiggere ulteriori varianti del virus.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato quella del COVID-19 una pandemia l’11 marzo 2020.E ora dopo un anno e nove mesi , la gente si chiede: Ma quando finirà questa pandemia?“Anche all’interno della comunità scientifica questa domanda susciterebbe risposte diverse”, afferma Rachael Piltch-Loeb, ricercatrice e docente presso l’Emergency Preparedness Research, Evaluation & Practice Program (Programma di ricerca, valutazione e preparazione per le emergenze, NdT) della Harvard T.H. Chan School of Public Health. “Non esiste una definizione su cosa significhi la ‘fine di una pandemia’” “Fino a che questo virus non sarà sotto controllo o quanto meno la sua diffusione non sarà limitata a livello globale, non possiamo considerarci fuori dall’emergenza”, continua Piltch-Loeb. Questo significa che la dichiarazione della ‘fine’ della pandemia potrebbe risultare un obiettivo a lungo termine che richiede condizioni differenti a seconda dei diversi punti di vista sulla questione. (8)

Una situazione certo complessa e variegata che offre la possibilità di queste ed ulteriori considerazioni. Il punto rimane comunque uno: la necessità di procedere al più presto ad una immunizzazione globale se si vuole veramente segnare un punto decisivo in questa lotta alla pandemia. E forse per dire che si è usciti dalla pandemia non basta solo una immunizzazione globale. Per tornare alla normalità ci vorrà forse qualcosa di più . Sta a tutti noi decidere che cosa .Che cosa serve per restituire alla vita di ciascuno di noi la normalità anche se proprio sulla normalità ci sarebbe molto da dire, ma questo non potrà che essere argomento di una nuova riflessione.

( 1)https://espresso.repubblica.it/attualita/2021/12/14/news/no_vax_bio_naturali-330129806/

(2 )COVAX, una collaborazione tra Gavi, the Vaccine Alliance [precedentemente Global Alliance for Vaccines and Immunisation, NdR], la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations e l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS). COVAX è stato lanciato nell’aprile 2020 con l’obiettivo di distribuire due miliardi di dosi di vaccino entro fine 2021. L’idea era accettare donazioni di denaro e di vaccini dai paesi e di assegnarli equamente alle nazioni più povere in base alla loro popolazione. COVAX aveva fatto affidamento sul Serum Institute of India per fornire più della metà delle sue dosi .Ma c’è stata una grande battuta d’arresto all’inizio di quest’anno, perchè l’India ha sospeso l’esportazione dei vaccini prodotti nel paese per far fronte

ad una recrudescenza dell’epidemia veramente devastante .

( 3 )https://portale.fnomceo.it/vaccini-anelli-fnomceo-su-parole-papa-serve-campagna-che-metta-in-sicurezza-il-pianeta

(4)https://www.federfarma.it/Edicola/Filodiretto/VediNotizia.aspx?id=22603

(5)https://espresso.repubblica.it/attualita/2021/06/15/news/vaccini_covid_brevetti-306134166/

( 6)https://www.editorialedomani.it/brevetti-vaccini-moderna-liberalizzazione-b19f8nms

(7 )https://quifinanza.it/info-utili/sospensione-revoca-brevetti-vaccini/509119/

(8https://www.nationalgeographic.it/scienza/2021/08/come-finira-la-pandemia-la-storia-ci-offre-degli-indizi)

Ultima modifica ilGiovedì, 06 Gennaio 2022 12:57

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