STORIA DELLA LAVANDA DEI PIEDI NEL GIOVEDI' SANTO
- Scritto da Ivan Cicchetti
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Redazione- Nel pomeriggio del Giovedì santo con la Messa vespertina “In Coena Domini” cominciano i riti del Triduo Pasquale. Durante questa liturgia si compie il tradizionale rito della “lavanda dei piedi” in ricordo dell’ultima cena di Gesù, prima dell’arresto e della condanna a morte, e, soprattutto, l’istituzione dell’Eucaristia.Durante la liturgia del Giovedì santo, nella Messa “In Coena Domini” viene rievocato il gesto della lavanda dei piedi, compiuto da Gesù in occasione dell’Ultima Cena, dopo aver mangiato agnello arrosto, azzimi ed erbe amare. Lo ricorda il Vangelo di Giovanni al capitolo 13. Gesù si alzò da tavola, depose le vesti e si cinse attorno alla vita un asciugatoio, quindi versò dell’acqua nel catino e si mise a lavare i piedi degli Apostoli, asciugandoli poi con l’asciugatoio di cui era cinto. Un gesto inaudito: la lavanda dei piedi, nell’antichità, oltre a essere un rito di ospitalità e accoglienza, era un compito dello schiavo verso il padrone, così come della moglie verso il marito o dei figli verso i padri.
È l’ultimo insegnamento lasciato da Gesù ai suoi discepoli: “Servire è regnare". Nel 2016, Papa Francesco ha introdotto una modifica delle regole che disciplinavano la lavanda dei piedi: da allora possono essere scelti per riceverla non più solo uomini o ragazzi, ma "tutti i membri del Popolo di Dio", dunque anche le donne.
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