ORA ANCHE IN ITALIA LA PRODUZIONE DEI VINI DEALCOLATI
- Scritto da Ivan Cicchetti
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Redazione- Fino ad oggi non si poteva chiamare "vino" una bevanda con un tenore alcolico inferiore agli 8,5 gradi. Ora, con la pubblicazione sul sito del ministero dell'Agricoltura delle disposizioni attuative del decreto sui dealcolati, cade questa regola, si supera un vuoto normativo e cade soprattutto un tabù nel Paese maggior produttore al mondo di vino e culla della Dieta Mediterranea.si legge nel decreto - ridurre parzialmente o totalmente il tenore alcolico dei vini, dei vini spumanti, dei vini spumanti di qualità, dei vini spumanti di qualità di tipo aromatico, dei vini spumanti gassificati, dei vini frizzanti e dei vini frizzanti gassificati. Nulla cambia per i vini a denominazione certificata: in Italia il processo di dealcolazione, totale e/o parziale, non potrà essere eseguito per le categorie di prodotti vitivinicoli a denominazione di origine protetta (Dop) ed indicazione geografica protetta (Igp). Il decreto ministeriale è, precisa il Masaf, in corso di registrazione presso gli organi di controllo e ovviamente nulla cambia per il brindisi di questo Capodanno.
Già dal prossimo tuttavia, quello del 2025, potranno alzare calici di vino dealcolato, cioè a basso o zero grado alcolico, non solo gli astemi, le donne incinte, gli sportivi professionisti, gli autisti e conducenti di mezzi pubblici, le persone di altri credo religioso, chi insomma il vino non lo beveva.
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