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I BAMBINI E IL CARNEVALE: ASPETTI PSICOLOGICI. INTERVISTA AD ADELIA LUCATTINI, ORDINARIO DELLA SOCIETÀ PSICOANALITICA ITALIANA

Carnevale Carnevale

Redazione-  Il Carnevale è una festa molto amata dai bambini, ricca di colori, maschere e divertimento. Ma oltre al semplice aspetto ludico, il Carnevale riveste un’importanza significativa per il benessere psicologico dei più piccoli, offrendo loro l'opportunità di esprimere la propria creatività attraverso la scelta,  il gioco e la personalizzazione di ruoli anche diversi dalla propria identità. La capacità di inventare storie e sperimentare giochi di ruolo e di indossare una maschera permette infatti, ai bambini di esprimere emozioni, che altrimenti potrebbero tenere nascoste o semplicemente non esprimere. Le sfilate, le feste in maschera in questi giorni di festa carnevalesca,  i giochi di gruppo,  favoriscono, inoltre, la socializzazione e l’interazione con gli altri bambini. Di questo e molto altro, ne parliamo con Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana

Dott.ssa Lucattini, cosa rappresenta il Carnevale per i bambini? Qual è il suo significato più profondo?

È un momento di gioia, allegria e divertimento, un’occasione in cui i bambini possono esprimersi liberamente, un momento in cui alcune regole quotidiane possono essere momentaneamente sospese, poiché prevale la dimensione di gioco in cui si libera la fantasia. Basti pensare al lancio dei coriandoli e delle stelle filanti, il grido delle trombette e dei fischietti dal suono acutissimo, anche a scuola.

Dal punto di vista psicoanalitico, il travestimento permette ai bambini di esplorare in modo privilegiato aspetti diversi di se stessi, li aiuta a identificarsi con personaggi reali o immaginari, a sperimentare ruoli diversi ( cavalieri, pirati, astronauti, dottori, reali, sia per i maschi che per le bambine) e a vivere per qualche giorno nella realtà i propri desideri, esorcizzare le paure e liberare aspetti inconsci. Indossare una maschera consente di esprimere emozioni che nella vita di tutti i giorni potrebbero essere più difficili da mostrare, come il coraggio, il bisogno di protezione, il desiderio di affermarsi e comandare, il piacere di essere grandi.

 

Il Carnevale con i suoi festeggiamenti, simboleggia senz'altro una significativa modalità di Comunicazione e di Espressione creativa  per i bambini, cosa può dirci al riguardo? Cosa riferiscono in particolare i recenti studi scientifici?

 

Un interessante studio pubblicato su International Journal of Early Childhood, mette in relazione il Carnevale, i travestimenti e la dimensione di gioco, con la capacità di sviluppare l’umorismo, qualità importantissima nella vita. Il Carnevale è di fatto un momento di uguaglianza e comunicazione tra tutte le persone, grandi e piccini. Dal punto di vista psicoanalitico e pedagogico, il Carnevale in maschera, offre ai bambini un’opportunità preziosa per esprimere e vivere chi sono, esplorando le varie sfaccettature della propria personalità e della propria identità. Secondo il filosofo Michail Bakhtin, citato nello studio scientifico, si possono individuare alcuni benefici fondamentali nel Carnevale, ad esempio, permette ai bambini di esplorare emozioni e aspetti della personalità che nella vita quotidiana potrebbero essere inespressi, nascosti o sconosciuti; può essere un'esperienza di libertà, che rafforza la loro capacità di comprendere il valore delle regole nella quotidianità e  di tollerare la frustrazione quando ricevono dei “no” dai genitori e dagli insegnanti, da maestri e coach.

Perché, a Suo avviso, il Carnevale suscita tanto umorismo e divertimento nei bambini?

 

Innanzitutto, con il suo carattere giocoso e liberatorio, aiuta i bambini a rielaborare paure e conflitti interni e attraverso il travestimento, possono affrontare figure temute (es. mostri, fantasmi e  streghe) in un contesto di gioco, trasformando le tensioni e l’ansia in divertimento, facendoli ridere delle proprie paure. Inoltre, il Carnevale incarna, il concetto del "mondo sotto-sopra", in cui le norme familiari e sociali possono essere scompigliate senza fare alcun danno, senza farsi male e senza rimproveri. Mascherandosi, soprattutto con costumi scelti da loro, i bambini liberano la loro la creatività e al tempo stesso sviluppano il pensiero astratto e simbolico, vivono in uno spazio e in una dimensione transizionale, tra fantasia e realtà, come ci insegna lo psicoanalista e pediatra Donald Winnicott, elementi fondamentali per il loro sviluppo intellettivo ed emotivo. Inoltre, attraverso il gioco con i genitori e gli amici, esplorano e rafforzano i legami e gli affetti.

 

Per i bambini, quali sono i risvolti psicologici positivi nel travestirsi per Carnevale?

 

Il travestimento per Carnevale non è solo un gioco, ma un’esperienza psicologicamente formativa che contribuisce allo sviluppo dell’identità, della creatività, della sicurezza emotiva e delle competenze relazionali. È un’occasione per i bambini di conoscere se stessi ed esplorare in sicurezza l’ambiente circostante, in un clima di festa e libertà, sotto lo sguardo vigile, affettuoso e partecipe dei genitori, i quali, nel fare domande sui personaggi o sulle scene che i loro bambini hanno creato, li incoraggia a parlare di se stessi e li aiuta ad essere più sicuri, spigliati, intraprendenti e a sviluppano capacità di conversazione e d’interazione con i coetanei e con gli adulti.

 

La scelta di alcuni bambini di mascherarsi da personaggi misteriosi o del genere horror può essere, secondo il Suo punto di vista, un modo per affrontare e superare le loro paure?

 

Dal punto di vista psicoanalitico e dello sviluppo della mente infantile, indossare un costume spaventoso consente al bambino di controllare dall’interno ciò che lo impaurisce, impersonandolo. Identificandosi con un mostro, uno scheletro o un vampiro, il bambino trasforma qualcosa di pauroso in qualcos’altro di positivo, poiché gestibile e diviene poi familiare. Attraverso la recitazione che per i bambini è un’espressione assolutamente autentica, si riduce progressivamente il senso di minaccia che queste figure evocano e abbassano le tensioni interne, poiché le loro paure che non riescono a spiegare hanno un nome (del personaggio) e sono sotto il loro controllo.

 

Quale importanza, in particolare, c’è per un bambino, dietro la rappresentazione di un personaggio tanto anelato?

Dal punto di vista psicoanalitico, la scelta di un personaggio tanto desiderato da parte di un bambino ha un significato profondo, poiché legato all’elaborazione di desideri inconsci e alla costruzione della propria identità. Nel gioco del travestimento, che è utilizzato anche a livello pedagogico e educativo nella prima infanzia, i bambini nell’indossare un costume, acquisiscono i poteri e le qualità del personaggio che hanno scelto, per questo scelgono così spesso dei supereroi! Secondo la psicoanalisi infantile, il gioco simbolico aiuta ad esprimere i propri desideri inconsci in una forma accettabile per se stessi e sicura, bonificata da ogni possibile pericolo. Accettabile emotivamente e pensabile. I bambini travestiti da Superman, Spiderman o Ermione Granger non si sentono folli, giocano ad essere supereroi o piccoli maghi, vivendo così liberamente il proprio desiderio, senza paura di essere criticato.  In alcuni casi, i bambini possono scegliere personaggi che incarnano qualità che sentono di non avere o non abbastanza, come il coraggio, l’indipendenza o l’essere ribelli e un po’ selvaggi ma nobili dentro, basti pensare al potere di Tarzan e Jane!

 

Quali consigli si sente di dare ai genitori che condividono con i bambini questi momenti di festa carnevalesca?

 

Lasciare che il bambino scelga il proprio travestimento, senza criticarlo, limitandosi semplicemente a dare eventualmente consigli “estetici” o stilistici;

Se è possibile, disegnare e poi fare insieme il costume, anche se è molto difficile, in caso facendosi aiutare da un sarto o una sarta. Fare insieme rafforza i legami:

Travestirsi vincendo la timidezza e l’imbarazzo, partecipando al carnevale con i propri bambini. Se i figli sono contenti ed  entusiasti, anche i genitori possono divertirsi partecipando a feste in maschera;

Evitare che il Carnevale si trasformi in una sfilata di alta moda o in una gara al costume più “cool”. Il mascherarsi deve rimanere un momento di gioia e allegria;

Organizzare una festa di Carnevale anche con altri genitori, coinvolgendo attivamente i propri bambini. Oltre alle feste a scuola o in piazza che sono sempre bellissime, ai bambini piace decorare, preparare dolci, scegliere la musica. Li fa sentire importanti, considerati e capaci, visti dai genitori;

Portare i bambini a vedere i carri allegorici, sono educativi e il clima di gioioso è coinvolgente e liberatorio. Inoltre, rafforza i legami con la tradizione e insegna giocando;

Sarebbe piacevole per i bambini ascoltare anche dai nonni le storie legate alle origini del Carnevale e anche quelle personalmente vissute da loro, trasmettendo la loro esperienza. 

 

Marialuisa Roscino, Giornalista scientifica, specializzata su temi di Salute e in particolare in Educazione all'Alimentazione e nei disturbi del Comportamento Alimentare. Tra le sue precedenti e molteplici esperienze professionali di giornalista nel campo medico-scientifico, oltre alla cura di importanti Congressi scientifici per la sezione Media & Stampa, significative: l'attività di ufficio stampa e comunicazione presso l'Ufficio Stampa e il Servizio Comunicazione e Relazioni Esterne presso l'Ospedale Pediatico Bambino Gesù di Roma e presso la Croce Rossa Italiana come Coordinatore Nazionale per le Attività di visibilità e di Comunicazione 

Marialuisa Roscino

Ultima modifica ilLunedì, 10 Marzo 2025 17:58

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