- LA LIBERTÀ DI PAROLA E J. D. VANCE - | PROF.SSA GABRIELLA TORITTO
- Scritto da Prof.ssa Gabriella Toritto
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Premessa alla lettura della presente riflessione
Redazione- Ciò che ho scritto è una riflessione al discorso integrale del Vicepresidente degli USA alla Conferenza di Monaco di Baviera. Il discorso integrale è stato da me letto già tradotto in lingua italiana. Confesso che, durante la lettura, a volte ho dubitato della correttezza e della fedeltà della traduzione, dato che ciò che ha pronunciato il Vicepresidente statunitense mi è sembrato a tratti assurdo e fuorviante, sebbene ne abbia anche apprezzato e condiviso alcuni aspetti.
Ho premesso quanto sopra poiché il mio ragionamento e la mia riflessione sono strettamente legati alla traduzione. Se il traduttore non è stato fedele nel riportare il discorso, comprenderete che le mie esternazioni risultano infondate.
Durante la Conferenza sulla sicurezza tenutasi a Monaco di Baviera il 14 febbraio 2025 James David Vance, nuovo Vicepresidente degli USA, afferma che: “la minaccia che più mi preoccupa nei confronti dell’Europa non è la Russia, non è la Cina, non è nessun altro attore esterno. Ciò che mi preoccupa è la minaccia dall’interno. La ritirata dell’Europa da alcuni dei suoi valori più fondamentali, valori condivisi con gli Stati Uniti d’America”.
A quali “valori” allude Vance? Mi chiedo se, lui che parla di valori, sia consapevole di governare con una “compagnia” di persone divenute super ricchissime grazie a non si sa quali affari.
Vance fa riferimento ad una “diminuita libertà di parola e all’esclusione dell’estrema destra dalla scena politica” … quando in questi giorni negli USA sono stati “silurati” federali e giudici che non hanno appoggiato la presidenza Trump …

“Per anni ci è stato detto che tutto ciò che finanziamo e sosteniamo è in nome dei nostri valori democratici condivisi. Tutto, dalla nostra politica sull’Ucraina alla censura digitale, è presentato come una difesa della democrazia”… “Ora, come molti di voi in questa sala sapranno, la Guerra Fredda ha schierato i difensori della democrazia contro forze molto più tiranniche in questo continente. E considerate la parte in quella lotta che censurava i dissidenti, che chiudeva le chiese, che annullava le elezioni. Erano i buoni? Certamente no. E grazie a Dio hanno perso la Guerra Fredda. Hanno perso perché non hanno valorizzato né rispettato tutte le straordinarie benedizioni della libertà. La libertà di sorprendere, di sbagliare, di inventare, di costruire, poiché a quanto pare non si può imporre l’innovazione o la creatività, così come non si può costringere le persone a pensare, a sentire o a credere a qualcosa, e noi crediamo che queste cose siano certamente collegate. E purtroppo, quando guardo all’Europa di oggi, a volte non è così chiaro cosa sia successo ad alcuni dei vincitori della Guerra Fredda.”
Ancora … Vance cita fatti esemplari verificatisi in Europa: in Gran Bretagna, in Svezia, in Romania dove i governi sono intervenuti per imporre leggi che limitano le libertà personali: “Guardo alla Svezia, dove due settimane fa il governo ha condannato un attivista cristiano per aver partecipato a un rogo di Corano che ha portato all’omicidio di un suo amico”.
Per fortuna Vance è un Juris Doctor, un legale che ha esercitato la professione di legale, e nonostante ciò non ha compreso che in Svezia hanno condannato chi ha offeso la sensibilità di un gruppo religioso specifico e dissacrato un testo religioso, sebbene il paese abbia espulso il sacro dalla sfera pubblica. Fra l’altro si è trattato anche di convenienza politica a fronte di un atto così provocatorio in un contesto di accresciuta tensione fra Medio Oriente ed Europa.
Da quale pianeta giunge Vance? E a scrivere è una convinta cristiana … Vance non ha compreso neppure la finalità di quelle leggi inglesi volte a proteggere l’intimità, il dramma di quelle donne che già soffrono un grave travaglio nel momento di un aborto, figurarsi se poi sono oggetto di ‘osservazioni, preghiere e stigma’ da parte dei movimenti Pro Vita.
A Vance sfugge che oltre ai linguaggi espliciti, esistono anche quelli impliciti, costituiti da sguardi e silenzi che “segnano”, offendono. Sembra quasi che l’americano dell’Ohio, pur ostentando religiosità, perbenismo da protestante più che da cattolico, sia privo di qualsiasi spiritualità. Del resto come potrebbe, data la “nave” su cui si è imbarcato?
Sul Coronavirus e su certa stampa imbavagliata e a rischio censura mi trovo d’accordo con Vance. Così come condivido la sua convinzione allorquando si chiede in merito a certa “disinformazione” straniera che infetta le elezioni politiche “se la vostra democrazia può essere distrutta con poche centinaia di migliaia di dollari di pubblicità digitale da un paese straniero, allora non era molto forte fin dall’inizio”. Ha perfettamente ragione ma anche in questo caso gli sfugge un detto popolare italiano: “E’ inutile chiudere la stalla quando i buoi sono scappati”, ossia le élite dominanti del paese, cui egli stesso appartiene, hanno contribuito attraverso la finanza, certo cinema e certa televisione ad obnubilare le coscienze e ad indebolire le democrazie con ferrea predeterminazione, anche attraverso i social, consapevoli e consenzienti che avrebbero causato un nuovo analfabetismo e un’esplosione di violenza.
Poi Vance è arrivato al sodo e ha rivelato il vero messaggio di Trump: “Ora, questa è una conferenza sulla sicurezza e sono sicuro che siete tutti venuti qui preparati a parlare di come intendete esattamente aumentare la spesa per la difesa nei prossimi anni in linea con qualche nuovo obiettivo. E questo è fantastico. Perché, come ha chiarito abbondantemente il presidente Trump, egli ritiene che i nostri amici europei debbano svolgere un ruolo più importante nel futuro di questo continente. Non pensiamo che abbiate sentito parlare di condivisione degli oneri, ma riteniamo che sia importante, nell’ambito di un’alleanza comune, che gli europei si facciano avanti mentre l’America si concentra sulle aree del mondo che sono in grave pericolo”.

Parole chiare e forti, anzi tuonanti. A buon intenditor poche parole. “Per chi suona la campana? L’Occidente”, scrissi qualche anno fa. Ebbene la campana sta suonando per la vecchia Europa.
Vance continua: “L’Europa deve affrontare molte sfide, ma la crisi che questo continente sta affrontando in questo momento, la crisi che credo stiamo affrontando tutti insieme, è una crisi che abbiamo creato noi stessi. Se avete paura dei vostri stessi elettori, non c’è niente che l’America possa fare per voi, né, del resto, c’è niente che voi possiate fare per il popolo americano che ha eletto me e ha eletto il presidente Trump. Avete bisogno di mandati democratici per realizzare qualcosa di valore nei prossimi anni. Non abbiamo imparato nulla dal fatto che mandati deboli producono risultati instabili, ma c’è così tanto valore che può essere realizzato con il tipo di mandato democratico che penso verrà dall’essere più reattivi alle voci dei vostri cittadini”.
Retorica o no, in questo ha detto bene: gli uomini politici, i governanti devono essere più reattivi, ossia devono rispondere subito e con coerenza e fedeltà a ciò che i cittadini chiedono. Poi si sofferma sui dati esponenziali delle migrazioni di massa. E lì qualcuno doveva ricordargli che da Bush senior a Obama “I have a dream”, alle Primavere Arabe, gli errori li ha commessi tutti l’America.
Il Vicepresidente procede con continui riferimenti all’attentato che ha preceduto l’apertura del summit ma non svela all’opinione pubblica, ai cittadini a lui così cari, che molti attentati sono strategici e preludono a scelte e indirizzi politici deliberati da certe élite.
Dopo di che arriva la conclusione, da me pienamente condivisa, che trapela la consapevolezza di Vance di essere un giovane politico destinato a restare a lungo sulla scena mondiale, pertanto desideroso di chiudere il proprio intervento, destinato ai posteri, in modo aulico: “ma ciò a cui non sopravvivrà la democrazia tedesca, o meglio nessuna democrazia, americana, tedesca o europea, è dire a milioni di elettori che i loro pensieri e le loro preoccupazioni, le loro aspirazioni, le loro richieste di aiuto non sono legittime o non meritano nemmeno di essere prese in considerazione. La democrazia si basa sul sacro principio che la voce del popolo conta. Non c’è spazio per i firewall. O si sostiene il principio o non lo si fa. Abbracciate ciò che il vostro popolo vi dice, anche quando è sorprendente, anche quando non siete d’accordo. E se lo fate, potete affrontare il futuro con certezza e fiducia, sapendo che la nazione è al fianco di ognuno di voi, e questa per me è la grande magia della democrazia. Non è in questi edifici di pietra o in bellissimi hotel. Non è nemmeno nelle grandi istituzioni che abbiamo costruito insieme come società condivisa. Credere nella democrazia significa capire che ogni cittadino ha la propria saggezza e la propria voce, e se ci rifiutiamo di ascoltare quella voce, anche le nostre battaglie più riuscite otterranno ben poco.”
Vance ha dimenticato che sia Mussolini sia Hitler sono arrivati al potere attraverso libere elezioni e che, mentre folle adunanti e acclamanti, li osannavano, c’era gente polverizzata che spariva attraverso “er Kamin”.
Il Vicepresidente Vance quindi ringrazia e saluta il Summit, benedicendo tutti. God look.
Che strani gli americani, benedicono anche quando hanno la pistola in mano.
F.to Gabriella Toritto
