UN NOME, UN PROGRAMMA | LEONE XIV
- Scritto da Prof.ssa Gabriella Toritto
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Redazione- “Habemus Papam”. Giorni cruciali in Roma, ancora una volta nella storia “caput mundi”.Giovedì 8 maggio 2025, giorno della Supplica alla Madonna di Pompei, passerà alla storia per l’elezione del successore dell’amato Papa Francesco sullo scranno pontificio.
Al pomeriggio, in una piazza San Pietro gremita di fedeli, la fumata bianca ha stupito tutti per la brevità con cui si sono svolte le votazioni E’ stato eletto alle ore 18:07.
E’ il 267° Papa nella storia della Chiesa. La trepida attesa del nome e la proclamazione del nuovo pontefice: Robert Francis Prevost.
Primo papa statunitense, è nato a Chicago il 14 settembre del 1955. Ha quasi 70 anni. Già prefetto del Dicastero per i vescovi, ha scelto il nome di Leone XIV poiché, come ha rivelato lui stesso nella cena con i cardinali, ”siamo nel pieno di una rivoluzione digitale”. Il pontefice intende dare più attenzione alle questioni di ordine sociale nel mondo, alla giustizia, oltre che alla pace.
Così come ai tempi del suo lontano predecessore Leone XIII era in corso la rivoluzione industriale, ora è in corso la rivoluzione digitale. Diviene pertanto centrale il tema del lavoro e della giustizia sociale, così come quello della pace. La Chiesa, così come allora, due secoli fa, non può rimanere indifferente alle istanze che provengono dalla società, all’esigenza di una più equa distribuzione delle risorse e di una maggiore giustizia sociale.
Ladislav Nemet, arcivescovo di Belgrado, ha affermato: “Posti di lavoro e digitalizzazione, nel nome il programma. Finora c’era Francesco che parlava coi lupi. Adesso abbiamo un Leone, che caccerà i lupi”.
Primo Papa agostiniano, Robert Francis Prevost, nato nel nord del continente americano, è stato pastore missionario in Perù, prima di essere nominato cardinale e chiamato da Papa Francesco alla guida del Dicastero per i vescovi e della Pontificia Commissione per l’America Latina nel 2023.
Le sue origini sono francesi, italiane e spagnole, essendo sua madre, Mildred Martínez, di origini spagnole. Ha due fratelli, Louis Martín e John Joseph. Ha studiato dapprima nel Seminario minore dei Padri Agostiniani e poi, alla Villanova University, in Pennsylvania, dove ha conseguito la laurea in Matematica e in Filosofia. Entrato nel noviziato dell'Ordine di Sant'Agostino, nella provincia di Nostra Signora del Buon Consiglio di Chicago, emette la prima professione il 2 settembre 1978. Pronuncia i voti solenni il 29 agosto 1981. Si laurea in Teologia presso la Catholic Theological Union di Chicago e all'età di 27 anni è inviato dai suoi superiori a Roma per studiare Diritto.
Dunque nella scelta del nome la visione di una missione, l’avvio di un programma.
Le teorie e le ideologie del Novecento, come quelle dei nostri giorni, in cui infuriano nuovi imperialismi e suprematismi, furono in antitesi con i principi di verità, di giustizia, e di amore che costituiscono i fondamenti e la forza del Cristianesimo. La Chiesa non può non ispirarsi a Cristo e a Pietro che la fondarono. E, come ha sottolineato Papa Leone XIV, Cristo Gesù non va inteso o ridotto a leader o superman. Sarebbe ateismo di fatto.
Il lontano predecessore Leone XIII, al secolo Vincenzo Gioacchino Pecci, il 15 maggio 1891 promulgò l’Enciclica Rerum Novarum per rispondere alla questione sociale scatenata dalla seconda rivoluzione industriale.
La Rerum Novarum, assieme alla Dottrina Sociale della Chiesa, designò il Magistero che la Chiesa avrebbe esercitato su temi concernenti la società e il mondo del lavoro. I loro fondamenti teorici, le loro “sorgenti” o “fonti” furono le Sacre Scritture, la Parola di Dio rivelata, i Sacri Libri dunque, a partire da Genesi, poi il Vangelo, gli Scritti apostolici, etc…
Nel nostro tempo, in cui vige il neoliberismo più sfrenato, dove il lavoro e la dignità dell’uomo sono calpestati quotidianamente, dove sono ricorrenti gli incidenti sul lavoro, vale la pena soffermarsi sulla Dottrina Sociale della Chiesa, sul suo importante e determinante contributo nel disegno della nostra Repubblica e nella ricostruzione post-bellica della società civile del mondo occidentale.
Riflettendo, comprendiamo quanto sia necessario ed attuale l’attuazione del suo Magistero.
Le convinzioni d’intelletto della Dottrina Sociale della Chiesa in merito all’uomo e al lavoro dell’uomo (così come è scritto nella Lettera Enciclica Laborem Exercens di Papa Giovanni Paolo II, emanata nel 1981, al 90° anniversario dell’enciclica Rerum Novarum) acquisiscono il carattere di convinzione di fede, poiché ciò che esse propongono ed insegnano, risiedono nella Parola di Dio rivelata, nelle Sacre Scritture.
La Dottrina Sociale della Chiesa affonda le proprie radici nel fatto che la Chiesa crede nell’uomo, pensa all’uomo e si rivolge all’uomo non solo alla luce dell’esperienza storica quanto, e innanzitutto, alla luce della Parola rivelata del Dio vivente.
La Chiesa attraverso la Dottrina Sociale ebbe (ed ha tuttora) una missione, un compito sacro da adempiere: riferendosi all’uomo, essa cerca di esprimere quei disegni eterni e quei destini trascendenti che il Dio Vivente, Creatore e Redentore, ha legato all’uomo.
La Dottrina Sociale della Chiesa trova già nelle prime pagine di Genesi, 1° Libro della Bibbia, la fonte della sua convinzione, ossia il lavoro costituisce una fondamentale dimensione dell’esistenza umana sulla terra.
Ci aspettiamo dunque da Papa Leone XIV una nuova enciclica, una nuova Rerum Novarum contestualizzata ai nostri tempi, che ponga al centro l’uomo e il lavoro dell’uomo, poiché come si legge in Genesi nel lavoro si realizza l’adempimento del mandato affidato all’uomo da Dio Creatore. L’uomo riflette la stessa azione del Creatore dell’universo.
Le parole proferite da Dio e riportate in Genesi ancora oggi non cessano di essere attuali e la moltiplicazione, il riempimento della terra e il suo soggiogamento costituiscono un processo universale che abbraccia tutti e ciascuno, ogni generazione in ogni fase dello sviluppo economico e culturale della società in cui essa (generazione) è contestualizzata. Si tratta di un processo che si attua in ogni uomo. Tutti e ciascuno sono contemporaneamente abbracciati da tale processo.
Nella storia della Chiesa il primo pontefice di nome Leone fu Leone Magno, 45º papa della Chiesa cattolica. Nacque intorno al 390 d. C. in Toscana. Il suo pontificato è tuttora ricordato per aver affrontato Attila, re degli Unni, persuadendolo a non saccheggiare Roma. È venerato come Santo sia dalla Chiesa cattolica sia da quella ortodossa.
Speriamo che il nostro nuovo pontefice, sulle orme del suo antichissimo predecessore, sappia fermare quei rapaci imperialisti che attualmente stanno sconquassando il mondo.
Altro importante pontefice fu Leone III, il quale per meglio controllare le tensioni politiche e religiose del suo tempo, collaborò con l’impero carolingio e con Carlo Magno che incoronò imperatore nella notte di Natale dell’800 d.C. nella Basilica di San Pietro.
Leone IX, nato Bruno di Egisheim-Dagsburg, è considerato uno dei papi più importanti del Medioevo. Il suo pontificato fu contraddistinto da riforme ecclesiastiche e dal grande Scisma del 1054, che divise la Chiesa cattolica da quella ortodossa. Speriamo che Leone XIV riesca a colmare e a riparare
quelle divisioni ancora insite nella Chiesa cristiana.
Alcuni pontefici di nome Leone ebbero pontificati di breve o brevissima durata. Altri due, Leone X e Leone XI furono discendenti della famiglia de’ Medici.
