LA LIBERTÀ SCOMODA : PENSARE IN MODO DIVERSO
- Scritto da Erika Diliberto
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Redazione- Viviamo in tempi in cui si parla tanto di libertà, di rispetto, di apertura verso ogni forma di diversità. Ma c’è una libertà che sta diventando scomoda: quella di pensare in modo diverso.Oggi, nel dibattito pubblico, sembra che chi crede nel valore della famiglia composta da un uomo e una donna debba sempre sentirsi in colpa o essere messo sulla difensiva. Eppure, noi credenti seguiamo una tradizione, una fede, una strada tracciata da Dio stesso, ribadita anche da Papa Leone XIV. Oggi, purtroppo, c’è chi aspira a diventare la voce unica, pretendendo non solo di essere ascoltata, ma anche che chi ha una visione differente stia zitto. Ma esprimere un’opinione non è un atto di violenza. È un atto di presenza.
Non può essere considerato offensivo dire, ad esempio, che si crede nella famiglia composta da un uomo e una donna, secondo ciò che insegna la Chiesa e il Papa.
Questo non è odio, non è discriminazione: è semplicemente un modo di vedere il mondo, fondato su valori personali, su un sentire profondo. E come tale, ha lo stesso diritto di esistere di qualsiasi altra opinione. La libertà di pensiero non può essere a senso unico. Chi non si riconosce nella fede cattolica, nei suoi dogmi o nel suo insegnamento, ha tutto il diritto di scegliere la propria strada. Ma questo non può diventare un motivo per attaccare chi sceglie di seguire il cammino della fede, né per delegittimare una visione che ha radici profonde e sacre.
Non possiamo avere paura di parlare per il timore di essere fraintesi, etichettati, ridotti al silenzio. Possiamo confrontarci, possiamo dissentire, possiamo restare su posizioni diverse – ma nessuno ha il diritto di imporre il proprio pensiero come fosse l’unico accettabile. Ogni idea detta con rispetto è un’impronta. E ognuno ha il diritto di lasciarla.
Non possiamo rinunciare a essere noi stessi, solo per far contenti gli altri.
Il rispetto vale per tutti, la libertà vale per tutti.
