MEF | AL VIA SPERIMENTAZIONE DEL NUOVO CONTRASSEGNO FISCALE DI STATO
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Al via la sperimentazione del nuovo contrassegno fiscale di Stato per le bevande alcoliche: più sicuro, più resistente, più digitale.
Savino (MEF): “Semplificare, innovare, condividere. Da qui passa il nostro sostegno concreto al mondo produttivo”
Redazione – “Un confronto operativo e proficuo, che dimostra come la sinergia tra istituzioni, imprese e corpi tecnici dello Stato rappresenti la strada giusta per modernizzare e semplificare i processi, a beneficio dell’intero sistema Paese. Con questa fase, sblocchiamo un progetto rimasto fermo per troppo tempo, sul quale abbiamo lavorato intensamente negli ultimi mesi. Il progetto, oltre a semplificare l’operatività delle imprese e delle aziende pubbliche, prevede l’adeguamento delle informazioni già trasmesse quotidianamente all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dai depositi fiscali. Questo consentirà una gestione più snella delle garanzie e una riduzione del numero di tagli dei contrassegni.” Lo dichiara il Sottosegretario all’Economia e alle Finanze, Sandra Savino, al termine dell’incontro odierno con il neo Amministratore Delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), Michele Sciscioli, i rappresentanti dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), di Federvini e delle imprese del comparto degli alcolici, che dà avvio alla fase sperimentale dell’attività di semplificazione in materia di Contrassegni di Stato per i prodotti alcolici sottoposti all’accisa sull’alcol etilico.
Nel corso dell’incontro è stato presentato lo stato di avanzamento del nuovo progetto di semplificazione e innovazione dei contrassegni fiscali di Stato per le bevande alcoliche. L’iniziativa, che prenderà avvio il 28 luglio in fase sperimentale, rappresenta un tassello strategico nella direzione di una Pubblica Amministrazione più vicina alle esigenze produttive, meno burocratizzata e pienamente integrata con i processi digitali e le dinamiche di mercato.
La sperimentazione riguarda un nuovo modello di contrassegno più resistente, più sicuro, più sostenibile e più funzionale alle esigenze industriali, in particolare durante la fase di applicazione sulle linee di imbottigliamento. Il contrassegno sarà realizzato su carta ad alta grammatura, con un rinnovato disegno grafico che integra elementi anticontraffazione aggiornati e un fondo di sicurezza più sofisticato, in linea con gli standard internazionali.
Accanto all’innovazione fisica, il progetto prevede anche un’evoluzione digitale del contrassegno, grazie all’introduzione di un QR code univoco. Tale codice aprirà a una gamma di servizi digitali per le imprese e l’Amministrazione, consentendo la semplificazione degli adempimenti in materia di rendicontazione e garanzie, e offrendo nuove modalità di tracciabilità e trasparenza per il consumatore finale.
Il progetto si muove in piena coerenza con gli indirizzi di riforma della spesa pubblica e semplificazione normativa previsti nel Programma Nazionale di Riforma e nel Piano strutturale di bilancio 2025–2029, che promuovono strumenti tecnologici e normativi a supporto della competitività, della crescita sostenibile e della sburocratizzazione.
“Sono particolarmente grata all’AD Michele Sciscioli e all’Istituto Poligrafico per aver portato avanti con determinazione e senza interruzioni un progetto così rilevante, anche in una fase di transizione al vertice dell’IPZS. È il segno di un’azienda di Stato che lavora con visione, competenza e senso di responsabilità”, ha sottolineato il Sottosegretario Savino. “Un ringraziamento va anche ad ADM per la collaborazione costante e preziosa che ha consentito di dare concretezza e operatività a un percorso tanto atteso da parte delle imprese”.
La fase pilota prevederà, nelle prossime settimane, un primo gruppo di imprese con caratteristiche eterogenee per dimensione e tecnologia, al fine di testare il nuovo contrassegno su diversi impianti di imbottigliamento. I dati raccolti consentiranno di valutare l’impatto operativo, tecnico e normativo della nuova soluzione e definire eventuali margini di miglioramento, con l’obiettivo di estendere progressivamente il nuovo modello a tutta la filiera.
“Questo progetto – conclude Savino – è la dimostrazione che la buona politica non si limita a legiferare, ma accompagna le imprese nella trasformazione, semplifica i procedimenti e riconosce il valore delle filiere produttive italiane. Continueremo su questa strada, ascoltando, dialogando e costruendo soluzioni insieme.”
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